Archivi giornalieri: 28 Ott 2019

E’ Pordenone la città più green del Fvg

Il capoluogo del Friuli Occidentale è quarto in Italia nella classifica di Legambiente e Ambiente Italia

E’ Pordenone la città più green del Fvg

28 ottobre 2019

La città più verde del Fvg? E’ Pordenone che rimane fuori, per un soffio, dal podio nazionale. Il capoluogo del Friuli Occidentale è quarto in Italia nel rapporto di Legambiente e Ambiente Italia che misura la performance ambientali delle 104 città capoluogo di provincia, pubblicato oggi sul Sole 24 Ore.

Pordenone si piazza alle spalle di TrentoMantova e Bolzano. Nella top 20 nazionale entra anche Udine, 18esima. Più attardate, ma comunque in buona posizione anche Gorizia (29esima) e Trieste (30esima).

Nelle classifiche parziali, Pordenone è in vetta per la dispersione della rete idrica, con il valore più basso dello Stivale; bene anche Udine, che chiude in decima posizione. Pordenone è decima per numero di alberi ogni cento abitanti, mentre per il verde urbano Gorizia e Pordenone si piazzano rispettivamente al sesto e settimo posto nazionale. Il capoluogo del Friuli Occidentale entra nella top ten anche per solare termico e fotovoltaico (settimo posto), mentre quello isontino è nono per concentrazione di Pm10 nell’aria.

Trieste è terza per la qualità dell’offerta del trasporto pubblico e quinta per il numero di passeggeri rispetto alla popolazione; sempre in ambito di mobilità, il capoluogo regionale è sesto anche per il tasso di motorizzazione, ovvero numero di auto per abitanti. Sempre Trieste è sesta per l’uso efficiente del suolo e 14esima per capacità di depurazione. https://www.ilfriuli.it/articolo/tendenze/e%E2%80%99-pordenone-la-citta-piu-green-del-fvg/13/208701

difficile da definire

Il Canto delle Muse

La felicità non abita cassetti nè scrigni,
non si contiene, si respira in rarità di sintonie
difficili da cogliere e creare,
è manufatto artigianale curato
sul nascere, prende peso e forma
da un sorriso uno sguardo una parola
una mano offerta, imprevisti da cuore
a cuore, tiepide lacrime da non asciugare.
È credo non recitato, airbag che esplode
tra dubbi e mancanze, trasmittanza termica
di abbracci e baci fertili, pathos che ravviva
l’animo avvizzito da deludenti processi
d’un tempo ignaro di arrecare indelebili sfregi,
nuvola o cuscino che regala sogni creduti persi.
È sorpresa nascosta in qualche anima in cerca
di complemento, pure incosciente di cercare,
è difficile da definire, ancor più da afferrare.

– Daniela Cerrato

View original post

Ecco “Magnificat” spumante ultimo nato sui colli di Nimis

di Claudio Soranzo

NIMIS – Lo hanno chiamato â€œMagnificat” e dopo averlo assaggiato più volte, abbinato a pietanze e degustato in un calice largo e piatto che ne ha esaltato sapori e profumi, abbiamo concluso che il nome è davvero azzeccato. L’ultimo nato nelle Cantine Gori, a Nimis, è la grande novità del 2019, uno spumante vinificato con il Metodo Classico, che racchiude l’eccellenza ed esprime al contempo la gioia per il risultato raggiunto, dopo anni di studio e lavoro.
“Magnificat” entra così da protagonista nella lista dei vini di Cantine Gori, poste all’estremo lembo dei Colli orientali del Friuli, e soltanto in versione magnum, con bottiglie modello champagnotta da un litro e mezzo, che ne rendono l’evoluzione più stabile e protetta e ne esaltano le caratteristiche sensoriali. Un formato perfetto per uno spumante pensato per accompagnare grandi occasioni, rendere speciali momenti conviviali o diventare un dono oltremodo gradito.
La cuvée di Pinot nero al 60 per cento e Chardonnay al 40, uvaggi tipici dei Colli friulani, esprime al meglio un â€œterroir” da sempre votato alla produzione di vino e al quale le Cantine Gori sono profondamente legate. Quindi si può affermare che l’eccellenza di â€œMagnificat” nasca sul campo e poi cresca con un metodo di spumantizzazione totalmente artigianale.

continua… https://vigneto.friulivg.com/ecco-magnificat-spumante-ultimo-nato-sui-colli-di-nimis/?fbclid=IwAR1Y1njmOy-yUUs0y6dedJ8t2SNy7Wk5_DSC2GJFqFN75AcwzKFHxaV7sWY

approfondisci qui https://qbquantobasta.it/nonsolovino/e-nato-magnificat-metodo-classico-firmato-gori

Cosa sono le osmize e perché andarci è un’esperienza unica — SiViaggia

Il termine “osmiza” potrà forse sembrarvi strano, ma se avete intenzione di recarvi in vacanza nella regione del Carso o nei suoi dintorni dovreste proprio segnarlo nella vostra lista di cose da fare. Stiamo parlando infatti di locali tipici di quella zona compresa tra il confine che separa l’Italia dalla Slovenia, diffusi principalmente nella provincia…

Cosa sono le osmize e perché andarci è un’esperienza unica — SiViaggia

La rinascita delle valli devastate da Vaia: “Noi montanari ci rimbocchiamo le maniche”

Dopo giorni di piogge intense, la tempesta Vaia ha avuto il suo massimo impatto sul Triveneto il 29 ottobre del 2018. I venti fino a 200 km/h e le precipitazioni record hanno causato la caduta di oltre 10 milioni di alberi e danni per quasi 3 miliardi di euro. Il Veneto, regione più colpita insieme a Friuli Venezia Giulia e Trentino, ha avuto “l’epicentro” della tempesta nella provincia di Belluno, sulle montagne dell’agordino. A un anno di distanza siamo tornati negli stessi luoghi per raccontare la rinascita di queste valli ferite, dalle piccole storie quotidiane di sfollati e albergatori in cerca di una riscossa, ai grandi temi del dissesto idrogeologico. Il destino dei boschi spazzati via dal vento, intanto, rimane ancora sospes. Togliere gli alberi abbattuti provocherebbe un rischio di valanghe e caduta sassi. “Quegli alberi caduti sono un paravalanghe naturale, quindi intoccabili, e la priorità è ancora mettere in sicurezza fiumi e torrenti”, come ricorda Andrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietore, comune “epicentro” della tempesta Vaia. .  .di Andrea Lattanzi

Una scuola sicura per il dialetto resiano, una sala polifunzionale e più turismo

Il vicepresidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Stefano Mazzolini, e il consigliere regionale Igor Gabrovec a colloquio con la sindaca di Resia, Anna Micelli, e col vicesindaco, Giuliano Fiorini .

A Resia i residenti sono sempre meno; la loro età media supera i 60 anni. La località necessita urgentemente di servizi adeguati, affinché le famiglie possano risiedere in valle. Al primo posto ovviamente c’è la scuola, ma bisogna pensare anche allo sviluppo economico della zona, a partire dal turismo, e a collegamenti stradali adeguati, soprattutto al confine con la vicina Slovenia, dove la situazione è particolarmente critica. Sono questi alcuni dei temi al centro del colloquio tra la sindaca di Resia, Anna Micelli, il suo vicesindaco, Giuliano Fiorini, e i consiglieri regionali Igor Gabrovec (Unione slovena-Ssk) e Stefano Mazzolini (Lega). L’incontro si è svolto giovedì, 5 settembre, proprio su iniziativa del vicepresidente del consiglio regionale, che viene dalla vicina Valcanale e conosce bene i nuovi amministratori locali di Resia. Visto che il comune rientra nell’ambito di applicazione della legge di tutela della minoranza linguistica slovena, Mazzolini ha voluto essere accompagnato anche da un rappresentante di lingua slovena e ha, quindi, invitato Gabrovec a unirsi a lui. Come riferito da Gabrovec al termine, l’incontro è stato molto utile. La nuova amministrazione è straordinariamente motivata e ha molto chiari quali siano i bisogni della valle. La maggior parte dell’attenzione è stata rivolta alla scuola, che per Resia è d’importante chiave. Attualmente l’edificio scolastico non risponde alle norme di sicurezza (soprattutto dal punto di vista antisismico) e necessita, quindi, di essere ristrutturato. Per adeguarlo alle norme di sicurezza servirebbero 1,5 milioni di euro. In base a uno studio effettuato, l’amministrazione comunale ha calcolato che con un investimento di 2,5 milioni di euro oltre ai locali ristrutturati si disporrebbe di una moderna sala polifunzionale, con cui potrebbe essere rafforzata l’offerta culturale e turistica e che potrebbe essere utilizzata anche dal Parco naturale delle Prealpi Giulie, il cui Centro visite si trova proprio a Resia, nella frazione di Prato. Il Comune di Resia ha, tra l’altro, partecipato a alcuni bandi regionali per ottenere i fondi necessari, ma al momento si trova solo al 61o posto in graduatoria. Alla sindaca Micelli interessa sapere, quindi, se sia possibile giungere in qualche modo a un contributo urgente, nel modo in cui, qualche tempo fa, sono stati garantiti i fondi necessari per la ristrutturazione della scuola bilingue di San Pietro al Natisone. Quella di Resia, infatti, è l’unica scuola in una valle già trascurata per la sua collocazione montana, ma dove è straordinariamente importante anche l’aspetto linguistico. Nella locale scuola – a Resia sono attivi una scuola d’infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado – i bambini imparano, infatti, anche il dialetto resiano, che va urgentemente tutelato e trasmesso alle generazioni più giovani. Questo è anche uno tra gli obiettivi prioritari della nuova amministrazione comunale, che evidenzia anche il bisogno di rafforzare le attività economiche e di sviluppo turistico. All’incontro si è parlato, poi, del cattivo stato della strada che porta a Bovec (con un collegamento migliore il flusso turistico dalla più sviluppata Valle dell’Isonzo sarebbe più facilitato), ed è stata richiamata l’attenzione sulla vecchia e abbandonata caserma della guardia di finanza – al momento di fatto in rovina – che degrada l’immagine della vallata. Dopo l’incontro i consiglieri regionali Gabrovec e Mazzolini si sono impegnati, soprattutto per quanto riguarda la ristrutturazione della scuola, a parlare con l’assessore competente Pizzimenti e a verificare se sia possibile predisporre un nuovo bando e andare in aiuto all’amministrazione. Ovviamente andrà verificato se anche altrove ci siano simili situazioni di criticità. I bisogni e le aspettative degli amministratori di Resia saranno portati anche all’attenzione dei restanti componenti della giunta. Prima dell’incontro in municipio, Igor Gabrovec col suo collaboratore Miloš Čotar ha incontrato al Museo della gente della Val Resia anche gli operatori culturali Luigia Negro e Sandro Quaglia. Gabrovec ha potuto convincersi un’altra volta in prima persona del grande potenziale turistico della valle con tutte le sue peculiarità linguistiche, storiche, naturalistiche e non solo: «Durante circa un’ora di colloquio con Sandro e Luigia nel Museo di Stolvizza è arrivata davvero molta gente, che ha poi proseguito visitando anche il Museo dell’arrotino». T. G. (Novi Matajur, 11. 9. 2019)

fonte SLOVIT (bollettino d’informazione degli Sloveni in Italia)

La bussola del direttore

E in Friuli cosa succede? Un imprenditore, stanco delle velocità folli di alcuni automobilisti, ha deciso di passare dalle parole ai fatti: ha comprato dieci autovelox e ha chiesto al Comune di piazzarli.

Fiori d’arancio a San Daniele. La presidente di Confindustria Anna Mareschi Danieli ha detto sì. Simonetta D’Este era lì per noi, leggete qui.

È passato un anno dalla devastante tempesta che il 28 e 29 ottobre 2018 si è abbattuta con violenza sulla Carnia e sulla Valcellina causando danni ingenti a infrastrutture, abitati e al patrimonio boschivo. Le straordinarie precipitazioni e le raffiche di vento a 200 chilometri orari hanno investito a macchia d’olio i boschi di abeti rossi e bianchi lasciando a terra poco meno di un milione di metri cubi di legno e distruggendo importanti infrastrutture. Vi raccontiamo la rinascita della montagna un anno dopo