Dentro e fuori — massimilianobellavista

Martina Delpiccolo, saggista e ricercatrice originaria di Cervignano del Friuli è una persona speciale. Lo si vede dalla profonda sensibilità con cui, come abbiamo cercato di spiegare qualche settimana fa, ha realizzato il saggio Una voce carpita e sommersa: Bruna Sibille-Sizia. Laureata in Lettere presso l’università di Trieste con una tesi in Storia della letteratura […]

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Cristina Micelli, L’ospite di spalle — perìgeion

La misura della plaquette non ammette errori: nessuna parola può venire sprecata, nessuna poesia deve essere di troppo. In compenso una raccolta breve è in grado di descrivere un’esperienza e di attraversarla tutta di un fiato, restituendone l’emozione e la tensione. E’ quanto accade in L’ospite di spalle di Cristina Micelli […]

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Una perla al giorno – Srimad Bhagavatam — tavolozza di vita

Chi ascoltando le voci del cuore o gli insegnamenti dei saggi si distacca dalle cose materiali e lascia il mondo delle apparenze per seguire quel Dio che è dentro di lui, ecco veramente un grande uomo. Srimad Bhagavatam, I, 13, 27 Those who listening to the voices of the heart or the teachings of the […]

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Dolci Pasquali

sartl

Quest’anno le misure di contenimento dell’epidemia di coronavirus impediranno di osservare tutte le tradizioni legate alla celebrazioni religiose ancora osservate in Valcanale. Resta incerto se nella domenica delle Palme saranno benedetti i prajtl, se si sentirà il suono della craciule/brklce in sostituzione del suono delle campane nel periodo pasquale, se saranno allestiti i Sepolcri/Božji grobovi, o se saranno benedetti i cibi pasquali.

Sicuramente, però, in  ogni casa valcanalese non si potrà rinunciare allo sartl, il tipico dolce pasquale. Per questo ne riportiamo la ricetta.

Per due filoni:

● 80 g di farina, ● 1 cucchiaio di sale, ● 50 g di lievito, ● 4 uova, ● 1 bustina di zucchero vanigliato, ● 2 bicchierini di rum, ● 200 g di zucchero, ● 200g di burro, ● 1/4 di litro di latte, ● 1 limone, ● olio da cottura, ● uvetta, rum, cannella, zucchero, ● 1 uovo per spennellare lo šartl

1. Sciogliete il lievito nel latte tiepido con un cucchiaio di zucchero e lasciate che salga.

2. Amalgamate con la frusta le uova, lo zucchero vanigliato e il rum; sciogliete il burro a parte.

3. Grattuggiate nella farina setacciata limone quanto basta e aggiungete il sale, dopodiché, piano piano, tutto il resto: il latte col lievito, le uova col rum e il burro.

4. Mescolate il tutto energicamente per venti minuti, finché l’impasto non raggiunge la consistenza giusta. Copritelo con un panno e lasciatelo in un luogo caldo a lievitare per bene (in genere un’ora).

5. Stendete l’impasto in modo che abbia uno spessore di 2 centimetri e cospargetevi sopra la cannella, lo zucchero, l’uvetta e un po’ di rum. Dividetelo in due parti, per formare due filoni.

6. Ungete il recipiente di cottura con olio e burro.

7. Mettiamo i due filoni nel recipiente unto, che copriamo per lasciare lievitare ancora una volta.

8. Una volta che i filoni sono lievitati, li spennelliamo con un uovo sbattuto e li mettiamo in forno a 180°C per un’ora.

GUBANCA in Val Natisone

Preparazione e ricetta del dolce tradizionale delle Valli del Natisone

La parola gubana deriva dallo sloveno “gubati” cioè arrotolare, infatti questo dolce ha la forma di chiocciola.
E’ un dolce che si faceva per Natale, Pasqua, matrimoni e per la fine della fienagione.
Traduzione dal dialetto sloveno.

Ingredienti:

Impasto per 2 gubane

Mezzo chilo di farina ,3/4 uova, sale, la buccia di un limone grattugiato, 2 cubetti di lievito, due cucchiai tra burro sciolto ed olio,zucchero, una fiala di vanillina.

Ripieno:

250 g di noci macinate, 100 g di amaretti sbriciolati, un cucchiaio di zucchero, un panino raffermo, un po’ di burro,30 g di pinoli,100 g di uvetta ammollata nel marsala, mezzo bicchiere di grappa, qualche cucchiaio di cacao.Preparazione e ricetta del dolce tradizionale delle Valli del Natisone

Video di Stefano Morandini,traduzione dal dialetto sloveno delle Valli del Natisone di olgited.

La parola gubana deriva dallo sloveno “gubati” cioè arrotolare, infatti questo dolce ha la forma di chiocciola. E’ un dolce che si faceva per Natale, Pasqua, matrimoni e per la fine della fienagione.

BUON APPETITO