La mostra sulla Novena di Natale a San Leonardo

Datum, Ura
Date(s) – Sab 18 Gen
10:30 – 11:30

Kraj | Luogo
Sala consiliare di San Leonardo

La mostra sulla Novena di Natale si trasferisce dalla Beneška galerija di San Pietro al Natisone alla sala consiliare di San Leonardo, dove sarà visitabile dal 18 al 26 gennaio tutti i giorni dalle 9 alle 12, mercoledì sabato e domenica anche dalle 16 alle 18. L’inaugurazione avrà luogo sabato 18 gennaio alle 10.30.http://novimatajur.it/events/la-mostra-sulla-novena-di-natale-a-san-leonardo

E’ tutto solo un fottutissimo folclore

Apri bar riempiendolo di robe fasciste? E’ folclore. Fai raduni con saluti fascisti? E’ folclore. In spiaggia metti motti fascisti? E’ folclore. Accogli reduci e simpatizzanti del ventennio maledetto con il saluto fascista?  Negli stadi fai saluti fascisti. Neanche a dirlo. E’ folclore. A quando la definizione del fascismo come folclore? Per la Treccani il “termine ‘folklore’ designa sia un complesso generico di materiali della tradizione (miti, leggende popolari, racconti, proverbi, indovinelli, superstizioni, giochi, ecc.) trasmessi oralmente o con l’esempio da persona a persona, sia lo studio scientifico di tali materiali”. Tradizioni, mite, leggende popolari. Viene in mente a livello sociologico un po’ quello che succede in Sicilia dove anche il bandito e criminale Giuliano che con la sua banda si rese responsabile della prima strage di stato italiana dopo la fine della seconda guerra mondiale, la strage di Portella della Ginestra, viene ridotto a rango di folclore. Si tratta chiaramente di contesti diversi ma in comune c’è, chiamalo se vuoi, il solito… folclore. E’ tutto un folclore. La storia non la si scrive nei tribunali, non la si deve scrivere nei tribunali, ma diamine, più tamburelli e tarantelle e cantastorie per tutti, allora. Tanto, è solo un fottutissimo folclore. 
mb

Chiude il Potok di Oblizza, ultimo ‘avamposto’ di cultura — NoviMatajur

“È una decisione che abbiamo preso con lacrime e sorrisi insieme. Da un lato il sospiro di sollievo per il tempo libero che avremo a disposizione da adesso in poi, dall’altro il rammarico per la fine di questa esperienza che ci ha dato grandissime soddisfazioni”. In queste parole di Zeno (Tami) e Anna (Braida), i…

Chiude il Potok di Oblizza, ultimo ‘avamposto’ di cultura — NoviMatajur

Giovani e montagna, a San Pietro incontro della Kmečka zveza — NoviMatajur

La Kmečka zveza organizza per venerdì 17 gennaio, alle 17, nella sede dell’Istituto per la cultura slovena a San Pietro al Natisone, un incontro informativo sul tema ‘Strategia regionale per l’attività agricola e forestale in montagna’. Introdurranno l’argomento Stefano Predan della Kmečka zveza, Fabio Floreancig e Roberto Costantini del Servizio competitività sistema agroalimentare della Regione…

Giovani e montagna, a San Pietro incontro della Kmečka zveza — NoviMatajur

Venerdì 17 gennaio 2020 è il giorno de “La notte dei Classici”: anche a Trieste saranno coinvolti i licei cittadini.

TriesteParla

I licei triestini Petrarca , Dante e Preseren presenteranno  le proprie iniziative (per cui rimandiamo ai link sotto) in occasione della “Notte dei Classici”, manifestazione nata in Sicilia (ad Acireale) 6 anni fa e poi diffusasi in tutta Italia. Nelle scuole si svolgeranno , a partire dalle 18,  diversi eventi, spaziando  dalle letture , alle conferenze , fino alle degustazioni e alla musica.

Il link al sito della manifestazione nazionale.Notte die Classici Locandina_NNLC_2020_PDF_RIDOTTALa locandina “nazionale ” dell’evento.

Di seguito i siti e i link delle scuole triestine coinvolte e degli eventi previsti:

Liceo Petrarca : il tema centrale sarà “il corpo” e sarà una serata all’insegna dell’attenzione alle tematiche ambientali e quindi “plastic free”. Numerosi gli interventi “a tema” di autorevoli studiosi ed esperti . Qui di seguito trovate il programma della serata ”  La notte dei Classici “al Liceo Petrarca. 

Liceo Dante: Numerose le iniziative di carattere culturale tra interventi…

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Il Monte Tricorno

 

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wikipedia

Il Monte Tricorno (in sloveno Triglav) con 2.864 m è la più alta cima delle Alpi Giulie e della Slovenia, di cui è monumento nazionale. Per la geografia fisica, costituisce il saliente alpino nord orientale della regione fisica italiana. Il nome deriverebbe appunto dalla sua forma a tre punte (Triglav significa “tre teste”) visibile dalla valle di Bohinj. Tuttavia, Julius Kugy afferma che le tre punte non sono assolutamente riconoscibili, dato che la cima appare più come un largo duomo collegato tramite un ponte naturale alla cimetta a fianco (il Piccolo Tricorno” o Mali Triglav).

Julius Kugy invece attribuisce il nome al dio slavo a tre teste, Triglav appunto (da tri, tre, e glava, testa), signore dell’aria, dell’acqua e della terra, nonché padre dei fulmini, che secondo le leggende aveva un trono sulle nubi o sugli alti monti[1]. A sostegno di questa tesi, Kugy riporta il fatto che nessuna delle spedizioni sul Tricorno parla mai di tre cime, ma sempre della via attraverso il Mali Triglav verso la vetta principale.

Il nome Triglav, tra l’altro, compare piuttosto recentemente, solo a partire dal 1840, ed è quindi collegato al “rinascimento” dell’identità slovena; nei documenti antichi compare sempre la forma TerglauTerglou oTerklou, che rimane ancora nel dialetto, di cui la forma “Triglav” è la versione dotta o scritta.   Il monte si trova nel mezzo del parco nazionale omonimo; ai suoi piedi si trovano le sorgenti di uno dei più importanti affluenti del Danubio, la Sava e quelle dell’Isonzo che invece sfocia nel mare Adriatico. Sulla sommità del Tricorno dal 1895 si trova un caratteristico bivacco chiamato Aljažev stolp (torre di Aljaž).

Il monte è diventato un simbolo dell’identità slovena, è rappresentato in forma stilizzata nello stemma nazionale, nella bandiera e nella moneta slovena da 50 centesimi di euro; inoltre secondo la tradizione ogni sloveno almeno una volta nella vita dovrebbe salire sulla cima del Tricorno.

Dal 1919 al 1943 era il monte più alto della provincia di Gorizia ed era al confine con il Regno di Jugoslavia.

  La vetta fu raggiunta la prima volta, dopo un tentativo fallito nel 1777, il 26 agosto 1778 da Luka Korošec, Matija Kos, Štefan Rožič e Lovrenc Willomitzer, su iniziativa del naturalista Žiga Zois e del professore universitario Belsazar Hacquet.

 A partire dal 2007 il monte è ritratto sulla moneta da 50 centesimi di Euro della Slovenia assieme alla costellazione del Cancro.

tratto da wikipedia