Pubblicato in: FVG

Plurilinguismo

Neuropsicologia del bilinguismo in età evolutiva
Essere bilingui o plurilingui produce benefici intellettivi o contribuisce a causare altri disturbi?

Fin dagli inizi del secolo scorso il bilinguismo è stato, e spesso lo è ancora oggi, circondato da pregiudizi e scarsa informazione. Si riteneva infatti che far imparare due lingue ad un bambino provocasse un ritardo nel suo sviluppo mentale. Si pensava che un’educazione bilingue precoce avrebbe causato nel bambino problemi di ragionamento causati da una confusione permanente fra le due lingue. Si riteneva inoltre che la competenza raggiunta in ogni lingua sarebbe stata superficiale se paragonata a quella di una persona monolingue.

Più di recente, i risultati di ricerche sul cervello e sull’educazione bilingue stanno contribuendo a sfatare i pregiudizi negativi sul bilinguismo. Erano gli inizi degli anni ’60 del secolo scorso quando uno studio volto a verificare se l’educazione bilingue fosse realmente dannosa per lo sviluppo del bambino ha mostrato che i bambini bilingui eseguivano meglio dei bambini monolingui una serie di prove verbali e non verbali. Una serie di studi successivi hanno o confermato i risultati di questo studio pioneristico o mostrato che l’educazione bilingue non porta a differenze significative nello sviluppo intellettivo dei bambini rispetto ad una educazione monolingue.

Un gruppo di ricerche si sono dapprima focalizzate sulla componente linguistica dello sviluppo del bambino investigando sia il livello di competenza raggiunto nelle lingue che la competenza metalinguistica di bambini bilingui a confronto di bambini monolingui. Se da una parte alcuni dati mostrano che i bambini bilingui precoci sembrano avere un vocabolario meno ampio e sono meno veloci nel trovare le parole giuste, differenze fra l’altro destinate a scomparire già nelle prime fasi dell’età scolare, dall’altra parte sono state trovate alcune differenze nelle competenze metalinguistiche. La consapevolezza metalinguistica è la conoscenza esplicita della struttura linguistica e la possibilità di accedervi intenzionalmente; abilità fondamentali per lo sviluppo degli usi complessi del linguaggio e per l’acquisizione dell’alfabetizzazione linguistica. Sembra che i bambini bilingui abbiano una conoscenza spontanea maggiore della struttura del linguaggio come se ne notassero intuitivamente la struttura e il funzionamento. Inoltre, a causa del fatto che il bilinguismo porta ad avere due vocaboli o modi di esprimere lo stesso concetto, sembra che i bambini bilingui abbiano una maggiore abilità di distinguere tra forma e significato delle parole e una maggior consapevolezza della relazione arbitraria esistente tra le due.

Sempre in ambito linguistico, altri studi più recenti mostrano come non sia mai troppo presto per esporre i bambini alla seconda lingua e anche che il bilinguismo non crea confusione nei bambini. Infatti, già alla nascita i bambini esposti a più di una lingua sembrano essere in grado di differenziare le lingue e quindi di apprendere entrambe; è stato proposto che questo risultato è dovuto al fatto che il bilinguismo facilita un precoce sviluppo delle abilità di controllo e flessibilità cognitiva.

In linea con quest’ultima ipotesi è stato osservato che gli individui bilingui presentano vantaggi sul controllo esecutivo dell’attenzione, anche in domini cognitivi diversi dal linguaggio.6 In particolare i bilingui sono particolarmente abili nell’indirizzare l’attenzione sugli stimoli rilevanti presentando al contempo una capacità più sviluppata di inibizione di informazioni irrilevanti. Questa abilità di controllo selettivo dell’attenzione e di inibizione sembra originare dall’esercizio continuo svolto dai bilingui per controllare efficacemente le due lingue. Infatti, quando un bilingue si esprime in una delle due lingue che conosce, entrambe vengono attivate mentalmente, con un’inibizione parziale della lingua che non viene parlata in quel momento, probabilmente perché essa risulterebbe irrilevante al contesto. Infine, un aspetto molto importante è il dato secondo cui il bilinguismo precoce sembra essere correlato ad una minore o ritardata incidenza di demenza senile; cioè il bilinguismo precoce ha vantaggi dal punto di vista cognitivo che perdurano per tutta la vita.

Infine, vale la pena ricordare che un’educazione bilingue del bambino porta con sé un’altra serie di vantaggi che vanno al di là dei benefici effetti cognitivi discussi in precedenza e di quelli linguistici di conoscere e parlare due lingue anziché una soltanto. Il bambino bilingue potrà accedere più facilmente di quello monolingue a due culture, svilupperà maggiore tolleranza per le culture diverse, potrà avere più opportunità di viaggiare e avrà degli indubbi vantaggi nel mondo del lavoro. Riassumendo, diverse evidenze sperimentali suggeriscono che i vantaggi di una educazione bilingue sorpassano ampiamente gli svantaggi, soprattutto quando si va a considerare l’impatto su tutta la vita del bambino e dell’adulto bilingue.

Tratto da: Crescentini, C. & Fabbro, F. (2013). Neuropsicologia del bilinguismo nei bambini / Nevropsihologija dvojezičnosti pri otrocih. Trieste / Trst: ATS/ZCZ Jezik-Lingua, pp. 36-38

http://www.jezik-lingua.eu/code/14104/Essere-bilingui-o-plurilingui-produce-benefici-intellettivi-o-contribuisce-a-causare-altri-disturbi.

Coronavirus, installata la tenda per i controlli davanti all’ospedale di Pordenone

In FVG non c’è nessun caso di Coronavirus

Anche davanti all’ospedale di Pordenone è stata installata, giovedì 27 febbraio, la tenda per attivare un’area di pre-triage e un percorso dedicato per le persone che presentano sintomi influenzali. Tutto ciò al fine di per evitare che eventuali pazienti infetti arrivino dentro il Pronto soccorso prima di essere individuati (video Missinato)

Fragile .. civile la poesia di Davide Argnani — La Bottega del Barbieri

di Sandro Sardella ci sono libri che come massi erratici affiorano .. dagli anni .. dall’accatastamento .. dal disordine e .. in questi giorni mi è ritornato tra le mani “STARI MOST” del poeta Davide Argnani di Forlì classe 1939 .. lo incontrai qualche volta negli anni’80 durante la viva esperienza di “abiti-lavoro” –…

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