Archivi giornalieri: 7 Gen 2020

Video racconto di Stefano Morandini

Di Stefano Morandini

“Fuochi friulani nell’Agro Pontino” di Stefano Morandini, è un videoracconto, prodotto nell’ambito del progetto AMMER, incentrato sulla conservazione della tradizione dell’accensione del pignarul, portata dai friulani emigrati durante il Fascismo per la bonifica delle Paludi pontine e mantenuta sino ad oggi

La bussola del direttore

A Poincicco hanno bruciato Greta credendo di essere spiritosi, poi hanno innescato una tremebonda retromarcia. (Ormai anche per fare gli spiritosi ci vuole una certa baldanza oppure il “politicamente corretto” ti uccide)

Che succede nel resto del mondo? Pare che nello scontro fra Usa e Iran l’Europa sia spettatrice e che fra tutti i Paesi importanti spicchi l’assenza di uno in particolare: l’Italia. Lucia Annunziata la racconta così

Due storie che meritano un po’ di attenzione. Questa è stata la notizia più letta ieri mattina: lo chef che prepara cibo italiano ai cinesi

E questa è Hasna, la prima operatrice musulmana all’ospedale di Sacile


Miele importato poco trasparente

Nonostante in Italia la produzione sia metà del fabbisogno, gli allevatori locali non riescono a venderlo ai grossisti. Nel mondo è il terzo prodotto più adulterato. Ecco come viene riprodotto in laboratorio
Miele importato poco trasparente

Come ormai più volte riportato dai media, il settore apistico ha vissuto negli ultimi anni e sta vivendo un periodo di grosse difficoltà per la propria sopravvivenza e per la sopravvivenza dell’ape stessa. È ormai assodato che le cause di questo declino sono multifattoriali: partendo dalle patologie che possono affliggere questi laboriosi insetti, passando per la particolare sensibilità che hanno nei confronti di tutti i principi attivi chimici che l’uomo utilizza in agricoltura e non solo, fino ad arrivare ai repentini cambiamenti climatici ai quali abbiamo assistito ultimamente. Più volte si è cercato di districare il bandolo della matassa, ma alla fine a farne le spese di questa ingarbugliata situazione sono stati sempre gli apicoltori e soprattutto le api stesse.
Il fatto che non sia stato individuato un unico e univoco responsabile del declino dei pronubi, ha fatto in modo che tutti gli attori individuati potessero trovare un alibi per negare la loro colpevolezza, indicato negli altri compagni di sventura la responsabilità di quanto sta accadendo.

Somma di problemi
Come spesso accade, però, le difficoltà si somma e attraggono tra loro. Il settore apistico professionale oltre che dover affrontare quanto sopra citato, si trova infatti a dover far fronte anche a una pesante crisi di mercato. Le aziende che in regione traggono un profitto economico esclusivo o importante dall’allevamento apistico sono circa 80, queste operano in parte la vendita diretta dei mieli ottenuti, ma una buona fetta della produzione viene destinata al mercato all’ingrosso sul quale si approvvigionano i grossi confezionatori nazionali. L’Italia è deficitaria per quanto riguarda la produzione di miele: sul territorio nazionale si produce infatti solo poco più della metà dell’intero fabbisogno, dovendo ricorrere per la quota mancante all’importazione dall’estero. Pur muovendosi in questo scenario caratterizzato da un’offerta molto più bassa rispetto alla domanda, le aziende apistiche si trovano da un paio d’anni a dover affrontare il problema di riuscire a collocare sul mercato il proprio prodotto, che molte volte non viene ritirato dai grossisti e dai confezionatori nemmeno a prezzi stracciati in quanto preferiscono, anche a parità di prezzo, il miele importato dall’estero.
Il problema dell’importazione dei prodotti apistici è in questo momento una vera spina nel fianco per gli allevatori. Il problema è stato portato all’attenzione della politica nazionale, la quale ha più volte effettuato interrogazioni parlamentari con lo scopo di far chiarezza sulle dinamiche europee e mondiali degli scambi di miele. In tutte le aree geografiche dell’Unione Europea e del mondo si è registrata in questi anni una flessione delle produzioni apistiche, l’unico Paese che sembra non rilevare particolari variazioni di questo tipo è la Cina. Anche la l’Unione Europea è deficitaria per quanto riguarda la produzione di miele rispetto al consumo interno e i principali Paesi dai quali si rifornisce sono la Cina e l’Ucraina, rispettivamente per il 40 e il 20% del totale delle importazioni.
La legislazione comunitaria è molto precisa sul definire il prodotto miele, in particolare la direttiva europea 2001/110/CE in piena corrispondenza con il Codex Alimentarius (1981).

Essa indica che il termine ‘miele’ è riservato al prodotto definito nell’allegato primo, punto 1, che così recita: “Il miele è la sostanza dolce naturale che le api (Apis mellifera) producono dal nettare di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o dalle sostanze secrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di piante che esse bottinano, trasformano combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare”.
Nell’allegato 2, al punto secondo si precisa: “Al miele immesso sul mercato in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano non è aggiunto alcun ingrediente alimentare, neppure gli additivi, e non è effettuata nessun’altra aggiunta se non di miele”.
In Europa è attivo un rigoroso sistema di controllo delle frodi alimentari che negli ultimi anni ha evidenziato un trend crescente delle adulterazioni e frodi in campo apistico. Allarmante è la notizia che nel database Usa “Pharmacopeia’s Food Fraud” (2018) il miele sia stato collocato al terzo posto nella classifica degli alimenti maggiormente adulterati.
Anche in Italia gli organi di controllo preposti (Icqrf e Istituti Zooprofilattici) hanno operato e operano un rigoroso controllo volto all’individuazione di zuccheri non naturalmente presenti nel miele, utilizzando nelle indagini anche tecniche isotopiche Irms all’avanguardia. Da molte inchieste e analisi si potrebbe ipotizzare un problema ‘falso miele’ associato il più delle volte alla provenienza di tale alimento. Parrebbe che in alcuni casi in Cina il miele venga raccolto spesso immaturo (cioè non lasciato quindi maturare nei favi) e portato nelle cosiddette ‘fabbriche del miele’, cioè ambienti nei quali sono poi gli uomini e non le api a lavorarlo, filtrarlo e deumidificarlo risultando, se così fosse, non in linea con la legislazione europea.
Questo problema potrebbe riguardare anche Paesi più vicini dell’est Europa, che in alcuni casi non lo producono direttamente, ma contribuiscono ad importarlo attraverso meccanismi di “triangolazione” e miscelazione con mieli comunitari, facendo però di fatto arrivare tale prodotto fino al consumatore europeo. Sono stati riscontrati casi di contraffazione attraverso il ricorso allo sciroppo zuccherini con l’aggiunta di polline, trasformando così un prodotto ottenuto in laboratorio in “miele”, rendendo la contraffazione non facilmente riscontrabile anche con l’utilizzo di tecniche isotopiche. Gli apicoltori nazionali ed europei si trovano quindi a dover affrontare sul mercato prodotti alimentari che non nuociono alla salute ma che con il miele hanno ben poco da condividere.




Senza gente muore lo sloveno

Stefano Zannier

«Creare le condizioni affinché si riduca lo spopolamento e perché proprio la montagna, che ricopre buona parte del territorio del Friuli Venezia Giulia e in cui risiedono molti degli appartenenti alle minoranze linguistiche, divenga un’occasione di crescita, riscoperta, rilancio di aree di alto interesse culturale e non solo ambientale e paesaggistico». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali con delega alla Montagna, Stefano Zannier, intervenendo al teatro Ristori di Cividale alla 57ª edizione del «Dan emigranta», la più importante manifestazione degli sloveni di Benecia, Resia e Valcanale. La organizzano la Confederazione delle organizzazioni slovene (Sso) e l’Unione economico-culturale slovena(Skgz) sotto il patrocinio del Comune di Cividale del Friuli. Zannier ha preso la parola dopo il sindaco di Cividale del Friuli, Stefano Balloch, del ministro della Repubblica di Slovenia per gli sloveni nel mondo, Peter Cesnik, e di Saverio Lo Russo, del Dipartimento affari regionali e autonomie del Consiglio dei Ministri, per ribadire che «la sfida della Regione è quella di mettere assieme tutto quello che può creare una forza positiva per risollevare la montagna». «Le minoranze – ha aggiunto Zannier – riescono a gestire al meglio i rapporti intersociali sul territorio, ma ciò non è sufficiente per riuscire a mantenere vivo un tessuto vitale su aree così fragili come quelle montane. La sfida è riuscire a mettere a sistema le migliori proposte e pratiche che vengono realizzate perché l’obiettivo – ha concluso – è richiamare, specialmente i giovani, a vivere in montagna, per rivitalizzare quella rete di economia sostenibile e di attività che l’hanno resa e la mantengono tuttora attrattiva». A nome delle organizzazioni slovene della provincia di Udine ha parlato Davide Clodig, dirigente dell’istituto comprensivo statale bilingue «Paolo Petricig» di San Pietro al Natisone. Nel programma culturale si sono esibiti gli allievi della scuola di musica Glasbena matica di San Pietro al Natisone e dei partecipanti al laboratorio di ballo folcloristico della scuola bilingue. La poetessa valligiana Andreina Trusgnach vincitrice nel 2019 di presigiosi premi nazionali per i suoi componimenti in dialetto sloveno della Benecia, ha letto una sua poesia. Ha concluso il programma la compagnia teatrale «Beneško gledališče» con la prima della «Mandragola» di Nicolò Machiavelli trascritta in dialetto sloveno delle Valli del Natisone e adattata da Adriano Gariup e Jasmin Kovic. Quest’ultima ha firmato pure la regia della commedia.https://www.dom.it/brez-ljudi-ne-bo-tudi-slovenske-besede_senza-gente-non-ce-sloveno/?fbclid=IwAR30rJTi0T8b19FSxaabJqiPWOjTLqSdMoemIllMFzhA-fzaMknS3FtYwdU

Trieste – Natale ortodosso

Risultati immagini per trieste piazza unità
fonte https://www.wikiwand.com/it/Piazza_Unit%C3%A0_d%27Italia
Photo by Luigi Perrella, licensed GFDL (OTRS #2006010910003021)
http://www.luigiperrella.com/blog/2006/immagini/ts0606/piazzaUnit%C3%A0_1.jpg

Natale ortodosso, il Comune festeggia con le storiche comunità
„Il Comune di Trieste ha deciso di prorogare la presenza degli abeti nelle principali piazze del centro cittadino in “segno di omaggio” verso la comunità ortodossa triestina che il 7 e 14 gennaio si appresta a festeggiare rispettivamente il Natale e il Capodanno. Le due date seguono l’antico calendario Giuliano e vedranno coinvolti migliaia di serbi, ma anche i montenegrini, macedoni, russi, bielorussi, ucraini e moldavi presenti storicamente a Trieste.“

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Lampedusa

Cantiere poesia

In fondo al mare

sotto la fiancata

di una barchino

giace

una donna nera

raccolta

con il piccolo

tra le braccia.

Nuotano i pesci

intorno

e s’insinuano

tra i resti

sfiorando

capelli d’ebano

fluttuanti

tra lievi correnti.

Graziella Cappelli

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