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Personaggi illustri delle valli del Natisone/Nediske doline

Gaspare da Tolmino (1521), Volto di Cristo
da https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/481901/Gaspare+da+Tolmino+%281521%29%2C+Volto+di+Cristo

Gaspare di Tolmino visse a Clenia nel XVI secolo, fu scultore e costruttore. Il maestro firmò in una lapide scolpita la chiesa di S. Bartolomeo a Ciubiz (Prepotto). Il suo nome appare come testimone del testamento del parroco di S. Pietro degli Slavi, Clemente Naistoth, originario di Skofja Loka.

Il maestro “firmò” in una lapide scolpita la chiesa di S. Bartolomeo a Ciubiz (Prepotto).

da:http://www.comune.sanpietroalnatisone.ud.it/portale/cms/cultura/personaggi/#n4

immagini da BeWeB – Beni Ecclesiastici in web

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TARVISIO. STORIE DI FORESTE, ROCCE, ACQUE E POPOLI

PUBBLICATO E DISPONIBILE NELLE LIBRERIE DELLA TUA CITTA’

C’è stato un tempo in cui negli agevoli passaggi alpini dopo le sorgenti del Fella-Tagliamento transitavano genti di ogni stirpe dall’Adriatico al Norico e viceversa. Non hanno lasciato tracce visibili sul posto, solo qualche manufatto, ma hanno prodotto culture depositate nei due versanti delle Alpi, nella Valcanale e nel Canale del Ferro.

Il Tarvisiano ha visto passare incessanti commerci anche nei secoli delle invasioni e delle migrazioni dell’Alto Medioevo. E le relative fusioni, integrazioni, scontri e confronti seguono il destino dei popoli. I Gepidi, magistrali metallurghi si fondono e scompaiono nei longobardi, questi ultimi sono assimilati dai romani che avevano conquistato e si confondono con Bizantini e Franchi che li hanno sconfitti, i Veneti ancor prima si erano integrati con celti e illiri, gli sloveni hanno occupato posti vuoti e a loro volta si sono confusi con gli altri popoli.

In copertina: Il forte Hermann che, insieme al forte Hensell di Malborghetto, fu uno dei baluardi asburgici contro le armate Napoleoniche. Sullo sfondo una suggestiva immagine del Monte Mangart, simbolo del tarvisiano.

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C’è stato un tempo in cui negli agevoli passaggi alpini dopo le sorgenti del Fella-Tagliamento transitavano genti di ogni stirpe dall’Adriatico al Norico e viceversa. Non hanno lasciato tracce visibili sul posto, solo qualche manufatto, ma hanno prodotto culture depositate nei due versanti delle Alpi, nella Valcanale e nel Canale del Ferro.



Il Tarvisiano ha visto passare incessanti commerci anche nei secoli delle invasioni e delle migrazioni dell’Alto Medioevo. E le relative fusioni, integrazioni, scontri e confronti seguono il destino dei popoli.I Gepidi, magistrali metallurghi si fondono e scompaiono nei longobardi, questi ultimi sono assimilati dai romani che avevano conquistato e si confondono con Bizantini e Franchi che li hanno sconfitti, i Veneti ancor prima si erano integrati con celti e illiri, gli sloveni hanno occupato posti vuoti e a loro volta si sono confusi con gli altri popoli.


Un punto di convergenza e d’incontro. Geografico: le bioregioni mediterranea, Dinarica Balcanica e Norica europea centrale e culturale: latina, slava, germanica. Religiosa, cattolica, protestante, ortodossa. Nel monte Forno (che si dovrebbe chiamare più opportunamente Dreilaendereck) il triplice confine tra Italia, Slovenia e Austria segna idealmente il centro fisico, storico e culturale dell’Europa.

Tiglio Edizioni di Andrea Mascarin
via Monte Mangart 14, 33100 Udine
P.IVA 02768020303 – C.F. MSCNDR49L07L483W – REA UD 286574

info@tiglioedizioni.it

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FRIÛL DI SORELI JEVÂT

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi, albero e spazio all'aperto

Valico della Casa Rossa – Rožna Dolina, confine tra l’Italia e la Jugoslavia a Gorizia durante gli anni della “guerra fredda” …

CELSO MACOR (1925-1998)
FRIÛL DI SORELI JEVÂT

A’ era una tiara creada par no vê cunfins, chista; un puest dulà che li’ buliganis di razza e di sanc no vevin costrut e i popui si incrosavin, si ingropavin tuna danza ch’a era la Furlana, la Sclava, la Stajara, tuna musica ch’a era chê dai cuei e da montagnis e dal splan devant dal mar. E a’ gambiavin ciastinis e milùz par blava. E quanche ‘l pan nol era vonda par tanti’ bocis, ôns e samenza a’ lavin a sparnizzâsi pal mont; leamps crevâz che si ingropavin lontan, leamps e prejeris a cori pal zîl, tun lâ e tornâ come li’ sisilis sot da lindis. Friûl dolz, font, Friûl di confin messedât e fuart. (da Anima di una tiara, p. 382)

FRIULI ORIENTALE

Era una terra creata per non essere divisa da confini, questa: un luogo dove i bollori della razza e del sangue non avevano ragion d’essere ed i popoli si incrociavano, si aggruppavano in una danza che si chiamava Furlana, Sclava, Stajara, in una musica che era quella dei colli e delle montagne e della piana davanti al mare. E si scambiavano castagne e mele per granoturco. E quando il pane non bastava per tante bocche, uomini e semi andavano a sparpagliarsi nel mondo; legami troncati che si annodavano lontano, legami e preghiere in corsa per il cielo, un andare e un ritornare come le rondini sotto gli spioventi dei tetti. Friuli dolce, profondo, Friuli di confine mescolato e forte. (pp. 444-445)

da fb

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RACCONTI SCENEGGIATI

da https://www.rai.it/dl/portali/site/programmi/PublishingBlock-09091aa7-e62c-4e2e-9fd6-44195372802d.html?prog=ContentItem-5963c89e-c34a-4b63-b766-5dda382a2075&refresh_ce

Domenica 16 Febbraio alle  ore 9.15 circa




va in onda la prima puntata di

“I TRE RITORNI DELLO ZIO BEKI” 

SINOSSI

I TRE RITORNI DELLO ZIO BEKI di Božidar StaniÅ¡ić

RACCONTO SCENEGGIATO IN DUE PUNTATE

Convinto che la letteratura, e generalmente l’arte, siano i migliori mezzi per dare un’immagine concreta delle problematiche delle migrazioni, fenomeno che ha caratterizzato la fine del ventesimo e l’inizio del ventunesimo secolo, l’autore ha messo al centro di quest’opera una famiglia. I personaggi, provenienti dalla Bosnia e fuggiti dagli orrori della guerra civile, abitano da diversi anni a Udine.

I tre ritorni dello zio Beki ci coinvolgono non solo nelle relazioni umane tra i membri di una famiglia, che ora si definirebbe “integrata”, presentate con ironia e umorismo ma, implicitamente, ci portano dentro il dramma di una guerra che un quarto di secolo fa veniva chiamata “il conflitto alle nostre porte”. Un conflitto del tutto insensato che ha gettato una lunga e pesante ombra sul futuro sia di chi ha trovato un rifugio altrove sia di chi è rimasto “di là”.

L’autore ha sviluppato il racconto radiofonico in base alla sua personale esperienza vissuta fra gli immigrati, soprattutto ex jugoslavi. Secondo StaniÅ¡ić – come lui ha dichiarato ormai diversi anni fa – le migrazioni son frutto di un mondo ingiusto, che non risparmia i più deboli.

I personaggi de I tre ritorni dello zio Beki: padre, madre, figlio e figlia, e soprattutto lo zio, protagonista dello sceneggiato, probabilmente provocheranno più di qualche risata, dietro le quali si celano però non pochi rancori e qualche ombra familiare.

Personaggi e interpreti:

voce narrante: Francesco Godina

lo zio Beki: Lorenzo Acquaviva

la madre: Maja Blagovič

il padre: Maurizio Zacchigna

La regia è stata curata da Marko Sosič.

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NUOVO PROGETTO per registrare e valorizzare il locale patrimonio orale

Più vita per i canti di Resia

La Val Resia spicca per il suo ricco repertorio di canti e narrativa popolare. L’assessorato alla Cultura della Regione Friuli-Venezia Giulia ha accolto e finanziato il progetto Tradizione viva/Žïwa nawada. Canti e leggende della Val Resia,presentato dall’associazione culturale Museo della gente della Val Resia.Il progetto prevede la ricerca, la promozione e la valorizzazione, anche a fini divulgativi e turistici, di due aspetti del patrimonio immateriale della Val Resia: quello del canto tradizionale e quello della narrativa di tradizione orale, in uno spirito di collaborazione, confronto, sostegno e scambi con le tre comunità storiche dell’arco alpino (italiano, sloveno, austriaco). Il progetto sarà sviluppato congiuntamente da due realtà: il Gruppo corale femminile del Gruppo folkloristico Val Resia e l’associazione culturale Museo della gente della Val Resia.

Il Gruppo corale s’incontra settimanalmente da tre anni per riscoprire, studiare e riproporre, nella loro forma originale, i canti della tradizione popolare locale. Il mantenimento dell’originalità dei canti è conosciuto a livello internazionale, tanto che il gruppo si è esibito in ambienti accademici prestigiosi, come il Conservatorio di San Pietroburgo, l’Accademia delle Scienze e delle Arti di Lubiana, al Rožni Festival – etno vokalnih skupin a Lubiana. Hapartecipato anche a numerosi eventi culturali, alla realizzazione del Cd Rezija vësala nonché prodotto il Cd Progetto tradizione viva. Negli anni il Gruppo corale ha documentato, tramite registrazioni audio e video, le manifestazioni spontanee legate al canto e alla musica.

Il nuovo progetto Tradizione viva/ Žïwa nawada. Canti e leggende della Val Resia prevede più azioni: la raccolta delle espressioni orali mediante la registrazione audio e video di canti spontanei, per poi creare una mediateca; la divulgazione del patrimonio orale con l’organizzazione di concerti in Friuli-Venezia Giulia e non solo, l’allestimento di una mostra tematica e la stampa di una pubblicazione; la divulgazione in rete di un video promozionale; incontri settimanali tra i giovani che riscoprono il canto popolare e laboratori didattici; il confronto con altre realtà popolari tramite l’organizzazione di un convegno sul canto tradizionale nell’arco alpino orientale nonché un open day mensile, al quale chiunque potrà partecipare agli incontri di canto popolare.

Sandro Quaglia

dl dom del 14-02-2020

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Gli effetti del bilinguismo sulla neurodegenerazione — ORME SVELATE

Mentre essere bilingue ritarda l’insorgenza della demenza, il declino della malattia di Alzheimer in piena regola è più rapido in coloro che parlano due o più lingue rispetto alle persone monolingue.

Gli effetti del bilinguismo sulla neurodegenerazione — ORME SVELATE