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Sky Princess viaggio all’interno

Sky Princess è la quarta nave da crociera di classe reale attualmente in costruzione per Princess Cruises da Fincantieri nel loro cantiere di Monfalcone, in Italia.

Si è svolta oggi allo stabilimento Fincantieri di Monfalcone la cerimonia di consegna di Sky Princess, la quarta unità della classe Royal Princess, costruita da Fincantieri per la società armatrice Princess Cruises, la compagnia da crociere «premium» in più rapida crescita e brand del gruppo Carnival Corporation, primo operatore al mondo del settore crocieristico. La nuova unità, con una stazza lorda di 145.000 tonnellate e la capacità di ospitare a bordo fino a 4.610 passeggeri in 1.830 cabine oltre a 1.411 membri dell’equipaggio, è realizzata sulla base del progetto delle gemelle Royal Princess, Regal Princess e Majestic Princess, costruite sempre nello stabilimento di Monfalcone a partire dal 2013.

Video di Katia Bonaventura

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La giornata mondiale dell’alimentazione

La giornata mondiale dell’alimentazione Ã¨ una ricorrenza che si celebra ogni anno in tutto il mondo il 16 ottobre per ricordare l’anniversario della data di fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, comunemente conosciuta come FAO, istituita a Québec (Canada) il 16 ottobre 1945.

Origini

La giornata mondiale dell’alimentazione fu istituita dai paesi membri della FAO durante la 20° Conferenza Generale dell’Organizzazione nel novembre 1979. La delegazione ungherese, guidata dall’ex ministro ungherese dell’Agricoltura e dell’Alimentazione Pál Romány, svolse un ruolo attivo durante tale Conferenza della FAO e suggerì l’idea di celebrare la giornata mondiale dell’alimentazione in tutto il mondo. Da allora la celebrazione viene osservata ogni anno in più di 150 nazioni[1], per sensibilizzare sulle problematiche della povertà, della fame e della malnutrizione nel mondo, sulla sicurezza alimentare e per diffondere diete nutrienti per tutti. L’obiettivo principale è incoraggiare le persone, a livello globale, ad agire contro questi problemi. Ogni anno viene messo in risalto un particolare tema sul quale vengono focalizzate le attività.Quest’anno è lo spreco alimentare…

https://www.wikiwand.com/it/Giornata_mondiale_dell%27alimentazione

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Gli Sloveni in Italia

Gli sloveni sono storicamente presenti in quest’area centro-europea ed oggi vivono in una fascia che si estende per circa trenta chilometri di larghezza lungo il confine italo-sloveno, da Tarvisio fino a Muggia. Siamo presenti in tre province della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: Trieste, Gorizia e Udine.
Nell’attuale territorio italiano l’attività organizzata degli sloveni ha avuto inizio nella seconda metà dell Ottocento con la fondazione di circoli di lettura e con attività volte a promuovere una consapevole appartenenza etnica. L’organizzazione ha raggiunto il suo apice nei primi decenni del Novecento. Nei successivi due decenni la dittatura fascista ha soppresso ogni attività degli sloveni in Italia. Gli abbozzi dell’odierna immagine sociale degli sloveni in Italia hanno preso vita a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale, immediatamente dopo l’anno 1945.
Dal punto di vista giuridico lo status dei cittadini italiani di nazionalità slovena è contemplato in numerose leggi e atti storici. Prima fra tutte è la stessa Costituzione italiana, che all’articolo 6 si impegna a tutelare con apposite norme le minoranze linguistiche. Lo status di minoranza linguistica è riconosciuto agli sloveni in Italia dalla Legge 482/1999, legge di tutela delle minoranze linguistiche storiche in Italia, dalla Legge 38/2001, che ne definisce nello specifico i diritti e lo status giuridico, e infine dalla Legge Regionale 26/2007, che tra l’altro riconosce il ruolo dell’Unione Culturale Economica Slovena e all’articolo 5 riporta l’Albo delle organizzazioni della minoranza linguistica slovena.
Attraverso decenni di attività svolta all’insegna della consapevole appartenenza etnica gli sloveni in Italia sono riusciti a sviluppare un sistema sociale compiutamente strutturato. L’elemento portante che consente la conservazione e lo sviluppo della lingua slovena è naturalmente rappresentato dalle scuole statali con lingua d’insegnamento slovena, ma il sistema sociale complessivo degli sloveni nel FVG è ben più articolato, spaziando dall’ economia al settore delle società finanziarie, dagli enti sociali a quelli di formazione, dalla cultura all’informazione.
fonte http://www.skgz.org/it/gli-sloveni-italia

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Mario Brandolin, parole, sapere, filosofia, “Festival Mimesis 2019, Udine”. — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava

Originally posted on Una parola tira l’altra…: Sul “Messaggero Veneto” di oggi, (16/10/19, sezione Cultura-Tempo libero) c’è un interessante articolo di Mario Brandolin. Chi meglio di lui avrebbe potuto scrivere un articolo di presentazione del Festival “Mimesis”? Brandolin ha una laurea in filosofia e, tra le altre cose, collabora, quale critico teatrale e letterario,…

Mario Brandolin, parole, sapere, filosofia, “Festival Mimesis 2019, Udine”. — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava
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“Siamo molto lontani dal poterlo definire un caseificio”

Al netto della stagionalità e detto della soddisfazione dei produttori, è in aumento anche la domanda per questo tipo di produzioni?
“Sì, sono sempre di più i clienti che vengono in negozio e chiedono espressamente quei prodotti. A convincere è il protocollo richiesto per il marchio (pascolo all’aperto, foraggi prodotti per lo più direttamente in azienda senza OGM e farine animali ndr.), e il controllo su tutta la filiera. Ma anche il fatto che l’allevamento avvenga a pochissima distanza. Su questi elementi c’è una grande sensibilità da parte di un numero crescente di consumatori.”

Sono lontanissimi ormai i tempi in cui le latterie sociali erano diffuse capillarmente in tutti i comuni delle valli del Natisone. Iniziano ad essere lontani, quasi 15 anni, anche i tempi in cui si iniziò a progettare il caseificio nella zona industriale di San Pietro al Natisone. La struttura, dopo una lunga e travagliata gestazione venne infine realizzata ma, nonostante i ripetuti interventi – l’ultimo nel 2016 – è ad oggi inutilizzata. Eppure qualche indicazione, se in effetti è prematuro parlare di ripresa, per gli allevatori delle vallate a ridosso del confine c’è. A confermarlo, in questa intervista, è anche Dario Roiatti, direttore della Latteria sociale di Cividale e Valli del Natisone.

Abbiamo notato, nel vostro punto vendita di Cividale, la vetrina, con la doppia descrizione in italiano e sloveno, dedicata alla carne del marchio FARmEAT. Un progetto, nato nell’ambito del programma Interreg Italia Slovenia, che quindi si è dimostrato sostenibile economicamente anche una volta esauriti gli incentivi…
“Decisamente sì, i nostri soci sono molto soddisfatti del servizio di macellazione che con Farmeat avviene a Tolmino. In molti evidenziano come sotto l’aspetto del trattamento delle carni non ci sia in zona nulla del genere. Anche se al momento, devo sottolineare, è un tipo di prodotto che vendiamo maggiormente nei mesi autunnali e invernali, d’estate c’è meno mercato.”

Diverso invece il discorso, nelle Valli del Natisone, sulla produzione di latte e derivati. Nella zona industriale di San Pietro c’è da anni una struttura pensata come caseificio che non è mai stata utilizzata. Più volte si è citata la vostra azienda come soluzione ‘naturale’ per questa situazione. Può dirci, ad oggi qual è la vostra posizione a riguardo?
“Posso dire che abbiamo manifestato l’interesse per la struttura da tempo, anche in occasione degli ultimi interventi che sono stati realizzati nel 2016. E anche recentemente, in occasione dell’inaugurazione del nostro punto vendita in centro a San Pietro (questa estate, ndr.), quando abbiamo avuto modo di chiacchierare informalmente non solo con il sindaco di San Pietro, ma con molti sindaci delle valli del Natisone, ribadendo che è nel nostro interesse, oltre che in quello del territorio, avere una struttura in cui poter svolgere al meglio la nostra attività.”

Pare di capire che però nella condizione attuale la struttura non sia adatta alle vostre necessità…
“Non ho riscontri oggettivi, i giudizi di idoneità spettano solo alle autorità competenti. Ma posso affermare che, per quanto mi è dato conoscere, al momento siamo molto, molto lontani dal poter definire quella struttura un caseificio. Non solo per i macchinari che non ci sono, ma proprio per come è realizzato l’edificio. Per capirci, parliamo di elementi come pavimenti e pareti.”

Quindi servirebbero lavori di adeguamento?
“Direi di sì, servirebbe un progetto serio e la volontà politica di realizzarlo. Da parte nostra abbiamo più volte ribadito la nostra disponibilità a sederci attorno ad un tavolo per discutere tutte le condizioni che andrebbero coniugate con le nostre necessità.” http://novimatajur.it/attualita/siamo-molto-lontani-dal-poterlo-definire-un-caseificio.html