Archivi giornalieri: 25 Gen 2020

Restare – Pierluigi Cappello — Poesia in rete

Gli occhi si sono fatti di sale nel voltarmi i pensieri si sono fermati nei gesti, nel silenzio delle cose fatte; ho raccolto le briciole del dopopranzo e le ho scosse nell’aria vitrea del giardino dove è appena spiovuto e irrompe il sole. Qui, anche il piú lieve soprassalto del merlo oltre la siepe sta […]

Restare – Pierluigi Cappello — Poesia in rete

La bussola del direttore

E poi le cose serie: la campagna contro Sanremo ha attecchito. 70 mila le interazioni, qui potete leggere che cosa si sono inventate le donne friulane.

Con Trump l’economia vola. Lo scrivono i sovranisti di tutto il mondo. I conti dicono che non è proprio così. E qui ve lo spieghiamo

Vi ricordate i vari “vi querelo” “vi querelo”? Ecco, la querela è arrivata ma i giudici dicono che le notizie sono tutte vere e quindi la querela ha fatto flop. L’oggetto del contendere sono i 49 milioni che la Lega deve restituire.

Che fare domenica? L’arcivescovo Mazzuccato dice che dovreste andare un po’ di più a messa e un po’ meno ai centri commerciali.

Ci chiedono: mettete i nomi! Non ce li danno. Cercateli! Non sempre lo sforzo è compensato dal risultato, per cui non ci proviamo nemmeno. L’ultimo caso è un sequestro di pesce. Dove? Dove? Pare intorno a Udine. Secondo voi se chiamassimo tutti i ristoranti della zona quello beccato ci direbbe che sì, è proprio quello? Io non scriverei più nulla. Il dibattito è aperto.

Giulio Quaglio

Giulio Quaglio o Quaglia detto il Giovane (Laino1668 – Laino1751[1]) è stato un pittore italiano.

Biografia
Udine: palazzo Attimis-Maniago - particolare dell'affresco, s'intravede la firma del pittore

Udine: palazzo Attimis-Maniago – particolare dell’affresco, s’intravede la firma del pittore

Udine - Cappella del Monte di Pietà - Vista degli affreschi del soffitto.

Udine – Cappella del Monte di Pietà – Vista degli affreschi del soffitto.

Lubiana: la volta della Cattedrale di San Nicola

Lubiana: la volta della Cattedrale di San Nicola

Giulio proveniva da una nota famiglia di valenti pittori, incisori e scenografi, originari di Laino, nella val d’Intelvi. Fu prima allievo di G.B. Recchi a Como e in seguito di Marcantonio Franceschini a Bologna; completata la sua formazione con soggiorni a ParmaVenezia e Piacenza, venne in contatto con le grandi tradizioni pittoriche sia venete che emiliane.

Dal 1692 al 1700 si trasferì in Friuli, dove portò e diffuse le novità del gusto emiliano; ciò rappresentò una svolta del gusto dei committenti friulani, che si vedrà in seguito con i lavori di Ludovico Dorigny e soprattutto di Giovanni Battista Tiepolo.

Udine ricevette la sua prima commissione nel 1692, fu infatti incaricato di affrescare lo scalone e la sala d’onore del palazzo Strassoldo-Mantica[2] con la Caduta dei giganti e altri medaglioni e tondi con raffigurazioni mitologiche.

Tra il 1692 e il 1693 eseguì alcuni affreschi nella sala principale, nel loggiato del palazzo Della Porta[3] e nell’annessa cappella privata.

Nel 1694 affrescò la cappella del Monte di Pietà ed eseguì tutte le decorazioni ad affresco:

  • Madonna Assunta
  • Discesa dalla Croce
  • Nascita della Vergine
  • Annunciazione
  • Resurrezione di Cristo
  • Cristo davanti a Pilato
  • Crocifissione.

Nel 1696 fu impegnato nella realizzazione degli affreschi dello scalone e del salone del palazzo della famiglia Piccoli (oggi palazzo Attimis-Maniago). Nel 1697 iniziò i lavori per conto della famiglia Antonini nel palazzo Antonini-Belgrado[4], affrescando lo scalone sul cui soffitto fu rappresentata la Verità che mette in fuga le tenebre del paganesimo e il salone d’onore al centro del quale raffigurò la caduta di Fetonte.

Nel 1699 realizzò gli affreschi del soffitto e del fregio della chiesa di Santa Chiara:

  • Trinità;
  • Immacolata concezione
  • Gloria di santa Chiara;
  • Profeti.

Il Quaglio lavorò anche in altri centri del Friuli:

Nel 1700 si trasferì a Bergamo, per andare poi nel 1702 a Lubiana dove, con l’aiuto del figlio Raffaele, realizzò gli affreschi del soffitto della Biblioteca del Seminario.

Sempre a Lubiana lavorò agli affreschi del Cattedrale di San Nicola, portati a termine con la collaborazione del suo allievo Carlo Carlone e che sono considerati i suoi capolavori.

Nel 1706 lavorò nella Cattedrale di San Giusto a Trieste, dove affrescò la Cappella di San Giuseppe con Storie del Santo.

Ne è documentata la presenza a Graz nel 1708 e a Salisburgo nel 1709, dove eseguì gli affreschi del castello vescovile di Klesheim.

Bergamo nel 1712 lavorò agli affreschi delle volte della seconda sagrestia nella chiesa di Sant’Alessandro in Colonna. Nella chiesa parrocchiale di San Paolo d’Argon dipinse infine i tondi a fresco con episodi delle vite di San Paolo e San Benedetto da Norcia e una Annunciazione.

Nel 1724 fece ritorno a Udine per il restauro degli affreschi della cappella del Monte di Pietà, e in questa occasione realizzò anche gli affreschi della chiesetta di San Leonardo.

Tra il 1740 ed il 1744 mise mano alla decorazione pittorica della chiesa della Santissima Trinità di Grumello al Monte[5].

https://www.wikiwand.com/it/Giulio_Quaglio_il_Giovane

Favola di Resia

LA FAVOLA DEL CANE, DEL GATTO E DEL TOPO

Sapete perché i cani non possono vedere i gatti
ed i gatti non possono vedere i topi?

C’era una volta un cane che non aveva padrone e c’era una gattina, anche lei sola, senza padrone.
Un giorno si incontrarono e la gattina gli chiese:
“Come va? Sei sempre solo!”
“Si, – lui le disse – anche tu sei sola?”
“Non ho nessuno” – rispose.
“Se è così – continuò il cane –  possiamo stare insieme!”
Il cane e la gattina per un po’ stettero insieme.
Quando la gattina prendeva qualcosa lo dava al cane e anche il cane quando prendeva qualcosa lo dava alla gattina.
Insieme stavano bene e avevano fiducia l’uno dell’altro.
Un giorno il cane le disse:
“Così non possiamo stare, dobbiamo fare le carte per sposarci”.
Decisero così di fare le carte necessarie per sposarsi.
Poco dopo però il cane ricevette la cartolina per andare a fare il soldato e disse alla gattina:
“Tieni tu le carte, nascondile bene, e quando tornerò, ci sposeremo!”
“Si!!, si!!, tengo io le carte e vedrai che nessuno le troverà!”
La gattina si recò in un solaio dove nessuno andava.
Cercò un posto sicuro. Fece un buco dove mise le carte e lo coprì bene.
Quando il cane tornò a casa disse alla gattina:
“Ora finalmente possiamo sposarci, vai a prendere le nostre carte che, sono certo, avrai ben nascoste e messe al sicuro!”
Quando la gattina andò nel posto dove aveva nascosto le carte, vide che erano tutte mangiucchiate.
La gattina tornò dal cane e disse: “Guarda!!! le carte sono tutte mangiucchiate!”
“Ma come, avevi detto che le avresti messe al sicuro!” – rispose il cane tutto arrabbiato.
“Le ho messe al sicuro, più che potevo, ma il topo le ha mangiate” – disse la gattina desolata e preoccupata.
“Allora sai cosa ti dico? D’ora in poi non sopporterò più alcun gatto!” – disse il cane.
“Tu….?! Anch’io diventerò nemica dei topi; quando li vedrò li mangerò!” – disse la gattina.
 
Per questo ancora oggi il cane non può vedere il gatto ed il gatto non può vedere il topo.

PRAVICA OD PESA, OD TUCE ANO OD MÏŠI (dialetto sloveno di Resia)

 Vita da zakoj pesji majo wum tuce
ano tuce majo wum mïši?

Onde nur jë bil den pes ano isi pes an bil som. Jë bila pa na tuca ano pa ona na jë bila soma, nikörja ospodïna.
Den din to jë se srëtlo:
“Kako bej? Tï si rüdi som!” – jë rakla tuca.
“Ano tï, rüdi soma?” – jë jo barel pes.
“Nïmin ninaa” – jë rakla tuca.
“Pa ja nïmin ninaa. Ći ti si kontent, ćewa se spravit wkop!” – jë ji rëkel pes.
Alora den temp to žïvilo wkop.
Ko jela tučica kej, na dala pa pesićo, ko pesić mël kej an dal pa tučici.
Pes jë vïdël, da to jë fidël den tamo drüamo, da to šlo dakordë.
Alora den din, da:
“Fïs itako na mörawa stat, mawa naredit kako ćarto!”
Alora to stalo, to naredilo ćarte za se ožonyt.
To nï stalo muć, pes jë ričavel kartulino za tyt soldat.
An rëkel tuci:
“Dyrži tï ćarte, skrï je löpo, da ko prïdën damuw bowa se pöračila.”
“Go, go! Ja ćon skryt, ki nišći bo nalizel ćarte”.
Alora tuca na šla ano na skrïla ćarte w na den hliw, tu ki nïso odïli jüdi.
Na jë naredila no jomo ano löpo ǵala, pokrïla, zakrïla.
Ko pes paršel damuw, da:
“Injyn ćewa morët se ožonyt. Tacy po ćarte, boš bila dabrö je skrïla löpo!“
Na šla ito, ki na jë bila skrïla ćarte mo na jë je nalëzla wse zrïzane, wse sturlone…
Na šla ta peso ano na rakla: “Le da kako so ćarte, to jë wsë skröjano!”
“Mo, ti si bila rakla, da ti ći löpo dyržet ćarte!” – jë ji rëkel ribijen pes.
“Ja si jë ǵala siür bojë ki si molà mo myš na jë je nalëzla!” – jë rakla tožna tuca.
”Alora, viš da ka ti račën, da kar bo svit orë, tuce ja ćon mët wum!” – jë rëkel pes.
“Ti!?! Mo pa ja ćon mët wum myš, ito ki bon vidla ja ćon jo snëst!” – jë rakla tuca.

Zawöjo isaa šćalë nešnjidin pes ma wum tuco ano tuca ma wum myš.

fonte https://rezija.com/it/circolo-culturale-resiano-rozajanski-dum/lingua/favole/

Quattro anni senza Giulio Regeni

Quattro anni senza Giulio Regeni

Giulio Regeni ha da poco compiuto 28 anni quando alle 19.41 del 25 gennaio 2016 sparisce nel nulla, inghiottito tra la folla anonima della metropolitana del Cairo. Di lui, per giorni, non si saprà nulla. Gli appelli della famiglia, della mamma Paola e del padre Claudio che si recano subito al Cairo per seguire la vicenda da vicino, cadono nel vuoto. Giulio non si trova e la vicenda comincia a preoccupare. Poi, il 3 febbraio 2016 arriva la notizia che mette fine a ogni speranza. Il corpo senza vita di Giulio viene trovato ai margini di una strada che porta ad Alessandria. Subito le autorità egiziane liquidano la morte del giovane a un incidente automobilistico.
Ricercatore nato a Fiumicello, Giulio fin da piccolo ha manifestato la passione per lo studio e per l’impegno, fattori che lo hanno portato a intraprendere un percorso di formazione all’estero. In Egitto, Paese complesso e controverso, Giulio al momento del rapimento sta svolgendo un dottorato di ricerca e le sue attenzioni si focalizzano subito sulla difficile situazione lavorativa egiziana, grazie anche a una serie di contatti in loco. Contatti che, si scoprirà poi, hanno tradito Giulio, consegnandolo ai suoi esecutori. Tra questi il coinquilino con cui il ricercatore viveva al Cairo che era in contatto con la National security, un’amica che riferiva le conversazioni sempre alla Ns e un sindacalista, vicino al maggiore Magdi Sharif, indiziato del rapimento.

Le ricerche di Giulio, infatti, insospettiscono il sindacalista: troppo scomodo e ‘strano’ che un giovane italiano faccia domande, prenda contatti con persone del luogo per chiedere informazioni sulle condizioni di lavoro. Così – ma anche questo lo si scoprirà più avanti nella storia – mesi prima della sua scomparsa comincia una fitta attività di spionaggio per tenere sotto controllo e monitorare le mosse del ricercatore italiano. Quando il 25 gennaio di quattro anni fa Giulio Regeni, dopo aver sentito i suoi genitori a Fiumicello, esce di casa e va a prendere la metro per recarsi a un appuntamento la sua fine è già scritta.

Quell’appuntamento è una trappola e Giulio sparisce nel nulla. Quel che segue è stato ricostruito dalla Procura di Roma, che indaga in contatto con i colleghi egiziani, ma ad oggi, dopo 4 anni passati a chiedere ‘Verità e Giustizia’ per Giulio Regeni i responsabili sono ancora liberi. 

Il procuratore di Roma facente funzioni, Michele Prestipino, ha rivelato che è stato “individuato il contesto, per non dire il movente, dell’omicidio, insieme alla stringente attività degli apparati egiziani nei confronti di Giulio, culminata col sequestro”.
Giulio è stato torturato per giorni, a più riprese. Picchiato con calci e pugni, bastoni e mazze fino a spezzargli l’osso del collo.
Un lavoro faticoso, umanamente e tecnicamente, quello della Procura romana, ostacolata dagli innumerevoli depistaggi delle autorità di sicurezza egiziane, le false testimonianze, la scarsa collaborazione con l’Egitto di Al Sisi.
Nel corso di questi quattro anni i rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto si sono fatti tesi e difficili, anche se Al Sisi ha sempre professato la piena disponibilità a collaborare in nome di una verità, ma soprattutto giustizia, che invece ancora oggi appaiono un miraggio lontano.
La strada verso la verità è ancora in salita e piuttosto accidentata, complice anche l’instabilità politica di quell’area del Mediterraneo che tiene con il fiato sospeso il mondo intero.
Eventi in programma

La Federazione nazionale della Stampa italiana aderisce alle iniziative per i #4annisenzaGiulio e sarà presente a Fiumicello con il presidente Giuseppe Giulietti. Nel paese natale del ricercatore l’appuntamento, promosso dal Comune e dalla famiglia Regeni, è alle 18.30 presso piazzale Falcone e Borsellinoalle 18.45 partirà la Camminata dei Diritti, che arriverà in piazzale dei Tigli alle 19.15; alle 19.41, ora in cui il nome di Giulio si unì a quelli dei tanti egiziani e delle tante egiziane vittime di sparizione forzata e poi di tortura e di omicidio in Egitto, è prevista una fiaccolata silenziosa in piazza; a seguire presso la sala Bison andrà in scena e sarà trasmesso in streaming “Pensieri, parole e musica per Giulio”.

Trieste l’appuntamento, promosso da Amnesty e dal Liceo Petrarca, istituto frequentato da Giulio e scuola amica dei diritti umani, sarà in piazza della Borsa a partire dalle 18.45: alle 19.41 le luci si accenderanno, assieme a quelle di molte piazze italiane, per ricordare Giulio, abbracciare la sua famiglia e chiedere con determinazione che siano fatti, finalmente, concreti passi in avanti nell’accertamento delle responsabilità.

Alle manifestazioni hanno aderito Assostampa Fvg, Ordine dei Giornalisti regionale e Articolo 21 Fvg.

https://www.ilfriuli.it/articolo/cronaca/quattro-anni-senza-giulio-regeni/2/213683

26/01/20 – “Mozartiade (ovvero Bastiano e Bastiana)” di W.A. Mozart – Teatro Lirico “G. Verdi” – Trieste — Lampione di Trieste

Vi informiamo che domenica 26 gennaio 2020, ore 17.00, 6° rapp., presso Teatro G. Verdi – Trieste, vi sarà la rappresentazione dell’opera “Mozartiade (ovvero Bastiano e Bastiana)” di W.A. Mozart. (L’immagine di W.A. Mozart è tratta dal sito http://www.wikipedia.org). Non scegli Tu la musica! E’ la Musica che sceglie TE!” buona serata!!! If you have […]

26/01/20 – “Mozartiade (ovvero Bastiano e Bastiana)” di W.A. Mozart – Teatro Lirico “G. Verdi” – Trieste — Lampione di Trieste