Cartelli bilingui in Alta Val Judrio

Nella parte montana del comune di Prepotto sta venendo installata, in questi giorni, la cartellonistica bilingue in italiano e sloveno. Come all’ingresso di alcune frazioni nella parte in pianura è possibile, già da qualche tempo, leggere il nome del paese in italiano e friulano, così all’ingresso delle frazioni della parte montana, in Val Judrio, d’ora in poi sarà possibile leggere i nomi dei paesi in italiano e nel locale dialetto sloveno: Berda/Budaži, Bordon/Bordoni, Ciubiz/Čubci, Cladrecis/Seucè, Codromaz/Kodarmaci, Cosson/Košoni, Covacevizza/Kovačevca, Molino Vecchio/Stari malin, Salamant/Salamanti, San Pietro di Chiazzacco/Tieje, Oborza/Obuorča, Podclanz/Podklanac, Podresca/Podarskije, Ponte Miscecco/Podmieščak, Prepotischis/Muci, Stregna/Sriednje. In corrispondenza di Marcolino/Lajšče, viste le ridotte dimensioni dell’abitato, è stato installato un indicatore di direzione.
Il comune continua, così, a valorizzare le lingue minoritarie ufficialmente riconosciute sul territorio oltre all’italiano – friulano e sloveno.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie a un finanziamento assegnato al Comune di Prepotto in base alla legge regionale di tutela della minoranza linguistica slovena – più precisamente in base all’articolo 22, per interventi in favore del resiano e delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale. Alla fine del 2017, al Comune di Prepotto erano stati assegnati 7.612,80 euro per realizzare il progetto dal titolo «Adeguamento bilingue della toponomastica del territorio comunale di Prepotto».
Sui nuovi cartelli, vicino allo stemma del comune, oltre ai toponimi italiani sono riportati i toponimi nella forma slovena dialettale locale. La scelta considera da un lato i toponimi come in uso tra i parlanti della zona, dall’altro la prassi nel tempo consolidata nelle limitrofe Valli del Natisone – dove i cartelli riportano i toponimi sloveni dialettali.
L’iniziativa attinge direttamente allo studio toponomastico di Maurizio Puntin e Lauro Iacolettig «L’antica pieve di Prepotto – Toponomastica e onomastica», pubblicato nel 2015 dalla Cooperativa Most e dall’Associazione Don Eugenio Blanchini di Cividale. Quest’ultima ha collaborato attivamente col Comune di Prepotto nella corretta trascrizione in dialetto sloveno dei toponimi riportati sui cartelli.
Il sindaco di Prepotto, Maria Clara Forti, realizza così un’altra promessa in programma: «Siamo coscienti del fatto che sul territorio, oltre all’italiano, sono parlate e soggette a tutela le locali varianti di sloveno e friulano e portiamo avanti queste iniziative ascoltando il territorio e i cittadini».
Prossimamente saranno installati cartelli col toponimo in tre lingue – italiano, dialetto sloveno e friulano – anche all’ingresso di Castelmonte. (Luciano Lister)

I mille sapori dello strok

Domenica, 28 luglio, a San Giorgio di Resia/Bila il protagonista degli eventi della Val Resia sarà il rinomato aglio, con la famosa Festa dell’Aglio di Resia, organizzata dall’Associazione FivEventsin collaborazione con l’Associazione Produttori aglio di Resia.

Lo strok è un prodotto agricolo della valle che si contraddistingue per la sua tunica rossastra ed il suo particolare aroma dolce. Coltivato con tecniche tradizionali, viene messo a dimora nel mese di novembre e raccolto nel mese di luglio. Si tratta di un prodotto di nicchia diventato presidio Slow food nel 2004, che ogni anno attira in Val Resia centinaia di persone. Pur in costante aumento negli ultimi anni, la produzione dell’aglio resiano rimane una produzione a carattere per lo più familiare, su scala ridotta. A ogni modo costituisce un’importante integrazione al reddito delle famiglie locali.

Nella mattinata di domenica 28, con partenza dalla vecchia Latteria alle 9.00, l’Ecomuseo della Val Resia organizzerà un’escursione guidata gratuita dal titolo Alla scoperta del sentiero del Gusto. A partire dalle 12.00 si potranno degustare piatti a base di aglio di Resia a cura dello chef Mauro Scarabelli (menù completo su prenotazione obbligatoria in due fasce orarie, alle 12.00 o alle 13.30 – per prenotarvi scrivete un’email all’indirizzo festadellaglio@libero.it).

In Valle potrete, inoltre, visitare diversi musei. A San Giorgio sarà aperto il museo dell’ex-Latteria, mentre a Prato di Resia/Ravanca il Centro visite del Parco naturale delle Prealpi Giulie (dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00), dove è allestita anche la mostra fotografica di Luciano Micelli e Bruno Zuliani dal titoloDall’alba al tramonto. A Lischiazze/Lïšćaca sarà aperto il centro La Tana in Val Resia (dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00).

A Stolvizza/Solbica, invece, saranno aperti il Museo dell’arrotino (dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 16.00) e il Museo etnografico della Gente della Val Resia (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00).

Per maggiori informazioni potete rivolgervi all’ufficio Iat della Pro loco Val Resia a Prato telefonando allo 043353534; visitare il sito della Pro loco http://www.resianet.org o la pagina Facebook Pro Loco Val Resia oppure scrivere un’email all’indirizzo proloco.provalresia@gmail.com.

Per parlare il dialetto sloveno

Nuova iniziativa dell’Associazione/Združenje Don Mario Cernet per la valorizzazione del dialetto sloveno zegliano, parlato in Valcanale. Dopo il progetto Jezik – korenina naše kulture, nel 2017 la Regione Friuli Venezia Giulia ha concesso al sodalizio sloveno 10.000 euro per attuare il progetto Žabarim – m’pa tè səm žiu / Govorim – torej sem / Parlo – dunque esisto. Il progetto ha inteso dare vita a quanto raccolto nella pubblicazione  Jezik – korenina naše kulture/Jezək – karanina naše kulture/La lingua – la radice della nostra cultura, nata proprio a seguito del progetto Jezik – korenina naše kulture.In essa erano stati raccolti, in dialetto sloveno zegliano, in sloveno standard e in italiano, fiabe, leggende e canzoncine della Valcanale. Col nuovo progetto il materiale prenderà vita in due modi: tramite un video su Dvd e tramite uno spettacolo in programma per sabato, 20 luglio alle 20.00 nell’ex latteria di Ugovizza/Ukve. L’Associazione Cernet invita tutte le famiglie a portare i propri figli ad assistervi, il divertimento è assicurato.Il progetto Žabarim – m’pa tè səm žiu / Govorim – torej sem / Parlo – dunque esisto è realizzato dall’Associazione/Združenje Don Mario Cernet in collaborazione con la Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso. Partner del progetto sono anche l’Ottetto Lussari, l’Istituto per la cultura slovena-Isk, l’Associazione Don Eugenio Blanchini, la Cooperativa Most, l’Istituto omnicomprensivo di Tarvisio, il Comune di Malborghetto-Valbruna/Naborjet-Ovčja vas e il Comune di Tarvisio/Trbiž.

https://www.dom.it/da-bi-slovensko-narecje-govorili_per-parlare-il-dialetto-sloveno/

Fiumi e torrenti, relax al fresco

Con l’inizio della bella stagione e delle alte temperature anche fiumi e torrenti diventano una forte attrazione per chi è in cerca di refrigerio dalla calura estiva. Benecia, Resia e Valcanale sono sempre state caratterizzate dalla grande presenza d’acqua. Il Natisone, l’Alberone, il Cosizza, l’Erbezzo, il Cornappo, il Torre, il Resia e il Fella in estate diventano meta di turisti o degli stessi abitanti del luogo. Sono, dunque, una grande risorsa per il territorio, che va però tutelata e valorizzata.

Il Natisone, per esempio, attraversa lunghi periodi di secca dovuti in parte ai cambiamenti climatici, con prolungati intervalli senza precipitazioni, in parte alle captazioni degli affluenti Arpit e Poiana che riforniscono d’acqua il Friuli centrale e la Bassa friulana con condotte sulle quali si dovrebbe forse investire al fine di migliorarne lo stato. Come aveva promesso già prima delle elezioni, per quanto è di sua competenza, il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, assieme alla sua amministrazione, è già al lavoro, in particolare, sul tema della qualità delle acque, da cui consegue poi la balneabilità.

«Dobbiamo, innanzi tutto, elaborare un piano generale di tutti gli scarichi presenti – ha spiegato Zufferli –. Una volta predisposto il piano generale delle fognature, saremo a conoscenza della situazione degli scarichi; allo stesso tempo sapremo dove si trova il deficit delle problematiche attuali nel sistema fognario». «In secondo luogo – ha aggiunto il primo cittadino di San Pietro – dobbiamo intervenire sulla depurazione. Il nostro obiettivo attuale è la realizzazione di un nuovo depuratore – conforme alle più moderne tecnologie – a Ponte San Quirino. Vogliamo evitare che le acque si scarichino in punti diversi nei vari depuratori delle singole frazioni, facendole, invece, confluire in un’unica condotta sul nuovo depuratore ». A San Pietro quindi si vuole intervenire sugli scarichi per garantire una qualità delle acque di molto superiore rispetto a quella attuale, in modo tale da procedere poi con le verifiche continue. «I tecnici non effettuano un’unica analisi per dare la balneabilità, ne fanno moltissime e per un lungo lasso di tempo. Il nostro obiettivo primario è quindi la qualità delle acque», ha concluso Zufferli, la cui amministrazione punta a rendere balneabile tutto il troncone da Tiglio fino a Ponte San Quirino. Il nocciolo della questione è la valorizzazione del tratto fluviale, in cui si inserisce anche il discorso sul Contratto di fiume del Natisone, di cui dovrebbe far parte anche la Slovenia.

Il sindaco di Pulfero, Camillo Melissa, invece, fa sapere che «a Pulfero si trova un punto di monitoraggio. Alcuni anni fa era stata richiesta la balneabilità e l’Arpa aveva effettuato delle verifiche, appurando che il tratto fino al confine di Stupizza è balneabile, gli altri tratti del fiume, invece, sono stati considerati non balneabili perché le verifiche effettuale hanno rilevato una qualità delle acque non ottimale».

«L’Arpa, prima di procedere con le analisi, chiede che si realizzino interventi sulla qualità delle acque – continua Melissa –; dopodiché i tecnici svolgono le misurazioni e, se i valori sono buoni, emettono parere positivo alla Regione». Il tratto di Natisone che arriva fino a Stupizza, sul quale ogni anno vengono effettuate le verifiche, è quindi considerato balneabile. «La Slovenia – ha concluso il sindaco di Pulfero –, utilizzando i fondi europei, sta procedendo a importanti interventi per la depurazione di tutte le acque che finiscono nell’Isonzo e nel Natisone». A Pulfero, grazie a importanti stanziamenti da parte della Protezione civile, sono previste opere, fino alla località di Loch, per la messa in sicurezza dei fiumi e per lo sghiaiamento.

Le aree di maggiore attrazione nelle Valli del Natisone dal punto di vista della balneazione sono quelle di Pulfero, Biarzo, Oculis, Vernasso, Ponte San Quirino, un tratto lungo la strada che da San Pietro al Natisone conduce a Carraria. Nella Valle del Cosizza, invece, molto frequentati sono Saraznjak a Clodig, Dolina, Malin in località Peternel e Seuza.

Per quanto riguarda le Valli del Torre, il sindaco di Lusevera, Luca Paoloni, dice che «a Lusevera abbiamo una zona formidabile che attira molta gente, si chiama Bedrosa. Nel nostro programma amministrativo abbiamo inserito la valorizzazione di quest’area, in modo da attrezzarla e renderla fruibile». (Veronica Galli)

https://www.dom.it/reke-in-potoki-hladno-uzivanje_fiumi-e-torrenti-relax-al-fresco/

I vantaggi del bilinguismo

Più creatività, flessibilità, maggiore capacità di concentrazione, perfino più fiducia in sé stessi: sono diversi i vantaggi che regala il bilinguismo, specie se acquisito fin da piccoli. Padroneggiare una seconda lingua il più precocemente possibile consente di avere una marcia in più in diversi campi, culturali e cognitivi. E anche di riuscire a capire più velocemente degli altri qual è la scelta giusta in una situazione di conflitto. Lo sostiene una nuova ricerca che attribuisce ai bilingui anche questo plus: essere più rapidi nel prendere decisioni critiche in tempi brevi, impiegando al tempo stesso meno risorse. Una ricerca dell’università “Vita  San Raffaele” di Milano sostiene che il cervello di chi parla due lingue riesce a scegliere in situazioni conflittuali in modo più veloce e con meno sforzo, rispetto a chi ne usa una sola. Lo studio su “Cerebral Cortex 1” è stato coordinato dal dottor Jubin Abutalebi, docente di neuropsicologia.

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Festival nelle Valli del Natisone

Dal 17 al 27 luglio 2019 ritorna per la 25^ edizione il Festival delle Valli del Natisone. Tutti i 9 comuni delle Valli ospiteranno in spazi insoliti gli oltre 20 appuntamenti in cartellone, fra teatro, musica, camminate, laboratori, occasioni di incontro.

IL TEATRO DOVE NON TE LO ASPETTI

A inaugurare il calendario il 17 luglio 2019 il nuovo spettacolo di Marco Paolini, Filo Filò. Si prosegue per otto giorni con artisti provenienti da tutta Italia, Slovenia e Svizzera. Giunto alla sua 25^ edizione, il Festival delle Valli del Natisone propone una panoramica del teatro, e in particolare del teatro di figura italiano, e internazionale, dei tantissimi linguaggi che alimentano la ricchezza espressiva di quest’arte teatrale capace di sollecitare in modo straordinario, anche sul piano sensoriale, l’attenzione e le emozioni dello spettatore. E come in ogni sua edizione, i direttori artistici, Fernando Marchiori e Roberto Piaggio, propongono un cartellone che riconferma un’identità riconoscibile per artisti e pubblico. E trova in questo senso un preciso significato la presenza di progetti e spettacoli rivolti a tutti, adulti e bambini. Senza dimenticare la natura itinerante, transfrontaliera e multiculturale del Festival: marionette e burattini pur restando il cuore della manifestazione sono sempre più in dialogo con gli altri linguaggi della scena, in un orizzonte artistico che abbraccia quest’anno anche il teatro d’attore e di narrazione, il teatro musicale, il nouveau cirque.

Otto giornate in cui saranno presentati oltre 20 spettacoli sparpagliati in piazzette, fienili, sagrati, boschi o suggestive corti. In calendario anche alcuni appuntamenti più strutturati, come il pubblico stesso ormai richiede e come ci si attende da un’iniziativa che intende valorizzare paesi e comunità richiamando un turismo di qualità, ospiti grandi e piccini, contenti di inerpicarsi per le stradine solitarie, i sentieri nei boschi, lungo il fiume, attraversando nel verde minuscoli e silenziosi borghi, fermi in un tempo che il teatro ha saputo riconoscere e rispettare.

Un legame che si è rinforzato, edizione dopo edizione, quello con le Valli del Natisone e il loro verde paesaggio, le loro acque e le loro genti che hanno saputo e sanno aprire i cortili e le case a chi arriva. Un posto magico e antico dove l’aria è frizzante e il sole si conquista le ombre dei campanili dei piccoli paesi che sfidano le lingue e impegnano i navigatori satellitari: Pulfero/Podbuniesac, Prepotto, Cicigolis/Ščigla, San Leonardo/Svet Lienart, San Pietro al Natisone/Špietar, Cravero/Kravar (San Leonardo/Svet Lienart), Drežnica (Kobarid/Caporetto), Topolò/Topolove, Sorzento/Sarženta……… Il Festival rappresenta un mosaico di esperienze che compongono un progetto di cittadinanza culturale orientato anche alla produzione, con la partecipazione attiva delle comunità locali insieme agli organizzatori e agli artisti. L’anima di quei luoghi che durante gli otto giorni di rappresentazioni diventano essi stessi teatro.

Ecco allora il ritorno delle fortunate passeggiate teatrali, tutti i pomeriggi (ore 17.00) con un percorso nella natura dedicato alla fiaba del Gatto con gli stivali a cura di Marta Riservato e Luca Ronga; ecco Marco Paolini con il nuovo spettacolo Filo Filò, di nuovo nelle Valli dopo l’indimenticata serata con Jack London di alcuni anni fa e dopo la forzata cancellazione dell’appuntamento dell’anno scorso; ecco Matija Solce, il più promettente artista del nuovo teatro di figura sloveno, con lo spettacolo La vita di un cane, tratto da un racconto dello scrittore boemo Karel Čapek. Eccola la travolgente Giovanna d’ArPo di Gardi Hutter, la clown più famosa al mondo, Le storie di Leo della compagnia sarda Is Mascareddas, dove una straordinaria Donatella Pau leggerà le favole di Leonardo da Vinci che ritorna protagonista anche di un insolito laboratorio, Hortus Pictus, pensato per riscoprire e ricreare il taccuino-erbario utilizzato proprio ai tempi di Leonardo Da Vinci. Ecco lo spettacolo Zvočna Kuhna/Sound Kitchen di Peter Kus, compositore, regista burattinaio, costruttore di strumenti ed educatore sloveno, produttore di progetti in cui si incontrano musica e teatro, e Abu sotto il Mare di Pietro Piva, uno spettacolo che si ispira, con delicatezza e sensibilità, alla vicenda realmente accaduta nel 2015 ad Adou Ouattara, un bambino di otto anni la cui fotografia – ai raggi x, dentro una valigia passata alla dogana di Ceuta – ha fatto il giro del mondo. Lo spettacolo è la versione di quel bambino, del viaggio che ha affrontato, di come lui immagina siano andate le cose o di come sarebbero potute andare. Ecco Amerikaos della Compagnia Guascone Teatro, dove i cinque protagonisti, in fuga per un piccolo crimine commesso, tentano in un tempo lontano di conquistare l’America, e il delicato Piccolo esploratore, la nuova produzione del CTA – Centro Teatro Animazione e Figure – di Gorizia. E infine una nuova puntata della narrazione itinerante di Luisa Battistig Storie raccolte lungo un sentiero, che quest’anno ci porterà sul Matajur, tra Italia e Slovenia: un altro modo per superare i confini e per aprire nuovi dialoghi e confronti, com’è nella natura transfrontaliera del Festival, nella sua storia lunga ormai un quarto di secolo.

Il Festival è organizzato dall’Associazione Puppet FVG e dal CTA – Centro teatro Animazione e Figure – di Gorizia, con il sostegno della Regione FVG e in collaborazione con i Comuni di San Pietro al Natisone/Špietar, Drenchia/Dreka, Grimacco/Garmak, San Leonardo/Svet Lienart, Pulfero/Podbuniesac, Stregna/Sriednje, Savogna/Sauodnja, Torreano/Tauarjana, Prepotto/Prapotno, Kobarid/Caporetto. La partecipazione agli spettacoli è libera; a pagamento lo spettacolo Filo Filò di Marco Paolini: i biglietti sono già disponibili sul circuito e nei punti vendita Vivaticket (unica modalità di acquisto) al costo di € 15,00 + € 1,50 dir. di prevendita e la Passeggiata teatrale a € 4,00. Il programma completo su www.festivaldellevallidelnatisone.net.

https://www.dom.it/festival-v-nadiskih-dolinah_festival-nelle-valli-del-natisone/

Allarme rosso zecche

Nelle Valli del Natisone e del Torre, in Val Resia e in Valcanale, con l’aumento delle temperature, è scattato l’allarme zecche, che a causa dell’abbandono dei terreni e dei boschi qui più che altrove trovano un habitat ideale. Molti agricoltori, boscaioli ed escursionisti testimoniano che non ce ne sono mai state come quest’anno.Le zecche sono pericolose per l’uomo e gli animali. E a causa dei cambiamenti climatici, la proliferazione di questi piccoli aracnidi è in aumento e ha determinato un incremento di malattie dovute al loro morso del 400 per cento in 30 anni.Le zecche, contrariamente a quanto si possa credere, non saltano e non volano, ma attendono le loro «vittime» sulle estremità delle piante. Così, il malcapitato di turno, durante la propria escursione all’aperto, rischia di ritrovarsi uno di questi piccoli parassiti addosso mentre gli passa accanto. Aggrappandosi con le loro piccole zampette, cercano subito un posto dove infilare la testa sotto pelle e succhiare il sangue, utile per passare allo stadio successivo o per far maturare le uova.Il morso di per sé non è doloroso, tuttavia se l’animale rimane troppe ore attaccato al corpo può provocare malattie attraverso il rigurgito del pasto. Inculcando nella ferita alcuni agenti patogeni, le zecche provocano diverse malattie nell’uomo: dalla meningoencefalite alla malattia di Lyme, dalla febbre bottonosa alle febbri ricorrenti.Nel 70 per cento dei casi, dopo un morso di zecca, si manifesta un’infezione senza sintomi che passainosservata. Mentre nel 30 per cento restante possono sorgere gravi problemi dovuti al conseguimento delle malattie sopracitate.Gli accorgimenti da adottare durante le escursioni tra i boschi o immersi nella natura sono diversi. Innanzitutto è utile evitare di tenere zone della cute esposte mentre si cammina nell’erba alta; indossare abiti chiari e ben visibili invece facilta l’individuazione dei parassiti che si attaccano ai vestiti; mentre al termine della propria escursione, occorre esaminare scrupolosamente ogni parte del corpo; ancora meglio se si lascia effettuare il controllo ad altri: alcuni di questi animali possono essere addirittura più piccoli di un millimetro.Per staccare una zecca infilata nella pelle ci sono alcune regole da seguire. Per prima cosa non si devono utilizzare: alcol, benzina, acetone, ammoniaca oppure olio. Questo perché si corre il rischio di irritare l’animale facendolo vomitare all’interno della ferita causata dal morso. Per effettuare la rimozione in modo sicuro occorrono delle pinzette e tantapazienza.Posizionandole il più vicino alla pelle (lì si trova la parte più dura), si stacca l’animale con movimenti rotatori, tenendole invece sull’addome si rischia di farla scoppiare causando uscita di sangue infetto. Un volta asportata la zecca correttamente disinfettare bene.La meningoencefalite da zecca o TBE è una malattia di natura virale che può colpire il sistema nervoso centrale e/o periferico. Questa malattia può avere un decorso serio e potenzialmente grave.Poiché non esiste una cura per la TBE, il miglior modo per prevenirla è la vaccinazione, consigliata a chi vive, lavora o frequenta abitualmente le zone a rischio per tale infezione.La vaccinazione è gratuita per i residenti in Friuli Venezia Giulia e per gli esposti professionalmente in area a rischio, per i volontari della protezione civile operanti nei settori dell’antincendio boschivo e dei cinofili, con compartecipazione alla spesa per i non residenti.

Il Giro nel 2020 punta al Matajur

Da quando Enzo Cainero, l’organizzatore delle tappe del Giro d’Italia in Friuli Venezia Giulia, lo scorso 4 maggio a San Pietro al Natisone ha annunciato un imminente ritorno della corsa rosa nelle Valli del Natisone, è scoppiato l’entuasiasmo tra gli appassionati di ciclismo e tra la popolazione locale, che ben ricorda la gran festa e la promozione del territorio in occasione della tappa del 20 maggio 2016. Nei giorni scorsi sui mezzi d’informazione è trapelata la concreta possibilità che già il prossimo anno una tappa potrebbe avere per traguardo il monte Matajur, nel concreto la località «na Lazeh» dove termina la strada e c’è il rifugio Pelizzo. E si tratterebbe della tappa che partirebbe dall’aeroporto militare di Rivolto, base della pattuglia acrobatica nazionale «Frecce tricolori». Che la tappa Rivolto-Matajur sia già più di un’idea trova conferma nel sopralluogo già effettuato sul percorso.
https://www.dom.it/giro-ditalia-leta-2020-cilja-na-matajur_il-giro-ditalia-del-2020-punta-al-matajur/

Cirillo e Metodio a Porzus

Cirillo e Metodio

La mostra «L’eredità di Cirillo e Metodio. Un progetto per l’Europa» sarà visitabile nella Casa di accoglienza a Porzus sabato 18, domenica 19, giovedì 23, venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 maggio dalle 10.00 alle 18.00. L’inaugurazione si terrà domenica 19 maggio alle 10 con gli interventi di don Vittorino Ghenda, curatore pastorale di Porzus, e Giorgio Banchig, presidente dell’associazione «don Eugenio Blanchini». Alle 16.30 si terrà un incontro di preghiera con padre Joan Marginean,sacerdote cattolico rumeno di rito bizantino. Giovedì, 23 maggio, alle 10.30 ci sarà la Santa Messa in sloveno celebrata da p. Jan Cvetek. Domenica, 26 maggio, alle 11, avrà luogo l’ incontro con Sergio Pellegrini, curatore della mostra, e alle 16.30 chiusura della mostra con la Santa Messa, presieduta in chiesa dal vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine, mons. Guido Genero, e il saluto nella Casa di accoglienza.
https://www.dom.it/sv-ciril-in-metod-v-porcinju_i-santi-cirillo-e-metodio-a-porzus/

Costantino, meglio noto con il nome monastico di Cirillo (greco: Κύριλλος; cirillico: Кирилъ; Tessalonica, 826 o 827 – Roma14 febbraio869), è stato evangelizzatore di Pannonia e Moravia nel IX secolo e inventore dell’alfabeto glagolitico. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossaassieme al fratelloMetodio (greco: Μεθόδιος; cirillico: Меѳодїи; Tessalonica, 815 o 825 – Velehrad6 aprile885) anch’egli evangelizzatore bizantino dei popoli Slavi… continua https://www.wikiwand.com/it/Cirillo_e_Metodio

Una doverosa simpatia per noi e la nostra comunità

Venti di tramontana alternati da scirocco attraversano la nostra regione, per fermarci solo in casa nostra, perché il fenomeno è vasto, europeo. Fermandoci alla comunità slovena, essa è scossa da contrasti che si autoescludono a vicenda. Un vortice sembra avvolgere i nostalgici di eventi e personaggi che hanno segnato profondamente la popolazione, soprattutto della Benecìa. Mi riferisco non tanto alla memoria di uomini coraggiosi che hanno combattuto per un ideale, anche se poi questo è tramontato in un sistema a senso unico, quanto invece a coloro che tirano fuori slogan, bandiere, berretti, coccarde e altri simboli che è meglio dare al macero. Lo stesso discorso vale per l’altro ricupero di segno contrapposto. Se il primo era di sinistra, questo è di destra. E vale per lo stesso periodo, quando si contrapponevano due forze, una che guardava a Mosca, l’altra a Washington, nella mediazione provvisoria, ma nefasta di Berlino. Le cose sono finite male, anche per il cinismo di Londra, che non esitò a sacrificare idealisti ingenui in cambio di nulla, se non di morte. Ora si richiede ai vari ripropositori un ripasso robusto di storia. Da questo passato, ormai remoto, sono venuti solo danni per la Benecìa. Un’imposizione violenta di una identità, giusta in sé, ma sbagliata nel metodo, ha comportato un rifiuto patologico della stessa da parte della popolazione, che non era in grado di percepire, ed in parte non lo è neanche oggi, la differenza tra nazionalità e cittadinanza. Da qui il rifiuto della prima ed il ribadimento patologico della seconda. Con danni ancora visibili e sensibili per il residuo della popolazione nelle Valli. Il riproporre la memoria di un passato, che tale deve rimanere, aiuta a perpetuare la confusione e a tenere divisa la popolazione, con gravi conseguenze sulla sua crescita civile, economica e democratica, e la negazione della sua identità culturale e linguistica, che ha, per essere discreti, almeno mille anni di storia. Non vorrei che perdessimo i piccoli progressi fatti negli ultimi anni, quando si sono sopite almeno le più vistose contrapposizioni e si è cominciato ad avere nuovamente simpatia per noi. Perché di questo si tratta: la giusta e doverosa simpatia verso di noi e la nostra comunità. Quei segni di pacificazione e di umana convivenza non devono essere messi in discussione con iniziative, magari goliardiche, ma che ripropongono spettri antichi. Con le varie istituzioni in opera, possibilmente non in competizione ma in collaborazione fra di loro, possiamo guardare fiduciosi in avanti, dimentichi del passato e protesi per un domani possibilmente migliore dell’oggi. (Marino Qualizza)

https://www.dom.it/una-doverosa-simpatia-per-noi-e-la-nostra-comunita_poziv-k-resnemu-studiju-zgodovine/?fbclid=IwAR3GMkZnjnjx5SqLC9DaGMPeNg0VLy76HYnhzSyzoquf-t_0CO7nuJI58Uw