Pubblicato in: cronaca

Coronavirus, qualcosa non torna. I numeri “reali” sono diversi rispetto a quelli ufficiali?

La conferenza stampa delle ore 18 che abbiamo, nostro malgrado, conosciuto con l’emergenza coronavirus, forse non ha più alcun senso? Questo è quello che in tanti iniziano a domandarsi. Perchè i dati che vengono comunicati in questi giorni, non sono probabilmente quelli reali? In Italia studi internazionali iniziano a parlare di milioni di contagiati, mentre i dati ufficiali parlano di poco più di 100 mila contagiati. Così come i numeri delle vittime. I dati dell’ISTAT comunicati in queste ore lasciano intendere che i morti possano essere di gran lunga di più rispetto a quelli “ufficiali”. In un Paese dove per settimane dicevano che le mascherine servivano solo a chi malato o a chi assisteva chi malato,e ora devono metterle tutti, dove i guanti monouso stanno diventando introvabili. Dove dicono che i tamponi non possono farli a tutti, ogni volta con una scusante diversa, o perchè non servono, o perchè il quadro non cambierebbe, o perchè ancora non ci sono per tutti ma intanto per gli USA un bel pacco di tamponi sono partiti. Mentre si propongono e sperimentano applicazioni di tracciamento degli individui, mandando all’aria la privacy. La sensazione che si ha è che non si vogliono fare i tamponi diffusi perchè il quadro che ne verrebbe fuori sarebbe più gravoso? In un Paese che doveva attivarsi per tempo per fornire e procurare mascherine e non lo ha fatto. Il 10% degli operatori sanitari contagiati, ospedali luoghi non più sicuri, una situazione disastrosa. Intanto, quelli che all’inizio spingevano per la città non si ferma, ora spingono perchè si possa si ritornare alla normalità il prima possibile. Si parla anche di una ripresa del campionato in questa estate. Sacrosanto ritornare alla normalità, non si può annientare l’economia di un Paese, la democrazia di un Paese, ma se ci troviamo in questa condizione è perchè degli errori sono stati compiuti su più livelli all’inizio dell’emergenza. Errori che paga tutto il Paese. E nessuno che osa minimamente proporre le dimissioni, salvo casi eclatanti come successo in Calabria, e neanche queste vengono chieste! Nessuno ha la verità in tasca, ma con il tempo il puzzle che si compie e l’insieme che ne viene fuori è agli antipodi di quella narrazione surreale che andrà tutto bene che sarebbe bene, questo sì, di mettere da parte perchè questa non è una favola, ma un film horror.
mb

Pubblicato in: letteratura slovena

La Zdravljica diventa patrimonio europeo

Alla poesia di Prešeren il marchio conferito dalla Commissione Europea.

2/4/2020 11:19:52 | Radio Capodistria

Il Brindisi è una poesia scritta da France Prešeren nel 1844, rientra nella raccolta poetica intitolata Poesie, tradotta in molte lingue straniere, tra cui in italiano già alla terza edizione monografica, da poco pubblicata per opera del triestino Miran Košuta. Per gli sloveni ha una grande rilevanza, perché con la sua poesia e le sue azioni il poeta romantico ha contribuito molto al rafforzamento del sentimento nazionale e dell’identità culturale slovena. In seguito all’indipendenza della Slovenia, dal 1991 l’inno nazionale è costituito dalla settima strofa della poesia Zdravljica – Il Brindisi di France Prešeren musicata nel brano omonimo per coro di Stanko Premrl.

Con questa poesia Prešeren ha voluto non solo esaltare la Slovenia, ma brindare a tutti i popoli del mondo, quando, superati inimicizie e guerre, ciascuno avrebbe visto nell’altro non il confinante ma il vicino di casa. Questo il concetto di fondo contenuto nella settima strofa della ormai celebre poesia. L’inno sloveno dunque respinge le guerre e i conflitti e sottolinea la vicinanza e l’amicizia tra i popoli.

Pur essendo stata scritta nel 1844 la poesia mantiene tutta la sua attualità, in particolare in questo momento di crisi in cui è nuovamente messo alla prova l’umanesimo, nazionale e internazionale. Come osservato in occasione del conferimento da Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “I nuovi dieci marchi del patrimonio culturale offrono a tutti i cittadini europei grandi opportunità di avvicinarsi al patrimonio culturale e di rafforzare il loro senso di appartenenza all’Unione europea”. Il Marchio del patrimonio europeo, materiale e immateriale, è un riconoscimento comunitario finalizzato a dare valore al patrimonio culturale comune e a promuovere il dialogo interculturale. Ha come obiettivo inoltre quello di favorire un più grande accesso al patrimonio culturale del passato ricorrente nel presente e valorizzarne la dimensione europea.

Miro Dellore

https://capodistria.rtvslo.si/news/cultura/la-zdravljica-diventa-patrimonio-europeo/519242?fbclid=IwAR16sJsvE3sXoyO6wWgrEXZ19OvMiceswZNu9N5vzJwMS7OSkdHCBmAkQek

Pubblicato in: natura

#unapiantaalgiorno

E questa, chi la riconosce? 🐻

#unapiantaalgiorno

Buona giornata! 💚ForEst – Studio Naturalistico ha aggiunto una nuova foto all’album: #unapiantaalgiorno. · 

Torniamo tra i monti ⛰️, salendo tra le rupi, lontani dal rumore della città… ah no! Di questi tempi sono silenziose anche loro, senza traffico e clacson… Vabbé, comunque noi saliamo in alto con lo spirito! 🌄

L'immagine può contenere: pianta, fiore, natura e spazio all'aperto

💚 𝓟𝓻𝓲𝓶𝓾𝓵𝓪 𝓪𝓾𝓻𝓲𝓬𝓾𝓵𝓪

Nome comune: ORECCHIA D’ORSO 🐻
(a nessun orso sono state staccate orecchie durante la produzione di questa rubrica)

DOVE SI TROVA? È una vera alpinista! 🧗🏻‍♀️ Ama le rupi, soprattutto calcaree e dolomitiche. Riesce a sfruttare fessure inutilizzabili anche per Manolo! Ma tra queste primule vi sono anche alcune “escursioniste”, più tranquille, che preferiscono i pascoli sassosi.

ARDITA E BELLA
Bella vero? Troppo bella!
Infatti in passato è stata notata da molti che, forse per invidia, forse solo pensando innocentemente di valorizzarla e lusingarla, l’hanno raccolta. La sua bellezza ha rischiato di essere anche la sua condanna 🥀 in quanto, come altre specie appariscenti, la raccolta indiscriminata ha rischiato di farla scomparire da alcune aree.
Per questo è stata inserita tra la flora di interesse regionale del FVG. Tutte le piante sono protette, ma alcune sono più protette delle altre. Di questa non se ne può raccogliere neanche un pezzettino! 🔐

Il nome comune e quello latino della specie (auricula) si riferiscono alla forma delle foglie della rosetta basale, che ricordano delle orecchie.👂🏻Ed essendo una montanara, non si poteva non pensare alle orecchie dell’orso.
Come l’orso anche lei si “sposta”. O meglio, è la sua fioritura a spostarsi. In questi giorni, infatti, inizierà a sbocciare nelle stazioni più basse, intorno ai 300 m di altitudine. Ma con l’avanzare delle settimane sarà possibile osservarla in fiore sulle cime delle montagne più alte fino a luglio! 😍

Buona giornata! Domani si tornerà nella civiltà!

#unapiantaalgiorno

#studioforest

Pubblicato in: FVG

Il pesce d’aprile

Tanti anni fa,papà si impantanò con l’auto in campagna.Era il 1 aprile,telefonò all’ACI perchè lo tirasse fuori dal fango.Sapete che non ci credevano ,pensavano ad uno scherzo di aprile.Dopo tante insistenze ed aver dato le generalità della macchina,l’Aci arrivò col carro attrezzi.Per fortuna che è stata una storia a lieto fine.Non ho mai saputo come fosse finito in quel campo…

Pubblicato in: cronaca

“Il coronavirus circolato negli umani per anni”: l’ipotesi degli scienziati — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

“Il coronavirus circolato negli umani per anni”: l’ipotesi degli scienziati Lo studio su Nature Medicine apre un nuovo scenario sull’origine: “Si è evoluto passando inosservato da una persona all’altra” https://www.huffingtonpost.it HuffPost DOWELL VIA GETTY IMAGES Il virus SarsCoV2 potrebbe aver circolato negli umani per anni, prima di sviluppare quelle caratteristiche genetiche che hanno portato […]

“Il coronavirus circolato negli umani per anni”: l’ipotesi degli scienziati — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava
Pubblicato in: cronaca

Coronavirus, le 6 cose da fare se viene un attacco d’ansia

I consigli della psicoterapeuta Vera Slepoj per affrontare alcuni possibili momenti di sconforto: validi sempre, nella vita di tutti i giorni

Cosa fare di fronte a un attacco d’ansia? Sono settimane difficili, che nessuno immaginava di dover affrontare e che possono creare momenti di difficoltà in ognuno. 

La psicoterapeuta Vera Slepoj – da anni collaboratrice del nostro giornale –  ci spiega quali sono le reazioni possibili a questa situazione, ci aiuta a capire come riconoscerle (in noi o in chi ci è vicino) e come affrontarle.Consigli utili, del resto, anche nella nostra futura vita quotidiana, dopo il ritorno alla “normalità”.

1) RESPIRARE A FONDO

    E’ la prima regola: respirare molto a fondo per almeno 10 minuti, immettendo l’aria a bocca chiusa e buttandola fuori poi a bocca aperta.

2) CONTARE FINO A 200

   “Sembra banale, ma è molto utile”, suggerisce la psicoterapeuta Vera Slepoj. Ovvero, contare per almeno 5 minuti fino a 100 o 200.

3) MUOVERSI…O  FARE LA DOCCIA

    Fare un esercizio fisico. Fare un’attività fisica immediata: la doccia, aprire la finestra, cambiare stanza.

4) PAROLE CROCIATE O CANTARE

    “Per le ossessioni è molto utile un’attività che richieda concentrazione e impegno cognitivo”, spiega Slepoj, “parole crociate, uncinetto, un lavoro meccanico, di precisione, stabilire o costruire un gioco che ci obblighi all’attenzione. Utile in caso di stati d’ansia e d’angoscia è il canto”.

5) INSONNIA? MEGLIO ALZARSI

   “Se non si riesce a dormire, non rimanere a letto, ma alzarsi e svolgere qualche attività per 30 minuti in una stanza diversa dalla camera da letto: una bevanda calda, una doccia refrigerante, ascoltare musica rilassante, costruire una storia nella mente. Non avere fiducia nella propria testa: può produrre false verità”.

6) FILM CATASTROFICI-HORROR? MEGLIO DI NO

Non guardare film o programmi che creano tensione: vietati i thriller e i catastrofici. “Evitare le trasmissioni su malattie e catastrofi”, il consiglio finale di Vera Slepoj, “La mente deve semplificare: deve già gestire una situazione complessa”.

https://mattinopadova.gelocal.it/regione/2020/03/31/news/coronavirus-le-6-cose-da-fare-se-viene-un-attacco-d-ansia-1.38660067

dal web

Pubblicato in: letteratura italiana

VI. il ciglio delle nostre vite —

lascio che la macchina scompaialungo la strada che mai arrivainghiottire i chilometri, l’asfaltoconsumarlo come queste ruoteche girano dentro la testa,butto tutte le parole dal finestrinoe solo vorrei non pensare agli scontrifrontali che dentro mi accartocciano,sul volante tenere salde le maninelle raffiche di vento, e scorrasul parabrezza questo dolorelo porti lontano la correntefino a sparire dallo […]

VI. il ciglio delle nostre vite —

Piero Simon Ostan


Piero Simon Ostan è nato a Portogruaro il 23.06.1979, vive a Fossalta di Portogruaro. Nel 2006 pubblica per Campanotto Il salto del salvavita. Ha partecipato alla Festa di Poesia di Pordenone e a Pordenonelegge sia come autore, sia come collaboratore. Nel 2011 pubblica Pieghevole per pendolare precario – Le Voci della Luna,  con prefazione di G.M. Villalta, sempre nel 2011 vince il premio Cetonaverde. Fa parte dell’Associazione Porto dei Benandanti con la quale organizza eventi culturali come il festival di poesia Notturni Di_Versi  e il Premio Teglio Poesia.