Pubblicato in: attualità olgited, friuli, lingue, minoranze linguistiche

Giornata internazionale della lingua madre

unesco-300x253La giornata internazionale della lingua madre è una celebrazione indetta dall’UNESCO per il 21 febbraio di ogni anno per promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo. Istituita nel 1999, è celebrata dall’anno seguente; nel 2007 è stata riconosciuta dall’Assemblea Generale dell’ONU, contemporaneamente alla proclamazione del 2008 come Anno internazionale delle lingue.
Il 21 febbraio è stato scelto per ricordare il 21 febbraio 1952, quando diversi studenti bengalesi dell’Università di Dacca furono uccisi dalle forze di polizia del Pakistan (che allora comprendeva anche il Bangladesh) mentre protestavano per il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale.

Annunci
Pubblicato in: ambiente, animali, fb, friuli, reblog

Lupo nel tarvisiano

Nei giorni scorsi nel corso del monitoraggio faunistico rivolto alla presenza dei grandi mammiferi carnivori con particolare riferimento alla lince che il PLI svolge insieme al Corpo Forestale Regionale, nei boschi del Pontebbano abbiamo fotografato un lupo, la cui presenza era stata peraltro già rilevata anche da altre persone. Potrebbe trattarsi dello stesso individuo fotografato qualche giorno prima a Ligosullo, ma anche di un altro animale. Solo le analisi genetiche di materiale che verrà raccolto potrà fare luce su questo.

L'immagine può contenere: neve, albero, spazio all'aperto e natura

Vittorio Podrecca marionettista delle Valli del Natisone 

Il mio spettacolo nacque in Roma, una quarantina d’anni fa! Il destino mi chiamò a fondarlo nella sala Odescalchi che fu la nostra “crèche” (…). Nell’infanzia friulana, cullata dai suoni del pianoforte paterno e dalle canzoni e villotte alpine, coltivavo le marionette musicali, ancora in embrione. E sentivo il dolce influsso di Salzburg e della […]

via Violinista in prova —

PODRECCA, Vittorio. – Nacque a Cividale del Friuli, in provincia di Udine, il 26 aprile 1883, da Carlo, avvocato e scrittore, e da Amalia Antonia Galli, figlia dello scultore Antonio.I Podrecca avevano origine slovene. Il padre si definiva ‘l’avvocato fantasma’, perché si dedicò alla scrittura di commedie essendo appassionato di musica e di teatro. Podrecca, oltre a un gemello nato morto, ebbe un fratello e due sorelle, tutti più grandi: Luigi Guido, Rosa Maria ed Emilia.Dai familiari era chiamato Cin, perché era il più piccolo sia d’età sia di statura. Eccellente scolaro, Podrecca crebbe ascoltando il pianoforte suonato per lunghe ore dal padre e assistendo agli spettacoli della famiglia Reccardini, marionettisti – creatori della maschera Facanapa – che d’estate passavano da Cividale.Dopo la laurea in giurisprudenza a Padova, conseguita con il massimo dei voti con una tesi in storia del diritto e uno studio sulle Consuetudini giuridiche nei poemi lirici di Riccardo Wagner, Podrecca si trasferì a Roma insieme a tutta la famiglia. Lì ottenne i diplomi di procuratore e avvocato, ma comprese nello stesso tempo di non essere capace di difendere i disonesti. Messa da parte la toga, dal 1911 al 1914 fondò e diresse Primavera, una rivista mensile dedicata ai più giovani, dove venivano ridotti e spiegati i capolavori della narrativa. In quegli anni inoltre Podrecca lavorò come segretario nel liceo musicale di S. Cecilia e fondò e diresse la rivista L’Italia orchestrale. Queste esperienze editoriali gli permisero di conoscere molti disegnatori/scenografi e compositori che in seguito collaborarono alla sua attività teatrale.

Podrecca decise infatti di scommettere sulle marionette per avviare i più giovani all’amore per il teatro e la musica: «Le marionette sono fatte della stessa stoffa della musica, del ritmo di vita e d’arte che ne emana», affermava (Le note dei sogni, 2014, p. 44). Il 21 febbraio 1914, inaugurò nella sala Verdi, l’ex scuderia di palazzo Odescalchi a Roma, il Teatro dei piccoli, creazione che lo portò a essere considerato uno dei massimi riformatori del teatro di figura. Il nome racchiudeva sia la dimensione dei protagonisti sia i destinatari degli spettacoli.

Il Teatro dei piccoli alternava marionette e burattini, mescolando spettacoli della tradizione con quelli tratti da opere musicali. Nel corso degli anni collaborarono con l’impresa teatrale molte delle più importanti famiglie di marionettisti, come i Santoro, i Gorno Dall’Acqua, i Morchio, i Braga, e musicisti di grande valore, come Ottorino Respighi.

Podrecca attrasse un pubblico non solo di bambini, ma anche di intellettuali e teatranti, affascinati dalla ricchezza delle scene e dei costumi e dal ritmo delle rappresentazioni. Il successo fu tale che, dopo appena un mese dal debutto, il Teatro dei piccoli fu invitato al Quirinale, per uno spettacolo riservato ai sovrani. Podrecca però non poté partecipare alla serata in quanto l’ingresso nell’allora palazzo reale gli era precluso a causa del fratello Luigi Guido, deputato socialista e fondatore del periodico satirico e anticlericale L’Asino.

In una cassetta nell’atrio del Teatro, i giovanissimi spettatori del Teatro dei piccoli potevano inserire le loro critiche alla fine degli spettacoli. Il primo osservatore critico era però lo stesso Podrecca, che per tutta la carriera assistette agli spettacoli seduto in mezzo al pubblico, annotando eventuali imperfezioni da riferire a marionettisti, burattinai, tecnici, orchestrali e cantanti.

Nell’arco di un anno il Teatro dei piccoli ottenne la prima tournée, che iniziò a Milano nell’aprile 1915, ma che venne interrotta poco dopo, quando l’Italia entrò in guerra e Podrecca partì come tenente di complemento degli alpini. In questo frangente il marionettista organizzò spettacoli di burattini per i soldati al fronte e continuò a seguire, sebbene a distanza, l’attività del suo teatro, che proseguì con il consueto successo.

Ogni stagione la compagnia, pur facendo tesoro del repertorio, presentava nuovi allestimenti. Con la giusta dose di originalità e una professionalità impeccabile, dimostrò una notevole capacità di stare al passo con i cambiamenti culturali e artistici dell’epoca. Nel 1918 mise in scena I balli plastici per marionette, con scene e marionette disegnate da Fortunato Depero. Nel 1921 fu la prima in Italia a rappresentare La tempesta di William Shakespeare, adattata da Orio Vergani, nipote di Podrecca (era figlio della sorella Rosa Maria) e destinato a diventare noto giornalista e scrittore. Nello stesso anno il successo a livello nazionale dell’impresa teatrale era ormai tale che Podrecca provò ad aprire due sedi distaccate a Torino e Milano. Il progetto però fallì per l’opposizione dei marionettisti locali.

Nel 1922 Podrecca pubblicò il libro Fratello, incentrato sulla vita militare, con le illustrazioni di Mario Pompei (tra i principali scenografi del Teatro dei piccoli, insieme a Bruno Angoletta). Le marionette della compagnia partirono per la prima tournée all’estero: Argentina, Uruguay e Brasile. Il debutto internazionale fu un trionfo e da allora le esibizioni in giro per il mondo si susseguirono senza sosta.

A Londra, Podrecca raccolse il plauso di spettatori illustri come Winston Churchill, George Bernard Shaw, Eleonora Duse: «Anche la marionetta può essere perfetta, quando è guidata da un’anima», gli scrisse la grande attrice (G. Vergani – L. Vergani – Signorelli, 1979, p. 79). A Londra conobbe anche la donna che sarebbe diventata sua moglie, il soprano irlandese Cissie Vaughan. La cantante fu scritturata per una sostituzione, ma quando si presentò alle prove e comprese che i suoi colleghi erano delle marionette alle quali avrebbe dovuto dar voce rimanendo dietro le quinte, andò su tutte le furie. Come ricorda Podrecca, però, la Vaughan, «donna intelligente e sensibile, vide che le nostre teste di legno facevano sul serio, amavano il teatro e l’arte non meno di lei» (La fabbrica dei sogni, 2005, p. 101). Alla fine il soprano, divorziata e con un figlio, Carlo Farinelli, sposò Podrecca e si scelse un nome italiano: Lia. La coppia non ebbe figli.

Gli incassi delle tournées all’estero riuscivano a coprire le enormi spese di gestione. A Roma, la sala Verdi era troppo piccola e anche il ‘tutto esaurito’ non riusciva a permettere un pareggio di bilancio. Nel 1923, dopo anni di difficoltà economiche superate grazie alla generosità di estimatori e amici e al sostegno costante della stampa, Podrecca si vide rifiutare dal Comune di Roma una sovvenzione e si rassegnò a lasciare la prima, storica, sede.

In compenso il Teatro dei piccoli stava conquistando il mondo: Spagna, Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Polonia, Francia, Belgio, Grecia, Turchia, Egitto. Il repertorio era ormai vastissimo e prima di ogni tournée il materiale non necessario veniva lasciato in un magazzino a Milano. La compagnia rimase lontana dall’Italia per diversi anni e tornò a esibirsi a Roma, al teatro Quirino, solamente nel 1932.

Nel 1933 i numerosi bauli dell’impresa teatrale sbarcarono negli Stati Uniti con centinaia di marionette, costumi, scene, materiali pubblicitari, insieme al consistente cast di marionettisti, orchestrali, cantanti e tecnici. Per Podrecca fu l’occasione per dare più spazio a numeri di varietà, comici o a tema circense. Inoltre le sue marionette furono scritturate per il film I am Suzanne (di Rowland V. Lee, 1933). In seguito, il Teatro dei piccoli fu coinvolto in diverse opere cinematografiche e televisive.

Dopo ricorrenti tournées in Europa e in Italia, tornò in America nel 1937. Questo secondo viaggio, a causa della seconda guerra mondiale e delle difficoltà economiche, si protrasse per molti anni. Nel 1940, infatti, quando cominciò a prospettarsi il rischio che anche gli Stati Uniti entrassero in guerra, la compagnia riuscì a imbarcarsi da New York verso il Brasile, grazie all’aiuto economico di Arturo Toscanini, suo illustre ammiratore. Da lì proseguì per Buenos Aires, dove si fermò riscuotendo il consueto successo. L’equilibrio economico però fu sempre precario e così anche a guerra terminata il Teatro dei piccoli fu costretto a rimanere per qualche altro anno in Sudamerica. Riuscì a tornare in Italia nel 1951, dopo venticinquemila repliche e oltre un milione di spettatori. Il pubblico del teatro Augustus di Genova salutò questo nuovo ‘debutto’ italiano con applausi commossi.

Podrecca, che in Argentina aveva subito due operazioni chirurgiche a causa di un’ulcera duodenale, fu sottoposto a un terzo intervento in Italia. Nonostante la malattia, continuò a essere l’infaticabile direttore artistico, regista e organizzatore dell’impresa teatrale, che contava ormai circa milleduecento teste di legno e venticinque fra marionettisti, cantanti e tecnici.

Prese casa a Roma, affidò al figlio acquisito Farinelli la gestione delle tournées e si dedicò a un paziente lavoro di relazioni per cercare di ottenere finanziamenti e una sede stabile per il Teatro dei piccoli. Nel 1954 Podrecca fu nominato «educatore e portatore di italianità» dal Gruppo parlamentare dello spettacolo, ma gli sforzi per ricevere un sostegno finanziario dallo Stato non diedero i risultati che sperava.

Podrecca intanto aveva affittato il granaio di un ex convento, che divenne il laboratorio dove i marionettisti, nei rari periodi di pausa dalle tourné

All’inizio del luglio 1959, Podrecca raggiunse il Nucleo a Ginevra. Da qui avrebbero proseguito verso l’Unione Sovietica. Avrebbe voluto assistere alle prove della compagnia, ma fu costretto al riposo da forti dolori addominali. Gli fu diagnosticata una subostruzione dell’intestino, fu ricoverato per una congestione polmonare con insufficienza cardiaca e si decise di operarlo. Morì nella notte tra il 4 e il 5 luglio 1959.

da http://www.treccani.it/enciclopedia/vittorio-podrecca_(Dizionario-Biografico)/

Quando ero piccola ,la Compagnia venne a Udine al Teatro Puccini e i miei genitori fecero assistere allo spettacolo.Fu veramente straordinario per me,a quei tempi non c’era la televisione,quindi immaginate com’ ero contenta.

Vittorio_Podrecca_35
https://www.wikiwand.com/it/I_Piccoli

Violinista in prova —

Pubblicato in: friuli, reblog, scelto da olgited

La bussola del direttore di Omar Monestier

unnamed

Mauro Corona si è intestato una battaglia di retroguardia sulla ricostituzione del corpo forestale statale. Qualcuno gli dà corda, e perché no? Tanto mica ci si chiede se servivano oppure se si trattava di un doppione con i corpi regionali. L’importante è fare un po’ di confusione. Qui potete trovare le ultime novità 

Un bel tema, finalmente. Il concorso mondiale del sauvignon sbarca in Friuli, a Udine. Un colpaccio che ci rimette sotto i riflettori della compagnia di giro del buon vino. Ecco che cosa accadrà. 

Vi piacciono i dossi? A Udine piacciono tanto, ecco la mappa. Se non vi bastano, sappiate che arrivano anche i Velo-Ok in città

Infine, una segnalazione. Una nuova truffa sui conti correnti. La Polizia la riassume così. 

 

 

In dieci anni in Fvg perse ottomila imprese, regge solo il terziario

Dal 2009 ad oggi il tessuto imprenditoriale del terziario in Fvg ha mantenuto stabile negli anni il numero di imprese attive, a differenza degli altri settori di attività economica che hanno fatto registrare un deciso decremento (-19%, 8mila imprese perse)

LEGGI SU MV

Pubblicato in: arte, friuli, personaggi

Vittorio Podrecca marionettista

https://wordpress.com/read/blogs/86253100/posts/441

PODRECCA, Vittorio. – Nacque a Cividale del Friuli, in provincia di Udine, il 26 aprile 1883, da Carlo, avvocato e scrittore, e da Amalia Antonia Galli, figlia dello scultore Antonio.I Podrecca avevano origine slovene. Il padre si definiva ‘l’avvocato fantasma’, perché si dedicò alla scrittura di commedie essendo appassionato di musica e di teatro. Podrecca, oltre a un gemello nato morto, ebbe un fratello e due sorelle, tutti più grandi: Luigi Guido, Rosa Maria ed Emilia.Dai familiari era chiamato Cin, perché era il più piccolo sia d’età sia di statura. Eccellente scolaro, Podrecca crebbe ascoltando il pianoforte suonato per lunghe ore dal padre e assistendo agli spettacoli della famiglia Reccardini, marionettisti – creatori della maschera Facanapa – che d’estate passavano da Cividale.Dopo la laurea in giurisprudenza a Padova, conseguita con il massimo dei voti con una tesi in storia del diritto e uno studio sulle Consuetudini giuridiche nei poemi lirici di Riccardo Wagner, Podrecca si trasferì a Roma insieme a tutta la famiglia. Lì ottenne i diplomi di procuratore e avvocato, ma comprese nello stesso tempo di non essere capace di difendere i disonesti. Messa da parte la toga, dal 1911 al 1914 fondò e diresse Primavera, una rivista mensile dedicata ai più giovani, dove venivano ridotti e spiegati i capolavori della narrativa. In quegli anni inoltre Podrecca lavorò come segretario nel liceo musicale di S. Cecilia e fondò e diresse la rivista L’Italia orchestrale. Queste esperienze editoriali gli permisero di conoscere molti disegnatori/scenografi e compositori che in seguito collaborarono alla sua attività teatrale.

Podrecca decise infatti di scommettere sulle marionette per avviare i più giovani all’amore per il teatro e la musica: «Le marionette sono fatte della stessa stoffa della musica, del ritmo di vita e d’arte che ne emana», affermava (Le note dei sogni, 2014, p. 44). Il 21 febbraio 1914, inaugurò nella sala Verdi, l’ex scuderia di palazzo Odescalchi a Roma, il Teatro dei piccoli, creazione che lo portò a essere considerato uno dei massimi riformatori del teatro di figura. Il nome racchiudeva sia la dimensione dei protagonisti sia i destinatari degli spettacoli.

Il Teatro dei piccoli alternava marionette e burattini, mescolando spettacoli della tradizione con quelli tratti da opere musicali. Nel corso degli anni collaborarono con l’impresa teatrale molte delle più importanti famiglie di marionettisti, come i Santoro, i Gorno Dall’Acqua, i Morchio, i Braga, e musicisti di grande valore, come Ottorino Respighi…All’inizio del luglio 1959, Podrecca raggiunse il Nucleo a Ginevra. Da qui avrebbero proseguito verso l’Unione Sovietica. Avrebbe voluto assistere alle prove della compagnia, ma fu costretto al riposo da forti dolori addominali. Gli fu diagnosticata una subostruzione dell’intestino, fu ricoverato per una congestione polmonare con insufficienza cardiaca e si decise di operarlo. Morì nella notte tra il 4 e il 5 luglio 1959.

da http://www.treccani.it/enciclopedia/vittorio-podrecca_(Dizionario-Biografico)/

Quando ero piccola ,la Compagnia venne a Udine al Teatro Puccini e i miei genitori mi fecero assistere allo spettacolo.Fu veramente straordinario per me,a quei tempi non c’era la televisione,quindi immaginate come fui entusiasta.

Vittorio_Podrecca_35
https://www.wikiwand.com/it/I_Piccoli
Pubblicato in: attualità olgited, dom, friuli, minoranza slovena, reblog, Slavia friulana, slovenija

Anche l’arrampicata unisce

Matajurc-web

Il progetto di sviluppo della locale parete di arrampicata è stata al centro della visita a Merso Superiore del nuovo sindaco di Kobarid, Marko Matajurc, mercoledì 13 febbraio, su invito del sindaco di San Leonardo, Antonio Comugnaro. All’incontro hanno partecipato anche i sindaci di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, e di Pulfero, Camillo Melissa, nonché il presidente della Fondazione Poti miru v Posočju, Zdravko Likar. Dopo il sopralluogo alla parete di arrampicata (accolti dal presidente dell’associazione Natisone Climbing, Cristian Vogrig), che si trova nella palestra del centro scolastico comunale, i sindaci hanno valutato le possibilità di concorrere con il progetto di sviluppo per la struttura ai fondi europei nell’ambito dell’attuale bando Interreg Italia-Slovenia. All’ospite di Kobarid i colleghi delle Valli del Natisone hanno chiesto anche un parere tecnico, essendo Matajurc affermato alpinista e addirittura vicepresidente del Soccorso alpino sloveno. L’occasione è stata sfruttata anche per esaminare altri temi e progetti di interesse comune, alla luce del fatto che tutti e quattro i Comuni hanno aderito al cluster transfrontaliero.

https://www.dom.it/tudi-plezanje-lahko-zdruzuje_anche-larrampicata-unisce/?fbclid=IwAR2mNXLp9dMaJNQ82biZFM0bup2qQLhJDJjfTgs03dr14D0hAVFslTiVvEk

Pubblicato in: ambiente, cultura, friuli

Soluzione dell’indovinello

La risposta è il giogo!

BRAVA  flyaway2018

visitate il suo blog https://esistoquindisono.home.blog/

 

52605594_1058285911228113_9130375429276827648_o
Usato quando si usavano gli animali per tirare il carro,l’aratro…Il giogo è un dispositivo, concepito fin dall’antichità per la trazione animale. Quando viene applicato alla parte anteriore del corpo di uno o più animali da tiro permette l’attacco di una macchina e la manovra da parte di un operatore, tipicamente posizionato posteriormente o a lato.

640px-Bullock_yokes
Di Cgoodwin – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3894456
Pubblicato in: ambiente, animali, friuli, video

Una sorpresa della natura

Una sagoma bianca sfreccia nella pianura. Nessuna paura, non si tratta di un fantasma ma di uno splendido quanto raro esemplare di capriolo “albino”. Un capriolo dal manto tutto bianco, candido come la neve. Si tratta di un fenomeno rarissimo. Non sono cose che capitano tutti i giorni ma un esempio di come Madre Natura ci sappia ancora stupire e sorprendere. L’animale è stato recentemente avvistato passeggiare nella pianura friulana tra il Sanvitese e il comune di Morsano al Tagliamento. Numerose le leggende sull’argomento come quella, che affonda le radici nella mitologia gallese, secondo la quale il capriolo albino rappresenta il viaggio dell’anima verso la morte e il cacciatore che lo uccide subirà la stessa sorte entro l’anno.

video di Lorenzo Bianchini da youtube

Pubblicato in: ambiente, animali, friuli, notizie, reblog, scelto da olgited

L’orso bruno nel FVG

320px-Baer4
Di Hswaton – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25986438

http://web.uniud.it/ricerca/strutture/dipartimenti_scientifica/dian/wildlife/index_html/cattura_bepi/orso_fvg/

dal sito dell’università di Udine

Se andate per boschi attenti all’orso,presto si risveglierà dal letargo!!!

 Guida sui comportamenti da tenere
In caso di avvistamento o di contatto con un orso in Trentino e regioni limitrofe, ci sono alcune cose che dobbiamo sapere sull’orso trentino.

L’orso attacca l’uomo perché lo riconosce come una preda? NO.
L’orso attacca l’uomo per difendersi? SI, in due casi principalmente: se è una madre con i piccoli e si entra nel suo spazio di sicurezza, se abbiamo la sfortuna di arrivargli alle spalle senza essere sentiti (non bisogna fare alcun rumore ed essere sotto vento).
L’orso se si accorge della presenza di umani si avvicina? NO, di solito fugge, è invece attratto dal cibo incustodito.
L’orso corre più veloce dell’uomo? SI, può raggiungere i 50 km/h.
L’orso sale sulle piante? SI.
Quanti orsi ci sono in giro sulle nostre montagne? Nell’estate del 2015 circa 54 di cui 13 sono cuccioli.
Gli orsi hanno un radio collare? NO, solo quelli problematici sono monitorati in questo modo.
Prima regola, da ricordare sempre in presenza di un orso.

Mantenere sempre la calma.
Per riuscirci bisogna essere preparati mentalmente ad un possibile incontro con l’orso, vale non solo per chi frequenta molto i nostri boschi, ma anche per chi soggiorna o vive nelle nostre zone.
Come frequentare le nostre montagne riducendo al minimo le probabilità di incontrare un orso:

Rimanere sempre su strade forestali molto frequentate che si sviluppano fuori dai boschi.
Avanzare facendo in modo che la propria presenza sia avvertita.
Muoversi in gruppi numerosi.
Evitare di uscire alla sera, di notte e il mattino presto, sia in montagna sia nelle campagne attorno ai centri abitati, anche a bassa quota.
Non andare a correre da soli, in periferia o in montagna, indossando le cuffiette e procedendo sopra pensiero.
Come evitare che un orso si avvicini a noi o alla nostra macchina, indumenti, zaino, ecc.:

Evitare di lasciare cibo o bevande incustodite anche all’interno dell’auto.
Non offrire mai del cibo a un orso o a un cucciolo, in nessuna occasione, è severamente vietato e contribuirà sicuramente a rendere l’orso un individuo potenzialmente pericoloso per l’uomo.
Non abbandonare mai in montagna i resti di pasti o spuntini avanzati…da http://www.trekking-etc.it/etc/trekking/it/articles/incontro-con-l-orso/article.html