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Fisarmoniche ,vino e allegria

Sono senza fine le notti in Benečija. Questa e` una piccola , bellissima osteria a Bodigoi nella Val Judrio,bastano due fisarmoniche, un po` di vino e un po` di allegria !

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1°Appuntamento d’autunno al Parco Naturale Prealpi Giulie

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La genziana maggiore

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di Antonino Danelutto

Questo sarebbe il periodo più adatto per procurarci le radici o i rizomi di piante spontanee aventi proprietà curative, ma il nostro regolamento regionale in fatto di tutela della flora vieta di estirparli e di asportarli, a qualsiasi specie botanica appartengano. Peggio ancora se la pianta rientra tra quelle cosiddette di interesse regionale, protette per regolamento, come la genziana maggiore. La sua grossa radice carnosa destinata ai liquori amari normalmente proviene da coltivazioni, tuttavia non è escluso che ci sia chi vuole procurarla da sè, violando la normativa in vigore e correndo il rischio – come si è verificato altre volte – di scambiarla con quella del veratro o elleboro bianco, assai tossico.
La genziana maggiore (nome scientifico Gentiana lutea, in friulano anziane, genziane) la si incontra, seppur non frequentemente, nei prati e nei pascoli montani e alpini. La sua prima fioritura avviene a circa dieci anni di età. E’ una pianta erbacea perenne, glabra, con grossa radice lunga e ramificata, internamente gialla. Il fusto è eretto, robusto, semplice, alto anche oltre un metro. Le foglie basali sono grandi, picciolate, ellittiche; quelle del fusto più piccole, sessili e opposte. I fiori compaiono in giugno-luglio, hanno una corolla giallo-dorata, divisa fino quasi alla base in 5-6 lacinie. Il frutto è una capsula con numerosi semi ovali, compressi e alati.
Della genziana si utilizza la radice in frammenti o in polvere. Contiene diversi principi attivi che vanno sotto il nome di amaroidi; vi é pure presente, in piccolissime quantità, l’amarogentina, che ha un elevatissimo potere amaricante tanto da essere considerata la sostanza più amara che si conosca. Il suo uso principale è quello amaro-tonico: gli amaroidi stimolano i recettori gustativi della mucosa orale che per via riflessa generano un aumento della secrezione salivare e gastrica. Pertanto, come aperitivo se ne consiglia l’ingestione mezz’ora prima dei pasti assaporando a lungo prima di inghiottire per favorire il contatto con i recettori. Presa dopo i pasti facilita comunque la digestione. E’ controindicata nei soggetti affetti da iperacidità gastrica o da ulcera gastro-duodenale. Il suo impiego non è limitato a preparati eupeptici e a liquori amari: infatti è uno dei migliori tonici dell’apparato digerente, è valido supporto nelle convalescenze e nelle debilitazioni psico-fisiche, aumenta il numero dei globuli bianchi ed ha attività antinfiammatoria. Prima dell’introduzione in Europa nel XVII sec. della china dalle Ande peruviane, era ritenuta febbrifuga per eccellenza, soprattutto contro le febbri malariche.

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La polenta perfetta


di Roberto Zottar

Comincia a far freddo e si riscoprono i cibi caldi e grassi di conforto, sempre accompagnati dalla tradizionale polenta. Questa, in Carnia, in un tempo di grande povertà, era consumata da sola, come ci ricordava Piero Adami, mentre oggi accompagna salumi, pensiamo alla soppressa o al salam ta l’asêt, formaggi, salsicce, coste, selvaggina, pesci e perfino foie gras e tartufi! Una volta, se avanzava, costituiva l’unico piatto della sera con latte caldo, zucchero e a piacimento cannella.
La polenta è un alimento la cui storia si perde nella notte dei tempi: era già presente al tempo dei romani realizzata allora con fave, orzo, spelta, saggina, grano saraceno, o farro. Nel ricettario di Apicio, oltre alla friulana brovàda, troviamo anche delle pultes iulianae, polente condite, cioè polente cuinzade, che la Contessa Perusini attribuisce alle nostre zone.
Preparare una polenta a regola d’arte è semplice, è una questione di proporzioni e di tempi, di farina, di pentola e di sale. In una vita sempre più frenetica, alla costante ricerca di scorciatoie per accorciare i tempi di tutto, anche delle ricette, dobbiamo ricordare che alcuni piatti della tradizione meritano al contrario di essere preparati come facevano le nostre nonne, con calma e passione. È il caso della polenta, che ha bisogno di pazienza per cuocere bene perché se cotta a lungo è più digeribile e gustosa. Lasciate quindi da parte farine precotte e polente già pronte, e in un paiolo rigorosamente di rame, quando l’acqua salata bolle, anzi un attimo prima, versate a pioggia la farina dopo aver creato un vortice nell’acqua per non far grumi con la “mazze de polente”, il mestolo di legno di faggio. Il segreto è quello di mescolare continuamente, lentamente, a lungo, mentre piano piano si addensa e cuoce. Resistete per almeno un’ora. In Istria c’è il detto “meio che la polenta bòi in caldìera, che no in panza de la messera”. E la polenta è cotta quando non attacca più al mescul, infatti il proverbio dice “no la se cota se la taca, la xe cota se non la taca”. Se la cuocete sul fogolàr, fate fare “l’ultime sflamade”, cioè l’ultima fiammata, perché si stacchi bene dal fondo del paiolo nel scodellarla sul tagliere. Secondo Piero Adami la polenta è tradizionalmente molto consistente in montagna in Carnia e man mano che si scende in pianura la polenta preferita diventa più tenera.
Trattatevi bene, non scegliete una farina qualunque, usate una bramata di mais locale come la blave di Mortean o una di mais friulano biancoperla, più delicata e dal profumo meno deciso per accompagnarla con pesce o seppie. Concedersi il lusso di andare a occhio è consentito soltanto ai veterani della polenta: per tutti gli altri, le dosi medie sono 4 litri d’acqua per ogni kg di farina, tenendo presente che più la farina è grezza, più assorbirà acqua.
Ricordate di perpetuare la tradizione di tagliarla con il filo dopo aver fatto con questo la croce, accompagnate con un bon toc’ e …..Buon appetito!

fonte :https://www.facebook.com/vitaneicampi/

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Festa di Chiusura – STAGIONE 2019 -Il Villaggio degli Orsi

Questa Domenica, dalle 10 alle 18, non perdetevi la festa di chiusura stagionale del nostro centro visite 🌺🍯🐻

Sono in programma una passeggiata didattica che vi permetterà di riconoscere le impronte lasciate dalla fauna selvatica, per i più curiosi e golosi un laboratorio apiario insieme ad Elisa dell’azienda Griù e un buffet da convidere insieme all’ora di pranzo 🍳🧀🍞 inoltre possibile visitare il nostro centro, scoprire i nostri metodi di ricerca e ascoltare le storie degli …Altro…

DOMENICA ALLE 10:00

Festa di Chiusura – STAGIONE 2019 Il Villaggio degli Orsi · Pulfero

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Il villaggio degli orsi

Vi aspettiamo per una passeggiata tra le nuvole ☁️☁️☁️ ☁️☁️☁️☁️☁️
Il sole non splende, ma questo non ci impedirà di andare alla ricerca dei fiori e delle piante tipiche delle Valli del Natisone 🌷 https://www.facebook.com/pg/Il-Villaggio-degli-Orsi-155013801203955/about/?ref=page_internal