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La polenta perfetta


di Roberto Zottar

Comincia a far freddo e si riscoprono i cibi caldi e grassi di conforto, sempre accompagnati dalla tradizionale polenta. Questa, in Carnia, in un tempo di grande povertà, era consumata da sola, come ci ricordava Piero Adami, mentre oggi accompagna salumi, pensiamo alla soppressa o al salam ta l’asêt, formaggi, salsicce, coste, selvaggina, pesci e perfino foie gras e tartufi! Una volta, se avanzava, costituiva l’unico piatto della sera con latte caldo, zucchero e a piacimento cannella.
La polenta è un alimento la cui storia si perde nella notte dei tempi: era già presente al tempo dei romani realizzata allora con fave, orzo, spelta, saggina, grano saraceno, o farro. Nel ricettario di Apicio, oltre alla friulana brovàda, troviamo anche delle pultes iulianae, polente condite, cioè polente cuinzade, che la Contessa Perusini attribuisce alle nostre zone.
Preparare una polenta a regola d’arte è semplice, è una questione di proporzioni e di tempi, di farina, di pentola e di sale. In una vita sempre più frenetica, alla costante ricerca di scorciatoie per accorciare i tempi di tutto, anche delle ricette, dobbiamo ricordare che alcuni piatti della tradizione meritano al contrario di essere preparati come facevano le nostre nonne, con calma e passione. È il caso della polenta, che ha bisogno di pazienza per cuocere bene perché se cotta a lungo è più digeribile e gustosa. Lasciate quindi da parte farine precotte e polente già pronte, e in un paiolo rigorosamente di rame, quando l’acqua salata bolle, anzi un attimo prima, versate a pioggia la farina dopo aver creato un vortice nell’acqua per non far grumi con la “mazze de polente”, il mestolo di legno di faggio. Il segreto è quello di mescolare continuamente, lentamente, a lungo, mentre piano piano si addensa e cuoce. Resistete per almeno un’ora. In Istria c’è il detto “meio che la polenta bòi in caldìera, che no in panza de la messera”. E la polenta è cotta quando non attacca più al mescul, infatti il proverbio dice “no la se cota se la taca, la xe cota se non la taca”. Se la cuocete sul fogolàr, fate fare “l’ultime sflamade”, cioè l’ultima fiammata, perché si stacchi bene dal fondo del paiolo nel scodellarla sul tagliere. Secondo Piero Adami la polenta è tradizionalmente molto consistente in montagna in Carnia e man mano che si scende in pianura la polenta preferita diventa più tenera.
Trattatevi bene, non scegliete una farina qualunque, usate una bramata di mais locale come la blave di Mortean o una di mais friulano biancoperla, più delicata e dal profumo meno deciso per accompagnarla con pesce o seppie. Concedersi il lusso di andare a occhio è consentito soltanto ai veterani della polenta: per tutti gli altri, le dosi medie sono 4 litri d’acqua per ogni kg di farina, tenendo presente che più la farina è grezza, più assorbirà acqua.
Ricordate di perpetuare la tradizione di tagliarla con il filo dopo aver fatto con questo la croce, accompagnate con un bon toc’ e …..Buon appetito!

fonte :https://www.facebook.com/vitaneicampi/

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Festa di Chiusura – STAGIONE 2019 -Il Villaggio degli Orsi

Questa Domenica, dalle 10 alle 18, non perdetevi la festa di chiusura stagionale del nostro centro visite 🌺🍯🐻

Sono in programma una passeggiata didattica che vi permetterà di riconoscere le impronte lasciate dalla fauna selvatica, per i più curiosi e golosi un laboratorio apiario insieme ad Elisa dell’azienda Griù e un buffet da convidere insieme all’ora di pranzo 🍳🧀🍞 inoltre possibile visitare il nostro centro, scoprire i nostri metodi di ricerca e ascoltare le storie degli …Altro…

DOMENICA ALLE 10:00

Festa di Chiusura – STAGIONE 2019 Il Villaggio degli Orsi · Pulfero

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Il villaggio degli orsi

Vi aspettiamo per una passeggiata tra le nuvole ☁️☁️☁️ ☁️☁️☁️☁️☁️
Il sole non splende, ma questo non ci impedirà di andare alla ricerca dei fiori e delle piante tipiche delle Valli del Natisone 🌷 https://www.facebook.com/pg/Il-Villaggio-degli-Orsi-155013801203955/about/?ref=page_internal

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Moria di Api

da fb

Se nella foto ci fossero stati cani, tutti ne parlerebbero!
Purtroppo si tratta “solo di api” quindi nessuno se ne preoccupa…

Gli “avvelenamenti accidentali di api” sono diventati ormai frequentissimi. Non si tratta più di casi “isolati”. Anche l’Italia è colpita. Tra le ultime stragi ricordiamo la moria delle api nel Veneto, risalente al mese di maggio… e la strage di Spigno Saturnia, segnalata a inizio di questo mese.

Le api sono insetti, quindi praticamente qualsiasi insetticida/pesticida è potenzialmente una minaccia per loro.

Lasciamo a parte il miele… vi rendete conto, che se le Api sparissero dalla faccia della Terra, si avrebbero pesanti ripercussioni su tutto il sistema alimentare così come lo conosciamo?

Qualcuno ha affermato che se le api dovessero scomparire alla terra rimarrebbero solo 4 anni di vita. La citazione è spesso associata ad Albert Einstein ma a prescindere dalle presunte stime, dalle ricadute alimentari o dagli interessi economici… Gli stermini di massa di animali come le Api non dovrebbero essere tollerati da nessun uomo!!!!

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MOSTRA FOTOGRAFICA

Inaugurazione Sabato 28 settembre ore 17.00 Centro Visite del Parco – Prato di Resia
IN PUNTA DI PIEDI di Domenico Ferrara

Storie di ricerca, attesa e piacevoli incontri

Descrizione:

Curiose volpi, misteriose civette e molto altro ancora. Creature così affascinanti e diverse tra loro, accomunate da un essenziale particolare: nel loro sguardo è nascosta l’anima della foresta.
Un susseguirsi di fotografie naturalistiche che vogliono raccontare la necessità di rallentare, fermarsi ed osservare ciò che ci circonda con instancabile curiosità e stupore. Percepire odori, suoni, colori e sintetizzarli in immagini che descrivano l‘essenza di quell’esatto istante di vita.
Il punto di partenza di un viaggio senza fine, per raccogliere esperienze ed immagini, stimolando la propria capacità di osservare la natura, amarla e rimanerne incantati.
Dallo studio e dall’osservazione, attraverso lunghe attese e inevitabili fallimenti, sino alla gioia che accompagna quei pochi ma impagabili secondi prima dello scatto.
Un viaggio che chiunque è in grado di affrontare, purché con rispetto e discrezione.
Un viaggio in punta di piedi.

Biografia autore:

Nato e cresciuto tra le montagne del Friuli, Domenico fin da piccolo è affascinato dalla natura e dal mondo animale.
La necessità di custodire i momenti passati tra le sue montagne e l’esigenza di condividere le proprie esperienze ha permesso l’incontro tra natura e fotografia.
Laureato in Ingegneria civile, lavora nel campo delle costruzioni stradali e dedica il tempo libero allo studio, alla ricerca e alla realizzazione di immagini che riescano a catturare attimi di immutata bellezza: immerso nella natura, ritiene un privilegio creare arte attraverso i suoi silenziosi abitanti.
Al Parco Naturale delle Prealpi Giulie tiene la sua prima mostra fotografica.
da fb

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Incontro transfrontaliero a Dobrač

 Il 7 settembre, abbiamo collaborato per la prima volta all’incontro transfrontaliero Čezmejno srečanje na Dobraču. Nebbia e umidità non hanno fermato gli organizzatori! Ci siamo trovati bene!
A promuovere la manifestazione sono stati i circoli sloveni SPD Dobrač di Fürnitz/Brnca e SPD Zila, il circolo alpinistico Slovensko planinsko društvo Celovec di Klagenfurt, il Naturpark Dobratsch, gli enti turistici Turizem Kranjska Gora e Turistično društvo Dovje Mojstrana, i musei Slovenski planinski muzej e Gornjesavski muzej Jesenice, la parrocchia di Saak/Čače e il Klub 99 Celovec.
All’evento, moderato da Simon Trießnig, oltre agli organizzatori hanno portato il proprio saluto il sindaco del comune di Bad Bleiberg, Christian Hecher, e una consigliera comunale di Villach, Isabella Rauter. Nel rifugio sulla Rosstratte i partecipanti hanno potuto gustare prodotti tipici, ascoltare un terzetto del Gailtal/Zila e cantori del Sattnitz/Gure e conoscere i costumi tipici del Gailtal e di Kranjska Gora. La passeggiata sul Dobratsch non si è svolta a causa della nebbia, così Matjaž Podlipnik di Turizem Kranjska Gora ha parlato dei legami tra Carinzia e Slovenia nel rifugio, dove il prete Stanko Olip ha poi officiato la Messa in sloveno e tedesco.

All’evento, sostenuto anche dal Land Kärnten, dall’Unione europea e dai Comuni di Villach, Arnoldstein, Nötsch im Gailtal e Bad Bleiberg, quest’anno hanno collaborato per la prima volta anche la nostra associazione Cernet e il Centro Planika.

Grazie a Naturpark Dobratsch per le foto! 😊🌲🌳🍃🌾🏔

immagini da fb

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Il proverbio friulano della settimana

di Vita nei campi

San Matie / la uite s’invie. Ovvero il giorno di San Matteo (il 24 settembre) la pispola inizia a migrare, vuol dire che arrivano i primi freddi. https://www.facebook.com/vitaneicampi/

La pispola (Anthus pratensis (Linnaeus1758)) è un piccolo uccello passeriforme che nidifica in gran parte dell’Europa e dell’Asia settentrionale.

Descrizione

Sul terreno si mimetizza molto facilmente. Il suo piumaggio è marrone nella parte superiore, beige in quella inferiore, munito di numerose striature nere su gran parte del corpo. Le zampe sono rosa pallido e il becco è sottile. Il verso è un debole suono simile ad uno tsi-tsi. È molto simile al prispoloneAnthus trivialis, che è leggermente più grande ed ha meno striature. Il canto della pispola accelera verso la fine, mentre quello del prispolone rallenta. https://www.wikiwand.com/it/Anthus_pratensis

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Sappada. Anche sotto la pioggia, le vacche tornano dall’alpeggio tutte infiorate. Video di Monica Bertarelli