Archivi giornalieri: 5 Feb 2020

Una valle invasa dai babaci

Concluse le festività natalizie, anche in Val Resia, è già aria del püst/Carnevale. Come ormai tradizione, in questo periodo alcune delle principali vie e piazze della vallata sono invase da allegre figure appositamente realizzate, che rappresentano il carnevale tradizionale. Per queste creazioni, che per tutto il periodo colorano vari angoli e scorci di Resia e che a volte sono molto fantasiose, da anni è indetto anche un concorso.

Infatti, anche nel 2020, il Comune di Resia, l’Ecomuseo Val Resia, la Pro Loco Val Resia, il Parco Naturale Prealpi Giulie, l’Associazione Sangiorgina, il Milan Club Val Resia e l’Associazione ViviStolvizza hanno organizzato il concorso creativo rivolto a tutti che ha per tema il babac, il fantoccio che rappresenta il carnevale resiano. I babac potranno essere realizzati con qualsiasi materiale (stoffa, plastica, fieno…) e essere di qualsiasi grandezza, anche se la tradizione suggerisce di realizzarlo di dimensione umana.

Al concorso possono partecipare sia singoli, gruppi composti da almeno tre adulti (indicando il nome) e associazioni. La partecipazione è gratuita. Il concorso si divide in due sezioni: Miglior babac singolo e Miglior babac di gruppo o associazione.

Per partecipare a questa iniziativa bisogna compilare una scheda di partecipazione, contenente le generalità dell’autore e/o degli autori, che va consegnata in busta chiusa all’ufficio ragioneria del Comune di Resia (sig. ra Catia Quaglia; tel. 043353001 – interno 5 ) entro venerdì, 14 febbraio, 2020.

Come da consuetudine, i babac realizzati dovranno essere posizionati lungo le vie dei paesi della Val Resia e rimanervi durante tutto il periodo dei festeggiamenti del püst. Per questa edizione del concorso la giuria che valuterà i babac, composta da membri scelti fra i promotori dell’iniziativa, terrà conto, in particolare, della fantasia e della creatività che i partecipanti utilizzeranno nella creazione dei loro babac. Le premiazioni del concorso si svolgeranno venerdì, 21 febbraio, alle 15.00 nella scuola primaria di Resia.

Per i più piccoli e per chi non avesse mai avuto la possibilità di realizzarne uno, nel pomeriggio di lunedì, 24 febbraio, il Museo della gente della Val Resia proporrà il laboratorio «Costruiamo il babac», finalizzato a trasmettere alle future generazioni questa tradizione popolare resiana. (Sandro Quaglia)

https://www.dom.it/rezijo-bojo-zasedali-babaci_una-valle-invasa-dai-babaci/

Dopo 15 anni a Trieste nel giorno del Ricordo ritorna un presidio antifascista contro il revisionismo storico nazionalista

La prima volta fu in occasione del controverso, per essere buoni, film di propaganda, il cuore nel pozzo. Era il 2005, il primo anno in cui venne applicata la legge sul Giorno del Ricordo, nata nel 2004. Centinaia di manifestanti protestarono con un presidio sotto la sede Rai del FVG a Trieste. Poi vi è stata una iniziativa simbolica nel 2019 nei pressi della foiba di Basovizza, e ora, come aveva reso noto RadioCapodistria che per prima aveva dato la notizia, un gruppo di antifascisti/e  nel pomeriggio del 10 febbraio alle ore 18.00 in piazza della Borsa, luogo oramai simbolico per il nazionalismo italiano, hanno indetto un presidio antifascista per denunciare quel revisionismo storico nazionalista che ha infettato in modo pesante la storia del Confine Orientale, criminalizzando in sostanza la Resistenza. Questo il comunicato:Da quando è stata istituita la Legge sul Giorno del Ricordo, si è andata ad istituzionalizzare una pericolosa verità di stato sulle vicende del confine orientale letteralmente di parte. Le conseguenze le abbiamo viste con opere come Il cuore nel pozzo o Red land dove i partigiani vengono percepiti peggio dei nazisti. Dove c’è un riscatto di chi uscirà sconfitto dalla storia e dalla guerra, i nazifascisti, rispetto ai vincitori, i partigiani. Si è assistito ad una scandalosa equiparazione tra giorno della memoria e giorno del ricordo, tanto che addirittura è stato detto che chi critica quanto accade in questa giornata è come se si negasse il 27 gennaio l’Olocausto. Ma a questa narrazione faziosa non ci stiamo. Una narrazione della storia che strumentalizza drammi certamente vissuti, fenomeni come l’esodo,mescolando vicende delle foibe di diversi periodi temporali con quelle dell’esodo,con il chiaro fine di affermare un concetto nazionalista della storia. Manca solo il ritorneremo. Ma di questo passo sarà questione solo di tempo. Questa è politica, non è storia, non è ricordo. Dopo 15 anni antifasciste/i hanno deciso di scendere in piazza a Trieste per denunciare i disastri compiuti in questa giornata in un contesto che sta peggiorando in modo clamoroso. Basta vedere le proposte di legge su negazionismo,ecc. Si ricorderà che in queste giornate sotto il mantello dei ‘martiri delle foibe’ hanno anche riabilitato fascisti e collaborazionisti. I nomi e cognomi sono noti. E alcuni di questi verranno ricordati in piazza della Borsa luogo simbolico del nazionalismo italiano vista la presenza della orripilante statua di D’Annunzio,antislavo, guerrafondaio,militarista,nazionalista della prima ora. Dove si svolgerà un presidio antifascista il 10 febbraio dalle 18 per rompere quel tabù che vuole che a Trieste quel giorno ci si debba chinare al revisionismo storico nazionalista di stato. Antifaciste/i di Trieste

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Marco Barone

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