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Igor il russo e il pregiudizio anti-slavo — East Journal

Igor il Russo, l’assassino di Budrio, torna sui giornali italiani in occasione del processo che lo vede imputato in Spagna. E ancora riparte la giostra di un sensazionalismo che non esita ad attingere al repertorio dei pregiudizi verso gli slavi e i serbi in particolare. Anche se Igor il Russo non è né serbo, né…

Igor il russo e il pregiudizio anti-slavo — East Journal
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Flora

ABETE ROSSO – SMRIEKA

(Picea abies (L.)E’ un’alta conifera, appuntita a forma di piramide con strobili pendenti che a maturità cadono interi, gli aghi sono pungenti, disposti a spirale lungo i rami.
L’abete rosso forma dei boschi dalle Alpi e dai luoghi più alti di mezza montagna, fino all’Europa settentrionale ed alla Siberia, frequentemente coltivati nell’Europa centrale.

Principali costituenti

Si è di fronte a grandi quantità di terpeni ricchi di oli essenziali, tra i quali il terpenene e l’acetato di bornile.

Indicazioni

E’ un potente antisettico delle vie respiratorie ed un balsamico.
Gli oli essenziali vengono usati per frizioni in caso di malattie degli organi respiratori, di reumatismi e di dolori muscolari.
Gli estratti degli aghi sono contenuti in bagni rinforzanti.
Le gemme giovani vengono popolarmente utilizzate come quelle del pino silvestre.

Simile per azioni terapeutiche dell’abete rosso è l’abete bianco (Abies alba Mili.), il quale però manifesta anche delle attività proprie ed originali legate alla presenza molto significativa di trementina e sali minerali.
E’ dimostrato che favorisce la fissazione del calcio nelle ossa, stimola l’accrescimento staturo-ponderale e l’eritroproiesi.
In particolare è un rimedio dell’infanzia.

Medicina popolare

Si pensa che avvicinando un panno cosparso di resina riscaldata al ventre venga favorita la sterilità.
L’etnoiatria, però, oltre a questa indicazione insegna anche che la resina può essere

Modo di utilizzazione Sotto forma di pomata. Per os, vale la pena considerare il gemmoterapico dell’abete bianco: nel bambino, i goccia per chilo, due-tre volte al dì in poca acqua e avanti i pasti, in caso di rachitismi, tonsilliti e rinofaringiti; solo una volta al giorno, invece, come preventivo delle malattie da raffreddamento nella stagione invernale o semplicemente come attivatore immunitario.

Medicina popolare

Si pensa che avvicinando un panno cosparso di resina riscaldata al ventre venga favorita la sterilità.
L’etnoiatria, però, oltre a questa indicazione insegna anche che la resina può essere usata per arrestare le emorragie e che inoltre si prepara un unguento da applicare su ferite sporche e purulente, perché le fa maturare e le spurga:
allo scopo impiego di 100 g di lardo,
20 g di corteccia interna di sambuco,
50 g di resina di abete rosso e
30 g di cera.
Soffritto il lardo, lo si mette a bollire con gli altri ingredienti per 20 minuti, poi si filtra e si conserva in vasetti.

Dott. Franco Fornasaro

fonte http://www.lintver.it/index.html

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Un corso del Torre Natisone Gal per operatori turistici ed enogastronomici

È partito lunedì 27 gennaio il corso di formazione ‘Strumenti di co-progettazione in rete per lo sviluppo di filiere corte’ promosso da Enfap FVG e Gal Torre Natisone grazie al finanziamento della Regione FVG con fondi FSE. Il corso è rivolto agli operatori turistici ed enogastronomici del territorio per migliorare la capacità di sviluppare idee e progettare in rete e si sviluppa in sinergia con la Strategia di sviluppo locale del Gal Torre Natisone ‘Le Montagne Blu’, con particolare riferimento all’azione 2.4 ‘Reti rurali plurisettoriali per la definizione dell’offerta turistica territoriale’ e all’uscita dei prossimi bandi nel corso del 2020.

L’iniziativa formativa, della durata di 40 ore, è organizzata in collaborazione con il Comune di Faedis. L’approccio è di tipo laboratoriale e guiderà i partecipanti a una maggiore consapevolezza su come fare aggregazione in modo concreto tra operatori attraverso la pratica di tecniche di co-progettazione di prodotti turistici in linea con le strategie di Promoturismo FVG, di strumenti di analisi di contesto e dei bisogni di innovazione, di sviluppo di modalità di collaborazione formalizzata.

https://wordpress.com/read/feeds/92330194/posts/2572823637

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Valli del Natisone – Nediške doline

L'immagine può contenere: cielo, nuvola, albero, montagna, natura e spazio all'aperto
foto di Valter Maestra

Le Valli del Natisone (Benečija o Nediške doline in slovenoVals dal Nadison o Sclavanìe in friulano) sono una regione geografica posta a cavallo di Friuli e Slovenia, costituita da quattro valli attraversate da altrettanti corsi d’acqua (Natisone, Alberone, Cosizza ed Erbezzo), collegamento naturale tra Cividale del Friuli (l’antica Forum Iulii) e la valle dell’Isonzo[1].

Queste quattro valli costituiscono la dorsale meridionale delle Prealpi Giulie e si estendono per la maggior parte tra l’estremo lembo orientale del Friuli e l’alto corso dell’Isonzo, nel Goriziano sloveno (Goriška). Simbolo di questo territorio è il monte Matajur (1.641 m), dalla cui vetta si domina la pianura. https://www.wikiwand.com/it/Valli_del_Natisone

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Cosa significa lo stato di emergenza globale dichiarato dall’Oms per il coronavirus

Per la precisione è stata formalizzata la condizione di “emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale”: ciò significa che la situazione è seria e richiede un’azione coordinata a livello mondiale, ma non c’è motivo di farsi prendere dal panico. Dal 2009 è già successo 6 volte

La decisione è stata presa il 30 gennaio, dopo oltre 5 ore di camera di consiglio: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), adesso ci sono le condizioni per dichiarare ufficialmente che il coronavirus 2019-nCoV rappresenta una “emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale”, o per farla breve una “emergenza globale”. Quasi contemporaneamente, mentre cessava l’allarme per i due turisti febbricitanti a bordo della nave della Costa Smeralda al porto di Civitavecchia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato la presenza dei primi due casi accertati di infezione da coronavirus in Italia. Si tratta di due turisti cinesi già ricoverati in all’ospedale Spallanzani di Roma, in isolamento e in condizioni ritenute “non gravi”.

Queste notizie potrebbero ulteriormente aumentare lo stato di agitazione e preoccupazione nel nostro Paese, anche perché le parole emergenza e globale di per sé non infondono certo serenità. Ma c’è davvero da essere angosciati?

CONTINUA https://www.wired.it/scienza/medicina/2020/01/31/coronavirus-significato-oms-emergenza-globale/

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La Madonna col bambino al Museo Etnografico del Friuli

La Madonna col bambino al Museo Etnografico del Friuli

Dopo un articolato restauro, la scultura lignea donata da Andreina Ciceri

30 gennaio 2020

La sala del Museo Etnografico del Friuli dedicata a “Luigi e Andreina Ciceri”, con la sua pregevole raccolta di opere lignee, si arricchisce di un’ultima importante statua, una Madonna col Bambino attribuita a uno scultore veneto attivo in Friuli nel XVI Secolo e pervenuta fra le raccolte civiche udinesi nel 1985 quando la signora Ciceri, in ricordo del marito appena scomparso, donò all’Amministrazione una quarantina di sculture lignee.

Il recente restauro eseguito da Roberta Righini ha restituito, nonostante alcune perdite, fra cui le mani della Vergine, il fascino di questo nobile gruppo scultoreo, molto accurato nella definizione dei particolari.

La caratteristiche tecniche, come l’intaglio cavo del dorso, i fianchi assottigliati, l’emergere della postura sul seggio, suggeriscono una collocazione originale entro un’edicola o una nicchia o nel comparto centrale di un altare smembrato.

Il recupero del bel volto sereno della Madonna e del panneggio della veste virginale, splendente nella sua doratura e che avvolge la figura, ne sottolineano la grazia, accentuata dall’atteggiamento accogliente e protettrice della Madre che espone ai fedeli il Figlio.

Gesù è in piedi, in una posa mossa, protetto dal braccio materno e nella mano sinistra esibisce un globo quadripartito originariamente sormontato dalla croce: la destra, perduta, era benedicente. Il Santo Bambino è così raffigurato come Salvator Mundi a sottolineare la potenza creatrice e provvidenziale di Gesù.

Si tratta di un’iconografia cara alla tradizione religiosa della regione e che ritroviamo ad esempio nella produzione di Giovanni Martini, nella Madonna col Bambino dell’altare della chiesa di San Giacomo a Coseano (1523).

Le caratteristiche stilistiche e la perfezione miniaturistica con la quale sono rese le cadenze del panneggio e il raffinato motivo decorativo che adorna lo scialle che copre lo scollo e le spalle della Vergine rimandano ad uno scultore di formazione veneta, attivo in Regione nella seconda metà del Cinquecento.

“Con questo importante recupero – ha sottolineato l’Assessore alla Cultura del Comune di Udine Fabrizio Cigolot – siamo andati a restituire alla nostra città una delle sue opere più significative, sia per la sua bellezza, sia per la sua capacità di esprimere al meglio la sensibilità artistica che si respirava in area friulana e veneta durante il XVI Secolo e di mostrare in maniera esemplare le tecniche utilizzate. Oltre a ringraziare la restauratrice, la dottoressa Roberta Righini, e tutto il personale del Museo Etnografico del Friuli, desidero dedicare un pensiero e un ricordo alla signora Andreina Ciceri, coniuge del signor Luigi, alla cui generosità e filantropia dobbiamo il fatto di poter oggi contemplare questa straordinaria opera”.https://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/la-madonna-col-bambino-al-museo-etnografico-del-friuli/6/213975