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Tisti ljudje – Persone così al tempo del Covid-19

Contro il Covid-19 uniti in una canzone

Questa storia inizia più di un mese fa, prima che scattasse il lockdown e si chiudessero i confini con la Slovenia, quando ancora non ci si rendeva conto della portata della pandemia da Covid-19 che avrebbe stravolto il nostro quotidiano di lì a poco.

Nel piccolo paese di Vogrsko, a pochi minuti d’auto da Gorizia,avevamo assistito a un concerto travolgente, pieno di energia positiva. Sul palco a incantare la sala gremita c’era Rudi Bučar, cantante istriano amato da pubblico e critica, una voce straordinaria e coinvolgente.

Uno dei momenti salienti del concerto è stata la canzone “Tisti ljudje”, che Rudi ha cantato assieme a un coro di bambini e che ha replicato anche nel bis. Una di quelle canzoni che ti entrano dentro, conquistano ogni fibra di te e rimangono lì, a riecheggiare anche quando la musica è finita.

Di Rudi Bučar e della sua canzone “Tisti ljudlje” abbiamo parlato in questo articolo, dove trovate anche la traduzione in italiano del testo.

E così, a distanza di settimane, chiusi nelle nostre case per colpa del Covid-19, questa canzone ci è tornata alla mente, portando con sé un’idea. In questo momento di isolamento forzato, perché non cercare di unire le persone attraverso qualcosa che trasmetta energia positiva e desiderio di guardare avanti con ottimismo, nonostante tutto?

Ed eccola qui, “Tisti ljudje”, le “persone così”, che cantano e ballano sotto lo stesso sole, seppur distanti, e guardano insieme al giorno che verrà.

Abbiamo chiesto ai nostri lettori di inviarci un video in cui cantano la canzone di Rudi Bučar. L’inizio è stato un po’ timido, ma poi siamo stati letteralmente travolti dalle voci e dai sorrisi di persone di diverse città, addirittura diverse nazioni (dieci, per la precisione), riunite dalla stessa canzone. C’è chi non l’aveva mai sentita prima ma l’ha fatto subito sua, chi la conosceva già e ci ha detto che era una delle sue preferite, chi ha imparato lo sloveno (o l’italiano) apposta per poterla cantare.

Tisti ljudlje - Persone così, al tempo del Covid-19

Persone comuni e artisti affermati hanno messo lo stesso impegno nel realizzare i loro filmati, tutti accomunati dalla stessa autenticità dei sentimenti. Il risultato è questo che vedete nel nostro video, tra amici vicini e lontani ai tempi del Covid-19. La qualità delle riprese non è professionale (tranne alcune eccezioni) e il montaggio è stato eseguito con i mezzi “casalinghi” a nostra disposizione. Una roba domača, come piace a noi! 

Ma al di là delle limitazioni tecniche, speriamo che chi guarderà questo video ci veda quello che vediamo noi: persone così, semplici nel loro desiderio di bellezza e di gioia, pronte a tendersi la mano nonostante tutte le distanze per darsi coraggio e andare avanti insieme a sconfiggere questo male invisibile chiamato Covid-19.

Tisti ljudlje - Persone così, al tempo del Covid-19

Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno partecipato, in particolare gli artisti Paola RossatoAlex BiniMiran Pečenik (Tržaški partizanski pevski zbor Pinko Tomažič), Iztok Cergol (& famiglia), Martina FeriRiccardo Valente (Sardoni Barcolani Vivi), Tjaša Šimonka Kavaš e Miha Kavaš (Ethnotrip e Marko Banda).

Ma un grazie speciale va a Rudi Bučar per averci permesso di realizzare questo progetto e averci sostenuto come un amico, nostro e di tutti quelli che in questo video ci hanno messo non solo la voce e la faccia, ma soprattutto il cuore

da https://www.slovely.eu/2020/04/18/contro-covid-19-uniti-canzone/
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Conosci le scritture su Aquileia?

Conosci le scritture su Aquileia?

I primi a scrivere su Aquileia sono gli antichi storici 📜: Tito Livio, Velleio Patercolo, Strabone, Plinio il più vecchio, Tacito ed Erodian raccontano la sua fondazione romano nel 181 v. C.C. quanto fosse grande e importante per il commercio e per la gestione delle frontiere a est. Parlano anche degli imperatori che rimangono lì.

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Nel corso dei secoli, Aquileia ha conservato il suo carisma e ha ispirato altri scrittori come: Elio Bartolini (Racconti aquileiesi) 📖; Jorge Luis Borges e uno dei suoi cittadini più famosi, Francesco Tullio-Altan, autore della Pimpa, Cipputi e molte altre illustrazioni che Alcuni libri indimenticabili per bambini hanno accompagnato 📚

Ph. Alessandro Secondin

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Ottima occasione per ripensare il rapporto fra natura e aree urbane

Articolo da WWF Italia

I maggiori centri urbani del nostro Paese sono inaspettatamente più verdi di quanto ci immaginiamo: il patrimonio di verde (pubblico e privato) delle 14 maggiori città metropolitane, dove vivono quasi 10 milioni di persone, ammonta complessivamente a circa 1.200 chilometri quadrati- un’estensione equivalente a 4 volte l’area urbanizzata della città di Roma inclusa nel Gran Raccordo Anulare, GRA -, e lo testimonia la ricchezza della stessa biodiversità urbana. Nello stesso tempo il nostro disordinato e diffuso sviluppo urbano mette sempre più a rischio le aree di maggior pregio naturalistico: in un buffer di un km dai siti della rete Natura 2000, le aree urbanizzate hanno avuto dagli anni 50 ad oggi un incremento medio del 260% e, quindi, con una accentuazione importante della insularizzazione e frammentazione di questi habitat strategici. Il rapporto equilibrato tra natura e città è quindi fondamentale per il nostro benessere, la nostra salute, la nostra sicurezza, lo scopriamo questi giorni in cui l’emergenza sanitaria ci costringe a casa e molta natura riconquista gli spazi che abbiamo dovuto abbandonare.

I tursiopi che dapprima hanno costeggiato i moli del porto di Cagliari e poi hanno fatto capolino nelle rade degli altri porti italiani, da Trieste a Reggio Calabria. I pesci, i cigni e le anatre nelle acque lagunari, per una volta cristalline, che si insinuano nei canali di Venezia. Come le lepri nelle aree verdi a nord di Milano e i cigni nei Navigli e i lupi che si avventurano persino nelle strade di Pescara, sono tutti lì a testimoniare che l’effetto barriera creato dalle nostre muraglie di cemento e mattoni, dalle nostre distese di asfalto è in realtà inesistente ed è bene che lo sia sempre meno nel modo con cui ci rapportiamo con il territorio e con la natura. In città come Roma o Napoli sono state censite oltre 50 specie di uccelli, come la colorata ghiandaia o rapaci come il barbagianni.

In questo periodo eccezionale potrebbe essere avvita una riflessione su come pianificare e progettare le nostre città in un rapporto armonico con la natura. È quanto evidenzia il WWF con il dossier “Città che osano la selvaticità”.

Nel dossier si ricorda come, secondo il rapporto ONU World Urbanization Prospects 2018, nelle città del mondo viva oggi circa il 55% della popolazione mondiale e al 2050 si stima che vi risiederà il 68% dell’umanità, mentre in Europa 2/3 della popolazione del continente (500 milioni di persone) già oggi vive nelle città e in Italia l’ISTAT ha rilevato che, al 2016, i comuni italiani con un’alta urbanizzazione rappresentano meno del 5% del territorio, ma accolgono più del 33% delle persone.

Le agenzie che ci occupano di salute, a cominciare dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci dicono chiaramente che l’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico – che vengono amplificati dalla cementificazione e dalla densità edilizia – sono tra i fattori di rischio per tutta la popolazione.

Come giustamente ricordato nel Report “Urban Nature 2018” del WWF dall’Associazione Nazionale Pediatri la perdita progressiva di superficie verdi a causa dell’urbanizzazione rappresenta in Italia un rischio concreto per la popolazione e per i soggetti più fragili come i bambini, le donne in gravidanza, gli anziani.

A Wuhan, città che conta 12 milioni di abitanti, l’epidemia di Covid 19 è stata ingigantita e  accelerata, come ha ricordato anche dalla virologa Ilaria Capua, dal contesto di una megalopoli densamente abitata e con fitte e articolate relazioni commerciali – e non solo – con il resto del mondo.
Gli studi prodotti per il WWF dal gruppo di ricerca dell’Università dell’Aquila, coordinato dal professor Bernardino Romano hanno rilevato, prendendo in esame la relazione tra territorio urbanizzato e la rete Natura 2000 in Italia, in un buffer di un km nell’immediata adiacenza dei Siti di Interesse Comunitario negli anni ’50 c’erano 84.000 ha di aree urbanizzate, divenuti poi oltre 300.000 dopo il 2000, con un incremento medio del 260% .

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Fonte: WWF Italia

Autore: WWF Italia

Licenza: 
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.
Articolo tratto interamente da WWF Italia 

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#unapiantaalgiorno

Oggi ci rechiamo “into the wild” per cercare assieme la fioritura di una pianta sulla cui famiglia di appartenenza ci sarebbe materiale per scrivere un intero libro (e di fatto, di libri su di loro non ne mancano!) 📚
Parliamo di

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💚 𝓐𝓷𝓪𝓬𝓪𝓶𝓹𝓽𝓲𝓼 𝓶𝓸𝓻𝓲𝓸

Nome comune: ORCHIDE MINORE o Giglio caprino. MUINIUTE par furlan!

DOVE SI TROVA?
Notoriamente le orchidee sono ecologicamente molto delicate e richiedono ambienti specifici di crescita.
L’orchide minore è tra le meno esigenti da questo punto di vista. Il suo ambiente preferito è comunque quello dei PRATI MAGRI 🌾, dove spicca subito per il suo bel colore violaceo acceso. Anche se la tinta dei suoi TEPALI può sfumare fino al bianco.

I CORRIERI DEL POLLINE
Ogni pianta ha come obiettivo (inconscio?!) quello di riprodursi per dare continuità alla propria specie. Per raggiungere questo obiettivo, non essendo dotate di organi di locomozione, esse hanno dovuto mettere a punto diverse strategie per affidare “a qualcuno” il polline da consegnare con tempismo e precisione 🚚
Per fare un paragone con noi umani, che decidiamo a quale corriere affidarci anche in base al rapporto qualità/prezzo, alcune piante ad esempio hanno scelto come proprio “Bartolini” il vento 🌬, un trasportatore poco accurato ma efficace, che aiuta a disperdere il polline in gran quantità nell’aria, e come va va..

… C’E’ SEMPRE CHI FA IL FURBO
Come noto, invece, molte delle piante si affidano a spedizionieri più precisi e accurati come GLI INSETTI 🐝. Essi vengono retribuiti in NETTARE, prodotto dalla pianta stessa. In cambio, i nostri trasportatori si spostano di fiore in fiore provvedendo alla consegna del polline, come da accordi.
Alcune tra le Orchidacee tengono un comportamento corretto, fornendo all’insetto PRONUBE (=impollinatore) la “paga” pattuita.
Alcune invece si comportano in modo astuto, e nel corso della loro evoluzione hanno adottato delle strategie, a volte al limite dell’incredibile (come le specie del genere OPHRYS), pur di non produrre il tanto agognato nettare.
La nostra orchide minore rientra nella schiera delle “furbacchione” 😏. I suoi fiori, privi di sostanze zuccherine, attraggono api e bombi con forme e colori sgargianti, imitando fiori di altre piante. In questo modo il nostro insetto durante la sua vana ricerca di cibo verrà inconsapevolmente caricato del polline e proseguirà nella sua missione sul fiore successivo, garantendo suo malgrado la consegna del polline stesso!

Ovviamente questo è un breve racconto, “umanizzato” per poter afferrare il concetto. La complessità degli ecosistemi è talmente elevata e infinita che siamo certi che un domani scopriremo che “il povero insetto” gabbato dalla “fèmme fatale” non faceva altro che recitare consapevolmente questa parte, in un meccanismo ben oliato e che garantisce la Vita per tutti su questo pianeta! ✨

NB: Ribadiamolo ancora una volta, RACCOLTA VIETATA per tutte le specie di Orchidee in tutto il territorio regionale, italiano ed europeo!

#unapiantaalgiorno

#studioforest

Friuli Venezia Giulia Turismo