Il caffè

Io uso sempre la moka come faceva mia mamma,la caffettiera elettrica è in cantina.

immagini dal web

Quando ero piccola e andavo a Ljubljana (Slovenija) nei bar non c’erano ancora le macchine da caffè,ma si serviva quello alla turka “turska kava” nei caratteristici bricchi di rame (cezve).

Come si fa

Si mette a bollire l’acqua,quando bolle si mette il caffè macinato finemente e si toglie dal fuoco,i fondi devono depositarsi. Le tazze devono essere cilindriche.E’ usanza fare la “caffeomanzia” cioè la previsione del futuro leggendo i fondi.Io a questi riti non ci posso credere.

Azienda agricola Zore

Con il latte delle nostre capre produciamo artigianalmente formaggi e latticini che raccontano i sapori e i profumi di questa terra.

L’azienda Zore nasce nel 2008 dal forte attaccamento di Alessia al territorio montano di Taipana.
Alleviamo circa 100 capre della razza Camosciata delle Alpi. In primavera ed estate (da maggio ad ottobre) le nostre capre pascolano i terreni che circondano l’azienda, così si cibano soprattutto di erbe ed arbusti e ci aiutano a mantenere pulito questo angolo prealpino. I nostri prati/pascoli sono in conversione al metodo biologico.
Seguiamo il ciclo naturale di riproduzione e utilizziamo alimenti certificati ogm free.
Con il latte delle nostre capre realizziamo artigianalmente numerosi formaggi e latticini senza l’utilizzo di addensanti e conservanti.
Il nostro punto vendita è aperto ogni giorno, dal lunedì alla domenica.
Per informazioni sul nostro allevamento, sui formaggi o per un’eventuale visita all’azienda contattateci! https://www.facebook.com/zoreformaggi/

In viaggio con Marcello: Le tradizioni gastronomiche del Friuli Venezia Giulia —

Quante cucine diverse si incontrano nella tradizione gastronomica del Friuli Venezia Giulia? A questa e a molte altre domande  cercheranno di rispondere Marcello Masi e i suoi “compagni di tavola” Rocco Tolfa e Carlo Cambi, nella puntata in onda sabato 13 aprile alle 10.15 su Rai2, raccontandoci come è cambiato il nostro modo di mangiare e quale sarà il futuro della nostra alimentazione. Con loro, Giorgia Fantin Borghi, esperta di storia del galateo, che con tono ironico e divertente ci ricorderà quali sono le buone maniere da adottare a tavola.
Si esplorerà così l’anima ricca e composita della cucina del Friuli Venezia Giulia, regione di confine dallo spirito mitteleuropeo, terreno di incontro per popoli e artisti come Joyce, Svevo e Pasolini. I momenti storici che questa regione ha attraversato, a partire dalla dominazione veneziana, hanno determinato fortemente il patrimonio gastronomico che oggi può vantare.
Lo chef Paolo Zoppolatti, friulano di Cormons, preparerà un intero pranzo con le specialità più celebrate della regione, dal golosissimo frico, una “torta” di formaggio taleggio fritta in padella, ai cjarsons, originali ravioli di pasta riempita con gli ingredienti più impensati. Un approfondimento verrà poi dedicato al caffè, che proprio al porto di Trieste deve il merito della sua grande diffusione in Italia, e al dolce italiano più famoso nel mondo, il tiramisù.
Come sempre, anche nella puntata sul Friuli Venezia Giulia verrà valorizzato il legame con il mondo del vino e i possibili abbinamenti tra i cibi in tavola e i vini della tradizione regionale. Questa volta, in primo piano ci saranno i vitigni del Collio, mentre Bruno Pizzul annuncerà una divertente “squadra” di vini friulani.

https://wordpress.com/read/blogs/130622733/posts/102776

Gnocchi con le prugne (reblog)

Non sono solita vantarmi, anche perché de gustibus non disputandum est, e non esiste una pietanza universalmente ritenuta buona (beh, nutella a parte, credo…), ma questi gnocchi ripieni di prugne si avvicinano molto alla mia personale definizione di “foodgasm”: una vera e propria estasi per il palato!

Gli gnocchi di prugne fanno parte della tradizione non solo friulana, ma mitteleuropea, e probabilmente furono importati nelle cucine della famiglie nobili dalle cuoche boeme.
Come al solito, vi trascrivo la mia ricetta, rivisitata in base al gusto mio e dei miei familiari.
E come al solito, vi invito a usare solo ingredienti di ottima qualità, perché credetemi: è quello che fa la differenza nella riuscita di ogni piatto!

Ingredienti per 4-6 persone  (dose un po’ abbondante)

per la pasta:

* 800 gr di patate (chiedete patate adatte per fare gnocchi, io preferisco quelle a pasta bianca)
* 1 uovo
* 150 gr di farina bianca 00 (qui però dovete fare un po’ a occhio: dipende molto dalle patate, può darsi che ne richiedano di più o un po’ di meno. Io vi consiglio di aggiungerla un po’ alla volta fintanto che l’impasto non sarà ben lavorabile, ma non compatto come quello dei classici gnocchi, deve essere più morbido)
* 1 pizzico di sale

Per il ripieno:

prugne biologiche fresche* senza nocciolo

marmellata di prugne** (io uso la mia, che faccio con prugne, zucchero succo e scorza di limone e un po’ di cannella)

Per il condimento:

Burro fuso 100gr

cannella q.b.

100 gr di biscotti secchi tritati

zucchero di canna a piacere

*  mia mamma preferisce usare le prugne secche e ** c’è chi mette lo zucchero al posto della marmellata. A noi piacciono di più così. Provate entrambe le versioni e decidete quale è la vostra preferita…

Procedimento:

Fate bollire le patate con la buccia in acqua salata. Quando sono cotte, scolatele e lasciatele intiepidire nello scolapasta.

Quando sono tiepide, sbucciatele e passatele nello schiacciapatate, unite l’uovo sbattuto.
Almalgamate bene l’impasto e unite per ultima, un po’ per volta, la farina setacciata. Impastate fino ad avere un composto liscio e omogeneo, dalla consistenza più morbida di quello degli gnocchi di patate. Stendete la pasta a cilindro, dividetela in pezzi della grandezza di una pallina da ping pong e con le mani appiattiteli ricavandone dei dischi di circa 1 mezzo centimetro di spessore (mi raccomando: non di meno perché altrimenti rischiate che poi l’impasto di fori durante la cottura facendo fuoriuscire il ripieno).
Mettete mezza prugna al centro di ogni disco e riempite l’incavo del nocciolo con un po’ di marmellata.

Richiudete formando una pallina, avendo cura di sigillarla bene facendo rotolare ogni gnocco tra le mani infarinate.

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Mentre preparate gli gnocchi, mettete sul fuoco una pentola piena d’acqua salata  e quando raggiunge l’ebollizione, immergetevi gli gnocchi con dolcezza per non farli rompere. Quando saranno venuti a galla, tirateli su con una schiumarola e poneteli nello scolapasta, sempre con dolcezza per non romperli.
Fateli poi rotolare nei biscotti tritati a cui avrete aggiunto una spolverata di cannella (a piacere, io sono un’amante della cannella e abbondo, voi regolatevi a seconda del vostro gusto) e di zucchero di canna.

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Ponete gli gnocchi nei piatti di portata, se vi piace spolverizzateli con ancora un po’ di cannella e irrorateli di burro fuso.

Serviteli caldi e preparatevi a ricevere un sacco di complimenti!

https://wordpress.com/read/blogs/119217844/posts/3305

I mille sapori dello strok

Domenica, 28 luglio, a San Giorgio di Resia/Bila il protagonista degli eventi della Val Resia sarà il rinomato aglio, con la famosa Festa dell’Aglio di Resia, organizzata dall’Associazione FivEventsin collaborazione con l’Associazione Produttori aglio di Resia.

Lo strok è un prodotto agricolo della valle che si contraddistingue per la sua tunica rossastra ed il suo particolare aroma dolce. Coltivato con tecniche tradizionali, viene messo a dimora nel mese di novembre e raccolto nel mese di luglio. Si tratta di un prodotto di nicchia diventato presidio Slow food nel 2004, che ogni anno attira in Val Resia centinaia di persone. Pur in costante aumento negli ultimi anni, la produzione dell’aglio resiano rimane una produzione a carattere per lo più familiare, su scala ridotta. A ogni modo costituisce un’importante integrazione al reddito delle famiglie locali.

Nella mattinata di domenica 28, con partenza dalla vecchia Latteria alle 9.00, l’Ecomuseo della Val Resia organizzerà un’escursione guidata gratuita dal titolo Alla scoperta del sentiero del Gusto. A partire dalle 12.00 si potranno degustare piatti a base di aglio di Resia a cura dello chef Mauro Scarabelli (menù completo su prenotazione obbligatoria in due fasce orarie, alle 12.00 o alle 13.30 – per prenotarvi scrivete un’email all’indirizzo festadellaglio@libero.it).

In Valle potrete, inoltre, visitare diversi musei. A San Giorgio sarà aperto il museo dell’ex-Latteria, mentre a Prato di Resia/Ravanca il Centro visite del Parco naturale delle Prealpi Giulie (dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00), dove è allestita anche la mostra fotografica di Luciano Micelli e Bruno Zuliani dal titoloDall’alba al tramonto. A Lischiazze/Lïšćaca sarà aperto il centro La Tana in Val Resia (dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00).

A Stolvizza/Solbica, invece, saranno aperti il Museo dell’arrotino (dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 16.00) e il Museo etnografico della Gente della Val Resia (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00).

Per maggiori informazioni potete rivolgervi all’ufficio Iat della Pro loco Val Resia a Prato telefonando allo 043353534; visitare il sito della Pro loco http://www.resianet.org o la pagina Facebook Pro Loco Val Resia oppure scrivere un’email all’indirizzo proloco.provalresia@gmail.com.

ARIA DI FESTA 2019

Aria di Festa 2019: dal 21 al 24 giugno, appuntamento a San Daniele
del Friuli con la 35esima edizione della storica kermesse enogastronomica

Ufficializzate le date della trentacinquesima edizione di “Aria di Festa” in programma dal 21 al 24 giugno 2019 a San Daniele del Friuli.

Venerdì 21 giugno il Consorzio del Prosciutto di San Daniele darà inizio alla 35esima edizione di “Aria di Festa”, la storica manifestazione dedicata al Prosciutto di San Daniele DOP, che, per i tre giorni successivi, animerà l’omonima cittadina nel cuore del Friuli Venezia Giulia con degustazioni, lezioni di cucina, showcooking, eventi culturali e attività dedicate al territorio. In occasione della tradizionale cerimonia di inaugurazione in piazza, una madrina d’eccezione aprirà la manifestazione con il celebre taglio della prima fetta di prosciutto.

DEGUSTAZIONI, SHOW COOKING e CORSI DI CUCINA

Degustazioni, corsi di taglio e show cooking. Imparare l’arte di degustare, servire e conservare il Prosciutto di San Daniele. Come riconoscerlo, affettarlo a macchina o al coltello e conservarlo al meglio. Ma anche come utilizzarlo in cucina in gustose ricette gourmet. Inoltre un ricco programma per conoscere e apprezzare il Prosciutto di San Daniele in abbinamento ai vini del Friuli Venezia Giulia.

INCONTRI CON I PROSCIUTTIFICI

Dove nasce il Prosciutto di San Daniele? Quali sono le fasi tipiche della sua produzione? Quali i segreti che da secoli si tramandano a San Daniele? I Mastri prosciuttai di San Daniele sono pronti ad accompagnarvi in visite guidate ai prosciuttifici, mostrando quanta cura e passione ci vogliono per creare un prodotto di qualità. Oltre che nei prosciuttifici aperti sarà possibile incontrare alcuni produttori anche nel Parco del Castello, il salotto verde nel centro storico di San Daniele del Friuli. Partite insieme a loro per un viaggio alla scoperta del Prosciutto e scoprite ciò che lo rende unico. Nelle aziende visite guidate, degustazioni e menù con il San Daniele il tutto corredato da spettacoli musicali e d’intrattenimento.

STAND ENOGASTRONOMICI

Numerosi stand gastronomici nel centro storico di San Daniele in cui degustare il Prosciutto San Daniele proposto in abbinamento a vini, birre e altri prodotti tipici del territorio. Nel Parco del Castello saranno presenti i produttori del San Daniele con stand enogastronomici.

INCONTRI e DIBATTITI

Solo in una terra appartata e di confine, in un “paese di temporali e primule” come scrisse Pasolini, possono nascere e germogliare esperienze di così rara eccellenza come il Friuli sa offrire. L’incomparabile eleganza del prosciutto, che, accarezzato dalle brezze dei colli assume colori e sapori inconfondibili, è circondata da ambienti naturali, da iniziative culturali e sociali capaci di produrre una qualità di vita davvero unica. Per questo motivo nel corso del week end di Aria di Festa a San Daniele, e in collaborazione con Leggermente, ci sarà spazio per alcuni appuntamenti volti a raccontare le peculiarità culturali e artistiche di questo territorio.

MADRINA DI ARIA DI FESTA

La madrina della 35^ edizione della kermesse è Daniela Ferolla, nota conduttrice televisiva di “Linea Verde” e volto di RaiUno, che si cimenterà nel classico taglio della prima fetta, che da sempre rappresenta il momento più atteso della cerimonia di apertura. La madrina sarà presente per l’inaugurazione di venerdì 21 giugno, alle ore 19:00, in piazza Duomo a San Daniele del Friuli.

TRENO STORICO ARIA DI FESTA

Anche per quest’anno sarà possibile raggiungere Aria di Festa anche a bordo del Treno Storico “Aria di Festa”. Per la gioia dei numerosi appassionati di treni d’epoca, domenica 23 giugno la locomotiva a vapore con carrozze “centoporte” d’epoca partirà dalla stazione di Treviso per arrivare sui binari della Gemona-Sacile, una delle 18 ferrovie turistiche d’Italia, alla stazione di Cornino. Da qui sarà possibile raggiungere il centro storico di San Daniele attraverso un servizio di bus-navetta.

ITINERARI TURISTICI

Le meraviglie di San Daniele si scoprono non solo a tavola o tra gli stand enogastronomici, ma anche girovagando tra le sue vie e i suoi dintorni, immersi in una bellezza senza pari. A piedi o in bicicletta, perdendosi in mezzo alla natura incontaminata o ammirando opere d’arte senza tempo, sono tanti i modi in cui vivere la nostra Festa e il territorio del Prosciutto per eccellenza. Che siate amanti del movimento e dell’avventura, oppure persone più interessate alla storia e alla cultura. Come si suol dire, ce n’è per tutti i gusti!

VISITE GUIDATE & MOSTRE

Alla scoperta del centro storico di San Daniele del Friuli con visite guidate ai monumenti, all’Antica biblioteca Guarneriana e al Museo del Territorio. Le visite della durata di due ore sono a pagamento e previa prenotazione, informazioni alla pagina dedicata.

> Scarica il programma

MAPPA ARIA DI FESTA

Segui gli aggiornamenti sul programma della manifestazione su questo sito e sulla pagina Facebook.

https://www.ariadifesta.it/aria-festa-2019/

Slovenija terra di apicultura

Se vi piace il miele sicuramente” la scure vi cadrà sul miele”. E’ un proverbio sloveno che parla di una felicità, successo improvviso , senz’altro si dimostrerà vero quando vivrete l’avventura del miele su una terra verde. La tradizione slovena dell’apicoltura è ricca e fortemente ancorata nella coscienza popolare. Qui è di casa la Kranjska sivka, ape slovena autoctona, che è considerata una delle api da miele più diffuse al mondo. Gli sloveni sono sempre stati appassionati delle api. Il personaggio più importante dell’apicoltura slovena è Anton Janša, il primo insegnante di apicoltura alla corte di Vienna, che nel XVII secolo con le sue innovazioni ha portato un vento di cambiamento nell’apicoltura e ha posto le basi dell’apicoltura moderna. Fu notevolmente incentivato anche dall’imperatrice Maria Teresa. 

Gli apicoltori sloveni stanno compiendo sforzi significativi per far conoscere l’importanza delle api e dell’apicoltura anche alle giovani generazioni negli asili e nelle scuole. Da molti anni ogni terzo venerdì di novembre i bambini trovano sulla tavola la Colazione tradizionale slovena, dove oltre al burro fatto in casa, alle mele, al pane nero e al latte figura anche il miele. Il progetto è ora cresciuto oltre i confini sloveni e l’iniziativa per una Colazione europea al miele ha fatto presa in molti paesi in Europa e oltre.

Arte popolare nei pannelli degli alveari

I pannelli dipinti degli alveari sono una particolarità dell’apicoltura slovena e sono un’espressione di arte popolare. Gli apicoltori vi esprimevano la loro creatività. I più antichi sono di carattere religioso, ma in seguito sono apparsi motivi secolari che rappresentavano la vita quotidiana, eventi storici e anche alcune storie con un tratto malizioso. 

Per la decorazione dei pannelli di alveare è stata anche suggerita l’iscrizione nel registro del patrimonio immateriale dell’UNESCO.

tratto da https://www.slovenia.info/it/le-storie/lusso-al-miele-in-slovenia

Progetto”Beviamo caffè e te’ con il miele” Maggio è il mese delle api e del miele.Presso la Camera di commercio ed industria della Slovenia offrono così il tè con miele sloveno.E’ sempre buono,dolce e salutare.


Vini del Friuli

foto personale vignetoin prov.di Pordenone


Grande sviluppo ha avuto la viticoltura, con una produzione di qualità, e vini che competono con i più nobili del catalogo nazionale. A questo proposito va ricordato che il Friuli è sempre stato celebre, fin dall’epoca romana, per i suoi vini. Se i rossi friulani sono squisiti, i suoi eccezionali vini bianchi non sono da meno e da sempre sono apprezzati in tutto il mondo e considerati all’unanimità fra i migliori in Italia. Altra produzione di qualità è quella casearia, con formaggi di grande rinomanza, e quella ortofrutticola. Negli ultimi decenni si è diffusa la coltivazione del mais con rese unitarie da assoluto primato internazionale.
Nella tabella si espongono i dati, prodotti a cura delle Camere di commercio di Udine, Pordenone e Gorizia, relativi agli ettari di produzione, nell’anno 2003, di vino friulano a denominazione di origine controllata (doc) ed a denominazione di origine controllata e garantita (docg).

Zona di vino doc/docgSuperficie in ha
Friuli, Grave6.047,85
Colli Orientali del Friuli2.071,18
Collio1.390,93
Friuli, Isonzo1.281,82
Friuli, Aquileia763,29
Friuli, Latisana264,92
Friuli, Annia81,04
Ramandolo60,41

Produzione di vino doc/docg friulano
(fonte: Camere di commercio di Udine,
Pordenone e Gorizia, 2003)

https://www.wikiwand.com/it/Friuli-Venezia_Giulia

da pinterest

Radicchio variegato friulano

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Anni fa a Sacile in piazza c’era un’esposizione di varietà di radicchio rosso e variegato.Ha da tanto queste fotografie sul pc ed ora voglio mostrarvele.

Forse non conoscete il trattamento che viene fatto per renderlo croccante .Il suo prezzo è alto perchè necessita di diversi trattamenti.

Le insalate trevigiane o cicorie da cespo si dividono in due varietà: precoci e tardive. Mentre le tardive si chiudono da sole ai primi freddi e si raccolgono già da fine settembre quelle tardive vanno forzate.

Ci sono diversi metodi di forzatura per le cicorie tardive.

Sfalcio e rincalzo

Il sistema più semplice per forzare il radicchio è sfalciare a settembre 2 centimetri sopra il colletto. Le piante tagliate devono essere rincalzate con terra sabbiosa e soffice. Quando dal cumulo emergono le nuove foglie è il momento della raccolta. Nel radicchio trevigiano oltre al cuore si conserva anche la radice (che deve essere pulita pelandola).

Forzatura in acqua corrente

Un altro metodo in uno nel trevigiano per la forzatura del radicchio consiste nell’estirpare le piante complete di radici e legarle a mazzi, la parte radicale va immersa in acqua corrente di sorgiva con  temperature intorno ai dodici gradi. La piantina di cicoria a questo punto torna a germogliare ed emette nuove foglie, quando il cespo raggiunge dimensioni ottimali si toglie l’insalata dall’acqua, si elimina tutta la parte fogliare vecchia lasciando il cuore con un pezzo di radice pulita.

Imbianchimento in cassetta

Una terza opzione per l’imbiancamento della cicoria è quello di togliere la pianta dall’orto comprese le radici, tagliare la parte fogliare a tre centimetri dal colletto ed eliminare anche un terzo della radice. A questo punto si lascia la pianta in verticale in una cassetta, con le radici coperte di sabbia sempre umida, la parte aerea si copre invece di torba. Queste cassette sono da conservare in un locale ad almeno quindici gradi di temperatura, in modo da farle continuare a ricacciare. Occorre bagnare spesso le radici.

Articolo di Matteo Cereda

https://www.ortodacoltivare.it/coltivare/imbianchimento-trevigiana.html