Archivi giornalieri: 22 Feb 2020

Coronavirus: Cosa posso fare se ho febbre, tosse, mal di gola o difficoltà respiratorie? — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Coronavirus: Cosa posso fare se ho febbre, tosse, mal di gola o difficoltà respiratorie? I consigli del Ministero della Salute, quando si riscontrano i sintomi in oggetto. http://www.salute.gov.it

Coronavirus: Cosa posso fare se ho febbre, tosse, mal di gola o difficoltà respiratorie? — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Slovenia in inverno: viaggio da Kranjska Gora al Brda tra monti, laghi e colli — Ritagli di Viaggio

La parte nord occidentale della Slovenia regala numerose suggestioni in tutte le stagioni. Ecco il mio itinerario invernale, dove mangiare e dove dormire L’articolo Slovenia in inverno: viaggio da Kranjska Gora al Brda tra monti, laghi e colli… 8 altre parole

Slovenia in inverno: viaggio da Kranjska Gora al Brda tra monti, laghi e colli — Ritagli di Viaggio

Carnevale di Venezia

Il Carnevale di Venezia è una festa cittadina che si svolge con cadenza annuale nel capoluogo veneto. Si tratta di uno dei più conosciuti e apprezzati carnevali del mondo.[1][2]

Di Roberto Vicario – R. Vicario, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3855583

Le origini

Lo stesso argomento in dettaglio: Carnevale.

Le sue origini sono antichissime: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale il vocabolo Carnevale viene citato per la prima volta.

L’istituzione del Carnevale da parte delle oligarchie veneziane è generalmente attribuita alla necessità della Serenissima, al pari di quanto già avveniva nell’antica Roma (vedi panem et circenses), di concedere alla popolazione, soprattutto ai ceti sociali più umili, un periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e i forestieri si riversavano in tutta la città a far festa con musiche e balli sfrenati.

Attraverso l’anonimato che garantivano maschere e costumi, si otteneva una sorta di livellamento di tutte le divisioni sociali ed era autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia. Tali concessioni erano largamente tollerate e considerate un provvidenziale sfogo alle tensioni e ai malumori che si creavano inevitabilmente all’interno della Repubblica di Venezia, che poneva rigidi limiti ai suoi cittadini su questioni come la morale comune e l’ordine pubblico.

Il Carnevale antico

Il primo documento ufficiale che dichiara il Carnevale di Venezia una festa pubblica è un editto del 1296, quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo il giorno precedente la Quaresima.

In quest’epoca, e per molti secoli che si succedettero, il Carnevale durava sei settimane, dal 26 dicembre al Mercoledì delle Ceneri, anche se i festeggiamenti talvolta venivano fatti cominciare già i primi giorni di ottobre.

continua…https://www.wikiwand.com/it/Carnevale_di_Venezia

Si sta consegnando la “verità storica”,nelle scuole, ai concorsi di parte sul giorno del Ricordo. Non si insegna così la storia

Le Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati unite nel Gruppo di lavoro in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca bandisce da una decina d’anni il  Concorso nazionale “10 febbraio” volto a promuovere l’educazione europea e la cittadinanza attiva, a sollecitare l’approfondimento della storia italiana attraverso una migliore conoscenza dei rapporti storici, geografici e culturali nell’area dell’Adriatico orientale, attenendosi in particolar modo agli aspetti tematici evidenziati nel titolo del concorso. I componenti della giuria sono in parte nominati dall’associazione proponente, in parti dal MIUR. Non bastava questo concorso. No. Ora, la Regione del FVG, ne approva uno nuovo che nel suo complesso, passando da iniziative di studi, viaggi e quant’altro, arriverà a costare in 3 anni 150 mila euro  per raccontare nelle scuole del FVG la storia sulle vicende del confine orientale di cui al giorno del Ricordo. Ed è facile immaginare che impostazione dovrà avere la storia che si andrà ad affermare. La commissione giudicatrice, costituita con decreto del presidente della Regione e presieduta dal presidente del Consiglio regionale, sarà  formata da sei esperti designati dalle associazioni Lega Nazionale Trieste, Comitato 10 Febbraio, Istituto regionale per la cultura istriana-fiumana-dalmata, Associazione delle Comunità Istriane,Unione degli Istriani, Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Insomma, si è deciso di affidare a queste realtà un ruolo fondamentale. Tutto lecito, ci mancherebbe. E’ il loro giorno, quello. Ma inopportuno. Questa non è più storia. Non la si insegna così la storia nelle scuole. E visto che il ‘900 viene solo sfiorato, quando va bene, ignorato, quando va male, si rischia di consegnare la “verità storica” a questi concorsi di parte. Non c’è alcuna eterogeneità. D’altronde basta andarsi a leggere i discorsi del Presidente della Repubblica su questa giornata, per capire cosa si sta andando a costruire. Non possono, non devono essere questi concorsi a colmare un vuoto scandaloso che c’è nelle scuole. Vanno rivisti i programmi nelle scuole, a partire da quelli della scuola primaria ed un punto di partenza per studiare questa storia è sicuramente il documento della commissione mista italo slovena. Boicottato dall’Italia, pubblicato, invece, sul sito ufficiale dell’Ambasciata della Repubblica di Slovenia in Italia.  Il concorso in questione, verrà indetto annualmente, si affiancherà a quello nazionale e sarà denominato “Foibe ed esodo: Un Ricordo da non dimenticare”, riservato agli studenti delle scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado, statali e paritarie, e i corsi di Istruzione e Formazione presso gli IstitutiProfessionali di Stato e gli Organismi di Formazione Accreditati del Friuli Venezia Giulia. Gli studenti proclamati vincitori del concorso, in numero non superiore a 6, e i loro accompagnatori, uno a persona, sono premiati con un viaggio, a spese della Regione del Friuli Venezia Giulia, nelle terre della Venezia Giulia, Istria, Fiume e della Dalmazia, secondo itinerari predisposti annualmente, con visite alle Foibe di Basovizza e Monrupino, al Museo Centro Raccolta Profughi di Padriciano e al Magazzino 18, nonché agli altri luoghi simbolo della tragedia giuliano-dalmata di volta in volta individuati e accessibili.

mb