Parco di Villa del Torre

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L'immagine può contenere: erba, albero, cielo, pianta, spazio all'aperto e natura

di Franca Merluzzi

Andiamo a ROMANS D’ISONZO a conoscere il Parco di Villa del Torre prossimamente visitabile nella sua veste primaverile
In anteprima sappiamo che sarà visitabile in occasione della Giornata nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, in programma domenica 24 maggio. Fa parte del contesto di VILLA DEL TORRE, una bella villa settecentesca restaurata, ora residenza di un discendente della nobile famiglia. La facciata principale dà sulla corte interna fiancheggiata da tigli vetusti, quella posteriore sul parco le cui muraglie fanno propendere per un utilizzo anche a brolo. La recinzione proteggeva dai furti le coltivazioni pregiate di ortaggi, frutta, uva, erbe aromatiche e fiori. Entrando il colpo d’occhio è dato dall’estensione a prato – oltre mezzo ettaro – che porta tracce del viale di platani che lo attraversava. Durante la 1° guerra mondiale qui fu allestito un ospedale da campo. Rimangono ancora alberi secolari tra cui cedri, ippocastani, un pino marittimo, un tasso, sofore e un angolo con il bambù. In questo periodo si vede un’eccezionale fioritura di crochi che ogni anno a febbraio ricopre un’ampia zona come un tappeto variopinto.
A Romans visse Giuseppe Ferdinando del Torre farmacista, botanico ed educatore colto e lungimirante

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Da quattro generazioni i DEL TORRE sono titolari della Farmacia di ROMANS; una lapide sulla via pubblica ricorda Giuseppe Ferdinando che dal 1856 al 1895 pubblicò ogni anno, un “lunari”, un calendario con il titolo affettuoso Il contadinel, dedicato ai giovani agricoltori con insegnamenti utili per le coltivazioni, l’allevamento degli animali, l’economia domestica e la salute. Per farsi comprendere pubblicò i primi numeri in friulano e, dal 1876 in poi, in italiano. Auspicava un miglioramento delle condizioni sociali che da farmacista ben conosceva. Di grande interesse è la sua biblioteca con erbari e antichi trattati. In Plantis che cressin in Friul descrisse le piante autoctone, coltivate e selvatiche, e le loro proprietà medicamentose e alimentari. Un lavoro tuttora fondamentale per chi studia questi aspetti della civiltà friulana.

L'immagine può contenere: pianta, albero, fiore, spazio all'aperto e natura

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