Pubblicato in: FVG

Ogni goccia balla il tango, di Pierluigi Cappello. Poesie per bambini “sorprendenti e concrete” — Mammaoca

Ogni goccia balla il tango. Rime per Chiara e altri pulcini, di Pierluigi Cappello, è un libro magnifico, perfetto. Dal dialogo con sua nipote Chiara che gli chiede di scrivere una poesia tutta per lei, comincia la ricerca di “parole bambine” di Pierluigi Cappello, tra i più importanti poeti italiani e friulani (scrive in tutte […]

Ogni goccia balla il tango, di Pierluigi Cappello. Poesie per bambini “sorprendenti e concrete” — Mammaoca
Pubblicato in: FVG

Il coronavirus in tre fasi — natangelo

Le mie tre fasi d’approccio al Coronavirus (o in generale a qualsiasi notizia simile) #coronavirusitalia #CoronaVirusitaly #COVID19italia #cappuccettorosso #epidemia #pandemia #lupocattivo #smartworking #fumettiitaliani #vignetta #fumetto #covid19italia #cineamuchina #memeitaliani #memedivertenti #umorismo #satira #humor #natangelo

Il coronavirus in tre fasi — natangelo
Pubblicato in: FVG

Prima che la Jugoslavija finisse

L'immagine di copertina di "Prima che la Jugoslavia finisse" (Infinito Edizioni)

L’immagine di copertina di “Prima che la Jugoslavia finisse” (Infinito Edizioni)

Una storia d’amore, una lotta per sopravvivere alle tragiche vicende del ‘900. E per protagonista la terra rossa d’Istria

03/02/2020 –  Vittorio Filippi

Dopo ormai diciassette anni dalla sua cancellazione ufficiale, il termine Jugoslavia ritorna. Ancora una volta. Quasi a sottolineare la complessità non del tutto elaborata di un esperimento politico-statuale durato 74 anni, una formula breve per un “secolo breve”, per dirla con Hobsbawm.

Questa volta ritorna nel titolo di un asciutto romanzo storico che fa intersecare, pagina dopo pagina, la microstoria delle singole vite nelle loro difficili quotidianità con la macrostoria (per alcuni versi fin troppo macro, come disse Churchill dei Balcani) che attraversa quella faglia geostrategica piccola ma complicata che è l’Istria.

Copertina

Giovanna Tesser

Prima che la Jugoslavia finisse

Infinito Edizioni  , 2019, € 14

Perché è in Istria che si dipana la biografia della protagonista centrale del romanzo, che attraversa con la sua vita per alcuni versi avventurosa (come furono avventurosi tempi e luoghi) i vari diaframmi che la storia novecentesca drammaticamente pone: dall’Istria italiana (di cui al trattato di Rapallo del 1920), alla violenza del cosiddetto “fascismo di confine” e via via fino alla guerra, al contatto con il mondo partigiano, al doversi schierare tra ideologie ed irredentismi, alle grandi speranze del socialismo titoista ed anche alle sue altrettanto grandi, graffianti delusioni.

Una biografia che – fortunatamente, scrive l’autrice – si chiude in tempo per risparmiarsi il baratro in cui affonda la Jugoslavia del dopo Tito, in cui ritornano come spettri usciti da certe pagine di Miroslav Krleža le violenze, le soldataglie, i nazionalismi.

Come si è detto, questo è un romanzo che mescola la storia evenemenziale con la storia profonda, per usare la tassonomia di Braudel e della scuola degli Annales. Ma la storia profonda non è solo l’obbligato e superficiale sfondo della storia evenemenziale, perché è quest’ultima a condurci – sia pure letterariamente – verso la comprensione di una storia grande, complessa e tragica come quella jugoslava. Questi tre aggettivi pesanti si giustificano se si pensa che in quelle terre (ed in particolare nella rossa terra d’Istria) si sono giocati i confronti della guerra fredda, le convivenze tra popoli e culture diverse, i destini di un socialismo sui generis, nonché una parte della stessa storia d’Italia, prima fascista e poi repubblicana, disegnata proprio dal confronto talvolta durissimo con la nuova Jugoslavia socialista. In questo senso allora il romanzo storico si fa esso stesso storia obbligando noi italiani a fare i conti con un confine ingombrante e con un paese – Prima che la Jugoslavia finisse – altrettanto ingombrante quanto ineludibile perché, lo si voglia o no, intrecciato fortemente a tante italiche vicende.

https://www.balcanicaucaso.org/aree/Balcani/Prima-che-la-Jugoslavia-finisse-199338

Pubblicato in: slovenija

Nejc Zaplotnik l’alpinista sloveno che ha segnato un’intera epoca


Jernej (Nejc) Zaplotnik, alpinista sloveno, * 15 aprile 1952, Kranj, † 24 aprile 1983 morto sotto una valanga di ghiaccio che è crollata dalla parete meridionale di Manaslu in Himalaya.

LA VIA

Traduzione di Dušan Jelinčič

NEJC ZAPLOTNIK, pur essendo un grande alpinista, all’epoca paragonato a Reinhold Messner stesso, è soprattutto un artista e un uomo con tutti i suoi dubbi, sbalzi d’umore e contraddizioni. Ma è pure un essere indipendente con una personalità prorompente e una gran sete di sapere.

di Nejc Zaplotnik

La forza trainante de La Via sono le riflessioni, i pensieri e gli adagi sempre attuali e profondamente ancorati nella quotidianità, anche se esternati in un contesto fuori dal comune, che formano con l’affascinante e spietato ambito esterno una combinazione di grande efficacia.