Un po’ di ginnastica

BUONGIORNO!

Un po’ di movimento fa bene

Staccato il collare all’orso Mirtillo: monitorato per 15 mesi, ora è diventato grande

https://youtu.be/3TrDBAmrjK8

Mirtillo

L’orso Mirtillo era stato catturato e munito di radiocollare nelle foreste delle Prealpi Giulie. Pesava 163 chili e aveva un’età stimata intorno ai 5-6 anni. Era il terzo orso catturato nella zona dal 2013 ed è il primo nell’ambito del progetto Nat2Care. Dopo 15 mesi il suo radiocollare è stato sbloccato. L’operazione è avvenuta da remoto. Secondo i ricercatori dell’università di Udine, che lo seguivano dal giorno della cattura, Mirtillo infatti è ormai cresciuto e i dati raccolti sino a oggi per studiarne spostamenti e comportamento sono sufficienti. (Video a cura di Valentina Ruggiu) Leggi l’articolo: I ricercatori: avevamo un numero di dati sufficiente .

La bussola del direttore 🧭

Goletta verde promuove il mare del Fvg, ma sulle coste italiane quasi tre reati ogni chilometro 

Per il sesto anno consecutivo è stato giudicato fortemente inquinato il prelievo effettuato alla foce del canale di via Battisti a Muggia. Un punto che si conferma “malato cronico”, emblema della mala depurazione ancora presente anche in  regione. Si tratta, però, dell’unico dei nove campionamenti realizzati da Goletta Verde lungo le coste del Friuli-Venezia in cui gli inquinanti hanno superato il limite previsto dalla legge

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Figli senza vaccinazione: coppia friulana non potrà più occuparsi della loro educazione

La loro battaglia contro l’obbligo vaccinale è giunta a un epilogo. Per un periodo transitorio non avranno più il potere di scelta, nè per la cura, né per l’educazione di due figli minori che, comunque, restano loro affidate. Lo ha deciso il Tribunale dei minori di Trieste notificando a una mamma e un papà della Bassa friulana il provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale

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Gufi,cavalli e linci

https://youtu.be/F8Q1vLaMTlc

Il codirosso (video)🎥

https://youtu.be/8Cwd_s-kL-Y

È un visitatore estivo dell’Europa, è un uccello migratore che sverna nei paesi tropicali del Mar Rosso fino ai laghi africani. Durante l’estate vive in tutta l’Europa fino in Siberia, ma anche in Nord Africa; è più raro sulle isole. Il maschio arriva per primo nei primi di aprile, spesso alcuni giorni prima della femmina. È un uccello tipico dei boschi e dei parchi pubblici, specialmente dove esistono piante con molte cavità.

video di Lorenzo Bianchini

Allarme rosso zecche

Nelle Valli del Natisone e del Torre, in Val Resia e in Valcanale, con l’aumento delle temperature, è scattato l’allarme zecche, che a causa dell’abbandono dei terreni e dei boschi qui più che altrove trovano un habitat ideale. Molti agricoltori, boscaioli ed escursionisti testimoniano che non ce ne sono mai state come quest’anno.Le zecche sono pericolose per l’uomo e gli animali. E a causa dei cambiamenti climatici, la proliferazione di questi piccoli aracnidi è in aumento e ha determinato un incremento di malattie dovute al loro morso del 400 per cento in 30 anni.Le zecche, contrariamente a quanto si possa credere, non saltano e non volano, ma attendono le loro «vittime» sulle estremità delle piante. Così, il malcapitato di turno, durante la propria escursione all’aperto, rischia di ritrovarsi uno di questi piccoli parassiti addosso mentre gli passa accanto. Aggrappandosi con le loro piccole zampette, cercano subito un posto dove infilare la testa sotto pelle e succhiare il sangue, utile per passare allo stadio successivo o per far maturare le uova.Il morso di per sé non è doloroso, tuttavia se l’animale rimane troppe ore attaccato al corpo può provocare malattie attraverso il rigurgito del pasto. Inculcando nella ferita alcuni agenti patogeni, le zecche provocano diverse malattie nell’uomo: dalla meningoencefalite alla malattia di Lyme, dalla febbre bottonosa alle febbri ricorrenti.Nel 70 per cento dei casi, dopo un morso di zecca, si manifesta un’infezione senza sintomi che passainosservata. Mentre nel 30 per cento restante possono sorgere gravi problemi dovuti al conseguimento delle malattie sopracitate.Gli accorgimenti da adottare durante le escursioni tra i boschi o immersi nella natura sono diversi. Innanzitutto è utile evitare di tenere zone della cute esposte mentre si cammina nell’erba alta; indossare abiti chiari e ben visibili invece facilta l’individuazione dei parassiti che si attaccano ai vestiti; mentre al termine della propria escursione, occorre esaminare scrupolosamente ogni parte del corpo; ancora meglio se si lascia effettuare il controllo ad altri: alcuni di questi animali possono essere addirittura più piccoli di un millimetro.Per staccare una zecca infilata nella pelle ci sono alcune regole da seguire. Per prima cosa non si devono utilizzare: alcol, benzina, acetone, ammoniaca oppure olio. Questo perché si corre il rischio di irritare l’animale facendolo vomitare all’interno della ferita causata dal morso. Per effettuare la rimozione in modo sicuro occorrono delle pinzette e tantapazienza.Posizionandole il più vicino alla pelle (lì si trova la parte più dura), si stacca l’animale con movimenti rotatori, tenendole invece sull’addome si rischia di farla scoppiare causando uscita di sangue infetto. Un volta asportata la zecca correttamente disinfettare bene.La meningoencefalite da zecca o TBE è una malattia di natura virale che può colpire il sistema nervoso centrale e/o periferico. Questa malattia può avere un decorso serio e potenzialmente grave.Poiché non esiste una cura per la TBE, il miglior modo per prevenirla è la vaccinazione, consigliata a chi vive, lavora o frequenta abitualmente le zone a rischio per tale infezione.La vaccinazione è gratuita per i residenti in Friuli Venezia Giulia e per gli esposti professionalmente in area a rischio, per i volontari della protezione civile operanti nei settori dell’antincendio boschivo e dei cinofili, con compartecipazione alla spesa per i non residenti.

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Se in autostrada notate un cane abbandonato, non dovete fare altro che inviare un sms specificando località, ora di avvistamento, razza (se possibile) e direzione di marcia, al

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Mille volontari sono pronti ad intervenire in tutta Italia fino al 4 settembre.
Esiste anche un altro numero attivo 24 ore su 24, dal giorno 1 luglio al 31 agosto: ed è il n° verde

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Il pavone

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Il pavone comune o pavone blu anche noto come pavone indiano (Pavo cristatus Linnaeus1758) è un uccello appartenente alla famiglia dei Fasianidi.

Originario delle foreste dell’India, era già noto all’antica Grecia. I Romanilo allevavano sia per la sua bellezza che per la prelibatezza di carni e uova.

Descrizione

Un maschio

Un maschio

Una femmina

Una femmina

La livrea di questi uccelli è uno dei casi più rappresentativi di dimorfismo sessuale: la testa e il collo del maschio sono ricoperte di piume blu elettrico dai riflessi metallici. La zona intorno all’occhio è nuda, con pelle bianca interrotta da una striscia nera. Sulla nuca compaiono alcune penne nude a formare un elegante ciuffo. Il petto e il dorso sono coperti da grandi piume blu-verdi metallizzate; le ali sono bianche marezzate di nero mentre i fianchi sono giallo-arancione.

Dettagli della ruota del pavone maschio.

La caratteristica più evidente del pavone maschio consiste tuttavia nelle copritrici del groppone, abnormemente sviluppate in lunghezza (fino a 200 cm). In ognuna di queste penne, spesso a torto ritenute penne della coda (timoniere), lo sviluppo delle barbe non è costante per tutta la lunghezza; al contrario, all’estremità si allargano a formare una “paletta” con la tipica, vistosa macchia a forma di occhio. Tali penne, molto leggere a dispetto delle dimensioni, non sono affatto erettili: il loro sollevamento nella parata nuziale, durante la quale il maschio effettua una mostra ostentativa (“ruota”) è dovuto in realtà all’erezione delle timoniere, che costituiscono la vera coda, molto simile alla breve coda quadrata delle femmine. Questa coda, solitamente nascosta sotto le penne ornamentali, diventa facilmente visibile durante il dispiegamento, osservando il pavone da dietro.La femmina ha la testa bianca e bruna decorata dal ciuffo di penne sulla nuca. Il collo e il petto sono verde metallico e bruno. I fianchi e il ventre sono biancastri, macchiati di bruno. Anche le ali sono brune e marezzate di nero, così come la coda.https://www.wikiwand.com/it/Pavo_cristatus

Mamma gatta e i ricci

Questi 8 ricci orfani hanno trovato una nuova mamma

https://www.facebook.com/Coscienzeinrete/videos/848065385527755/