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Covid-19, non abbassiamo la guardia

Come avevamo previsto nei report settimanali che abbiamo tenuto fino a un mese fa, l’evoluzione della pandemia è caratterizzata da molti piccoli focolai che per ora, almeno nella nostra Regione, sono ben controllati. La situazione è peggiore in quasi tutte le altre regioni d’Italia e nelle altre nazioni, anche se avanzate, come gli USA.

Da cosa sono causati questi focolai? Principalmente da persone che sono state in luoghi dove l’infezione è poco controllata (Croazia, Albania, Romania, …) e da persone che non osservano le basilari regole di prevenzione, come distanziamento sociale, lavaggio frequente delle mani e uso della mascherina. Una caratteristica che sta emergendo sempre più è il calo dell’età degli infetti, che in poco più di un mese è scesa da una media di 55 a una media di 35 anni, causata dagli assembramenti in discoteche, bar e luoghi di ritrovo da parte dei giovani. L’altra caratteristica, positiva, è data dal fatto che il virus ha perso una parte della potenza infettante, anche questa prevedibile in base a precedenti esperienze con altri virus. I ricoverati, sia nei reparti medici, sia nelle terapie intensive, sono in lieve ripresa, così come la mortalità, ma per ora i numeri sono modesti, anche comparandoli con altri paesi europei.  In questo caso il merito è legato al fatto che sappiamo trattare meglio la malattia, con ricorso mirato ad antinfiammatori, anticoagulanti, plasma e qualche antivirale, il quale, anche se non specifico, agirebbe comunque sul Covid19. Non bisogna però abbassare la guardia: sulla base dei dati precedenti è da aspettarsi che su 100 infetti, un 10-15% richieda l’ospedalizzazione, percentuale che potrebbe salire a un 20-30% nei pazienti più anziani.

Il problema della scuola. Considerato che chi va a scuola viene a contatto con diverse persone, questo rappresenta un rischio aggiuntivo, specialmente per i bambini i quali, anche se si ammalano di meno, trasmettono più facilmente la malattia ai genitori e ai nonni. Non ci sono linee guida univoche, anche perché molto dipenderà da come evolverà l’infezione. Abbiamo già visto che l’istruzione è fondamentale e rappresenta un essenziale fattore di crescita culturale per bambini e ragazzi, per cui non si può bloccarla ulteriormente, quindi andranno prese in considerazione le misure riportate più sotto, con l’integrazione dei banchi personali e mobili. Mi rendo conto che è difficile indossare la mascherina per diverse ore al giorno ma, qualora si riuscisse a mantenere una distanza superiore a 1 metro e a ventilare le aule (cosa che non avviene quasi mai, come ho potuto sperimentare in alcune ricerche sugli inquinanti nelle scuole), si potrebbe pensare a una riduzione del loro uso.

Cosa dobbiamo aspettarci? Finché non avremo a disposizione il vaccino, unico presidio specifico, è probabile che con l’autunno l’epidemia riprenda, favorita dal clima, dallo stazionamento in luoghi chiusi e dal maggiore coinvolgimento degli anziani, con aumento delle ospedalizzazioni, anche senza raggiungere i numeri di qualche mese fa. È possibile che, quando il fattore R0 raggiunga 1 si tornino ad attuare le misure del lockdown, anche se meno restrittive rispetto a marzo ed aprile.Purtroppo queste misure drastiche, in assenza di farmaci e vaccini specifici, sono le uniche efficaci.

Cosa si può fare? Come dicevo, solo adottando le misure preventive possiamo aspettarci un contenimento dell’infezione. In particolare: indossare la mascherina quando si sta in luoghi chiusi o a una distanza inferiore a 1 metro, anche se all’aperto; lavarsi spesso le mani con un comune sapone. Se non si può farlo, usare un disinfettante tipo gel, da portare sempre con sé; evitare gli assembramenti, i luoghi chiusi, i ristoranti che non rispettano le norme di sicurezza; non darsi la mano, abbracciarsi, baciarsi; evitare i viaggi all’estero; collaborare al tracciamento e isolamento di contagi e contatti.

https://www.dom.it/covid-19-non-abbassiamo-la-guardia_pred-covidom-19-bodimo-kar-naprej-budni/

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27 ^ edizione della Stazione Topolò/Postaja Topolove

La ventisettesima edizione di Stazione di Topolò-Postaja Topolove si terrà dal 28 agosto al 13 settembre.

Lo spostamento delle date dal consueto mese di luglio è dato, ovviamente, dai problemi connessi al Covid-19 e fa leva sulla speranza che a settembre la situazione sia più tranquilla rispetto all’inizio estate.

In ogni caso, si dovranno rispettare le modalità relative al divieto di assembramento e al distanziamento e proprio queste modalità hanno portato gli organizzatori a scegliere un  periodo più lungo di un week end rispetto alle recenti edizioni, al fine di permettere più turn over nelle case del paese che ospiteranno gli artisti.

Si punterà molto sulle camminate, sulle esplorazioni dei luoghi effettuate in compagnia di scrittori e musicisti che daranno vita a incontri in spazi aperti, in radure, dove sarà possibile il distanziamento del pubblico.

Altro punto di forza di questa edizione saranno le audio e video installazioni, in luoghi chiusi, per poche persone alla volta. In questo modo, anche chi salirà durante i giorni feriali, oltre a poter incontrare gli ospiti al lavoro nelle residenze, potrà fruire di visioni e ascolti rinnovati di settimana in settimana. Gli eventi musicali, la presentazione dei progetti e gli incontri con gli autori saranno concentrati nei tre fine settimana.

Come sempre sarà una Stazione internazionale con arrivi previsti, sempre Covid permettendo, da Austria, Slovenia, Spagna, Germania, Islanda, Francia, Olanda, Croazia e Nuova Zelanda.

Sponsor principali di Stazione di Topolò-Postaja Topolòve sono l’Assessorato alla Cultura della Regione FVG e la Fondazione Friuli e il sostegno dell’Ufficio per gli Sloveni confinari del Ministero sloveno e SKGZ.

info: 335 5643017 / 338 8764776

morenomior@gmail.com  /  www.stazioneditopolo.it

www.cividale.com/it/stazione_di_topolo

https://www.cividale.com/_it/news/27esima_Stazione_di_Topolo_-_Postaja_Topolove_28_agosto_-_13_settembre_2020/1343