Preghiera di affidamento a Santa Maria di Porzus – Salute degli infermi.

Covid-19, molitev porčinski Materi_Preghiera a S. Maria di Porzus ...

In questo 2020 ricorre il 165° anniversario delle apparizioni mariane a Porzus (settembre 1855) e il 150° anniversario della morte della veggente Teresa Dush (suor Maria Osanna). Proprio in quel lontano 1855 è scoppiato il terribile colera che ha ucciso circa 20 milioni di persone in Europa; anche nella piccola Porzus sono decedute ben 15 persone nel giro di pochi mesi, tra le quali anche il parroco. I porzusani del tempo si affidarono alla protezione, alla benevolenza della Madonna, anche con due segni visibili e tangibili. Innanzittutto il bel quadro del pittore friulano Lorenzo Bianchini (1887), con l’immagine della Madonna, chiamata «Salus Infirmorum – Salute degli infermi». Inoltre la «Festa della Madonna della Salute», festa celebrata fino a pochi anni fa e che verrà ripristinata il prossimo 24 maggio. Ora nella pandemia del coronavirus Covid-19 è stata composta una speciale preghiera di affidamento a Santa Maria di Porzus – Salute degli infermi.

https://www.dom.it/covid-19-molitev-sv-mariji-iz-porcinja_covid-19-preghiera-a-s-maria-di-porzus/

Vignetta del vignettista Altan

https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Tullio_Altan
Francesco Tullio-Altan, più noto semplicemente come Altan[1] (Treviso30 settembre 1942), è un fumettistavignettista e autore satirico italiano.
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#unapiantaalgiorno

Durante la peregrinazione odierna “into the wild” notiamo una gradevole macchia rosa tra il verde della fresca vegetazione primaverile.
Abbiamo appena incontrato la

L'immagine può contenere: pianta, fiore, natura e spazio all'aperto

💚𝓟𝓻𝓲𝓶𝓾𝓵𝓪 𝓯𝓪𝓻𝓲𝓷𝓸𝓼𝓪

Nome comune: In italiano troppo banale: PRIMULA FARINOSA. Ci divertiremo quindi con i suoi nomi friulani: BÙSULE, MARIUTE, ma ben più significativo quello di MARCULINE, che ci ricorda la sua fioritura planiziale nel tempo del Santo omonimo! 😇

DOVE SI TROVA?
Davvero audace nel suo spingersi oltre i 2500 metri di quota, il suo habitat prediletto sono le torbiere e i prati umidi.
Chi l’ha però incontrata in montagna non pensi di aver avuto le allucinazioni nell’incontrarla anche nelle zone acquitrinose dei colli morenici o nelle risorgive friulane!
Non si può certo dire che non sappia adattarsi a .. panorami ben diversi! 🏞

FAVORITA… DALL’UOMO?
Anche la nostra mariute è un RELITTO GLACIALE , e la sua presenza nelle torbiere basse delle Bassa (perdonate il gioco di parole) è strettamente legata alle antiche glaciazioni e a quanto detto recentemente a proposito della Genziana primaticcia (https://www.facebook.com/…/a.27616851172…/2819491568148094/…) .
La primula farinosa ama terreni ricchi in acque e OLIGOTROFICI, ovvero poveri in elementi nutritivi. Questa caratteristica la rende competitiva nei confronti delle erbe più alte, contro ogni pronostico! Esse infatti avrebbero la meglio nei suoi confronti se il terreno fosse appena più fertile. L’essenzialità come garanzia di sopravvivenza! 🌈
Ma c’è di più: per garantire la permanenza dei PRATI UMIDI in pianura, è necessario però che anche L’UOMO (incredibile! si, proprio lui!) faccia la sua parte, con uno o più SFALCI annui ✂, e con l’asporto della biomassa tagliata. In questo modo si controllano eventuali “invasori” (erbe ed arbusti) e si evita di concimare il terreno lasciando marcire l’erba in posto.
Comprendiamo che ciò era molto semplice quando ogni angolo di terra falciabile era fondamentale per alimentare il bestiame, nell’economia del mondo rurale di qualche decennio fa 🐮
Dopo il cambio di stili di vita e di modelli economici, oggi falciare un prato è spesso per i più un costo, e la nostra pianticella lotta a denti stretti per resistere in questi luoghi, e per dare loro motivo di vanto nel panorama floristico del FVG!
Lunga vita alla marculine! 💪

#unapiantaalgiorno

#studioforest

Friuli Venezia Giulia Turismo

75° della fine della 2ª guerra

Il settantacinquesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale in Italia sarà ricordato il 25 aprile. Ma la Slavia nel 1945 cadde dalla padella nella brace. Scrive lo storico Giorgio Banchig: «Nelle Valli del Natisone il dopoguerra fu funestato da una profonda spaccatura della comunità dovuta a due questioni: la definizione dei confini e il riconoscimento della minoranza, questioni che avevano un’unica origine nella già allora pluridecennale lotta contro la lingua slovena e il tentativo di sradicarla dalle case e dalle chiese. Non fu tanto una contrapposizione tra destra e sinistra, tra ex fascisti ed ex partigiani, ma tra chi voleva ripristinare la millenaria prassi dell’uso dello sloveno nelle chiese, interrotta dal fascismo, e introdurlo nell’insegnamento scolastico e tra chi vi si opponeva paventando ad arte invasioni da parte della Jugoslavia, ma in effetti richiamandosi al programma del Giornale di Udine del 1866: “Questi slavi bisogna eliminarli” e alla repressione fascista».

https://www.dom.it/75-letnica-konca-2-svetovne-vojne_75-della-fine-della-2a-guerra-mondiale/?fbclid=IwAR3q6jCBXGlXr_eAQ0Tzx_k9c4WYvDAuh6hQNGBgwSbgUJ8J_Z1BgAYoClw

Una poesia per il 25 aprile: ‘La rosa sepolta’ di Franco Fortini — La sottile linea d’ombra

Una poesia sulla libertà, per celebrare la Liberazione.

Una poesia per il 25 aprile: ‘La rosa sepolta’ di Franco Fortini — La sottile linea d’ombra