Archivi giornalieri: 10 Ott 2019

Giornata FAI di Autunno alla (ri)scoperta della Benečija — NoviMatajur

Il FAI (Fondo ambiente italiano) propone anche quest’anno un fine settimana (sabato 12 e domenica 13 ottobre) tutto dedicato alla bellezza ed alle centinaia di luoghi ancora inaccessibili o poco valorizzati in Italia. Alle Giornate FAI di Autunno ha aderito anche il Gruppo FAI di Cividale del Friuli che ha scelto per l’occasione un itinerario…

Giornata FAI di Autunno alla (ri)scoperta della Benečija — NoviMatajur

MIGRANTI MORTI IN MARE. OLTRE 15 MILA MORTI IN POCHI ANNI, COME SE FOSSERO AFFONDATE DELLE CITTÀ

fonte vignetta Makkox Official

Come se Azzano, Porcia, San Vito al Tagliamento, Tavagnacco fossero affondate o città come Grado e Lignano insieme non esistessero più. Sepolte dall’acqua. Dal mare. Quel mare che divide le terre, ma le unisce attraverso lo sguardo che si perde oltre l’orizzonte. Terra, terra, gridava  l’odiato Cristoforo Colombo  in America, prima di andare a conquistare le nuove terre ed esercitare il suo colonialismo e schiavismo ai danni della popolazione indigena. Terra, terra. Un grido a cui ci siamo affezionati nei film, che raccontano la storia di naufraghi. Ma questo grido non può essere per tutti. Perchè c’è chi gioisce, chi si rallegra, se queste persone che legittimamente vanno alla ricerca di nuove speranze, vengono risucchiate da Nettuno. Annegano nel Mediterraneo. Affondano le loro barche, le loro carrette delle mare, e quando venivano soccorse qualcuno le liquidava in modo meschino come taxi del mare. Chiunque nelle loro condizioni avrebbe tentanto la stessa sorte. Non decidi tu dove nascere. Oltre 15 mila morti dal 2014. Il Mediterraneo è diventato vorace come non mai. E noi, qui, a fare la conta, parlando di numeri astratti, ma non sono numeri del lotto questi, sono persone uccise dai muri del nostro tempo.
mb

Alessandria Sailing Team — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava

Spirit alla Barcolana di Trieste L’Alessandria Sailing Team torna in acqua la prossima domenica, il 13 ottobre, per partecipare alla Barcolana di Trieste, edizione numero 51, una manifestazione velistica molto conosciuta e partecipata. Sono attese infatti circa 2300 barche: alcune molto grandi che mirano alla competizione pura, altre, come Spirit of Nerina, concorrenti per prendere […]

Alessandria Sailing Team — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava

Cavoli Nostri

Collina di Forni Avoltri incoronata con la #Bandiera #verde di Legambiente consegnata alla festa dei “Cavoli Nostri”

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Si è svolta domenica scorsa a Collina la seconda edizione della “Festa dei Cavoli Nostri”, la manifestazione promossa dalla Cooperativa CoopMont, dalla Pro-loco di Forni Avoltri e dal locale Consorzio Privato, nell’ultimo paese che si incontra prima di raggiungere le pareti della più alta montagna della regione.

L’intera piazza è stata riempita con tavoli e panche per consentire ai numerosi ospiti, giunti anche dall’Austria, di degustare i piatti a base del celebre cavolo cappuccio, preparati dai cuochi dei rifugi alpini e dagli esercizi pubblici del paese. Anche le vie attigue erano occupate da bancarelle che proponevano prodotti artigianali e gastronomici. In un clima festoso, allietato dalle musiche di un’orchestrina folk, si è così proceduto anche alla consegna del riconoscimento che Legambiente ha attribuito quest’anno alla cooperativa CoopMont, capace di riprendere e rilanciare la coltivazione di un prodotto orticolo tradizionale, che rischiava di andare perduto.

La “Bandiera Verde” – consegnata nelle mani di Andrea e Michele, figlio di Ciro Toch per anni custode dei preziosi semi e da poco scomparso – è un premio di carattere nazionale, rivolto a tutta la comunità di Collina che ha saputo partecipare e sostenere il progetto di un gruppo di giovani, con quello stesso spirito di solidarietà che portò quasi 140 anni fa alla nascita della prima latteria sociale del Friuli.

Marco Lepre, presidente del circolo Legambiente della Carnia, richiamandosi nel suo intervento al problema dei cambiamenti climatici, ha auspicato l’abbandono di quelle che Greta Thunberg definirebbe “cattive abitudini”; “lasciamo a valle tutto quello che di negativo la città produce – inquinamento, rumore, cemento, rifiuti, traffico – e frequentiamo di più a piedi le nostre montagne. Impariamo dalla cultura dei nostri vicini: in Slovenia nessuno si sente un cittadino della repubblica se non è salito almeno una volta sul Tricorno. Cominciamo a dire anche noi che nessuno può definirsi friulano se non è mai stato in cima al Coglians”.

Cena segreta al castello di Prem

Nell’estremo lembo sud-occidentale della Slovenia si trova una regione del Carso che in realtà è assai poco carsica, ricca com’è di verde e di corsi d’acqua: infatti viene chiamata “Zeleni Kras”, il Carso verde. Le dolci colline di Brkini, incastonate tra la valle del fiume Reka, la regione boschiva della Čičarija e il monte Snežnik, ne rappresentano uno dei paesaggi più belli. Ed è proprio qui che si nasconde un piccolo gioiello antico: il castello Grad Prem, arroccato su una collinetta nell’omonimo paesino.

Menzionato per la prima volta in un documento scritto del 1213 (ma molto probabilmente costruito già nel XI secolo), Grad Prem è uno dei castelli più antichi della Slovenia, e la sua maestosa struttura testimonia dell’importanza strategica che aveva un tempo.

Grad Prem visto dall'alto
Grad Prem visto dall’alto

La valle del fiume Reka, infatti, era una zona di intensi traffici commerciali. I boschi dei dintorni fornivano abbondante legname, tanto che nella valle c’erano 140 tra mulini e segherie.

Come spesso accade, la struttura del castello subì varie modifiche nel corso del tempo. A partire da un impianto originario molto semplice e rudimentale, nel XIV secolo fu costruita una prima cinta muraria, alla quale si aggiunsero nel XV secolo una torre e la cappella, conservata ancora oggi. Molto curioso è l’affresco all’ingresso della cappella, con un San Cristoforo che tra le mani tiene… un’automobile! (di certo non del Cinquecento…)

  • San Cristoforo con l’auto!
  • L’interno del castello di Prem
  • La corte interna col loggiato

Le incursioni dei Turchi dopo il 1471 resero necessaria la costruzione di una nuova cinta muraria più alta e di una torre difensiva con mura spesse addirittura 2,3 metri. Nel cortile interno, sotto terra, furono ricavate le prigioni, fonte di numerose leggende, come quella di un tunnel sotterraneo che scorrerebbe sotto il letto del fiume Reka, anche se nessuno fino ad oggi è riuscito a trovarlo!

  • L’ingresso del Grad Prem
  • Salendo al castello

Durante i secoli, diversi furono i proprietari del castello di Prem: dai conti di Duino, agli Asburgo, ai conti di Porcia. Depredato durante la Prima Guerra mondiale, nel 1927 fu salvato dalla distruzione da un medico, il triestino Bruno Zuccolin, che lo restaurò a fondo, trasformandolo in lussuosa residenza estiva. È anche grazie a lui se oggi possiamo godere della bellezza di questo luogo così suggestivo, nonché dei lavori di restauro successivi, gli ultimi conclusi nel 2008. . . https://www.slovely.eu/2019/07/29/cena-segreta-al-castello-di-prem/