Archivi giornalieri: 22 Gen 2020

Gli italiani

L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –
alzare la mia sola puerile voce –
non ha più senso: la viltà avvezza

a vedere morire nel modo più atroce
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

Pier Paolo Pasolini

da https://www.isoladellapoesia.com/poesie_famose/109-poesia-sugli-italiani-di-pasolini.php

Miljana Cunta, Poesie di un giorno / Pesmi Dneva

perìgeion

9788899007560

Poesie di un giorno / Pesmi Dneva (QuDu, 2018) è la seconda raccolta di Miljana Cunta, autrice slovena che già ai tempi del proprio esordio, Per metà del cielo (Za pol neba) aveva riscosso notevole attenzione tanto in patria, all’estero, ed anche nel nostro paese dove il volume era stato interamente tradotto e pubblicato da Thauma nel 2013. Poesie di un giorno è però un libro molto diverso dal precedente, in quanto si tratta di una collezione di compatte prose poetiche che percorrono, con cadenza oraria, la giornata estiva di una donna anziana e di una bambina. Verrebbe istintivo pensare ad una nonna con una nipote che sembra Miljana stessa, ma la domanda è destinata a restare senza risposta ed è giusto così, dal momento che la Cunta rientra fra gli autori preziosi perché capaci di identificazione assoluta fra le proprie parole e quelle degli altri.

Apparentemente una struttura…

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Friuli Venezia Giulia, girovagando tra Cividale e Gradisca d’Isonzo — Viaggiando con Bea

Come pensate Bea abbia iniziato il 2020? E’ ovvio!! L’ha iniziato viaggiando. Ha scelto una meta vicina, tra gente semplice legata ad antiche tradizioni. Cinque giorni trascorsi girovagando tra piacevoli borghi ed ampie distese di filari di vite il tutto incorniciato da montagne innevate. Ma adesso venite virtualmente con me in Friuli Venezia Giulia Vi […]

Friuli Venezia Giulia, girovagando tra Cividale e Gradisca d’Isonzo — Viaggiando con Bea

L’emigrant di Arturo Zardini

Un dolôr dal cûr mi ven
dut jo devi bandonâ
patrie, mame e ogni ben
e pal mont mi tocje lâ

Za jo viôt lis lagrimutis
di chel agnul a spontâ
e, bussànt lis sôs manutis
jo ‘i dîs: “mi tocje lâ”

Traduzione

Un dolore dal cuor mi viene
tutto devo abbandonare
patria, mamma ed ogni bene
per il mondo mi tocca andare

Già io vedo già le lacrimuccie
di quell’angelo spuntare
e, baciando le sue manine
io le dico: “devo andare”

https://it.wikisource.org/wiki/L%27emigrant

Se questo è un uomo di Primo Levi

Cultura Oltre

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri

nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:

considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per un pezzo di pane

che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi alzandovi;

ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

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La polenta

Polenta.jpg
immagine dal web

Al tempo dei bisnonni in Benecia la polenta era il cibo principale.Si faceva con la farina di mais gialla,bianca o metà bianca e metà gialla.Veniva accompagnata a verdura di campo,patate,formaggio,latte,salame,carne raramente solo in occasioni speciali.A colazione mangiavano la”mesta” (polenta liquida),ai bambini ci aggiungevano le castagne cotte,agli adulti i fagioli.C’era molta miseria e la polenta era alla base della dieta.Chi mangiava solo polenta si ammalava di pellagra.