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FVG coronavirus

Un po’ di dati sulla situazione coronavirus in Friuli Venezia Giulia: i casi accertati positivi al coronavirus sono 1.986, con un incremento di 107 unità rispetto a ieri. I totalmente guariti sono 220, mentre i clinicamente guariti (persone senza più sintomi ma non ancora negativi al tampone) sono 285. Sono 9 i decessi in più rispetto all’ultimo bollettino della Protezione civile, che portano a 145 il numero complessivo di morti da Covid-19. Qui tutti gli aggiornamenti.

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Ecco come è cresciuto il contagio in Fvg

Come in altri angoli d’Italia, anche in Friuli le case di riposo si confermano il fianco scoperto nella guerra al coronavirus. Tanti gli anziani morti in regione, soprattutto nelle strutture di accoglienza per la terza età delle province di Udine e Pordenone. Se ne contano cinque a Paluzza, quattro a San Giorgio, poi ancora Lovaria e Castions di Zoppola. Qui trovate i nomi e i volti delle ultime vittime in Fvg.

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I reparti di terapia intensiva

Nei giorni dell’emergenza da nuovo coronavirus ripercorriamo, con i dati, due decenni di sanità italiana con lo sguardo all’Europa e al mondo. Poche risorse e troppo regionalismo: così un diritto si sta lentamente trasformando in un privilegio. Qui il nostro approfondimento.

IL PERSONAGGIO

Calciatore ribelle e talentuoso, scrittore di saggi e romanzi: tutti i volti di Ezio Vendrame, il “Poeta” del gol 

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Una perla al giorno – Rumi — tavolozza di vita

Se vuoi un’illuminazione speciale, osserva un viso umano; guarda profondamente dentro una risata e riconosci l’essenza della Verità. Rumi If you want a special lighting, observes a human face; look deeply into a laugh and recognize the essence of Truth. Rumi

Una perla al giorno – Rumi — tavolozza di vita
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Festeggiate virtualmente la Pasqua in Slovenia

La Pasqua è una festa che riunisce tutta la famiglia, facendo rivivere antiche usanze. La tavola festiva è ricca di prelibatezze tradizionali, preparate con cura dalle massaie slovene. Una particolare attenzione viene posta nella preparazione delle uova pasquali, sode o soffiate, che sono uno dei simboli più riconoscibili della Pasqua e riflettono le diversità regionali slovene. Esse sono legate anche ad alcune usanze, come l’incisione delle uova colorate.

Venite ad ammirare l’arte popolare della decorazione delle uova pasquali

Scoprite le regioni slovene anche attraverso i diversi nomi e l’arte della decorazione delle uova di Pasqua. In Carinzia le chiamano pisánke, mentre dalle parti della Stiria e dell’Oltremura ramenice o remenke. A Idrija le uova vengono decorate anche con bellissimi merletti. Le uova pasquali di Vrhnika, con oltre 15.000 fori, sono dei veri e propri capolavori dell’arte del merletto. In Bela Krajina si incontrano pisanke, che per le loro peculiarità rappresentano uno dei simboli della terra del fiume Kolpa. Con bellissimi ornamenti creati con cera d’api fusa e screziata, in modo da ottenere motivi raffinati e colorati in nero e rosso, queste uova pasquali una volta venivano donate dalle ragazze ai loro fidanzati in segno del loro amore. Regalate anche voi in segno di amore le uova pasquali slovene oppure utilizzatele per decorare la tavola imbandita di Pasqua.

Scoprite le tradizioni di Pasqua legate alle uova

Visitate interessanti eventi tradizionali di Pasqua

Particolarmente divertenti sono le preparazioni alla Pasqua. In numerose località della Slovenia vengono organizzati divertenti laboratori di colorazione delle uova pasquali. Potete visitare mostre di capolavori fatti a mano, che donne e ragazze durante il periodo pasquale presentano in tutta la Slovenia. Se dopo l’abbondante pranzo pasquale desiderate fare del movimento, potete partecipare ad alcune marce tradizionali, come quella da Oplotnica a Črno Jezero oppure alla marcia pasquale di Mala gora nella zona del Vipacco. Gli appassionati di sci alpinismo possono partecipare alla tradizionale traversata delle tre valli. Prendete parte alla benedizione pasquale delle moto che si tiene a Mirna Peč in Dolenjska e unitevi ai tanti biker nel primo incontro della nuova stagione motociclistica.

Trascorrete la Pasqua gustando i sapori della Slovenia

Venite a conoscere la cucina tradizionale slovena e brindate con un calice di ottimo vino. Provate i sapori autentici della Slovenia e cimentatevi nella preparazione dei piatti di Pasqua.

I sapori della Slovenia

Conoscete già le peculiarità culinarie delle Alpi, del Mediterraneo, del Carso e della Pianura Pannonica?

https://www.slovenia.info/it/le-storie/la-pasqua-in-slovenia

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IL DOTTOR SACHS

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Tra le numerose ricerche storiche del prof. Valerio Marchi che abbiamo avuto l’onore di pubblicare, va ricordata sicuramente

IL DOTTOR SACHS. Un medico ebreo in Friuli e la sua famiglia tra Otto e Novecento
http://shop.kappavu.it/prodotto/il-dottor-sachs/
(collana Storia, 2008, pag. 352)

La “piccola e comune” storia del medico condotto ebreo di Gonars e San Daniele e della sua famiglia, benvoluto dalla popolazione ma osteggiato, in quanto ebreo, da alcuni benpensanti e dai mezzi di informazione loro rappresentanti. Una storia che consente di addentrarci nelle ragioni e nella forma con cui si esprimeva l’antisemitismo del tempo.

Un lavoro accurato di ricerca storica, fra stampa dell’epoca, documenti ufficiali, testimonianze, che ha permesso di ricostruire la storia dei Sachs e dei Gentilli, due delle famiglie della comunità ebraica friulana del tempo e di tracciare, al contempo, un quadro su tre temi fondamentali e di grande rilevanza: l’antigiudaismo storico, i rapporti fra ebraismo e medicina, la questione ebraica nei suoi riflessi attuali.
Temi che, ancora oggi, interessano e condizionano il nostro presente.da fb

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Così i bimbi giocavano a Subit

Subit/Subid /frazione di Attimis

Come nel resto del Friuli-Venezia Giulia e di tutto il territorio italiano, le norme di contenimento del coronavirus hanno comportato un’interruzione per le lezioni in presenza anche nelle scuole d’infanzia e primaria di Taipana, attive nell’ambito dell’Istituto comprensivo di Tarcento. Non è stato, così, possibile proseguire anche prima del periodo pasquale con le attività che, in collaborazione con l’Associazione/ Združenje don Eugenio Blanchini e alcuni volontari del territorio, portano i bambini alla scoperta di peculiarità e usanze locali. Già a febbraio, tuttavia, durante un incontro alla scuola primaria di Taipana con le Giulia e Grazia Scubla, gli alunni hanno potuto imparare di più sulla vita dei bambini di una volta a Subit/ Subid. Questa borgata montana del Comune di Attimis intrattiene diversi legami – linguistici, culturali e non solo – col territorio del Comune di Taipana/Tipana.

Oggi i bambini spesso trascorrono diverso tempo libero davanti al televisore o ai videogiochi, ma quando Giulia e Grazia erano piccole queste cose non c’erano. Così, come gli altri bambini di Subit, si trovavano per la maggior parte del tempo a fare quello che i bambini oggigiorno fanno solo per una parte: giocare con gli altri all’aperto.

Ad esempio a za se skriuate/nascondino, oppure a Äi bet â€“ un gioco in cui un legno a due punte doveva saltare e finire il più lontano possibile. Alcuni alunni di Taipana hanno ricordato come l’anno prima, durante una visita a una mostra nel vicino paese di Breginj in Slovenia, abbiano potuto vedere diversi giochi del territorio, tra cui anche questo.

Le bambine spesso giocavano a Konoreta, je Å¡pečen kroh? â€“ ovvero a Konoreta è cotto il pane?.

Come si svolgeva? Giulia ha spiegato che le bambine si prendevano per mano come per fare un girotondo. Una di loro restava nel mezzo e diceva a tutto il gruppo «Konoreta, je Å¡pečen kroh?» («Konoreta, è cotto il pane?») e le veniva risposto «Ja, an zažgan» («Sì, e anche bruciato»). Allora la bimba nel mezzo rispondeva: «K’je biu?» («Chi è stato?»). Giulia ha ricordato: «Allora loro dicevano il nome, sceglievano il nome dal gruppo, dicevano magari “Maria”, e a Maria tocava una penitenza». Il giro girava e diceva «Buoža Marija, je uozbeda tu u čedene…» («Povera Maria, messa in catena…») e a quella bimba toccava girarsi all’incontrario, con le braccia incrociate.

Un altro gioco era quello del bakalà.

Lo si faceva in tanti. Per ognuno si scavava una buca nella terra, in fila. A lato ci si mettevano dei sassi. Si buttava, quindi una palla. Se un bambino centrava una buca, ci metteva dentro un sassolino. Se la palla andava fuori, tutti andavano a coprire le buche – e quello che aveva sbagliato doveva dissotterrarle, mentre gli altri lo prendevano a pacche sulla schiena.

Soprattutto questo ultimo aspetto ha generato un momento di riflessione tra i bambini, che insieme hanno rivalutato quei momenti in cui si sentono feriti per essere stati urtati da una compagno anche solo per errore. (Luciano Lister)

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L’olivo benedetto vuol trovar pulito e netto

Pasqua e la Resurrezione
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Pasqua e la Resurrezione

L’olivo benedetto vuol trovar pulito e netto, è un proverbio popolare che associa un evento religioso, come la festività della Pasqua ad una abitudine rurale, come quella delle pulizie di Pasqua.

L’olivo e le pulizie

«L’olivo benedetto
vuol trovar pulito e netto.»

Il proverbio si riferisce alle pulizie pasquali, che nelle comunità rurali ed in alcune province italiane rappresentano ancora una cerimonia e un rito festoso di rinnovamento.[1]
Dopo che la campagna si è rivitalizzata e rianimata, la nuova vita, con un riferimento evidente alla festività religiosa, fa irruzione nella casa intristita a causa dell’inverno. Ecco quindi che nasce il bisogno di rinnovare la casa alla stessa stregua del campo o della vigna, non solo pulendola ma anche svecchiandola laddove sia possibile.
La tradizione prevede che i lavori inizino con un certo anticipo rispetto alla data in cui cade la Pasqua, per consentire al simbolo della benedizione e della pace (l’olivo della domenica delle palme) di trovare la casa già pulita e nuova.[1]
Proprio questo è il periodo della potatura dell’olivo.

L’olivo e il nido

Il nido

Il nido

«La domenica dell’olivo
ogni uccello fa il suo nido.»

I proverbi popolari fanno riferimento anche al mondo della natura, della flora e della fauna. In questo caso, il proverbio ci informa che il giorno della domenica dell’olivo, gli uccelli terminino di preparare il nido. Un’altra relazione evidenziata dal proverbio è quella che intercorre fra la primavera e la Pasqua.

https://www.wikiwand.com/it/L%27olivo_benedetto_vuol_trovar_pulito_e_netto

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#unapiantaalgiorno

Siamo arrivati alla fine della rassegna della “Raccolta di erbe selvatiche”.

Con questo articolo si chiude la terza e ultima parte di una passeggiata virtuale nei nostri boschi, prati e incolti, alla ricerca di erbe commestibili con proprietà benefiche.

Aspettando di rivederci presto in quei boschi e prati vi lascio ad una buona lettura!

#unapiantaalgiorno

#studioforest

Una rassegna sulle erbe selvatiche commestibili che in questo periodo si possono trovare in natura… spesso non lontano dai centri abitati!

STUDIOFOREST.IT

Alla ricerca delle erbe selvatiche – terza parte • ForEst Studio Naturalistico

Una rassegna sulle erbe selvatiche commestibili che in questo periodo si possono trovare in natura… spesso non lontano dai centri abitati!