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Nuova vetrata dedicata alla Trinità nella chiesa di San Giorgio a Lusevera

L’opera realizzata anche grazie al cofinanziamento della Fondazione Friuli. Don Renzo racconta le tappe della realizzazione

Nuova vetrata dedicata alla Trinità nella chiesa di San Giorgio a Lusevera

30 settembre 2020

L’incantevole chiesa di Lusevera progettata dall’architetto Gianni Avon si è impreziosita di una nuova opera: una vetrata artistica che ritrae simbolicamente il mistero della Santissima Trinità. L’opera realizzata anche grazie al cofinanziamento della Fondazione Friuli è collocata sulla facciata sopra l’ingresso della chiesa, verso la scalinata che collega il paese al luogo sacro.
Don Renzo racconta le tappe della realizzazione dell’opera come si fosse avverato un bel sogno: l’idea proposta da una fedele, il bozzetto di un’artista che non vuole svelare il suo nome, l’aiuto prestato dall’ingegner Roberto Cher e dal Monsignor Sandro Piussi per sbrigare le pratiche burocratiche, la realizzazione e collocazione dell’opera da parte della ditta “Malisan Vetreria Artistica”.

“E’ successo come nel Vangelo – ha sottolineato don Renzo – qualcuno sparge la semente, di sera, e poi va a dormire. Si alza la mattina dopo, passano le giornate. Intanto, il seme germoglia e cresce: non si capisce come ciò avvenga… prima un filo d’erba, poi la spiga e poi, nella spiga, il grano maturo. La nuova vetrata è ora là in alto, a ricordare la fantasia creatrice di Dio e delle sue creature, fatte a sua immagine e somiglianza”.

Nella rappresentazione figurativa del mistero della Trinità, le tre figure uguali e distinte sono disposte attorno al centro focale della croce. Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo assumono la forma di tre soli ellittici in vetro giallo, ricordano la luce. Ognuna delle tre figure “uguali e distinte”, si prolunga e “prende corpo” in forme, strutture e colori differenti che si influenzano e dialogano fra di loro. I colori prevalenti sono il blu (vento-spirito), il verde (l’acqua), il rosso (la divinità) e l’arancione (la festa e la vita).
Le linee che separano, senza dividere, le forme e i colori rappresentano forze gravitazionali di attrazione che si irradiano dalle tre sorgenti di luce, si rinfrangono in riflessi cangianti a seconda della luce esterna e suggeriscono figure in relazione e movimento, quasi una danza. La luce diventa forza, dinamismo, energia, vita bellezza e mistero.
La vetrata, ha aggiunto don Renzo Calligaro, è dedicata al ricordo di chi ha voluto bene ed ha apprezzato la comunità di Lusevera, a Guglielmo Cerno, a Milena Kožuh, professoressa di Ljubljana, a Alojzij Uran, arcivescovo di Ljubljana, a don Arturo Blasutto di Monteaperta e alla schiera dei tanti che l’hanno amata e continuano a volerle bene anche “da lassù”.https://www.ilfriuli.it/articolo/tendenze/nuova-vetrata-dedicata-alla-trinita-nella-chiesa-di-san-giorgio-a-lusevera/13/228224?fbclid=IwAR0IVPJZBv96VZZy5PMvcmir7_FBx7Cx5k50T2UgwdEld_100u9Klk6VdKY

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Ciclabile Tarvisio -Kranjska Gora — Camminabimbi

Un bellissimo percorso ciclabile unisce il Friuli Venezia Giulia alla Slovenia, passando dal verde intenso dei boschi del tarvisiano al verde brillante dei prati sloveni. E’ la ciclabile Alpeadria che confluisce nella ciclabile D2 slovena. Percorso di 36 km (andata e ritorno) su ciclabile asfaltata a doppia corsia con partenza dalla stazione Boscoverde di Tarvisio […]

Ciclabile Tarvisio -Kranjska Gora — Camminabimbi
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Ricette delle Valli del Natisone

Le Sope o Šnite
Frittelle di pane imbevuto con latte e tuorlo

4 Fette di pane vecchio
latte 100 ml
2 uova
Sale un pizzico
Un cucchiaino di grappa

Procedimento:
Preparare le uova sbattute con il latte, sale e grappa; bagnare il pane immergendolo nel liquido e poi friggerle direttamente nell’olio di arachidi bollente fino a doratura.Ricetta di Stulin Liliana di Tribil Superiore di Stregna.

da https://www.facebook.com/notes/antica-valle-del-natisone-quotidiano-storico-1899-1999/ricette-dalle-valli-del-natisone/584074182094576/

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Proverbio friulano

Il proverbio friulano della settimana

di Vita nei campi“A San Michêl, il marangon al impie el pavêr,a san Josef lu distude” ovvero a San Michele (il 29 settembre) il falegname accende la lampada (gli serve luce per lavorare la sera) a San Giuseppe (il 19 marzo) invece la spegne.

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Ricette dalle Valli del Natisone

5. Strucchi lessi – Strukji kuhani
4. Le Sope o Šnite
3. I Kolači – I biscotti della Comunione
2. Sopa o Zupa Jaicova
1. La Gubana della Nonna di Azzida

5. Strucchi lessi – Strukji kuhani

1 kg patate rosse
Farina q.b per impastare come per fare i gnocchi
1 uovo intero
1 pizzico di sale
1 grattata di noce moscataRipieno – IdarčanjeIngredienti:
1/2 kg di noci sgusciate, pulite e macinate non troppo fine
100g di uvetta ammollata nella grappa
50g pinoli
50g zucchero
Un pizzico di cannella
Un cucchiaino di cacao amaro in polvere
Mescolare tutti gli ingredienti e lasciare riposare per una notte.
Impastare le patate, farina con uovo sale e noce moscata.
Stendere la pasta tagliarla con l’aiuto di un coppapasta dei dischetti di circa cinque centimetri di diametro adagiare un cucchiaino di ripieno (idarčanje) e chiudere i bordi dando la classica forma degli Strukji .Lessarli in acqua bollente salata togliendoli quando vengono a galla.
Condirli a piacere con burro nocciola zucchero e cannella.
Si accompagnano con Verduzzo Friulano o PicolitRicetta di Teresa Covaceuszach delle Trattoria Sale e Pepe di Stregna.da https://www.facebook.com/notes/antica-valle-del-natisone-quotidiano-storico-1899-1999/ricette-dalle-valli-del-natisone/584074182094576/

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LUOGO DI CONFINE — Come la pioggia

UN VIAGGIO LETTERARIO A TRIESTE E NELLE TERRE LIMITROFE di Chiara Rantini Di viaggi se ne possono fare di svariati tipi. Ci sono viaggi che coinvolgono solo l’aspetto motorio (rari e inutili), viaggi che sono totali in quanto condotti con la mente, con i piedi e col cuore e altri che chiamano in causa solo […]

LUOGO DI CONFINE — Come la pioggia
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La scuola

Quante polemiche per la scuola,io che ho insegnato per quasi 40 anni ricordo che sempre ad inizio anno scolastico mancavano insegnanti.Erano gli insegnanti meridionali che prendevano servizio per un giorno e poi ritornavano al sud.Quando andavo a scuola io(nella preistoria)i banchi erano di legno verniciato di nero,per scrivere si usava la penna con il pennino.La bidella arrivava a riempire i calamai con l’inchiostro.I quaderni erano quelli Pigna con le regioni.Si indossava un grembiulino bianco con colletto bianco,la cartella era a mano (altro che trolley).

immagini dal web