da Vita nei Campi

L'immagine può contenere: spazio all'aperto e acqua

La “magnifica” trota friulana_di Adriano Del Fabro

Tra i documenti sulla trota più significativi dell’Ottocento, vanno ricordati i Bullettini dell’Associazione Agraria Friulana. La Commissione di esperti incaricata di studiare la convenienza dell’avvio della piscicoltura nell’udinese scrive che: “La trota è quello che meglio rimunera delle cure prodigategli. L’allevamento delle trote in grande e in luoghi liberi da noi non può farsi proficuamente che nei siti privilegiati, ove la freschezza delle acque e la natura sassosa del fondo non offrono comodità di vita ai pesci voraci naturali nemici delle trote”. L’Associazione, era molto impegnata nella promozione della troticoltura anche in chiave di fornitura di cibo antipellagra. Anche la Provincia di Udine, nel 1931 osservava che la carne della trota era ottima e, perciò, ne consigliava l’allevamento, specie della varietà iridea.L’almanacco ”Avanti cul brun” del 1935, descrive “speciali” le trote del Livenza.Nel pordenonese, le sperimentazioni ripresero a cavallo tra le due guerre e, verso il 1940, se ne fecero carico due allevatori di Lestans e di Pasiano di Pordenone. Negli anni ’Cinquanta, secondo quanto riferisce Mario Renzi, le trote dell’Isonzo erano tra le più apprezzate della regione. Nel 1960, Emilio Sartorelli fa una descrizione particolareggiata dei pregiati salmonidi presenti nelle acque regionali.A partire dagli anni Sessanta, la troticoltura friulana visse uno straordinario sviluppo che durò ininterrottamente per oltre trent’anni. Se nel 1955, in regione, erano attivi solo quattro allevamenti, nel 1983 se ne contavano 98. Il protagonista del fortunato romanzo del 1991 di Sergio Maldini: “La casa a Nord Est”, un giornalista romano in fuga dalla capitale, assapora con gusto frico e trote affumicate in una trattoria sulle rive dello Stella, a Sterpo. Alla ricerca della pace interiore, si dedica a “pescare trote, laggiù, nei fiumi limpidi della Bassa”.Dall’anno 2000, la trota affumicata di San Daniele è inserita nell’Elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali. Nell’aprile del 2009 si è costituita, a Udine, l’Associazione allevatori di trota friulana. Trote e salmerini del Friuli Venezia Giulia, dal 2013, possono pure fregiarsi del marchio di qualità regionale AQuA, garantito dall’Ersa.Alla trota friulana sono dedicate una decina di sagre, mentre sono una cinquantina i luoghi della ristorazione dove questo pesce viene proposto in mille modi e ricette. Non è solo la freschezza a funzionare da stimolo per operatori e consumatori, ma anche le tante preparazioni che gli stessi allevatori e trasformatori sono in grado di eseguire e porre in vendita direttamente. Ciò ha reso il consumo della trota molto più popolare.

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