FVG

FVG una regione autonoma, ma chi se ne è accorto?

La Regione del Friuli- Venezia Giulia, e già qui sul nome, con o senza trattino, si apre un dibattito che non finisce più, è stata istituita nel 1963 come regione autonoma. A Statuto speciale grazie al suo plurilinguismo. Identità plurisecolare latina, germanica e slava, anche se nel ‘900 c’è stato l’avvento della supremazia di quella latina, con l’italianizzazione forzata ante fascismo e durante il fascismo e anche un pò post,che ha cercato di spezzare e spazzare via le radici considerate scomode di questa terra di confine. Terra di mescolanza, che per quanto speciale a livello statuario a dire il vero, tolte quelle tutele che più o meno vengono in modo non sempre pieno garantite alle minoranze linguistiche, ha fatto veramente poco nel corso di questi ultimi anni per far emergere il proprio essere speciale. Se in Italia racconti che il FVG è una regione a statuto speciale ti diranno, davvero? Davvero. Sinceramente è difficile far capire da cosa la nostra regione si distingua dalle altre ordinarie. Le province? Abrogate, sostituite dalle UTI, ora dagli EDR. Non è proprio una cosa di cui essere orgogliosi e nessuno ci ha capito una beata mazza. Sigle e siglette, ma siamo sempre alle solite. Sanità? In cosa consiste l’autonomia? Lavoro? Istruzione? Ambiente? La tessera della benzina, ma è una questione di confine più che di autonomia. Avevo presentato una petizione alla Regione FVG  assegnata alla competente Commissione  con la quale proponevo di istituire un modello di suddivisione territoriale similare a quello del Trentino-Alto Adige.  In FVG l’autonomia è veramente soft, ed in questi ultimi anni c’è stato un vero appiattimento sul centralismo statale come non mai. Ed ora, con il taglio dei parlamentari, rischierà di sparire pure la rappresentanza della minoranza slovena nel nostro Parlamento. È evidente che qualcosa non funziona e che una riflessione andrebbe fatta su come rendere più incisivo il sistema dell’autonomia in FVG perchè se si continua su questa strada arriverà presto il momento in cui si metterà sul tavolo istituzionale di Roma in discussione l’autonomia della nostra regione, perchè rischia di essere inutile.

mb

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FVG

Oggi…

Oggi ha piovuto a tratti tutto il giorno con lampi,tuoni e fulmini.E’ mancata anche la luce e di conseguenza anche l’acqua.Il cielo era plumbeo già dal mattino,poi tornava il sole.Nel cielo è apparso un grandissimo arcobaleno.In Benečija e in Carnia ha fatto danni:allagamenti,frane e smottamenti. Domani le previsioni prevedono un po’ meglio di oggi.La temperatura si è abbassata di qualche grado e io spero che rimanga così,non sopporto il caldo.

FVG

Le guerre tra Slavi e Longobardi: genesi di un dualismo culturale (parte prima)

Forum Julii Project

Introduzione

Una delle peculiarità etnico-linguistiche del Friuli è senza dubbio data dalla presenza secolare, per non dire millenaria, di insediamenti slavi lungo la fascia di confine orientale, quasi senza soluzione di continuità; fascia che può essere poi suddivisa nelle varie aree del Carso (o Carsia), del Collio, della Slavia Friulana (o Benecia), della Val Resia (volendo, includibile nella precedente) e della Val Canale. Certamente la migrazione più nota ed emblematica, e che ha in effetti consolidato permanentemente la presenza slava in terra friulana, fu quella favorita dai patriarchi per ripopolare la pianura a cavallo della linea delle Risorgive, resa desolata dalle ferocissime invasioni ungare tra l’898 e il 954. Ma la storia conta due imponenti flussi migratori slavi, o meglio, due stagioni di spostamento di questo popolo; questa era solo la seconda. La prima si realizzò seguitamente all’ingresso longobardo in Friuli e in Italia, ma, mentre il secondo flusso non…

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varie

AIUTO

Io ve lo dico…
Devo trovare 500 euro entro il 31 agosto o vado a prepararmi da dormire al parco pubblico.Io vivo con il reddito di cittadinanza e non ho a disposizione questa cifra perché posso prelevare solo 100 euro al mese in contanti.Ho proposto un pagamento rateale fino al saldo del debito che è stato rifiutato. Ora se trovassi questi soldi mi impegno a rimborsare mensilmente 80 euro fino al saldo.
Lascio qui il mio IBAN.Se qualcuno mi può aiutare gli sarò grato per sempre.Grazie in anticipo.
POSTEPAY EVOLUTION
5333 1710 9594 0488
SCADENZA 10/ 24
IBAN:
IT53A3608105138299278699283

Daniele Cerva

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letteratura italiana

Le poche carte – Pierluigi Cappello — Poesia in rete

Le poche carte che ho con me piegato sulle pagine da scrivere con una calma assira da scriba senz’altra direzione che il dolore, un giardino che filiazioni e filiazioni, un’umanità tutta intera ha finito per attraversare; le poche carte, e questi occhi lo specchio immobile dell’iride screziato dall’ombra delle foglie; stare cosí, senza distanza […]

Le poche carte – Pierluigi Cappello — Poesia in rete
varie

Lo sapevate che…

Quest’estate ne abbiamo visti molti.

Il monopattino Ã¨ un veicolo a due o più ruote, il cui movimento/propulsione Ã¨ determinato dalla spinta muscolare umana tramite gli arti inferiori. È costituito da una pedana, sulla quale si poggiano i piedi, da un manubrio, imperniato sulla pedana, che si usa per cambiare direzione, e da un freno, solitamente collocato posteriormente affinché blocchi la ruota posteriore e quindi conseguentemente il veicolo, oppure come i classici freni da bicicletta, cioè vicino al poggiamani sul manubrio.

Non si ha una data precisa per la nascita del monopattino, ma già all’inizio dell’Ottocento vi erano principi di esso.

I primi monopattini, da non confondere con i primi e rudimentali tentativi di realizzare una bicicletta, risalgono ai primi anni del 1900, quando negli Stati Uniti d’America vennero progettati e brevettati alcuni “scooter” (così gli americani chiamarono il monopattino) i cui principi sono stati ripresi su alcuni modelli prodotti anche nei giorni nostri.Competizione negli anni cinquanta

Inizialmente furono progettati come giochi per bambini, ma sull’onda dall’entusiasmo dello sviluppo industriale furono anche proposti, con poco successo, come mezzi di trasporto. Si delinearono subito 2 strade di pensiero: i monopattini puri e i monopattini meccanici.

I primi mantennero fede ad un principio di essenzialità che caratterizza il monopattino: una tavola, due ruote, un manubrio e tanta voglia di spingere. I secondi invece furono attrezzati con i più svariati dispositivi meccanici per ottimizzare la spinta: leve e catene per imprimere una spinta maggiore, ruote con asse di rotazione decentrato per consentire una propulsione anche tramite il movimento del corpo, ecc.

Ci sono memorie che ci raccontano che già nei primi anni venti in Francia si svolgevano gare di monopattino, o trottinette. In Italia, a Milano, tra il 1948 e il 1954 la Lega Vitt organizzò per i ragazzi delle parrocchie diverse edizioni del “Giro monopattinistico di Italia”. Dal 1970 in poi, tra Cervinia e Aosta, si organizzano varie edizioni delle 24 ore di monopattino. Dal 1987, ad Ivrea annualmente si svolge la “Tre Ore in monopattino”, una tradizionale staffetta in monopattino per le vie del centro storico della durata di 3 ore. Dal 1996, il Gruppo Sportivo AVIS Ivrea organizza un vero e proprio campionato di monopattino che prevede gare a staffetta per squadre e gare individuali anche internazionali, tra le sedi nazionali, oltre ad Aosta e Cervinia, furono coinvolte anche Ivrea, Cavour e al sud Cava de’Tirreni. Nel 2001 nasce l’IKSA Eurocup, il Campionato Europeo di Footbike. Nel 2004 si svolge in Repubblica Ceca la prima edizione del Campionato Mondiale di Footbike.

Il monopattino meccanico ha visto la sua evoluzione nel monopattino elettrico che in tante versioni è disponibile ai giorni nostri. Il monopattino puro invece ha prodotto due tipi di monopattino, quello ludico e ricreativo, definito micropattino, o micro scooter, e quello sportivo e competitivo definito monopattino o, con un termine più internazionale, footbike.

Il micropattino si è diffuso verso la fine del millennio scorso, esattamente dal 1999. È un monopattino caratterizzato da ridotte dimensioni, in alluminio, pieghevole, con le ruote piccole o microruote (da cui il nome), simili a quelle dei pattini, da 100 mm fino a 200 mm di diametro. Questo micropattino riprende le caratteristiche dei monopattini diffusi nel dopoguerra italiano, quando i ragazzi se lo costruivano con una tavola di legno e i cuscinetti industriali. Il micropattino è usato prevalentemente dai ragazzi come mezzo di trasporto, ma soprattutto per fare evoluzioni acrobatiche, o trick, in modo simile a quello che avviene con lo skateboard o con la BMX. Questo tipo di attività prende il nome di kick scootering. Altra attività si ha con il tripattino, una combinazione tra un monopattino ed un triciclo.Gara di Kickbike

Il footbike Ã¨ una evoluzione del classico monopattino con le ruote simili a quelle delle biciclette. Nei primi anni novanta, il finlandese Hannu Vierikko ebbe l’idea di inventare il footbike, modificando un monopattino e montando una ruota anteriore della dimensione di 28 pollici, come le biciclette da corsa. Grazie a questa idea il monopattino è diventato molto più veloce, rinnovando le velleità di competizione. Rapidamente, il footbike si è affermato in tutto il mondo. I modelli di footbike più diffusi hanno le ruote di dimensione diverse tra di loro: quella posteriore può variare dai 16 ai 24 pollici fino ma può arrivare anche a 26 e 28 pollici, cioè della stessa dimensione di quella anteriore che può variare dai 26 pollici per i modelli fuoristrada tipo mountain bike, fino ai 28 pollici per i modelli da strada. I materiali usati variano da modello a modello: sono disponibili telai in acciaio, alluminio e anche in carbonio. È usato per il trasporto quotidiano, per il fitness, e per le competizioni. In Europa, grazie all’IKSA (International Kicksled and Scooter Association), è più diffuso che in qualsiasi altra zona del mondo. Nel 2010 si è svolta la prima edizione italiana del campionato mondiale di footbike organizzato dal Gruppo Sportivo Avis Ivrea in Italia in Canavese, l’area del Piemonte che ha per capoluogo Ivrea.

Il monopattino è usato anche come mezzo per la pratica del Dog Scootering, ovvero la versione “estiva” della slitta trainata da cani. In questa versione, i cani trainano un monopattino che si presta molto bene come sostituto della slitta, consentendo un buon allenamento.

Molto usati sono anche quelli elettrici, che vengono propulsi da un motore elettrico senza l’ausilio della spinta umana. Molto simile ad un monopattino è il Segway, la cui accelerazione si ottiene, però, col movimento in avanti (per accelerare) e all’indietro (per indietreggiare) del guidatore.https://it.wikipedia.org/wiki/Monopattino

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Proverbi friulani

Di rive jù… duc’ i sans ‘e judin

Di riva in giù… tutti i santi ti aiutano
(Quando le cose vanno bene… è come tutti ti aiutassero)

Una frequente avventura, questa, a fare bene attenzione a come si devono prendere le cose: ci sono dei momenti nella vita, stagioni nel lavoro e negli affari, in cui tutto va a gonfie vele, come uno scendere senza grane, un andare (e il detto va collocato in quel tempo mitico della fatica esclusivamente manuale) in discesa senza quasi muovere un dito.
Ma sono momenti, anche quando possono sembrare lunghi e durare come un’abitudine.
In realtà, la vita è fatta di tante altre salite dove si prova la forza e la concretezza di una personalità che sa affidarsi alle proprie forze: e i tanti, che sembravano spingere come un vento di poppa, non ci sono più.
E’ allora che emerge la saggezza di un uomo che non ha mai creduto alla facilità del vivere: ed è il segreto di chi mesce a vivere superando tante difficoltà.

* * *

Cjacarâ senze pensâ… al è come trài senze smicjâ

Parlare senza pensare… è come sparare alla cieca

Per una gente che da quanti l’avvicinano è sempre giudicata di poche parole, anzi sparagnina nei discorsi soprattutto con gli estranei, fino a rischiare di essere presa per montanara o quanto meno scostante, un proverbio del genere potrebbe sembrare superfluo.
E forse lo è perchè di solito il friulano non è di molte parole con nessuno, neanche in casa con la propria moglie: ma appunto per questo assume una valenza particolare, detto con una splendida fantasia e con un’immagine di suggestiva allusione.
Il soldato o il cacciatore che sa mirare al suo bersaglio diventa una caricatura di se stesso, una specie di vignetta da far ridere i polli: è tale, nel realismo popolare nostrano, è colui che butta là le parole, tiene in piedi o costruisce un discorso senza pensarci sopra.
Per cui diventa quasi impensabile, per questa terra, il parolaio di professione, il venditore di fumo sui palchi improvvisati delle piazze: ed è appena sopportabile il prete nella messa domenicale.
Ma che sia di poche parole anche questo!

* * *

Picjâz su tun clàut… ma vîs!

Appesi a un chiodo… ma almeno vivi!

Potrà essere giudicata da qualcuno una condizione da poco se non addirittura inaccettabile, ma in fondo non c’è poi tanto male.
Il vivere poco, il sapersi accontentare di condizioni non certo esaltanti ma tuttavia non disprezzabili, dal momento che permettono di continuare l’esistenza.
Su questo accontentarsi di poco su questo autentico aggrapparsi a un chiodo, quasi appesi ad una sola posizione visibile pur di cavarsela, qualcuno pensa che ci sia il ricordo di antiche miserie, di tanta povertà subita, di tante sciagure sopportate.
Anche se ci fosse tutta questa ancestrale eredità a livello di inconscio, resta pero sempre vero che, pur di cavarsela, vale la pena di attaccarsi anche a un chiodo.

https://pociopocio.altervista.org/2020/02/02/proverbi-friulani/

slovenija

Viaggio in Slovenia tra città, mare, laghi e monti – Seconda parte — Viaggi e gite con Laura

… Ci alziamo presto la mattina per continuare la visita di Lubiana… Innanzitutto facciamo una passeggiata rilassante lungo le rive del fiume ammirandone le sponde e i rigogliosi alberi che le circondano, poi ci dirigiamo verso il Municipio per salire sul trenino panoramico che farà una decina di tappe toccando alcuni punti del centro storico […]

Viaggio in Slovenia tra città, mare, laghi e monti – Seconda parte — Viaggi e gite con Laura