Pubblicato in: reblog

Stanotte torna l’ora legale

Rimarrà in vigore fino domenica 27 marzo 2022

Stanotte torna l\u0027ora solare: lancette indietro di un\u0027ora

30 ottobre 2021

La notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre torna l’ora solare. Lancette indietro di un’ora, come stabilito da una direttiva del Parlamento europeo, così potremmo recuperare i 60 minuti di sonno persi a marzo scorso con l’inizio dell’ora legale. Si dormirà quindi un’ora in più. Il cambio d’orario è fissato alle 3 del mattino, ma i dispositivi elettronici connessi alla rete Internet o satellitare si aggiorneranno automaticamente.
Il cambio orario segna il vero ingresso nella stagione invernale e rimarrà in vigore fino a domenica 27 marzo 2022.

https://www.ilfriuli.it/articolo/tendenze/stanotte-torna-l-ora-solare-lancette-indietro-di-un-ora/13/254268

Pubblicato in: FVG

Nazione Indiana

Motivi personali

Nazione Indiana è una rivista online che si occupa di letteratura contemporanea e che funziona come una sorta di blog collettivo. I redattori sono scrittori, poeti, recensori che si impegnano nell’attività di scouting di talenti. Anni fa la rivista ha ospitato un mio testo intitolato “Mio padre il Giabbervocco” scritto in occasione dei centocinquant’anni di “Alice nel Paese delle Meraviglie”.

Di recente ha pubblicato tre brevi estratti del mio libro “Trieste senza bora” che martedì 2 novembre presento alla libreria Ubik di Napoli insieme a Elena Coccia, Tiziana Minervini, Daniela Allocca, Rosanna Morabito, Andrea F. De Carlo e Maria Teresa Iervolino.

Riporto di seguito quanto uscito su Nazione Indiana.

Corrado Premuda

TRIESTE SENZA BORA

Nazione Indiana, 3 settembre 2021

1.

Nonna diceva che si saluta con gli occhi, non con le parole.
Un amico d’infanzia ti saluta con la nostalgia di rivederti in quel bambino che non c’è più…

View original post 437 altre parole

Pubblicato in: FVG, minoranza slovena

CASA/DOM di Ivan Trinko poesia

CASA/DOM 

disegno di mons Trinko da kries

Lassù,sulla cima maestosa

i monti nostri mi compaiono,Sloveni,

lì dietro,in piano,gorgogliano le acque,

ed in rigoglio vedo arbusti e campi.

La strirpe lì gioisce delle sue radici

in una primavera in fiore vivon lì

i miei fratelli e la fortuna lor soride

chè Madre Gloria fa di lor figli solerti.

O dole stirpe! Gioisci di quest’alba limpida,

ecco che il sol soave spunta,

inviato da Colui che ogni cosa smuove.

Secoli interi passati sconosciuti;

m or le nubi cedono al sereno,

son giunti tempi provvidi,è ora.

Ivan Trinko 

TRINKO Ivan – Zamejski, fautore della conservazione delle peculiarità etniche e culturali della Slavia Veneta, poeta, scrittore, traduttore, linguista, pittore, compositore, professore di filosofia, “padre degli sloveni della Benecia,” nato il 25 gennaio 1863 a Tercimonte nella famiglia  “pri Piernovih”, ivi morto il 26 giugno 1954.

Quarto di due figli e tre figlie (di cui Terezija fu religiosa a Brescia e vi morì). Il padre Anton (1826-1905), piccolo possidente, la madre Marija Golob (1828-1904), casalinga (vedi genealogia in Trinkov koledar 1973).

Frequentò la scuola in lingua italiana a Iellina sotto Tercimonte, sua maestra fu Roza Koren (1870-73), nativa delle Valli; su consiglio del cappellano Valentin Domenis il padre lo iscrisse alle elementari di Cividale (1873-75); già alla fine del primo anno si distinse tanto da meritarsi una medaglia d’oro. Dopo le elementari entrò nel Seminario Arcivescovile di Udine (1875), articolato in un ginnasio-liceo classico e in un seminario vero e proprio. Studente modello saltò la prima classe del liceo diplomandosi nel 1882. Compì gli studi seminariali in quattro anni e celebrò la Prima messa il 21 giugno 1886 a Tercimonte. Per l’occasione gli dedicarono e stamparono tre poesie. Già prima della consacrazione aveva prestato il servizio militare di leva di durata ridotta a Padova, poi rimase al Seminario di Udine sino al pensionamento nel 1942, poiché i suoi superiori gli avevano chiesto di proseguire gli studi e di ricoprire una cattedra d’insegnamento al Ginnasio arcivescovile.

Fu così che Trinko divenne prefetto seminariale, dedicandosi pure per tre anni agli studi di filosofia e delle lingue russa, polacca e ceca… continua https://www.kries.it/kd-ivan-trinko-2/mons-ivan-trinko/biografia/ivan-trinko-it/?lang=it

disegno a matita di Trinko
da https://www.kries.it/kd-ivan-trinko-2/mons-ivan-trinko/?lang=it
Pubblicato in: minoranza slovena

LA REGINA VIDA-KRALJICA VIDA

Una regina molto furba
Una storia sulla leggenda legata alla Grotta di San Giovanni d’Antro,
nelle Valli del Natisone.
Testo di Mariaelena Porzio
«Scrivi!» ordinò Attila, sistemandosi l’armatura.
Lo scrivano, che conosceva bene la poca pazienza del suo re, con la
mano tremante di paura intinse la penna d’oca nell’inchiostro. Attila
si lisciò i baffi. Era un sovrano fiero e potente, ma ciò che lo rendeva
unico era la ferocia: il suo nome seminava il terrore. Solo una cosa
non era mai riuscito a fare: scrivere una lettera. Semplicemente
perché… Attila non sapeva scrivere.
«Maestà, sono pronto» disse l’uomo «Cosa volete che scriva?»
Attila ci pensò un attimo. Le voci sulla bellezza della Regina Vida
avevano superato i confini del regno ed erano giunte alle sue orecchie.
Occhi color smeraldo, capelli color del fuoco, Attila gongolava al solo
pensiero di averla. Ma cosa scriverle? Le parole proprio non gli
venivano. «Beh… Beh… Scrivi che le ordino di sposarmi!»
«Ma Sire… non ci si rivolge a una nobildonna in questo modo»
balbettò lo scrivano. «Ci vuole più gentilezza, è pur sempre una
regina…»
«Chi ti ha dato il permesso di contraddirmi? Beh… allora scrivi che sto
arrivando e che le conviene sposarmi, perché le Valli del Natisone e il
suo castello molto presto saranno roba mia!»
Lo scrivano, senza più fiatare, obbedì.
Qualche settimana più tardi la lettera di Attila giunse nelle mani
della regina.
La sovrana lesse con attenzione, poi si sedette sul trono e sospirò.
«Quel selvaggio vuole conquistare il mio regno, le mie terre! E per
giunta vuole anche sposarmi…»
Il consigliere della regina si mise le mani nei pochi capelli che aveva
in testa. «Maestà, cosa possiamo fare? Quello non è un re qualunque, è
2
Attila, il re degli Unni! Accettate la sua proposta, o saremo tutti
morti!»
La regina Vida si prese una notte di tempo per pensarci e l’indomani
comunicò al consigliere la sua decisione. «Ci nasconderemo nella
grotta di San Giovanni d’Antro! Avvisate le famiglie e dite loro che
portino anche gli animali e quanto più cibo possibile.»
Così tutti si rifugiarono nella grotta. Lì dentro potevano bere l’acqua
del torrente, macinare il grano e perfino cuocere il pane, come fossero
a casa. La grotta era talmente grande che poteva accogliere tutti gli
abitanti delle Valli del Natisone.
Qualche tempo dopo Attila arrivò con le sue truppe. «Dove sono finiti
tutti?» chiese infuriato. Andò alla ricerca di qualcuno da catturare,
ma non trovò nessuno. Entrò poi nel castello della regina, ma anche
quello era deserto. «Vida! Dove ti sei cacciata? Il tuo sposo è
arrivato!» Nessuno rispondeva.
«Mio signore» disse un soldato «Abbiamo scoperto dove sono! La
regina, il suo popolo… sono tutti nascosti in una grotta in mezzo alle
montagne.»
A quelle parole Attila scoppiò a ridere. «Ha! Ha! Ha! In una grotta?
Beh, non hanno avuto molta fantasia… Conquistarli sarà un gioco da
ragazzi!»
Ma il terribile re non aveva fatto i conti con le montagne del posto.
Per raggiungere la grotta bisognava essere degli esperti e arrampicarsi
su una parete di roccia ripida e altissima.
Quando si rese conto che non era così facile raggiungere la grotta,
Attila andò su tutte le furie. «Mi senti, bella regina? Non posso
raggiungerti di persona, ma ti prenderò per fame! Rimarrò qui con le
mie truppe finché non sarai tu a supplicarmi di diventare mia sposa!»
Ciò detto ordinò alle truppe di accamparsi sotto la grotta.
Passarono i mesi, arrivò l’inverno. Dentro la grotta il cibo stava
finendo e la gente era disperata. Ma anche a valle Attila non se la
passava meglio. Le sue truppe erano stufe di aspettare e sempre più
affamate e infreddolite. Il pane scarseggiava e il gelo era vicino.
3
Un giorno il consigliere della regina le parlò con grande
preoccupazione. «Maestà, è rimasto solo un sacco di grano! Ora come
facciamo?»
Vida non si perse d’animo. «Useremo quest’ultimo sacco per ingannare
quello zuccone!» Spiegò dunque cosa intendeva fare.
«Gettare l’ultimo sacco di grano giù dalla rupe? Ma Maestà, è un
rischio troppo grosso! E dopo, cosa mangeremo?»
«Attila sarà anche un feroce condottiero, ma noi lo batteremo con
l’astuzia! La fame dei suoi soldati è grande quanto la nostra, però le
sue truppe sono anche in balia del gelo…» e così dicendo Vida gettò il
grano di sotto gridando a gran voce. «Guarda cosa faccio, grande
Attila! Ti dono questo sacco di grano! Io quassù ne ho ancora tanto!
Sfama i tuoi soldati e poi vattene, o sarai tu il primo a morire di
freddo e di fame!»
Alla vista di quello spreco, Attila cadde nel tranello. «Se gettano via
del buon grano, significa che potranno mangiare per tutto l’inverno.
Accidenti a te, bella regina! Me ne vado, questa volta hai vinto…»
Fu così che il grande re degli Unni pose fine all’assedio e abbandonò
sia le Valli del Natisone che l’intento di sposare Vida. Perché quella
regina era sì molto bella, ma per i suoi gusti… era anche troppo furba!
Tutti i racconti del progetto #smARTradio sono disponibili sul sito
http://www.radiomagica.org/smartradio
Il documento utilizza la Font ad Alta Leggibilità biancoenero® di biancoenero edizioni srl,

https://youtu.be/I0nUIlQABUo

ambientato nella GROTTA DI ANTRO

Pubblicato in: reblog, varie

citazione del giorno

“Credo che siamo qui sul pianeta Terra per vivere, crescere e fare il possibile per rendere questo mondo un posto migliore in cui tutte le persone possano godere della libertà.”

Rosa Parks

https://websulblog.blogspot.com/2021/10/

Pubblicato in: ambiente, natura, reblog

Negli ultimi anni le temperature in Italia sono salite più velocemente che nel resto del mondo

Dal 1880 a oggi l’aumento è stato di 2,4 gradi, contro una media mondiale che sfiora l’1. Ecco quali sono le cause del surriscaldamento dello Stivale

Un record Ã¨ stato segnato a Floridia, città in provincia di Siracusa, alle 13:14 dell’11 agosto scorso: la colonnina di mercurio ha raggiunto i 48,8°C. Si dovrebbe trattare del primato europeo per la temperatura più calda mai registrata (l’Organizzazione metereologica mondiale ne sta valutando l’ufficializzazione). Tanto alta da superare il precedente record continentale di 48°C stabilito ad Atene nel 1977.

Quest’estate si è registrato un altro primato italiano in materia di temperature: 2,4°C. Sono i gradi in più segnati nello Stivale rispetto alla media dello stesso periodo nel 1880. Mentre, nello stesso periodo di tempo, la temperatura nel mondo è cresciuta intorno a 1°C. In sintesi, la temperatura in Italia è cresciuta più del doppio della media mondiale.PUBBLICITÀ

I numeri dell’aumento

Tra il 1981 e il 2010 la temperatura media annuale in Italia è cresciuta di circa 1,2 gradi. Se può sembrare poco, basti pensare che in precedenza la temperatura nazionale aveva impiegato circa un secolo per crescere di 1,7 gradi. Dagli anni Novanta del secolo scorso, le stime della temperatura media in Italia crescono a ritmi molto più alti della media mondiale. Secondo il report 10 key trend sul clima 2021, pubblicato a luglio da Italy4Climate, iniziativa della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, nel 1990 la media nazionale di incremento della temperatura si attestava a circa 1,1°C contro gli 0,4°C a livello mondiale. Per fare alcuni esempi: se nel 2000, la media mondiale viaggiava su ±0,6°C , l’Italia era a Â±1,6°C. Nel 2010 i due dati passano, rispettivamente, a ±0,7°C e Â±1,9°C; nel 2020 a Â±0,9°C e Â±2,4°C.

Fonte: Elaborazione dati I4C su dati Nooa, Ispra, Cnr-Isac, European Severe Weather Database

Sono stime medie, ma segnalano un trend chiaro. Sicuramente innescato dal riscaldamento globale che anche nello Stivale produce effetti reali e contingenti. Secondo lo stesso report, nel 2020 lo European severe weather database ha censito per l’Italia “quasi 1.300 eventi meteorologici estremi connessi al cambiamento climatico. Si tratta del valore più alto mai registrato dopo l’anno record 2019. Dal 2008 si sono moltiplicati otto volte e sono cresciute tutte le tipologie di eventi estremi“.PUBBLICITÀ

4 ragioni del riscaldamento eccezionale

Le anomalie climatiche non possono avere spiegazioni precise dato il concorso di moltissimi fattori che innescano il surriscaldamento globale. Tuttavia con il supporto di Andrea Barbabella, coordinatore di I4Climate e uno dei curatori del rapporto citato in precedenza, Wired ha individuato almeno 4 motivi che contribuiscono a spiegare perché in Italia la temperatura cresce in modo straordinario.

Il primo è la posizione. Il bacino del Mediterraneo, è un hotspot climatico con caratteristiche molto particolari. Secondo il Consiglio nazionale delle ricerche, questi ‘punti caldi’ sono aree che si stanno riscaldando più rapidamente di altre (come per esempio l’Amazzonia o il Sahel). Pertanto si osservano variazioni importanti nei valori medi e nella variabilità di temperature e precipitazioni durante l’anno.

Il secondo è la geografia: la terraferma si riscalda molto più facilmente degli oceani. L’Italia è una penisola, quindi “una lingua calda circondata da un’area marina“:questa peculiarità incrementa probabilmente effetti meteorologici estremi, che possono contribuire a spiegare alterazioni diverse della temperatura media rispetto ad altre nazioni.

Terzo: lo scioglimento dei ghiacciai. il dato di incremento di temperature a livello nazionale è frutto di una media. E anche se può sembrare strano, in Italia le temperature sono aumentate molto più al Nord che al Sud. Questo accade soprattutto nelle Alpi Occidentali, dove si trova il Monte Bianco, perché il fenomeno di scioglimento dei ghiacciai incrementa la temperatura locale più della media di altre zone della penisola. E più di altre nazioni che non ospitano vette ricche di ghiacciai.

Quarto: a livello globale, l’emisfero settentrionale si riscalda più di quanto avviene nelle zone dell’emisfero australe. E la posizione italiana, come latitudine, può concorrere a peggiorare ulteriormente il fenomeno di surriscaldamento rispetto alla media dei paesi nello stesso emisfero. Ad ogni modo anche la Francia o la Spagna (che condividono alcune criticità simili rispetto ai punti citati in precedenza) potrebbero avere registrato temperature più alte della media mondiale.

La crescita della temperatura in Europa

Le variazioni climatiche non conoscono confini. E quelle che interessano l’Italia sono principalmente legate a ciò che accade in Europa. L’anno scorso, secondo il report State of the Climate, il vecchio continente è stato di 1,9°C più caldo rispetto alla media del periodo 1981-2010. E secondo Copernicus l’estate 2021 è stata la più calda di sempre in Europa. Superati, anche se di poco, i primati precedenti del 2010 e del 2018. Le  alluvioni in Europa centrale, gli incendi nell’area mediterranea o le “ondate di caldo” di agosto sono stati il frutto di un aumento di appena un grado rispetto alla media 1991-2020.

Per questo, quando si prevedono o affrontano incrementi della temperatura che sfiorano o superano i 2,5 gradi, gli effetti in termini di generazione di eventi climatici estremi sono imprevedibili. Ed è chiaro che se in Italia la crescita della temperatura è superiore alla media, le politiche di mitigazione e di adattamento messe in campo a livello nazionale dovranno essere ancora più efficaci e lungimiranti.https://www.wired.it/attualita/ambiente/2021/10/14/italia-riscaldamento-calore-ambiente-estate-media-mondo/

Pubblicato in: cronaca, reblog

Forza Nuova sempre più violenta per contendere l’egemonia a destra a Casapound. Fino all’assalto alla Cgil [Saverio Ferrari*]

Forza nuova, nata nel settembre 1997, è tra le più vecchie fra le formazioni neofasciste post-missine. Di stampo integralista cattolico, si ispira senza infingimenti, da sempre, alla Guardia di ferro rumena fondata da Corneliu Zelea Codreanu, uno dei più sanguinari movimenti antisemiti che l’Europa abbia mai conosciuto. Attiva negli anni Trenta e Quaranta, la Guardia di ferro arrivò a collaborare con i nazisti e praticare l’azione terroristica su larga scala. I “legionari” (così si facevano chiamare) della Guardia di ferro furono soprattutto protagonisti di spaventosi pogrom antiebraici, tra gli altri quello di Bucarest del 22 gennaio 1941. Un atto bestiale: i legionari irruppero nel quartiere ebraico, incendiando le sinagoghe, devastando e distruggendo. Al macello comunale vennero radunati centinaia di ebrei. Dopo aver simulato una cerimonia kosher molti di loro vennero trascinati al mattatoio, sgozzati e appesi ai ganci, come carcasse di animali, con la scritta al collo «carne ebrea». «Li avevano scorticati vivi, a giudicare dalla quantità di sangue», riferì in un suo telegramma l’ambasciatore degli Stati Uniti in Romania, menzionando tra i corpi anche una bambina di meno di cinque anni, appesa per i piedi. Altri, disse, erano stati decapitati. Per un raggio di diversi chilometri si rinvennero i corpi degli ebrei assassinati dalla furia della Guardia di ferro. Più di un centinaio di essi furono ritrovati nudi il 24 gennaio a Banasea, sulla linea tra Bucarest e Ploiesti, altri ottanta sulla strada per Giurgiu. Un bilancio finale non si riuscì mai a stilarlo. Le fonti più attendibili parlarono di 630 morti e 400 scomparsi.Costituita da Roberto Fiore (già promotore alla fine degli anni Settanta di Terza posizione) e da Massimo Morsello (prima nella sezione del Fuan di via Siena a Roma, poi nei Nar), ambedue fuggiti a Londra nel 1980 (inseguiti da mandati di cattura per associazione sovversiva e banda armata e successivamente condannati rispettivamente a cinque anni e sei mesi e a otto anni e due mesi), Forza nuova è stata più volte oggetto di attenzioni da parte della magistratura. Moltissimi sono stati gli episodi che hanno visto militanti e dirigenti di Fn, o che vi avevano fatto parte, condannati per aggressioni violente. L’elenco sarebbe lunghissimo. Ma riguardo la natura di questa organizzazione, di particolare rilevanza sono stati due pronunciamenti della Cassazione: il primo, dell’8 giugno 2010, con sentenza avversa a una denuncia di Roberto Fiore, ritenne «pienamente giustificato l’uso delle espressioni» «nazifascisti» e «neofascisti» nei confronti di Forza nuova. Il secondo, del 10 febbraio 2011 (sentenza 4938 della Quinta sezione penale), assolveva dall’accusa di diffamazione il direttore e un giornalista del «Corriere della Sera», denunciati anche in questo caso da Roberto Fiore, per l’intervista a un politico che definiva l’organizzazione «chiaramente fascista» e «portatrice di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l’antisemitismo». Il testo della sentenza affermava che «alla luce dei dati storici e dell’assetto normativo vigente durante il ventennio fascista, segnatamente delle leggi razziali», la qualità di fascista «non può essere depurata dalla qualità di razzista e ritenersi incontaminata dall’accostamento al nazismo».Forza nuova, dopo aver subito nel maggio 2020 una grossa scissione che ha dato vita alla Rete dei Patrioti e prosciugato molte sezioni territoriali, si è infiltrata come scelta strategica nei movimenti No Vax e No Green Pass, radicalizzando parole d’ordine soprattutto contro la “Dittatura sanitaria”. La lotta con CasaPound per l’egemonia nella galassia neofascista la sta spingendo sempre più verso derive violente. L’assalto alla Cgil è un punto di arrivo, volto a segnare con un inconfondibile marchio fascista la propria azione.*Osservatorio democratico sulle nuove destre Italia.