Archivi giornalieri: 12 Feb 2020

UNA CAMMINATA A … GEMONA DEL FRIULI – 16 — Storie di Beta

Buongiorno tutto il giorno! Iniziare l’anno nuovo con una camminata in quel di Gemona del Friuli? Certo che si! Sentieri che portano a scoprire “in pochi metri” diversi ambienti naturali, storici, geologici, … in pratica “Un compendio della Natura” prendendo in prestito una frase di Ippolito Nievo per descrivere la mia Regione. Partendo dalla […]

UNA CAMMINATA A … GEMONA DEL FRIULI – 16 — Storie di Beta

Ma ricordi e memorie non sono Storia — NoviMatajur

Svastiche sulle porte dei deportati, inchini istituzionali alla X Mas, striscioni neofascisti sugli edifici simbolo della cultura slovena in Italia. Negare che ci siano rigurgiti al sapore di olio di ricino in Italia e quindi anche sul ‘confine orientale’ dove il razzismo italico ha le sue radici più antiche e profonde, sarebbe stupido. Affermare che…

Ma ricordi e memorie non sono Storia — NoviMatajur

Sappada-Plodn

Sappada 

(Plodn in sappadino, Bladen in tedesco[3]Sapade in friulanoSapada in ladino[3][4]) è un comune italiano di 1 303 abitanti[2] del Friuli-Venezia Giulia, appartenente all’UTI della Carnia ed alla Magnifica Comunità di Cadore. Isola linguistica germanofona, è una rinomata stazione turistica estiva e invernale.

Origini del nome

Lo stesso nome di Sappada, Plodn in dialetto e Bladen in tedesco, è un toponimo di origine controversa quanto alla sua etimologia: potrebbe derivare da Zepodn, termine dialettale con cui si designa oggi Cima Sappada, posta in alto, sul piano (zum Boden), o da zapata/sapada, da cui Sappada, che indicherebbe il modo in cui gli abitanti avrebbero lavorato la terra. Da Longaplave, termine con cui i Patriarchi di Aquileia designavano la località (Longa Plavis) e che fa riferimento al fiume che vi scorre, il Piave, avrebbe origine Plodn.

Geografia fisica

Sappada sorge ad un’altitudine di 1.245 m s.l.m. nell’estremità nord-orientale delle Dolomiti tra Cadore e Carnia al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Il paese si estende in direzione est – ovest lungo tutta la valle attraversata dal fiume Piave; alcune sorgenti infatti si trovano proprio nel territorio comunale a 1.800 m s.l.m. alle falde del monte Peralba; altre sorgenti del fiume sacro si trovano in Comelico.

Orografia

Sappada è circondata da imponenti e suggestivi massicci dolomitici, con il paesaggio caratterizzato da verdi pascoli ed estesi boschi di conifere; numerose sono le cascatelle e i laghetti alpini.

Oltre il Peralba, che con i suoi 2.694 m è la seconda vetta delle Alpi Carniche, le cime principali sono il Pic Cjadenis (2.490 m) e il Monte Lastroni (2.450 m) che insieme al Peralba si trovano nella Val Sesis settentrionale; il Monte Chiadenis (2.454 m); la Creta Forata (2460 m), il Monte Geu, il Monte Cimon, il Monte Siera (2.442 m), Piccolo Siera, il Gruppo dei Clap (2.487 m) sul versante meridionale, il Gruppo delle Terze (Monte Terza Grande 2.586 m, Monte Terza Media 2.433 m, Monte Terza Piccola 2.333 m, Cresta di Enghe 2.414 m), a ovest, il Monte Rinaldo, il Monte Ferro (2.348 m), la Cresta del Righile, il Monte Hochbolt sul versante settentrionale della valle.

Natura e ambiente

L’ambiente che circonda Sappada è ancora incontaminato e questo si riflette positivamente nella varietà di specie animali e vegetali che vivono nella valle. Nelle foreste di abeti e di larici che circondano Sappada con un po’ di fortuna si possono osservare: il gallo cedrone, il fagiano di monte, la pernice bianca, l’ermellino, la volpe rossa, la lepre alpina e lo scoiattolo.

Se si sale più in alto si possono incontrare marmottecamoscicervi e caprioli. Inoltre sono presenti in questa zona due coppie di Aquila reale, che si possono notare osservando in particolare le creste del Monte Ferro, le cime del gruppo delle Terze, il Monte Chiadin ed il Peralba, dove nidifica in luoghi poco accessibili.

Tra i fiori, tutti rigorosamente protetti crescono: la stella alpina, il raponzolo di roccia, l’erica, la genziana, il ranuncolo; inoltre nella regione dolomitica crescono oltre cinquanta specie di orchidee selvatiche.

Clima

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Sappada.

Il clima è tipicamente alpino con estati fresche (specie tra agosto e settembre quando il periodo risulta anche più piovoso a differenza di luglio che risulta più caldo) e inverni rigidi e nevosi; il periodo di innevamento si protrae dai primi di dicembre ai primi di aprile. Le mezze stagioni invece, si presentano solitamente ventilate, fresche e abbastanza piovose. Inoltre l’orientamento della valle est-ovest permette un ottimo soleggiamento sia in estate sia in inverno, infatti la conca sappadina è anche detta “La valle del sole”.

Storia

Le origini di Sappada non sono certe: l’ipotesi più probabile è che nell’XI secolo alcune famiglie provenienti dalla vicina Austria (secondo la leggenda dal paese di Villgraten nel Tirolo orientale) si insediarono nella valle con l’autorizzazione del patriarca di Aquileia su invito dei conti di Gorizia e dietro pagamento di una somma annuale. Si tratta quindi di un’isola linguistica, che ha conosciuto successive ulteriori migrazioni di famiglie dalla Val Pusteria.

La valle era disabitata e incolta e i sappadini iniziarono una paziente opera di disboscamento e coltivazione; in breve nacque un piccolo paese formato da masi, sviluppatesi nel tempo in borgate. Il paese è costituito da caratteristiche case in legno adagiate nel soleggiato versante nord della valle. Intorno al paese verdi pascoli per l’allevamento dei bovini, campi di segale, avena, orzo e legumi e oltre ad essi boschi ricchi di selvaggina.

Nel 1500, oltre alle attività agricole e di pastorizia prosperava anche il commercio del legname grazie alla forte richiesta di legno per barche da parte della Repubblica di Venezia.

Dopo una breve parentesi di dominazione francese nel 1814 Sappada passò sotto gli austriaci cui si devono le prime scuole e opere pubbliche.

Nel 1852 Sappada, allora parte del Regno Lombardo-Veneto, passava dalla provincia del Friuli a quella di Belluno. I 263 capifamiglia chiamati a votare se volessero passare alla provincia di Belluno oppure no, all’unanimità scelsero Belluno. Nel 1866 veniva annessa all’Italia.

Durante la prima guerra mondiale non furono combattute battaglie decisive sulle montagne circostanti ma vennero mantenute posizioni sul fronte, di cui si possono ancora oggi trovare i resti. Molte sappadine inoltre furono portatrici carniche, donne che volontariamente compivano centinaia di metri di dislivello per diverse volte al giorno per rifornire di viveri e munizioni i soldati italiani al fronte. Dopo la rotta di Caporetto il paese fu evacuato anche a causa del sospetto che gli abitanti potessero nutrire simpatie filo-austriache a causa del loro dialetto: la popolazione fu raccolta in Toscana e presso il comune di Arezzo fu istituita la sede provvisoria del comune di Sappada dal 1917 al 1919; alcuni arrivarono in Campania ed in Sicilia.

Nella seconda guerra mondiale il paese fece parte della Repubblica libera della Carnia e fu teatro di scontri tra partigiani e tedeschi. Alcuni sappadini furono condotti ai campi di concentramento, tra cui Dachau. Nel dopoguerra a causa della carenza di lavoro molti sappadini emigrarono all’estero, in particolare in Svizzera e Germania. In seguito lo sviluppo del turismo cambiò anche l’economia del paese e molti emigrati tornarono a casa per dedicarsi all’attività terziaria. Negli anni settanta Sappada venne compresa nella Magnifica Comunità di Cadore, pur non essendo parte del territorio storico del Cadore.

Il 5 novembre 2017 si è gemellata ufficialmente con Arezzo. Nel dicembre dello stesso anno è passata dal Veneto (provincia di Belluno) al Friuli-Venezia Giulia (legge 182/2017), pur rimanendo parte della Magnifica Comunità di Cadore.

da https://www.wikiwand.com/it/Sappada

Consumare funghi può aiutare chi ha problemi di peso a dimagrire — InfoWeb Magazine

Sostituire, nella alimentazione di tutti i giorni, la carne rossa con una porzione di gustosi funghi aiuta davvero a perdere peso. lo rivela una ricerca condotta dagli esperti della Johns Hopkins University di Boston, e pubblicata sulla rivista medica Faseb Journal. Gli scienziati americani hanno studiato per un periodo di un anno la salute e […]

Consumare funghi può aiutare chi ha problemi di peso a dimagrire — InfoWeb Magazine

Il Manoscritto di Castelmonte (Starogorski rokopis in sloveno)

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Il Manoscritto di Castelmonte (Starogorski rokopis in sloveno) è uno dei più antichi documenti, fino a noi pervenuti, scritto in lingua slovena.
Il manoscritto fu redatto presso il Santuario della Beata Vergine di Castelmonte, tra il 1492 ed il 1498 da Lorenzo da Mernicco (Laurentius vicario di Mirnik). Il periodo corrisponde a quello in cui l’idioma sloveno, fino ad allora prettamente orale, cominciava a sviluppare le regole per dotarsi anche di una forma grafica.
Il testo delle, preghiere è riportato in un libro della Confraternita di S. Maria del Monte (Castelmonte) dove si trovano pure delle annotazioni che potrebbero interessare studiosi di onomastica e di toponomastica della Benečija.

Il manoscritto, composto da due fogli, contiene le principali preghiere del Cristianesimo e precisamente il Padre Nostro, l’Ave Maria ed il Credo. Nel testo sono presenti caratteristiche peculiari delle parlate della Carniola, del Carso interno e della Slavia Veneta. Insieme al manoscritto di Cergneu, custodito presso il Museo Archeologico Nazionale di Cividale, testimonia il contributo dato dall’idioma parlato nella Slavia friulana alla formazione della lingua slovena letteraria.
Il manoscritto di Castelmonte (scritto alla fine del sec. XV) ha interessato molti studiosi sloveni ed è stato oggetto di approfonditi studi apparsi su riviste specializzate, tra le quali non possiamo non menzionare ” Jezik in slovstvo ” (Lingua e letteratura) di Ljubliana che ha dedicato largo spazio all’argomento (cfr. JiS, XIX. 1973/74, štev. 6/7 e XX, 1974/75, štev. 2/3). Ultimamente anche la rivista italiana ” Ricerche Slavistiche “, vol. XXII-XXIII, 1975-1976 ha ospitato uno studio del prof. Srečko Renko dell’università di Roma riguardante il manoscritto di Castelmonte (Starogorski spomenik).
Il manoscritto di Castelmonte è importante anche dal punto di vista religioso in quanto dimostra che nel santuario di Stara Gora, già nel lontano passato, il servizio religioso, curato di solito da sacerdoti sloveni del luogo, veniva assicurato ai pellegrini sloveni, che erano in numero prevalente riguardo agli italiani ed ai friulani, nella loro lingua materna.

Il documento, che faceva parte integrante del libro della Confraternita di Santa Maria del Monte, venne ritrovato solo verso gli anni 60 del XX secolo e fu pubblicato, a cura di Angelo Cracina, nel 1974.
Il manoscritto era inizialmente conservato presso l’Archivio arcivescovile di Udine attualmente risulterebbe custodito presso l’Archivio Capitolare della parrocchia di Santa Maria Assunta di Cividale del Friuli

Fonti: wikipedia, Bozo Zuanella su Lintver.it

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PUST-CARNEVALE-

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Bellissimo video sul carnevale nelle Valli del Natisone e sulle due edizioni passate della sfilata a San Pietro al Natisone. Si ringrazia il sig. Andrea Podorieszach per averlo realizzato e condiviso!
vignetta di Moreno Tomazetig

13/02/20 – “Boris Godunov” di M.P. Musorgskij – Teatro Lirico “G. Verdi” – Trieste — Lampione di Trieste

Vi informiamo che giovedì 13 febbraio 2020, ore 20.30 (turno C), presso Teatro G. Verdi – Trieste, vi sarà la rappresentazione dell’opera “Boris Godunov” di M.P. Musorgskij. (L’immagine di F.I. Šaljapin nel ruolo di Boris Godunov (1912), è tratta da http://www.wikipedia.org/…Boris_Godunov_(opera)…) “Non scegli Tu la musica! E’ la Musica che sceglie TE!” buona serata!!! If […]

13/02/20 – “Boris Godunov” di M.P. Musorgskij – Teatro Lirico “G. Verdi” – Trieste — Lampione di Trieste