#unapiantaalgiorno

Oggi esploreremo gli angoli abbandonati delle città e delle campagne 🛤️ per andare alla ricerca di una pianta… leggendaria.

L'immagine può contenere: pianta, natura e spazio all'aperto

💚 𝓢𝓪𝓶𝓫𝓾𝓬𝓾𝓼 𝓷𝓲𝓰𝓻𝓪

Nome comune: SAMBUCO NERO

DOVE SI TROVA: Lo troviamo ovunque. Originario delle radure e dei margini dei boschi umidi e freschi, dove ama i pendii ripidi (cosa che spesso rende avventurosa la raccolta dei suoi fiori e frutti), in seguito ha iniziato ad occupare, nelle pianure, i terreni abbandonati dall’uomo. Anche qui preferisce suoli ricchi di sostanza organica decomposta. 🍂

I BALAVANTI
Succedeva, a volte, nelle Valli del Natisone, che gli uomini che erano andati a falciare nei prati lontani da casa rientrassero a casa molto tardi, anche la mattina dopo, e barcollanti. 🥴
Quando le mogli, con sospetto o con preoccupazione, chiedevano loro cos’era successo, scoprivano dei fatti… INCREDIBILI. Ecco cosa si dicevano:
“Ieri sera stavo tornando a casa dal prato di Laze, quando, al bivio per Na Dolin, mi sono ritrovato davanti questi esserini, i Balavanti. Mi avevano avvertito, i miei amici falciatori, di stare attento a loro, ma non ci avevo mai creduto.
Senza che io avessi il tempo di dire “ba”, quelli mi sono saltati addosso, mi hanno staccato braccia e gambe, e le hanno sostituite con delle bacchette di Sambuco! 🌿 Per fortuna non ho sentito alcun dolore, ma mi hanno lasciato piantato lì tutta la notte! Soltanto questa mattina sono tornati e, tolti i rami di sambuco, mi hanno ritornato gli arti. E sono venuto subito qua.”
“Uhm… questo spiega il ritardo, ma perché barcolli?” chiese la moglie (doveva essere una di quelle sospettose).
“Vorrei vedere ben te, dopo essere rimasta senza arti bloccata un’intera notte, se riusciresti a riprendere immediatamente il controllo delle gambe appena te le riattaccano!”…

QUANDO CI SI INCHINAVA AL SUO COSPETTO
In molte culture contadine gli anziani avevano l’abitudine di inchinarsi davanti a questa pianta per i numerosi doni che questa pianta offriva loro. 🎁
I rami, svuotati del tenero midollo, diventavano ottime cerbottane, fischietti e flauti per la felicità dei bambini.
I frutti ben maturi sono commestibili e contengono vitamina A e C (immaturi sono tossici) e vengono usati per preparare marmellate.
Dai fiori si può ricavare il celebre sciroppo, ma sono ottimi anche fritti nella pastella. Se li si lascia seccare sono ottimi per aromatizzare bevande o tisane. 🍵
Il succo dei frutti può essere usato come inchiostro e come colorante. ✒️
Il legno veniva impiegato per i manici degli attrezzi agricoli. ⛏️
Insomma, ogni parte della pianta aveva una funzione. Da qui derivava il RISPETTO di chi era cresciuto e aveva vissuto mangiando, bevendo e usando il sambuco.

PRESTARE ATTENZIONE a non confondersi con il Sambuco lebbio, tossico in tutte le sue parti!

#unapiantaalgiorno

#studioforest

Friuli Venezia Giulia Turismo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.