Archivi giornalieri: 29 Lug 2020

Acqua, dobbiamo ripubblicizzare lo Stato

Acqua, dobbiamo ripubblicizzare lo Stato

Il 28 luglio di quest’anno “celebriamo” il 10° anniversario della risoluzione dell’ONU che riconosce il diritto umano (universale, indivisibile e imprescrittibile) all’acqua potabile e all’igiene. Purtroppo la situazione è tale che questo decennio è trascorso come se la decisione approvata dalla più alta organizzazione politica della comunità internazionale non avesse avuto luogo: 2,2 miliardi di persone non sanno che cos’è l’acqua potabile e 4,2 non hanno accesso ai servizi igienici; più di 9 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno a causa di malattie causate, tra l’altro, dalla mancanza di acqua pulita. Il lavaggio delle mani è un atto impossibile per centinaia di milioni di esseri umani, con le conseguenze che conosciamo bene in questo periodo di pandemia (1)!

L’acqua idonea all’uso umano è diventata sempre più scarsa: molti dei più importanti fiumi, laghi e falde acquifere del mondo stanno morendo, prosciugati da prelievi d’acqua di molto superiori alla loro naturale capacità di rinnovamento (in quantità e qualità), avvelenati dall’inquinamento e dalla contaminazione, soffocati dai rifiuti … Le siccità strutturali stanno colpendo un numero crescente di regioni del mondo (inclusa perfino l’Amazzonia!). La terra si sta desertificando e la devastazione delle foreste ha ruolo decisivo al riguardo. Infine, diverse grandi città del mondo (da New York a Nairobi, da Tokyo a Dacca…) sono seriamente minacciate dalle inondazioni dovute all’innalzamento del livello dell’acqua. Jakarta, per esempio, è già in corso di abbandono (2).

In questo contesto, parlare di diritto all’acqua e agli impanti igienici è un eufemismo. D’altra parte, gli “esperti”, i leader politici e gli imprenditori, non fanno che parlare della scarsità d’acqua nel mondo. Con una evidente mistificazione, essi attribuiscono la colpa della carenza alla crescita della popolazione mondiale e al cambiamento climatico (il che è solo in minima parte corretto). Dimenticano, però, di menzionare il ruolo decisivo dell’economia mondiale dominante, che divora le risorse del pianeta fino al loro esaurimento, e il ruolo dei nostri sistemi sociali basati sulla sete di potere e di ricchezza privata, favoriti da uno sviluppo tecnologico bellicoso, violento e predatore della vita. Di fronte ad una scarsità d’acqua che è data come inevitabile, i gruppi sociali dominanti indicano la via per la salvezza in un cammino di resilienza, di capacità di resistere e di adattarsi agli shock provocati dalla penuria. Nelle condizioni attuali, tuttavia, la resilienza è possibile soltanto per chi dispone di una grande capacità tecnologica e finanziaria (3). Riuscite a indovinare quali paesi e quali gruppi sociali saranno resilienti nei prossimi decenni?

Secondo le Nazioni Unite, il diritto all’acqua, all’acqua per la vita, si traduce concretamente nella disponibilità di 50 litri di acqua potabile al giorno a persona per uso domestico e di 1.800 m³ d’acqua all’anno a persona per tutti gli usi combinati…continua https://www.pressenza.com/it/2020/07/acqua-dobbiamo-ripubblicizzare-lo-stato/

Autore: Riccardo Petrella
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