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Terremoto, un mese per prevenire il rischio sismico

A Novembre è possibile richiedere gratuitamente una valutazione della propria abitazione

Il terremoto in sé non uccide. Ciò che uccide è l’edificio, quando non è costruito in modo da resistere ad un evento sismico.
Significa che, se un terremoto è un evento naturale ed imprevedibile, i suoi effetti sugli edifici e sulle persone possono essere comunque mitigati adottando misure che migliorino la sicurezza delle abitazioni.Ecco perché diventa fondamentale la cultura della prevenzione anche in tema di terremoti, promossa da Fondazione Inarcassa, Consiglio nazionale degli ingegneri e degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori, con il supporto scientifico del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, del Dipartimento Protezione civile, della Conferenza dei Rettori Università italiane e della rete dei laboratori universitari di Ingegneria sismica.

Conoscere il grado di rischio della propria casa e, laddove necessario, migliorarlo attraverso adeguate misure antisismiche è dunque il primo passo per assicurare la sicurezza per se stessi e per la propria famiglia.
C’è tempo fino al 30 novembre per richiedere una delle visite tecniche che i professionisti del settore (ingeneri e architetti esperti in rischio sismico) possono svolgere durante il ‘Mese della prevenzione sismica’. Per tutto il mese di novembre, infatti, migliaia di professionisti andranno nelle abitazioni dei cittadini che ne avranno fatto richiesta per fornire una prima informazione sullo stato di rischio degli edifici e sulle possibili soluzioni finanziarie (Sisma Bonus ed Eco Bonus) e tecniche per migliorare la sicurezza delle abitazioni. E lo faranno volontariamente, attraverso il coordinamento degli Ordini di appartenenza, consapevoli dell’importanza del proprio ruolo tecnico per la messa in sicurezza del Paese.

Al professionista basterà registrarsi alla piattaforma, con indicazione delle proprie disponibilità in termini di giorni, orari e distanza dal luogo di esercizio della professione, e partecipare a un breve percorso formativo diretto ad aggiornarlo in materia e a rendere omogenee le modalità di svolgimento delle visite. Se ha preso parte alla prima edizione, il modulo formativo si limiterà alle sole novità normative dell’ultimo anno riguardanti il SismaBonus.

Ciascun cittadino (proprietario, affittuario, titolare di diritto, amministratore di condominio) potrà richiedere in modo semplice e diretto una visita informativa per una prima valutazione del rischio dell’immobile, inserendo sulla stessa piattaforma i propri dati e le proprie preferenze in termini di giorni e orari. Il sistema informatico pianificherà automaticamente le visite tenendo conto sia delle disponibilità del professionista sia delle preferenze inserite dal cittadino in sede di richiesta. Il professionista si farà successivamente carico del contatto e della gestione della visita tecnica informativa.
Nel corso della visita il professionista raccoglierà ulteriori dati inerenti all’immobile per fornire, alla conclusione, attraverso un’apposita scheda di valutazione sommaria e un applicativo dedicato, una prima indicazione circa le condizioni di rischio dell’abitazione.
A ogni utente saranno, inoltre, date informazioni sulla prevenzione del rischio sismico e sulle agevolazioni finanziarie (Sisma Bonus ed Eco Bonus) messe a disposizione dallo Stato per migliorare la sicurezza della casa. Le visite tecniche informative saranno effettuate senza alcun onere per il cittadino.

Il Sistema pianificherà automaticamente le visite tenendo conto sia delle disponibilità del professionista sia delle preferenze inserite dal cittadino in sede di richiesta. Il professionista si farà successivamente carico del contatto e della gestione della visita tecnica informativa.
Nel corso della visita il professionista raccoglierà ulteriori dati inerenti all’immobile per fornire, a conclusione della visita, attraverso un’apposita scheda di valutazione sommaria ed un applicativo dedicato, una prima indicazione circa le condizioni di rischio della sua abitazione. Al Cittadino saranno, inoltre, date informazioni sulla prevenzione del rischio sismico e sulle agevolazioni finanziarie (Sisma Bonus ed Eco Bonus) messe a disposizione dallo Stato per migliorare la sicurezza della casa. Le visite tecniche informative saranno effettuate senza alcun onere per il cittadino.
 

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Cinghiali, fronteggiare l’emergenza

Per Confagricoltura Fvg, “La protezione della fauna selvatica non può essere l’unico principio in campo”

Una crescita fuori controllo dei cinghiali per oltre il 400 per cento in trent’anni: è questo il risultato della non gestione delle popolazioni faunistiche. La sovrappopolazione degli ungulati continua a essere un problema enorme per gli agricoltori, per la zootecnia (con l’avanzare della peste suina africana), per la fauna minore, per il territorio, per l’ambiente, per la sicurezza anche dei cittadini. Lo sottolinea Confagricoltura che sollecita interventi risolutivi. Tanti i titoli di giornali quando ci sono gli incidenti mortali, quando gli agricoltori protestano per i danni subiti, quando la biodiversità, la salute, la sicurezza sono in pericolo – osserva Confagricoltura – poi, nessuna azione concreta. Una cosa è certa: il problema esiste e va affrontato e risolto. Chi dovrebbe agire, oltre a essere inerte, si nasconde colpevolmente.

“Ciò che interessa agli agricoltori – spiega il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina – è poter svolgere con normalità la propria attività economica. E il non intervenire su queste problematiche non fa altro che acuire il rischio di marginalizzazione delle imprese agricole e di abbandono dei territori. Per questo è necessario riconoscere che l’impostazione dell’attuale normativa non è più adatta e non consente di agire efficacemente; incentrata com’è – esclusivamente su una protezione della fauna selvatica – spesso non è più congeniale allo sviluppo del territorio, non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello ambientale, della salute e della sicurezza stradale e, più in generale, dei cittadini. Perciò, va nella giusta direzione la Proposta di legge appena approvata dal Consiglio regionale”.

Confagricoltura, inoltre, esorta a uscire dalla sterile fase della contrapposizione tra mondo venatorio e mondo ambientalista, acquisendo tutti la consapevolezza che il problema della gestione della fauna va affrontato anche con misure che prevedano il riequilibrio delle presenze faunistiche sul territorio.

L’Organizzazione degli agricoltori chiede il monitoraggio obbligatorio su scala regionale e nazionale delle popolazioni di ungulati e l’avvio di azioni straordinarie di prelievo, superando tutte quelle previsioni normative che limitano gli interventi. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza che richiede la collaborazione di tutti gli attori, agricoltori, cacciatori, selettori, e se serve anche delle forze dell’ordine e dell’esercito per dare una risposta immediata. Occorre infine prevedere – conclude Confagricoltura – adeguati indennizzi per i danni diretti e indiretti che subiscono le aziende agricole e snellire le procedure per valutazione dei danni e del conseguente tempestivo ristoro.
https://www.ilfriuli.it/articolo/green/cinghiali-fronteggiare-l%E2%80%99emergenza/54/209330

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Senza il Muro, senza Europa? Un dialogo con Jacques Rupnik a trent’anni dalla caduta del Muro — East Journal

Il politologo francese racconta nel suo primo libro edito in Italia gli ultimi trent’anni dell'”Altra Europa”: dalla caduta del Muro alla regressione democratica, dal “ritorno all’Europa” all’avvento di vecchie e nuove democrature. L’articolo Senza il Muro, senza Europa? Un dialogo con Jacques Rupnik a trent’anni dalla caduta del Muro sembra essere il primo su East…

Senza il Muro, senza Europa? Un dialogo con Jacques Rupnik a trent’anni dalla caduta del Muro — East Journal
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La bussola del direttore

Il maltempo non ha dato tregua. Nevicate in montagna e piogge intense in pianura hanno caratterizzato la giornata di venerdì 8 novembre. Ma non basta: un fulmine ha colpito una palazzina, che è stata dichiarata inagibile, un altro una scuola convitto. E in montagna persiste il pericolo di valanghe. Qui la cronaca della giornata

Udine, l’81% dei rifiuti trovati nei cassonetti del secco poteva essere differenziato

Nei giorni scorsi, in piazza Rizzi, i tecnici di Arpa Fvg e di Net hanno aperto, vagliato e analizzato il contenuto cinque grandi sacchi di rifiuti provenienti dai cassonetti stradali per il rifiuto secco residuo (indifferenziato) dislocati lungo alcune vie della zona. Il risultato non è stato particolarmente positivo08 NOVEMBRE 2019

UDINE. Cosa c’è realmente in un sacco della raccolta “indifferenziata”? Purtroppo, nei cassonetti del rifiuto secco residuo detto “indifferenziato”, storicamente, vengono sistematicamente gettate erroneamente tipologie di rifiuto che potrebbero essere facilmente differenziate come carta, cartone, plastica, vetro e organico.

Già nel novembre 2018 a Udine Arpa e Net avevano certificato, in seguito alle analisi merceologiche effettuate in piazza, che circa il 70% del materiale trovato nei sacchi del secco residuo poteva essere differenziato a monte dai cittadini e conferito correttamente nei contenitori per la differenziata.

Trend purtroppo confermato, anzi peggiorato, durante l’edizione 2019 di “Rifiuti in piazza” svoltasi nella mattinata del 5 novembre, all’interno della Circoscrizione numero 2, in piazza Rizzi, dove i tecnici di Arpa Fvg e di Net assieme ai numerosi cittadini presenti, hanno aperto, vagliato e analizzato il contenuto cinque grandi sacchi di rifiuti provenienti dai cassonetti stradali per il rifiuto secco residuo (indifferenziato) dislocati lungo alcune vie della zona… https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2019/11/08/news/udine-l-81-dei-rifiuti-trovati-nei-cassonetti-del-secco-poteva-essere-differenziato-1.37876273

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Stimolazione elettrica, come funziona la nuova tecnica che potrebbe restituire la mobilità a Manuel Bortuzzo

Il nuotatore colpito da un proiettile lo scorso febbraio ha annunciato che la sua lesione al midollo spinale non è completa. Con l’aiuto di due esperti abbiamo provato a capire che cosa significhi

Manuel Bortuzzo nel corso di Che tempo che fa ha annunciato che la sua lesione spinale, come racconta anche nel suo libro Rinascere, non è completa. “Una notizia pazzesca”, a lungo tenuta per sé, come ha commentato il nuotatore, confermando la presenza dopo il colpo ricevuto lo scorso febbraio di un filamento. Di qualcosa – presumibilmente a livello anatomico – che potrebbe aprire le porte a un recupero di funzione, impensabile fino a qualche anno fa.

Approfondisci …. https://www.wired.it/scienza/medicina/2019/11/08/lesione-midollo-medicina/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=default

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L’alcolismo è collegato alle dimensioni cerebrali? — ORME SVELATE

Il volume ridotto di sostanza grigia nell’insula e nella corteccia prefrontale dorsolaterale può rappresentare un fattore di rischio predisposto geneticamente conferito per il disturbo da uso di alcol.

L’alcolismo è collegato alle dimensioni cerebrali? — ORME SVELATE
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Turismo,il nodo è la sinergia

Eppure qualcosa si muove. Il turismo esperienziale, slow, verde, sostenibile, non è solo una chimera spacciata per panacea di tutti i mali da politici di ogni rango e dalla stampa locale. Esiste. Anche nelle valli a ridosso del confine. Lo confermano i dati, in aumento anche dal lato dell’offerta, sui pernottamenti nell’Albergo diffuso delle Valli del Natisone nel 2019 (ne parliamo a pagina 2). A fine anno si raggiungeranno i tremila pernottamenti. Un trend in crescita da almeno cinque anni, su cui quindi val la pena investire. Con risorse, promozione e formazione del personale per un’offerta che sia in grado di generare un circolo virtuoso anche in termini di indotto e occupazione.

Ora però, confrontiamo questo numero, tremila, con quest’altro: 860mila. Sono i pernottamenti che, si stima, si raggiungeranno nei comuni di Tolmino, Caporetto e Bovec. Togliamo Tolmino che per dimensioni non è paragonabile con i comuni valligiani. Togliamo anche Bovec (3300 residenti circa) che può contare sul turismo invernale. Solo nel comune di Caporetto quindi (poco più di 4100 abitanti) ci saranno 205.500 pernottamenti. Non servono grandi economisti per capire che la realtà delle Valli del Natisone non può fare concorrenza con queste cifre. Non solo non può, non deve. Al contrario dovrebbe, come sta cercando di fare in modo frastagliato, creare una sinergia sempre più stretta con l’Alta valle dell’Isonzo. Ponendosi come interlocutore fra questa e la città di Cividale che sta diventando una meta turistica sempre più attrattiva.

Lavorare in sinergia e, visto il paesaggio simile, copiarne le buone prassi. Che non sono fatte solo di modelli di promozione turistica. Ma soprattutto di quei due pilastri, coesione sociale e leadership, di cui abbiamo scritto su questa colonna alla nausea. Da tradurre in politiche in grado di valorizzare la cultura, la cura del territorio, l’agricoltura e l’allevamento non intensivi. Settori fondamentali per la salvaguardia del paesaggio e quindi per lo sviluppo del turismo.

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La bussola del direttore

Stretti come sardine in un locale che può arrivare a contenere massimo 150 persone ma dentro al quale si muovono e ballano più di mille ragazzi.  Il tutto in barba alle norme sulla sicurezza e sulla vendita di alcolici ai minori. È questa la situazione di fronte alla quale si sono ritrovati i carabinieri di Udine la sera di Halloween all’Enjoy di Reana del Rojale. Il locale era stato chiuso già lo scorso marzo e il gestore, nuovamente segnalato alla Procura, aveva ricevuto una multa da ottomila euro.

Liste d’attesa troppo lunghe? Se i tempi non vengono rispettati i pazienti hanno diritto al rimborso della prestazione. Non solo. I vertici delle aziende non si vedranno riconosciuti i premi di risultato e saranno passibili di risoluzione contrattuale. Queste le principali novità contenute nel piano regionale per le liste d’attesa, adottato dalla Regione e presentato dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.

Colori, tessuti, modelli sono giovani e allegri, la fattura è artigianale, secondo la tradizione del calzaturificio di via Molini a Gonars. Due i modelli unisex, venti i colori proposti dal 36 al 46. Spiega Nicola Masolini, il più giovane di una famiglia che gestisce un calzaturificio nato negli anni 30-40 e poi strutturatosi nel 1949 – L’articolo (Video a cura di Daniela Larocca)

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Emigrati: 128.583 italiani in fuga, cioè… — La Bottega del Barbieri

… in un anno 2381 autobus – una fila lunga 54 chilometri – hanno attraversato il confine di Domenico Stimolo Mentre le destre gridano «all’invasione» gli italiani continuano ad abbandonare l’italico suolo. E’ successo ancora l’anno scorso, 128.583 persone sono andati via dall’Italia. Se fosse stata una “gita organizzata” con spostamento in autobus si sarebbe…

Emigrati: 128.583 italiani in fuga, cioè… — La Bottega del Barbieri
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Troppe tasse a Canebola

fonte Dom

Il problema dei piccoli locali e dei bar che non ce la fanno a tirare avanti interessa, purtroppo, tutta la montagna. Un esempio arriva anche da Canebola/Čenijebola nel comune di Faedis/Fojda. Flavia Simonitto, la storica ostessa della piazza, con la sua cortesia e la sua presenza costante per la comunità (anche fuori orario, quando serve), non nasconde la sua amarezza per un sistema fiscale che non solo non agevola chi gestisce i pubblici esercizi e gli esercizi commerciali nelle borgate di montagna e in paesini isolati, ma addirittura li penalizza; con sempre nuovi balzelli, controlli, nuove normative da rispettare su più fronti, dall’ambito sanitario, a quello dell’impatto sull’ambiente (aspetto quest’ultimo emerso piuttosto di recente è legato a normative stringenti nel campo delle infrastrutture che sorgono in aree o zone protette o di rilevanza ambientale importante).

Flavia non nasconde la sua preoccupazione: sta seriamente pensando di chiudere i battenti nell’arco del 2020. «Ho già dimezzato l’attività, quella della bottega – dice –. Che Stato è mai questo che non aiuta realtà come la nostra?».

Uno sfogo, ma anche una condizione reale di difficoltà. Flavia è una donna forte e determinata, che ama la sua terra e i suoi clienti. Pronta in ogni momento ad aiutare.

Anche il suo è un locale sociale e la sua gestione è costante negli anni, diversamente dall’alternanza della ex cooperativa che sorge di fronte alla chiesa. In quest’ultimo caso, infatti, il locale, con la sua meravigliosa terrazza affacciata sulla vallata, è passato più volte di mano in mano.

La speranza è quella di una continuità definitiva per i prossimi anni, non solo per chi abita a Canebola/Čenijebola, ma anche per chi ci transita, diretto alla scoperta delle aree confinarie, dei sentieri, delle zone di interesse storico e naturale. Sono camminatori e spesso ciclisti.

«È necessario che qualcuno faccia qualcosa – dice Franca –. È che lo faccia subito perché altrimenti la montagna muore. Lo Stato si attivi. Ci aiuti». (Paola Treppo) https://www.dom.it/cenijebolo-nadlegujejo-davki_troppe-tasse-a-canebola/?fbclid=IwAR2VsH59i5zDjvWNys11zMso477Ovwh2zkOHkepJxzBC4Kc7Ccc0_uOdTnA