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Siamo scivolati nell’era volgare. Il turpiloquio è il nuovo galateo, l’insulto è la forma più diffusa del dialogo

RIFLESSIONI

Claudio Magris

L’ urbanità è forse la più piccola delle piccole virtù che Carlo Ossola evoca, ritrae e analizza nel suo Trattato (Marsilio), con la sua consueta straordinaria simbiosi di precisione filologica, prospettiva storica che abbraccia secoli soffermandosi pure su minimi dettagli rivelatori, facendone emergere la nascosta e ritrosa universalità. La grazia e la «civil conversazione» — grande arte barocca del vivere — di Ossola sono pervase da una robusta passione etico-politica attenta al presente. Pure la dignità e la libertà — non solo il buon Dio, come recita un detto famoso — stanno nei dettagli. Le piccole virtù — cui anni fa Natalia Ginzburg intitolava un suo libro — sono più che mai necessarie, oggi come sempre e più di sempre. Schiettezza, lealtà, misura, costanza, generosità, gratitudine… Possono cambiare nel tempo le loro forme ma se spariscono tutta la società fa un passo indietro e scivola in quello sterco…

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La bussola del direttore

Sapete che vostro figlio, quel cherubino, probabilmente ha più facilità di accesso ad alcol e droghe di quanto non ne abbiate mai avuta voi quando eravate ragazzi? C’è scritto tutto qui, così come potete leggere del formidabile insieme di forze che si sono aggregate per fronteggiare gli abusi

Ci piace così tanto dirci che siamo bravi, no? E allora guardate qua una cosuccia di quelle che fa arrabbiare a palla. Autovie chiede un nuovo aumento dei pedaggi. Non staremo un po’ esagerando? E non fatevi distrarre dal fatto che vi diranno che si tratta di pochi spiccioli. E’ vero. Ma gli spiccioli sono i nostri

Non è stata accolta bene la scelta di reclutare i medici pensionati per tappare i buchi in organico. Gli ordini professionali protestano. Tutto bene. Una discussione sul numero chiuso a Medicina la vogliamo affrontare? Il problema sta tutto lì

E di Gorizia vogliamo parlare? No alla cittadinanza alla senatrice Segre

Pordenone, lo scrittore ammalato dona un presepe al reparto di oncologia

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Sauris di sotto-Sappada

L'immagine può contenere: montagna, cielo, albero, spazio all'aperto e natura
da fb foto di valter maestra

Sauris (IPA/’sauris/Zahre nel locale dialetto germanico[4]Sauris in friulano[5]) è un comune italiano sparso di 392 abitanti del Friuli-Venezia Giulia. Sede municipale è la frazione di Sauris di Sotto.

È il comune più alto della regione (1212 m s.l.m.) ed è un’isola linguistica germanofona[6]. Fa parte del club dei borghi autentici d’Italia[7], dell’associazione Alpine Pearls[8] e del Comitato delle isole linguistiche storiche germaniche in Italia.

Geografia fisica

Territorio

Monte Tinisa

La chiesa di San Lorenzo a Sauris di Sopra

La chiesa di San Lorenzo a Sauris di Sopra

Situato nella regione montana della Carnia in Val Lumiei, vanta nel suo territorio la presenza di un magnifico lago (il lago di Sauris), un bacino artificiale tra i più grandi in Friuli, creato dallo sbarramento del torrente Lumiei.

Le principali cime che circondano Sauris e le sue frazioni sono: il Col Gentile (2.075 m), il Monte Tarondon (2.019 m), il Monte Pieltinis (2.027 m), il Crodon di Tiarfin (2.413 m), il Monte Bìvera (2.474 m), il Monte Zauf (2.245 m), il Monte Tinisa (2.080 m).

Storia

La leggenda vuole che la comunità di Sauris sia stata fondata attorno al XIIIXIV secolo da due soldati tedeschi che, stanchi della guerra, fuggirono dal loro paese rifugiandosi in questa valle isolata e impervia[9]. Sembra che l’immigrazione sia avvenuta in realtà dalla valle di Lessach e dalla Pusteria nel XIII secolo.[senza fonte]

Lo storico Giordano Brunettin fa risalire invece l’occupazione della zona alla metà del XIII secolo. Il primo documento che attestava l’esistenza della località, un atto di eredità perduto, risale al 1280. Si è conservato solo un documento del 1318 in cui si parla di Sauris, riguardante anch’esso un’investitura feudale.[9]

Tra il 1941 e il 1948 venne costruito l’impianto idroelettrico della Val Lumiei e la relativa diga, nonostante si fosse in piena guerra. Proprio per la scarsità di uomini che ciò comportava vennero coinvolti nella costruzione anche 300 prigionieri di guerra neozelandesi. La località La Maina venne sommersa dal lago artificiale e ne restano i ruderi sott’acqua.[9] fonte https://www.wikiwand.com/it/Sauris

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1 dicembre – “Giornata Internazionale della Montagna”

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LE MONTAGNE: ULTIMO BALUARDO DELLA NATURA
Dove l’urbanizzazione spinta non (sempre) arriva, dove gli animali godono di territori indisturbati e ampi per disperdersi e garantire la sopravvivenza della specie, dove le piante vivono in comunità ampie e si respira vita ovunque.

Sembra scontato difendere la montagna, ma nulla è scontato, in particolare oggi!

Viva le nostre montagne!

Nella foto: Bivacco Marchi Granzotto – Parco Naturale Dolomiti Friulane

da fb https://www.facebook.com/forest.studio.natura/

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A due giovani laureate il premio Gobbato dell’Università di Udine in ricordo di Silvia, uccisa al parco del Cormor

Sono Monica Conzut, nata a Cividale del Friuli, classe 1993, laureata magistrale in Giurisprudenza (UniUD), attualmente praticante avvocata e Giada Giuntoli, nata a Brescia, classe 1993, laureata magistrale in Italianistica, Corso di Laurea InterAteneo, attualmente residente a Melbourne, in Australia, dove fa l’assistente di lingua italiana in una scuola elementare bilingue, le vincitrici ex aequo del premio che, ormai da 5 anni, viene dedicato nel mese di novembre alla memoria di Silvia Gobbato, praticante avvocata, laureatasi all’Università di Udine, brutalmente assassinata nel 2013 mentre correva nel Parco del Cormor.

Le tesi per le quali le due vincitrici hanno ottenuto il riconoscimento (per 750 euro di borsa di studio ciascuna) sono rispettivamente “Look e discriminazioni multifattoriali” (relatrice prof. Valeria Filì) e “Le Donne in Nero di Belgrado. Le voci femminili del conflitto jugoslavo” (relatrice prof. Maria Cristina Benussi e correlatore prof. Fabio Finotti). La solenne e partecipata cerimonia di consegna si è svolta ieri nell’aula 3 Marzio Strassoldo del Polo economico giuridico di via Tomadini 30, a Udine, in concomitanza con un seminario di studi sul tema “Le difficili libertà delle donne tra violenze e modelli culturali. La violenza economica”, organizzato dall’Università di Udine in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.continua… https://www.friulioggi.it/udine/due-giovani-laureate-premio-gobbato-in-ricordo-silvia-27-novembre-2019/

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A Suns Europe un altro successo per la musica della Catalogna

L’originalità della composizione sospesa fra jazz e rock, l’arrangiamento ‘minimal’, la profondità del testo e l’intensità dell’interpretazione sul palco del teatro Giovanni da Udine. Questi gli elementi che sono valsi il premio per la miglior canzone, secondo la valutazione della giuria internazionale, a Magalí Sare con il brano Amb els ulls tancat al Suns Europe 2019. Dopo l’anno scorso (a vincere era stato il duo Jansky) un altro successo per la Catalogna al festival musicale nelle lingue minorizzate d’Europa. Il paese, attraversato da tensioni politiche e stretto fra aspirazioni indipendentiste e repressione dello Stato centrale, si conferma fucina di talenti e laboratorio per espressioni artistiche del tutto originali.La serata del 30 novembre però ha messo in evidenza come la musica in lingua minoritaria goda, nonostante (o, forse, grazie a) lo scarso clamore mediatico, di ottima salute.
Il pubblico – gli spettatori che hanno riempito il ‘teatrone’ e quanti hanno potuto seguire l’evento in diretta su Radio onde furlane che ha organizzato l’evento o sul canale Sardo “Eja tv” – ha premiato, con votazione online, il pop vigoroso e coloratissimo di Leon Moorman (Knooin, il titolo del brano), che ha cantato nella lingua della bassa Sassonia.  Al secondo posto, secondo la giuria, si è classificato invece il gruppo basco Mocker’s con la canzone Érebo: hard rock vigoroso, tecnica, precisione e velocità fulminante e onirici passaggi psichedelici. Terzi i giovani gallesi Sybs, con Paid Gorfyn Pam, e il loro punk-rock energico ma per nulla sgangherato.Al di là delle preferenze di giuria e spettatori però, la qualità del festival, grazie anche alla direzione di Leo Virgili, si è confermata comunque altissima: dal freddo rock melodico portato dalle isole Far Oer dai Son of Fortune al pop dolce dei galiziani Ataque Eschampe. Come la ricerca efficace dei Malasorti che, dalla Sardegna, hanno presentato un mix trascinante di dub, elettronica e caldi suoni delle periferie urbane dei paesi del Mediterraneo. Dal cantone dei Grigioni invece, è arrivata la ballata, con un ricco arrangiamento di cori vocali e suoni tradizionali, di Mattiu Defuns. Non è mancato nemmeno il ritmo in levare del dub festoso degli Occitani Mauresca Fracas Dub.A tenere, altissimi, i colori del Friuli, è stata infine la cantautrice rock Silvia Michelotti. Hans, il titolo della canzone che cita la poetica di Oscar Wilde, è il racconto crudo, in un vestito rock cucito perfettamente sull’interpretazione della cantautrice, di una relazione affettiva sbilanciata, fra vittima (in)consapevole e carnefice. Un tema difficile che, ha raccontato Michelotti al termine dell’esibizione intervistata dai due conduttori della serata Doro Gjat e Martina Iori, si collega inevitabilmente a quello della violenza sulle donne.Segno che, ha dimostrato ancora una volta il Suns, le lingue minoritarie, minorizzate o regionali che dir si voglia, sono perfettamente in grado, come tutte le altre, di raccontare tutto il complesso spettro delle emozioni e delle relazioni umane. Esattamente come il linguaggio universale della musica.http://novimatajur.it/cultura/a-suns-europe-un-altro-successo-per-la-musica-della-catalogna.html

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La strada dei libri passa da…

Alchimie

La strada dei libri passa da… è la rassegna rivolta a bambini e famiglie che per un fine settimana porta i libri e le letture in teatro, al museo, al cinema, nelle case della musica e anche a casa tua.

Spettacoli teatrali, letture, laboratori musicali, visite speciali dentro ai musei e poi ancora storie a sorpresa da ascoltare al telefono senza spostarsi da casa…

Per il PROGRAMMA COMPLETO rimando qua.

La strada dei libri passa da… è un progetto ideato da Damatrà onlus all’interno del programma regionale di promozione della lettura LeggiAMO 0-18 FVG e realizzato grazie alla collaborazione di altri Enti.

Non ultimo il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, il Museo Civico Federico de Rocco di San Vito al Tagliamento, il Museo del Territorio di San Daniele del Friuli, le Biblioteche di Carlino, Cervignano del Friuli, Cormòns, Palazzolo…

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Mostra – Mercato “Gesti Antichi per un nuovo Natale"

Sabato 7 e domenica 8 dicembre la Pro Loco “Nediške Doline – Valli del Natisone”, in collaborazione col Comune di San Pietro al Natisone, propone la 16° edizione della Mostra – Mercato “Gesti Antichi per un nuovo Natale – Stara dela za današnji Božič” che si terrà nella Zona Centro Studi (Via Valentino Zaccaria Simonitti) di S. Pietro. Come ogni anno sarà un’ottima occasione per gli acquisti di Natale, data l’abbondante scelta di opere creative e manufatti degli artigiani locali, ma anche del Friuli e della vicina valle dell’Isonzo, e di prodotti agricoli locali.
La mostra mercato verrà inaugurata ufficialmente il 7 dicembre alle 10. Alle 18 ci sarà il concerto dell’Orchestra Marzuttini Giovani presso il museo multimediale SMO, che proporrà brani originali o trascritti per strumenti a pizzico da autori che vanno dal Settecento ai nostri giorni, come Telemann, Gardel, Prenna e Reverberi. Gli stand chiuderanno invece alle ore 19.
Domenica 8 la mostra mercato proseguirà dalle ore 10 alle 19, quando l’evento si chiuderà con il concerto natalizio del gruppo strumentale “Gli Archi dei Patriarchi” di Cormons, in programma presso l’Auditorium di S. Pietro. I musicisti, diretti da Giuliano Goruppi, eseguiranno musiche di Vivaldi, Haendel e Mozart.

http://novimatajur.it/cronaca/targ-stara-diela-za-donasnji-bozic-v-spietre-7-an-8-dicemberja.html

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78) PASSEGGIARE SU UNA STELLA — GITE A NORD-EST

Quasi tutti conoscono la citta’ fortificata di Palmanova ed i suoi bastioni, tanti sanno che e’ composta da una piazza centrale e da un dedalo di vie a ragnatela che conducono alle tre porte monumentali che ne permettono l’ accesso. ( Porta Aquileia, Porta Udine, Porta Cividale). Oltre queste vi sono ben tre cerchie di […]

78) PASSEGGIARE SU UNA STELLA — GITE A NORD-EST
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FVG,il 9% della popolazione è straniera.Record regionale per Monfalcone, con il 23,8 % di stranieri residenti

Il report annuale della Regione FVG evidenzia che in FVG è in crescita la popolazione residente straniera.  Se è in  costante calo la popolazione complessivamente residente in regione, invece, si segnala una crescita, del 3% rispetto al 31 dicembre del 2017, della presenza di cittadini stranieri nella nostra regione.  Come si legge nel rapporto “Le persone residenti In Friuli Venezia Giulia sono 1.215.220, di cui 110.193 cittadini stranieri. Questi ultimi sono aumentati del 3,3% rispetto al 31.12.2017 e rappresentano il 9,1% della popolazione. Nei cinque comuni più popolosi della regione risiedono complessivamente 417.800 abitanti: 204.267 nel capoluogo Trieste, 99.377 a Udine, 51.367 a Pordenone, 34.336 a Gorizia e 28.453 a Monfalcone. Gli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE dei Comuni del Friuli Venezia Giulia dal 2009 in poi sono 16.169, di cui 2.615 residenti nel Regno Unito, 1.639 in Germania e 1.214 in Francia. Nel 2017 è stata concessa la cittadinanza italiana a 1.688 residenti, 557 per matrimonio (principalmente a maschi, 489) e 1.131 per residenza (principalmente a femmine, 646).” 

Impressiona sicuramente il dato di Monfalcone, con il 23,8% di cittadini residenti di nazionalità straniera, record regionale. Cioè 6.765 su circa 28 mila abitanti. In provincia di Gorizia, al secondo posto vi è Gorizia e poi Ronchi, rispettivamente con il 10% nel primo caso e 7% Ronchi. Nelle altre province, in quella di Trieste, la città capoluogo ha il 10,7% di residenti stranieri, a Udine risultano il 13,9%,a doppia cifra nella provincia friulana vi è anche Cervignano con il 12,3% di stranieri, Lignano, con il 13,3%, Manzano, il 12%, Pulfero il 12,8%,San Giovanni al Natisone il 12,7%, nella provincia di Pordenone a doppia cifra si segnalano una quindicina di Comuni: Abra con il 12,3%, Aviano, il 12,2%, Brugnera, 11,2%, Fanna, 10,4%,idem per Maniago, Pasiano, con il 18%, Pordenone con il 14%, Prata di Pordenone, 17,8%, Pravisdomini, il 19%, Sacile il 10,9%, San Giorgio della Richinvelda, 16,5%, San Martino al Tagliamento, 11,7%, Sequals, 10,3%, Spilimbergo, 12,6%, Vajont, 13,6%, Valvasone Arzene, 11,3%.
mb