Archivi giornalieri: 1 Feb 2020

Febbraio

Ancora non è primavera: è quello che risalta dalla poesia di Francesco Chiesa scelta per celebrare il mese di febbraio.E’ la caratteristica di questo mese breve e freddo al cuore dell’inverno: lasciare intravedere qua e là i segni della primavera come tra gli squarci dell’incarto un’opera d’arte impacchettata.

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FOTOGRAFIA © LOMBARDFLOR

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FRANCESCO CHIESA

FEBBRAIO

O valletta! che ancora non è primavera,
e tu di sorridere tenti già! lascia

ch’io riveda com’è quel bel verde che quasi
negli occhi l’immagine più non ne trovo.

Rimirarti, o valletta; raccogliere ad una
ad una le piccole dolci tue cose:

ogni battito delle tue vene, ogni fiato
che mandi, ogni muoversi delle tue ciglia;

ogni minima sillaba del chioccolìo
che fai sotto i lugubri strami, o già sveglia!

Quelle prime tue primole uscite a sentire
se il sole è già tiepido, l’aria men bigia;

quel tuo timido verde inesperto che torna
cercando fra gli aridi ciuffi il sentiero…

Oh, se pure nel pallido inverno mio qualche
strisciuola di tenere erbe venisse!

Que’ tuoi salici… Oh, bionde fantasime rosa
rimaste de’ tremuli salci d’argento!

Simili, oggi, i tuoi salci alle limpide fiamme
vampanti nel cerulo mazzo domani,

quando lieta nei campi la gente dà fuoco,
cantando, alle stridule foglie ammucchiate..
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O valletta, io vorrei que’ tuoi vaghi colori
di fiamma raccendere nelle mie notti.

O una rama spiccar di nocciuolo, con quelle
nappine che oscillano senza che s’oda;

e quell’auree nappine sospenderle nelle
mie lunghe e difficili notti a oscillare…

da https://cantosirene.blogspot.com/2020/

Uno spaccato sul Friuli — Viaggia, Mangia e fa ciò che vuoi

Ci sono molte cose da dire sulla cultura gastronomica di questa particolare zona d’Italia. La sua particolare posizione geografica gli consente di comprendere mare, montagne e pianura, con prodotti totalmente differenti da ognuna. La produzione spazia da salumi e formaggi, alla pasta ripiena, tipica di zone come la Carnia, fino a del pescato di ottima […]

Uno spaccato sul Friuli — Viaggia, Mangia e fa ciò che vuoi

A Lusevera il bar di Adriana resiste

Il municipio di Lusevera/Županstvo v Bardu

Cala ancora la comunità dell’Alta Val Torre. Al 31 dicembre del 2019, infatti, la popolazione registrava un numero di residenti pari a 600 e 4 anime. Una ulteriore riduzione rispetto all’anno precedente. Al 31 dicembre del 2018, infatti, all’Ufficio Anagrafe erano registrate 600 e 16 persone. Tenendo conto dell’andamento demografico degli ultimi 10 anni – con sporadici aumenti –, si teme purtroppo che il 2020 in corso porti la soglia della popolazione sotto le 600 unità.

Il rapporto tra maschi e femmine è sempre sbilanciato sul colore rosa. Al momento, infatti, le donne sono 315 contro i 301 maschi. Nel 2018 le femmine erano 315, quindi stabili, contro i 289 «colleghi» maschi. Le frazioni restano comunque tutte abitate, compresa Pers/Breg che, nonostante le difficoltà dovute all’interruzione della strada per maltempo, conserva il suo unico residente. La borgata più popolosa è quella di Pradielis/Ter, seguita da Vedronza/Njivica e Lusevera/Bardo. Restano stabili anche i cittadini stranieri. Con l’unica novità che i migranti, richiedenti asilo, temporaneamente ospitati nell’ex albergo di Vedronza, sono stati trasferiti in un altro comune.

Sul fronte aperture e chiusure di attività produttive, commerciali o di esercizi pubblici, c’è la volontà di Dina Battoia, storica oste dell’Alta Val Torre, di mantenere aperto il bar di Pradielis; nei mesi scorsi si temeva infatti in una chiusura della sua osteria. A darle una mano ci sarebbero due giovani ragazze. Dina, a 90 anni, resta una figura di riferimento importante per la comunità locale, in particolare per la fascia anziana.

Resiste anche Adriana, l’ostessa di Lusevera, con il suo piccolo bar quasi fronte Municipio. E rimane costante anche la presenza del panificio a Pradielis. La borgata che conta più trattorie e ristoranti resta Villanova delle Grotte/Zavarh, per la sua vocazione spiccatamente turistica, dovuta alle cavità. Tre i locali che accolgono gli appassionati delle escursioni nel cuore della terra. Purtroppo, invece, ha chiuso la storica osteria La Zucule, gestita con tanta passione per tanti anni da due fratelli, sempre al limitare della borgata di Villanova delle Grotte. Per quanto riguarda il ristorante di Musi, la struttura è chiusa ma i gestori hanno aperto un nuovo locale, più rustico, sul modello della baita di montagna, nel cuore di Tanamea. (Paola Treppo)

https://www.dom.it/v-bardu-adrianin-bar-se-vztraja_a-lusevera-il-bar-di-adriana-resiste/

Le ragioni per non farsi prendere dal panico da coronavirus

L’Oms ha dichiarato lo stato di emergenza globale, l’Italia ha bloccato i voli da e per la Cina. Ecco quanto è davvero pericoloso il coronavirus e come non farsi prendere dal panico, rimanendo sempre con gli occhi aperti.

Il coronavirus è arrivato a quasi 10mila casi, al 31 gennaio (qui la mappa in continuo aggiornamento), e l’Oms ha dichiarato lo stato di emergenza globale. Mentre l’Italia ha bloccato i voli da e per la Cina e anche il nostro Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza. In questa cornice, la paura del contagio è molto alta, tanto da diventare quasi una psicosi. Alimentata a volte anche da fake news e da idee non del tutto corrette, come il fatto che l’uso delle mascherine sia ovunque necessario e per forza risolutivo, o addirittura da casi di pregiudizi e discriminazione verso i cinesi.

Ma come difendersi dalla psicosi e non farsi prendere dal panico? L’arma migliore sono come sempre i numeri, che parlano di un’infezione contagiosa, ma con un tasso di mortalità per ora più basso rispetto a quello di altre epidemie su scala globale degli ultimi anni, come la pandemia influenzale del 2009, nota come influenza suina. Ecco alcuni dati e informazioni sul coronavirus per rimanere sempre coi piedi per terra.

Come non farsi prendere dal panico (ma mantenere gli occhi aperti)

Farsi prendere dal panico non ha senso, fermo restando che è bene seguire giorno per giorno le indicazioni delle autorità sanitarie sulle misure essenziali da prendere. Per esempio, negli scorsi giorni l’Oms indicò di evitare di andare in Cina salvo necessità non rimandabili, una misura â€œdi buon senso e opportuna”come aveva commentato su Wired Gianni Rezza, responsabile delle malattie infettive all’Istituto superiore di sanità (Iss).continua … https://www.wired.it/scienza/medicina/2020/02/01/coronavirus-ragioni-no-panico/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=default&refresh_ce=

La bussola del direttore ðŸ§­

Friulani sempre brava gente. Tranne in questa autoscuola di Pordenone dove facevano i furbi con le patenti.

Ci risiamo con le Poste. I sindaci si lamentano che la posta non arriva. Ma sono gli stessi che sono andati a Roma a rendere omaggio al colosso ex pubblico? Gli uffici postali non rendono più e il volume della posta è calato di molto. Serve un’idea più che una protesta. Io ce l’ho, magari la scrivo (aiutare le Poste ad avere un ufficio, magari ospitandole nei municipi sempre più vuoti e obbligarli ad aprire il Postamat, per esempio).

Cambia il sistema delle rette delle case di riposo in regione. Qui le anticipazioni, si va verso una migliore omogeneità delle tariffe

Le ragazze del volley del San Leonardo concludono la prima fase del campionato — NoviMatajur

Nella penultima giornata del campionato di Prima divisione femminile il San Leonardo ha regolato l’Aurora Volley di Udine per 3:0 (25:14; 25: 20; 25:22). Per l’ultimo impegno della prima fase del campionato le valligiane nella serata di venerdì 31 gennaio, alle 20.30, giocheranno a Bressa di Campoformido.

Le ragazze del volley del San Leonardo concludono la prima fase del campionato — NoviMatajur