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Lo sport a Resia nel tempo

Anche per il 2020 il Circolo culturale resiano Rozajanski Dum è riuscito a realizzare il calendario resiano Näš kolindrin 2020. La nuova edizione del calendario, che ogni anno tratta diverse tematiche riguardanti la Val Resia, è dedicata a tutti gli sportivi e tifosi resiani. Col tema »Šport tu-w Reziji/Lo sport in Val Resia« si è voluto approfondire con testi ed immagini, per quanto possibile, l’attività sportiva in Val Resia dal 1956 – anno di costituzione della prima squadra di calcio resiana regolamentare – al 1991, – anno successivo al Campionato mondiale di calcio del 1990. Si svolse in Italia dall’8 giugno all’8 luglio e si concluse con la vittoria della Germania Ovest, che sconfisse in finale l’Argentina per 1-0. Il campionato coinvolse, animatamente, anche molti tifosi valligiani.

Grazie a una piccola ricerca è emerso che l’ inizio dell’attività calcistica a Resia risale ai primi anni ’50, quando non esisteva ancora neanche una vera e propria squadra né tantomeno un campo di calcio regolamentare. Gli appassionati si radunavano su grandi terreni che all’epoca erano ancora utilizzati per il foraggio, ove si approntava in modo estemporaneo il terreno da gioco. A volte ciò avveniva con la massima disapprovazione dei proprietari, che intervenivano – facendo correre loro i calciatori. Le partite si disputavano in località Tigo per i giovani di San Giorgio, in località ta-pod Kotlon per quelli di Prato, in Rob per i giocatori di Oseacco e in località Aća per Stolvizza.

Oltre a emozionanti immagini, all’interno vi sono parti di un’intervista in resiano a Gino Buttolo, che per molti anni ha militato come calciatore nella squadra di calcio della Val Resia. I testi in italiano sono tratti dai volumi Pagine di Storia – Resoconti di vita resiana (1951-2000). Gli autori Aldo Madotto e Luigi Paletti descrivono il susseguirsi di eventi e iniziative che, durante i 35 anni presi in considerazione, si realizzarono per incentivare le varie discipline sportive anche in Val Resia. Per realizzare questa edizione il Circolo ha collaborato attivamente con l’Associazione sportiva dilettantistica «Val Resia». Il calendario, la cui stampa è stata finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia con contributo della Legge regionale 26/2007 di tutela della minoranza linguistica slovena, sarà spedito alle famiglie di Resia e a molti resiani che abitano fuori valle. (Sandro Quaglia) https://www.dom.it/sport-v-reziji-skozi-cas_lo-sport-a-resia-nel-tempo/

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II 13 dicembre alla scuola bilingue

Porte aperte all’Istituto comprensivo statale bilingue di San Pietro al Natisone dalle 17 alle 20, secondo seguente programma. Alle 17.00 tavola rotonda su “Educazione bilingue e apprendimento dello sloveno: consigli per i genitori”. Matejka Grgič, ricercatrice presso lo Slori – Istituto sloveno di ricerca) tratterà i temi: I vantaggi dell’educazione bilingue; Il principio “una persona – una lingua”; I bambini sanno quando utilizzare una lingua o l’altra? Che cosa significa quando i bambini “mescolano” le due lingue e come li possiamo aiutare? Come possiamo aiutare i figli nei compiti domestici se non conosciamo lo sloveno? Quali sono le strategie linguistiche più adatte nel passaggio alla scuola primaria? Come si sviluppa l’apprendimento della lingua slovena nell’ambiente della minoranza? L’importanza delle attività extra-curricolari nell’apprendimento della lingua slovena nell’ambiente della minoranza. Alle 17.30 presentazione delle attività scolastiche in collaborazione con gli allievi ed i docenti; alle 18.30 incontro informativo sulla scuola primaria dedicato ai nuovi iscritti alla classe 1ª. Alle18.30 Incontro informativo sulla scuola secondaria di primo grado dedicato ai nuovi iscritti alla classe 1ª. Dopo i suddetti incontri informativi i docenti della scuola primaria e secondaria rimarranno a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti. Per la scuola dell’infanzia sarà possibile confrontarsi con le insegnanti dalle 17.00 in poi. Verranno presentate anche le attività extra-scolastiche realizzate in collaborazione con le associazioni ed altri enti. https://www.dom.it/13-decembra-na-dvojezicni-soli_ii-13-dicembre-alla-scuola-bilingue/

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La Costituzione sconosciuta

Non è per entrare in dirompenti questioni politiche, ma su un argomento particolarmente dibattuto come quello sulla proposta di una nuova legge per la cittadinanza, ovviamente, «italiana», una qualche riflessione non pare priva di senso. Come prima questione va osservato quanto i cittadini de facto italiani, sappiano cosa significhi essere cittadini italiani ed abbiano un’idea almeno approssimativa su chi, come persona, è portatore di questo diritto, cui conseguono anche i relativi doveri. Chiunque sbraiti, più o meno a vanvera, su questo concetto dovrebbe fare il minimo sforzo di leggere i primi articoli della nostra ignorata Costituzione, che è il vangelo laico cui dovrebbe uniformarsi. Quando uno mi chiede se sono sloveno «o» italiano, ad esempio, per via di quell’ «o» dimostra la totale ignoranza delle basi della sua barcollante cittadinanza, per non avere neppure visto da lontano gli articoli 2 e 3 della Costituzione, che, guarda caso, sono definiti fon-da-men-ta-li.

L’art. 2 «riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali» e l’art. 3 afferma che «tutti hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

E l’articolo non si ferma lì, specifica e ribadisce

ben altro ancora che dovrebbe essere preso in debita considerazione. Eclatante, a questo riguardo, lo strafalcione del noto polemista, ben identificabile dall’epiteto «capra» attribuito a ripetizione a malcapitati di diverso parere dal suo. Secondo lui il «cittadino Balotelli» – e lasciamo perdere altri connotati e ruoli – non corrispondendo ai suoi particolari canoni di italianità, «è cittadino del nostro Stato, (sic!) ma non è italiano!».

Credo che Sgarbi conosca gli articoli fondamentali della Costituzione, ma ciò non gli impedisce di fare banali discriminazioni, come volesse impostare una graduatoria per definire a modo suo l’italianità. Un sofisma malefico il suo. Se proprio si volesse creare ad arte una classifica, la si dovrebbe impostare sulla fedeltà dell’«italiano» ai suoi doveri civici, «doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale» (art. 2). Perché addirittura «compito della Repubblica è rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana » (art. 3).

Citazioni, queste, che andrebbero lette e meditate, soprattutto dai mestatori dei social media, che troppo spesso, proprio dal mezzo stesso, dimostrano che manca loro la base linguistica, la quale, guarda caso, sarebbe uno dei tratti distintivi dell’appartenenza all’italianità.

E qui vorrei aprire un argomento correlato, che è oggetto attuale di dibattiti spessissimo fuorvianti: lo jus culturae. Oggi, un bimbo nato in Italia da genitori non cittadini italiani, può richiedere la cittadinanza solo al compimento si 18 anni, ma tutti vissuti in loco. Qui vale lo jus sanguinis, il diritto è di chi nasce da cittadini italiani. Punto. E che ce ne facciamo dei nati altrove, ma viventi qui, studenti qui, bisognosi di quanto serve per vivere qui degnamente come ogni uomo ha diritto? Niente. Stati come gli USA attuali hanno lo jus soli, secondo cui chi nasce in territorio statunitense diviene cittadino per diritto. Perché è nato lì. Da noi si rifletteva su queste cose già tempo addietro, ma la perdurante ventata politica anti-immigratoria, fomentata ad arte come da venti boreali di stravolgimento del reale, da mistificazioni di fatti e di dati statistici, lascia presagire battaglie preelettorali tutt’altro che rispondenti a parametri di pacatezza, onestà o oggettività. In una politica malata avviene come per le temperature, ma esasperato come fenomeno sociale, vale a dire, ciò che si vuole suscitare nella gente è la sensazione non il dato di fatto: temperatura 25 gradi, percepita 30°. Il diverso, per pelle, lingua, scelta politica, religione e quant’altro, non è visto per quello che è oggettivamente: magari figlio, adottato da genitori italiani – ma essendo nero, mulatto, orientale, magari sloveno o indiano, viene identificato come pericoloso, inaffidabile, delinquente, stupratore e assassino, come l’avesse stampato in fronte. Basta una qualche evidenza di diversità e parte subito, senza alcuna riflessione, l’istinto di difesa e di offesa del branco. C’è molto da riguadagnare in dignità proprio dai cittadini italiani che si definiscono doc.

Una revisione della legge sulla cittadinanza, comunque, è necessaria, visti i tempi storici, le convulsioni economiche, politiche e militari di questi tempi duri, constatata anche la débâcle demografica dei nostri cittadini nudi e puri. Le proposte politiche di un governo costantemente in bilico di caduta rovinosa, proprio in ragione di questo pericolo – ed in ciò concordo con il filosofo Cacciari – vista la probabile malparata, tanto vale che faccia qualcosa di coraggioso, di forte, di eclatante, ma che metta pure realmente in crisi le coscienze, con un ultimo atto di coraggio. Coraggio diverso da chi ostenta gesti e parole che ogni momento cozzano violentemente contro la vera nozione dell’Italianità – con la I maiuscola, quella della Costituzione, del buon senso, della pacificazione, del dialogo e della collaborazione auspicati dal Papa, dal Presidente della Repubblica (Sergio Mattarella nella foto) e da tutte le persone che non hanno perso la vera dignità dell’italianità fondata sui valori umani e cristiani. https://www.dom.it/la-costituzione-sconosciuta_ne-poznajo-italijanske-ustave/?fbclid=IwAR3R6dQTix9WF-handtMKy6fqJ9wgMpH_sYBcSBeQC5hQomZRZ70q11tVHo

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Dopo 75 anni Subit ricorda ancora

Sono trascorsi 75 anni dai tragici eventi del luglio e settembre 1944 quando Subit/Subid subì due incendi che lo distrussero totalmente e di cui ben cinque vite umane trucidate ed arse vive ne fu il tragico epilogo. E questo è tuttora ben vivo nella memoria collettiva del paese che la locale Pro loco ha voluto ricordare in occasione della cerimonia commemorativa proposta dall’amministrazione comunale di Attimis/Ahten e dai gruppi Ana di Attimis e Racchiuso.La Santa Messa nella chiesa parrocchiale, celebrata dal parroco don Borlini, ha preceduto la doppia deposizione delle corone di alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre ed alla lapide posta sulla facciata della chiesa a ricordo dei tragici eventi del ‘44. Il successivo contributo con disegni e pensieri sulle tragiche conseguenze di tutte le guerre dato dagli alunni della scuola primaria di Attimis/Ahten ha reso ancora più sentita la commemorazione.Il sindaco, Sandro Rocco, nella sua orazione ufficiale ha voluto ricordare quale fosse il quadro storico di quel periodo: la Zona libera del Friuli orientale, territorio presidiato da formazioni partigiane con comando nelle scuole del paese, rappresaglia di truppe nazifasciste e conseguente distruzione del paese.Le parole pace e libertà sono riecheggiate più volte nella chiesa gremita anche perché evocate dal presidente della Pro loco, Enrico Moretuzzo, che a chiusura della cerimonia ha voluto, per propria esperienza diretta, constatare quanto, purtroppo, in buona parte delle nuove generazioni questo sentimento di autonomia morale, sociale e politica, non sia molto sentito.La grande partecipazione di chi in paese ancora abita e di chi vi ha le proprie radici, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, ha confermato, però, quanto sentita sia la volontà di ricordare unendosi al dolore di chi in quei giorni ha perso un caro congiunto.  https://www.dom.it/po-75-letih-je-v-subidu-spomin-se-ziv_dopo-75-anni-subit-ricorda-ancora/

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Valcanale senza sacerdote residente di lingua slovena

La Valcanale si trova per la prima volta nella sua storia senza un sacerdote residente di lingua slovena. Lo scorso 22 novembre ha fatto ingresso il nuovo parrocco di Tarvisio, don Alan William Guijman Iacoponi, sacerdote nativo della Bolivia, che è anche amministratore parrocchiale di Ugovizza, Malborghetto- Valbruna, Camporosso, Fusine e Cave del Predil. Lo affianca il vicario parrocchiale don Gabriel Cimpoesu, rumeno. In concomitanza con l’arrivo del nuovo parroco ha concluso il proprio servizio nella collaborazione pastorale valcanalese p. Jan Cvetek, francescano sloveno, arrivato un anno fa durante la malattia di don Mario Gariup. La notizia della partenza del religioso è stata data con una lettera dallo stesso arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, causando sconcerto e grande tristezza tra i fedeli, che a p. Cvetek in questi mesi si erano affezionati. Così a loro volta hanno scritto un documento per evidenziare il gran lavoro pastorale compiuto dal padre francescano. Il testo è stato sottoscritto da parecchie centinaia di persone – un migliaio secondo fonti ben informate – dell’intera collaborazione pastorale, ma soprattutto delle comunità maggiormente seguite dal religioso, cioè Ugovizza, Valbruna, Malborghetto e Bagni di Lusnizza. «Padre Jan – scrivono – è giunto nella Val Canale soltanto un anno fa, eppure si è tanto prodigato con l’esempio e la parola, da segnare profondamente i cuori di tutti noi, dai piccoli alle persone più mature». Tra l’altro evidenziano come abbia saputo richiamare tanti bambini a fare i chierichetti e invitare i giovani nel campanile per imparare a scampanottare e far parte dei cori parrocchiali, come pure a far rivivere antiche tradizioni e a riscoprire chiesette e cappelle quasi abbandonate. Con lui, «la chiesa ha cominciato ad essere un richiamo per tanti che temevano di avere smarrito la via della verità: di nuovo la fede e la speranza trovano albergo nei loro cuori». In tal modo padre Cvetek è diventato un pastore amato, rispettato, ben accolto in tutte le famiglie della Val Canale. Inoltre, «proseguendo nel solco tracciato da don Mario Gariup e da don Dionisio Mateucig, padre Cvetek ha saputo valorizzare in ogni occasione con adeguata sensibilità le antiche consuetudini e tradizioni val- canalesi in ambito religioso, caratterizzate da un ricco e forte intreccio tra lingue, tradizioni, culture, fede e religione. Per il sindaco di Malborghetto-Valbruna, Boris Preschern, la partenza di padre Cvetek «è una realtà amara e dura da digerire per tutto quello che lui ha dimostrato di saper fare per la nostra comunità», ha scritto lo scorso 17 novembre sul proprio profilo Facebook. «Mi viene da dire – ha aggiunto – che come sempre le belle favole durano poco, ma poi desisto e l’importante è esprimere a lui, a nome di tutti, tutto il ringraziamento dal profondo del cuore. E… diciamo così… speriamo di poterci ritrovare, Jan». https://www.dom.it/brez-slovenskega-duhovnika_non-ce-piu-il-sacerdote-sloveno/

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Da lunedì corsi di sloveno a Udine

Conoscere la cultura, la storia, le tradizioni slovene, l’ambiente e la vita quotidiana come elemento di valore interculturale. Scoprire gli innumerevoli punti di contatto con le nostre radici storiche. Il tutto con l’opportuno supporto linguistico dello sloveno, che è anche una delle lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia. Inizierà a Udine lunedì 9 dicembre, alle 20, nella sala della Cooperativa Beivars (via Bariglaria 224) il corso di lingua e cultura slovena per adulti organizzato dall’ associazione don Eugenio Blanchini. Per le adesioni gli interessati possono rivolgersi all’indirizzo di posta elettronica blanchini@dom.it o telefonare al 0432732500 (dal lunedì al venerdì tra le 8.30 e le 16.30). La partecipazione è gratuita. Per ulteriori informazioni si può contattare  Rino Laurencig (+39 3387409132 – laurencig@ alice.it).https://www.dom.it/tecaj-slovenscine-za-odrasle-v-vidnu_da-lunedi-corso-di-sloveno-a-udine/?fbclid=IwAR23BxOq6TYaeo9hcmcKwwcYw4iXSGam9gszuFWCrxpU35VIQqB2vqh9lCQ

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Natale in musica nelle nostre valli

Canebola/Čenijebola in festa domenica, 24 novembre. Nel tardo pomeriggio la comunità ha ospitato il primo concerto nell’ambito della rassegna curata dall’Associazione/Združenje Don Eugenio Blanchini di Cividale, che accompagnerà diversi paesi dalla Valcanale alle Valli del Natisone al cuore del periodo natalizio e oltre.In collaborazione con l’Associazione culturale Lipa di Canebola e col patrocinio del Comune di Faedis, nella locale chiesa di San Giovanni Battista si sono esibiti davanti a un numeroso pubblico i giovani allievi della Glasbena matica di San Pietro al Natisone/Špietar e l’Ottetto Lussari.Come spiegato da Rino Petrigh a nome dell’associazione Lipa, l’occasione ha rappresentato in qualche modo un bel regalo di Natale, un piacevole momento di ritrovo per i canebolani.Per la Glasbena matica si sono esibiti Nikita Predan alla fisarmonica e Lisa Maria Negro al piano, che ha poi accompagnato anche il flauto traverso di Mojca Skočir. Oltre al loro impegno, il pubblico ha molto apprezzato anche le piacevoli melodie vocali dell’Ottetto Lussari, che proviene dalla Valcanale. Ne rappresenta in qualche modo un ambasciatore, visto che si esibisce sempre con un repertorio nelle quattro lingue lì parlate – in italiano, tedesco, sloveno e friulano. E tre di queste, ha notato il sindaco di Faedis, Claudio Zani, rappresentano una ricchezza del territorio di Faedis, che è un comune trilingue, visto che vi si parlano italiano, sloveno dialettale e friulano. Anche il parroco di Faedis, don Federico Saracino, che nella chiesa di Canebola ha ospitato l’evento, ha sottolineato l’importanza della valorizzazione e del mantenimento delle culture locali, oltre a quella della creazione di una cultura musicale tra i giovani.Come in diversi altri paesi delle Valli del Torre e del Natisone, infatti, un tempo anche nella zona montana di Faedis si cantava molto di più. Riunirsi per cantare è diventato, negli anni, sempre più raro.L’evento, presentato da Luciano Lister dell’associazione Don Eugenio Blanchini, ha voluto rappresentare un momento di aggregazione per la comunità paesana, ma anche un’esortazione alla trasmissione delle lingue e culture locali.Dopo questo primo successo, la rassegna musicale, organizzata dall’Associazione Blanchini in collaborazione con le comunità locali della zona montana al confine con la Slovenia, prosegue. Una prima Messa con concerto è in programma per domenica, 8 dicembre, alle 10.15 nella chiesa di Subit/Subid; una seconda per domenica, 15 dicembre, alle 14.30 a Porzus/Porčinj, nella ricorrenza patronale di Santa Lucia. I due eventi si svolgeranno in collaborazione, rispettivamente, con le Pro loco di Subit e Porzus. Domenica, 22 dicembre, saranno celebrate ben due Messe con concerto. La prima inizierà alle 11.00 nella chiesa di Masarolis/Mažeruola; la seconda alle 11.15 in quella di Platischis/Plestišča. Anche in queste località gli eventi si svolgeranno in collaborazione con le locali Pro loco e realtà associative. In concomitanza della Messa, a Platischis sarà ricordata anche la figura di don Antonio Cuffolo, nato il 15 settembre di 130 anni fa proprio in quel paese.
…continua in sloveno https://www.dom.it/z-melodijami-do-bozica-v-nasih-dolinah_in-musica-al-natale-delle-nostre-valli/

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Dolegna tra mondo romanzo e slavo

Grande partecipazione a Dolegna del Collio/Dolegne dal Cuei/Dolenje v Brdih per la serata di presentazione del volume «L’antica pieve di Prepotto – Toponomastica e onomastica».

Pubblicato dall’associazione Don Eugenio Blanchini e dalla cooperativa Most nel 2015, il volume è frutto del lavoro di Maurizio Puntin e Lauro Iacolettig, che in esso hanno preso in esame i toponimi del territorio a Est di Cividale di cui, alla fine del XVIII secolo, aveva competenza l’antica pieve di Prepotto. Il libro è corredato dalle fotografie di Oddo Lesizza, originario di quell’area. Venerdì, 25 ottobre, un folto pubblico si è riunito nell’ex scuola del paese. Durante la serata, moderata dall’assessore alla cultura del Comune di Dolegna, Fabrizio Mascarin, i partecipanti hanno potuto ascoltare le relazioni di Giorgio Banchig, cultore di storia locale e presidente dell’associazione Blanchini, e Maurizio Puntin, esperto di toponomastica.

Il territorio di cui fino al 1753 ebbe competenza l’antica pieve di S. Giovanni Battista a Prepotto si estendeva sugli odierni territori comunali di Prepotto, Dolegna del Collio e parte del comune di Brda, oggi in Slovenia.

Dagli studi dei nomi di luogo di Corno di Rosazzo è emerso come nel Basso Medioevo il confine linguistico tra mondo romanzo, con il friulano, e mondo slavo, con lo sloveno, fosse localizzato diversi chilometri più a ovest, correndo fra Corno, a maggioranza friulana, e Noax e Gramogliano, slave.

Oggigiorno nel comune di Dolegna il friulano è parlato in tutte e sette le frazioni, mentre lo sloveno è presente soprattutto a Mernico/Mernic/Mirnik, Scriò/Scriù/Skrljevo e Restozina/ Restocine/Rastočno.

Iscrizione in sloveno al cimitero di Mernico/Napis v slovenščini na pokopališču v Mirniku

Alla presentazione del volume, organizzata dall’Associazione Blanchini, dalla Cooperativa Most e dal Comune di Dolegna del Collio, è intervenuto anche Lauro Iacolettig, coautore del libro. In armonia col plurilinguismo presente sul territorio, la serata è stata arricchita in musica dai cori Lis vôs dal Nadison di San Giovanni al Natisone e Fantje izpod Grmade di Duino, che hanno cantato rispettivamente in friulano e sloveno. Oltre al sindaco di Dolegna, Carlo Comis, hanno partecipato anche i sindaci di Prepotto, Stregna, San Pietro al Natisone e San Leonardo nonché il presidente della Sso, Walter Bandelj. (Luciano Lister) https://www.dom.it/dolenje-med-romani-in-slovani_dolegna-tra-mondo-romanzo-e-slavo/?fbclid=IwAR0MiNPL06m8rEXzEm9RLgGFKSekU9XMnjRR5kyfxgCSSXGKIMEz0XXsT_g

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Avvento e Natale con fede profonda

Il periodo dei preparativi spirituali e devozionali al Natale inizia con la prima domenica d’Avvento, quest’anno l’1 dicembre, e si conclude nella settimana successiva alla quarta domenica d’Avvento, nella Vigilia di Natale, il 24 dicembre. Diversamente rispetto alla Quaresima, che ci prepara alla Pasqua e dura quaranta giorni, l’Avvento non ha una durata precisa.Col periodo d’Avvento la Chiesa cattolica inizia un nuovo anno liturgico e a prepararsi al Natale. La Natività di Gesù e le feste seguenti (l’Epifania, il Battesimo di Gesù e la Presentazione di Gesù al Tempio o Candelora) rappresentano un’occasione per approfondire la fede. La gioia per la nascita del Bambino significa gioia per la nuova vita. Inoltre, può rimandare simbolicamente alla gioia per la propria vita.Tra i preparativi alle ricorrenze liturgiche rientrano anche la preparazione spirituale nella preghiera e l’approfondimento spirituale, ad esempio il sacramento della riconciliazione, diverse forme di astinenza, digiuno, opere buone e elemosina.Il termine latino adventus significa venuta. Il Signore è giunto due volte. La prima nel mondo come essere umano, nato dalla Vergine Maria; la seconda è attesa nel giorno del giudizio. I cristiani credono nella venuta invisibile del Signore nel cuore dell’uomo per opera dello Spirito Santo ovvero nella presenza segreta di Dio nel cuore di ogni uomo. Il periodo d’Avvento ha un duplice carattere: è tempo di preparazione alla Natività di Gesù, il 25 dicembre; al tempo stesso ci ricorda l’attesa della seconda venuta di Cristo, alla fine dei tempi.Un segno esteriore della preparazione al Natale è la corona dell’Avvento. Da noi è tradizione prepararne per le case e le chiese, con quattro candele. L’aumentare della luce simbolifica l’aumentare del bene nella vita.Fissate su una corona di elementi vegetali, le quattro candele richiamano le quattro domeniche d’Avvento. L’uso è mutuato dai popoli germanici. In Slovenia ha preso piede negli anni ’80 del XX secolo. Nelle chiese è sistemato nei presbiteri, in posizione visibile.La sua forma rotonda richiama la perfezione e l’eternità. I rami sempreverdi ci parlano della vita, di Gesù Cristo che giunge tra noi. Il colore viola rappresenta la speranza che l’oscurità sarà vinta.Le quattro candele, solo di colore viola o bianco, rappresentano quattro momenti salienti (la creazione, la venuta come uomo, la redenzione e la fine del mondo); i quattro punti cardinali  (nord, sud, est e ovest), che ci parlano dell’universalità di Cristo fatto uomo per il mondo e tutto il genere umano; rappresentano le quattro stagioni, rimandando all’importanza della nascita del Cristo per tutte le ere della storia; rappresentano la vita umana; la candela accesa (alla nascita) si fa sempre più piccola, ricordandoci l’avvicinarsi della fine della vita e la caducità terrena.Avvicinandoci alla nascita di Gesù c’è sempre più luce; allo stesso modo, anche avvicinandoci sempre più a Dio.https://www.dom.it/advent-in-bozic-za-poglobitev-vere_avvento-e-natale-con-fede-profonda/

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Melodie d’Avvento nelle nostre chiese

Si avvicina l’Avvento e, come ormai tradizione, anche quest’anno nelle chiese delle nostre vallate si svolgeranno diversi concerti in attesa del Natale. Ogni anno rappresentano un’occasione d’incontro, in cui vedersi, ritrovarsi e fare comunità.Nelle Valli del Natisone i concerti del periodo natalizio hanno preso vigore negli anni Novanta, grazie alla Comunità montana delle Valli del Natisone. A seguito della nascita della Comunità montana Torre, Natisone, Collio, i concerti si sono allargati a tutto l’ambito territoriale del nuovo ente. Negli ultimi anni, invece, sono proseguiti solo nell’Uti del Natisone, che anche quest’anno li organizza in collaborazione con l’Istituto per la cultura slovena-Isk.L’Associazione/Združenje Don Eugenio Blanchini organizza, invece, un ciclo di concerti nei paesi delle Valli del Torre. Il primo concerto si svolgerà domenica, 24 novembre, a Canebola/Čenijebola di Faedis. Alle 17.00, nella chiesa paesana dedicata a San Giovanni Battista, si esibirà con canti in quattro lingue l’Ottetto Lussari, tra gli ambasciatori canori della Valcanale. L’evento, che si svolge in collaborazione con la comunità paesana e col patrocinio del Comune di Faedis, sarà ulteriormente arricchito dagli intermezzi musicali della Glasbena matica di San Pietro al Natisone.Domenica, 8 dicembre, le melodie natalizie arriveranno a Subit/Subid. Nella chiesa del paese, la Messa delle 10.15 sarà arricchita dai canti del coro Tantum ergo di Camporosso/ Žabnice, anche stavolta in quattro lingue. L’evento si svolge con la preziosa collaborazione della Pro loco di Subit.Domenica, 15 dicembre, Porzus/ Porčinj sarà in festa per la patrona del paese, Santa Lucia. Alle 14.30 sarà celebrata una Messa con accompagnamento corale e processione. Al termine saranno offerti castagne dolci al suono delle cornamuse.L’appuntamento si svolge in collaborazione con la Pro loco Amici di Porzus.Domenica, 22 dicembre, le Messe con accompagnamento corale saranno due. Alle 10.00 ne sarà celebrata una a Platischis/Plestišča di Taipana; alle 11.00, invece, nella chiesa di Masarolis/Mažeruola. Come già a Subit e Porzus, anche qui si svolgeranno col prezioso apporto organizzativo delle comunità locali, nel caso di Masarolis della Pro loco del paese.Accanto all’Associazione/Združenje Don Mario Cernet, l’Associazione Blanchini collaborerà anche al Concerto di Natale/Božični koncert 2019, in programma per domenica, 29 dicembre, alle 20.00 nella chiesa di Ugovizza/Ukve.Il primo dei concerti organizzato dall’Uti del Natisone si svolgerà a San Giovanni al Natisone. Sabato, 7 dicembre, alle 20.30, nella chiesa locale intitolata a San Giovanni Battista si esibiranno il Piccolo coro di San Leonardo/Svet Lienart, il coro Faisi dongje di Racchiuso/Reclus e l’ottetto Barski oktet di Lusevera/ Bardo.Sabato, 14 dicembre, la rassegna si sposterà a San Giovanni d’Antro/ Landar. Alle 20.00 nella chiesa di San Silvestro si esibiranno i cori Matajur di Clenia/Klenje, Naše vasi di Taipana/Tipana e Rečan_Aldo_ Klodič di Liessa/Liesa.Domenica, 15 dicembre, il ciclo di concerti si concluderà a Prepotto/ Prapotno. Alle 17.00 nella chiesa del paese si esibiranno i cori Mali lujerji di San Pietro al Natisone/Špietar, Lis vôs dal Nadison di San Giovanni al Natisone/San Zuan, Nediški puobi e il Coro dell’Accademia Harmonia di Cividale del Friuli/Cividât/Čedad. https://www.dom.it/adventne-melodije-v-nasih-cerkvah_melodie-davvento-nelle-nostre-chiese/