L’Italia ancora terra di emigranti. Due milioni in 13 anni. Rapporto Migrantes — RIFLESSIONI

CRISTINA NADOTTI Non siamo soltanto un Paese meta di migrazioni, siamo di nuovo una nazione di emigranti, che partono in prevalenza dal Meridione. Negli ultimi 13 anni, dal 2006 al 2019 il numero di chi se ne va dall’Italia è aumentato del 70,2 per cento e gli iscritti all’Aire, cioè l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, […]

L’Italia ancora terra di emigranti. Due milioni in 13 anni. Rapporto Migrantes — RIFLESSIONI

La Casa del Prosecco pronta a diventare la vetrina delle specialità del Carso

La Camera di commercio, che si è occupata del restyling da 400 mila euro, ha consegnato le chiavi alla Cooperativa economica Trattoria sociale La Casa del Prosecco, nel cuore dell’omonima frazione dell’altopiano, è tornata l’altro giorno nel «pieno possesso» della Trattoria sociale, che ne è la proprietaria, e diventerà il luogo dedicato alla promozione delle produzioni agroalimentari del Carso, comprese quelle cosiddette «a chilometro zero» e «bio». La consegna delle chiavi, avvenuta appunto l’altra mattina all’interno della struttura, ha visto attori principali Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia, e Claudio Cerniava, presidente del consiglio di amministrazione della Cooperativa economica Trattoria sociale, storico ente del Carso, fondato nel lontano 1905. Il possesso temporaneo a favore della Camera di commercio, con l’istituto del comodato, si era reso necessario proprio per poter effettuare i lavori di ristrutturazione della Casa del Prosecco, operazione realizzata dall’ente camerale, con un contributo della Regione di circa 400 mila euro. La Camera è stata, così, impegnata nella gestione della ristrutturazione di uno stabile destinato ora a diventare un importante punto di riferimento per tutto il comparto agricolo del Carso, ma non solo. «L’auspicio – ha detto infatti Paoletti – è che i locali a disposizione possano fungere da punto di riferimento sia per la promozione delle produzioni esistenti in ambito provinciale, sia per le attività di informazione e diffusione delle offerte turistiche del territorio». La struttura – il cui lancio era stato previsto dal Protocollo sul Prosecco Doc, sottoscritto nel 2010 dal ministero delle Politiche agricole, dalla Regione e da numerose associazioni degli agricoltori – è collocata a ridosso del cortile della stessa Trattoria sociale, in una felice posizione, e si affaccia sulla rinnovata piazzetta della chiesa di Prosecco, interamente rifatta qualche anno fa con la pietra bianca del Carso. Una cornice ideale per manifestazioni di varia natura. «La collocazione è perfetta – ha commentato Edi Bukavec, componente dell’esecutivo regionale dell’Associazione degli agricoltori-Kmečka zveza del Friuli Venezia Giulia – anche in vista di quella che potrebbe e dovrebbe essere in futuro la funzione di promozione turistica della Casa del Prosecco, soprattutto se si saprà coordinarne le attività con PromoTurismo e tutti gli enti che si occupano del settore». Anche Cerniava ha espresso «grande soddisfazione per la consegna dell’edificio», confermando «l’interesse del territorio a un utilizzo che permetta di allestire rassegne di prodotti tipici dell’altipiano». A rappresentare la Regione è intervenuto il consigliere Danilo Slokar: «Abbiamo apprezzato l’impegno della Camera di commercio – ha evidenziato – nel portare a termine quest’operazione in maniera proficua, prestando estrema attenzione alle procedure. Auspichiamo che questo momento rappresenti un nuovo inizio per quanto riguarda la realtà economica e turistica di tutto il Carso. L’altipiano porta interessi sia della comunità slovena sia di quella italiana, chiamate, anche in questo caso, a stringere una forte collaborazione». All’evento era presente anche il consigliere regionale di Unione slovena-Ssk, Igor Gabrovec, che insieme a Slokar si è speso nelle vicende legate alla Casa del Prosecco. La Casa vivrà il prossimo evento in occasione della storica festa di San Martino. (Da Il Piccolo, 18. 9. 2019)

fonte SLOVIT

Ecologia. Riciclo: acciaio, alluminio e vetro non muoiono mai

RIFLESSIONI

CRISTINA NADOTTI

Acciaio, alluminio e vetro  sono i pilastri del riuso degli imballaggi. Smaltirli e riutilizzarli correttamente fa risparmiare materie prime ed energia. E la qualità è sempre garantita

Il primo comandamento è non sprecare, il secondo evitare di produrre rifiuti di qualsiasi genere. Il terzo caposaldo di chi nei piccoli gesti quotidiani non perde di vista la salvezza del pianeta è però prediligere imballaggi fatti in materiali riciclabili e, seppure l’Italia sia al primo posto nell’Unione Europea per riciclo di materiali provenienti da rifiuti, scegliere imballaggi che si possano riciclare pressoché all’infinito.

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Sono tre i materiali che se smaltiti correttamente e riciclati al meglio hanno, in pratica, vita eterna. E sono materiali che conservano alimenti che la maggior parte di noi consuma quotidianamente o sono la materia prima per oggetti indispensabili. I grandi alleati del riciclo sono l’alluminio, l’acciaio e il vetro, per cui ogni volta che si apre…

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L’EGITTO, DOVE LA TORTURA È DI CASA

E’ notizia di queste ore che i pubblici ministeri in Egitto hanno rinviato a giudizio 10 poliziotti, dopo tre anni di indagini, relative all’uccisione di un venditore ambulante, di 53 anni. Ammazzato in una stazione di polizia, si dice, dopo essere stato sequestrato a causa di uno scontro verbale avvenuto con un poliziotto egiziano, dopo essere sparito nel nulla, dopo essere stato torturato. La morte di quell’ambulante in Egitto scatenò indignazioni, fatto che avveniva solo dopo 9 mesi circa dal ritrovamento del corpo di Giulio. Intanto, esperti delle Nazioni Unite, continuano a richiamare l’Egitto per la violazione dei diritti umani, ed il Parlamento egiziano tramite il suo portavoce, respinge al mittente le accuse mosse dal Parlamento europeo sulla situazione dei diritti umani in Egitto, affermando che tali accuse, tali rapporti sono sostanzialmente non veritieri. Il tutto in un Paese dove la tortura è di casa e continua ad essere applicata anche oggi, decine e decine sono le denunce pervenute dopo le proteste di piazza seguite ai segreti di Mohamed Ali, che a causa della durissima reazione dell’apparato egiziano, hanno subito una prima battuta d’arresto. D’altronde non si possono improvvisare dal nulla proteste per ribaltare una dittatura, perchè fare ciò in Egitto significa mandare al “macello” le persone. Eppure il popolo di questa dittatura non ne può più, è solo questione di tempo, si dice. Intanto, le torture continuano, l’Europa fa i suoi proclami, ed i Paesi Occidentali continuano a fare finta di niente. mb https://xcolpevolex.blogspot.com/2019/10/legitto-dove-la-tortura-e-di-casa.html?spref=fb&fbclid=IwAR35_XvymO2SvCoxxlrTHrXIK2hJ1BQgfbv1U5CQ0KvLLgEeWp-qT2CIzos


TEMPO CHE MUTA


Come varia il colore
delle stagioni,
così gli umori e i pensieri degli uomini.
Tutto nel mondo è mutevole tempo.
Ed ecco, è già pallido,
sepolcrale autunno,
quando pur ieri imperava
la rigogliosa quasi eterna estate.
Cardarelli

Vincenzo Cardarelli, nato Nazareno Caldarelli (Corneto Tarquinia, 1º maggio1887 – Roma, 18 giugno1959), è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano. https://www.wikiwand.com/it/Vincenzo_Cardarelli

Quante poesie di Cardarelli imparai a memoria alle elementari!

Proverbi in Friulano

Par pierdi il cjâf… bisugne vêlu

Per perdere la testa… bisogna averla

Potrebbe sembrare una pura battuta di spirito, quasi senza senso, tanto appare gratuita: dire che bisogna avere una cosa e possederla per poterla perdere, è una tautologia.
Ma il friulano non è così ingenuo: c’è tanta gente che dimostra di aver subito una sciagura, una calamità, una perdita e l’attribuisce a fattori estranei, a cause altrui e, quando non può trovare diretti responsabili, ad uno strano destino malvagio.
La realtà è molto più prosaica e semplice, da esperienze terra terra: quando non si è in grado di arrivare ad un traguardo, quando mancano le capacità, quando non si ha il coraggio di riconoscere che non si è in grado di farcela, ci si da arie da sconfitta.
Molto più onesto sarebbe confessare le proprie mancanze, siano esse di materia grigia o di forza muscolare, senza accusare di “aver perduto la testa”, perchè questa non c’era nemmeno.
Un salutare guardarsi nello specchio per misurare quello che si può fare, darebbe a ciascuno maggiore dignità. https://sauvage27.blogspot.com/search/label/FRIULI