Pubblicato in: letteratura, poesie

La rosa bianca

Coglierò per te
l’ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l’hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
È un ritratto di te a trent’anni,
un po’ smemorata, come tu sarai allora.

Attilio Bertolucci

Pubblicato in: letteratura, poesie

Resilienza di Alda Merini

Se decidi di innamorarti di me,
prendi i miei lati oscuri
e riempili di luce.
Se decidi di innamorarti di me,
tieni sopra le tue spalle
le mie lacrime.
Io farò altrettanto.
E peserà tutto di meno.
Se decidi di innamorarti di me,
prendi il coraggio a quattro mani
e raccontami di te.
Anche se ti sembra
di non avere nulla da dire.
Se decidi di innamorarti di me,
ama le mie debolezze
e rendile con me
punti di forza.
Se decidi di innamorarti di me,
non girarti nel letto
senza guardarmi. Addormentati con me.
Se decidi di innamorarti di me,
non darmi prove d’amore. Prova a restare con me.
Se decidi di innamorarti di me,
dimmi che mi ami
solo quando lo senti più di ogni altra cosa.
Se decidi di innamorarti di me,
non dirmi in cosa devo credere,
ma dimmi di credere sempre in qualcosa.
Se decidi di innamorarti di me,
tieni a mente i miei sguardi
e non tutte le parole che dirò.
Se decidi di innamorarti di me,
fammi ballare,
anche se
non c’è musica.

Alda Merini

Pubblicato in: anniversario, eventi, letteratura, poesie

Tre serate in ricordo di Luciano Morandini

A dieci anni dalla morte del poeta, scrittore e saggista friulano Luciano Morandini, la libreria Tarantola di Udine (via Vittorio Veneto 20) ospita tre incontri per ripercorrere quanto in questi anni si è pubblicato sulla sua figura: le poesie inedite di Morandini, gli studi su rivista, le traduzioni, i saggi in volume, l’archivio; dal poemetto Il viaggio, uscito nel settembre 2009 a pochi giorni dalla morte, al recentissimo Sillabario per Morandini. Gli incontri sono in programma il 7, 14 e 21 novembre, alle ore 18. Il secondo degli appuntamenti, il 14 novembre, si incentrerà sui rapporti di Morandini con i letterati dell’allora Jugoslavia, prendendo tra l’altro in esame i libri pubblicati da ZTT ‘Morandini – Zlobec. Poeti e amici’ e ‘Lontananze vicine’ di Ciril Zlobec. Interverranno Rodolfo Zucco, Luisa Gastaldo e Michele Obit. Lungo tutto il mese di novembre, la libreria esporrà la raccolta pressoché completa dei materiali bibliografici che hanno scandito questi dieci anni. https://novimatajur.it/events/tre-serate-in-ricordo-di-luciano%e2%80%88morandini

Approfondisci … https://friulimultietnicoblog.wordpress.com/?s=luciano+morandini

Pubblicato in: letteratura, poesie

Bambina mia

immagine dal web

Bambina mia,
Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno, se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.
E invece ti lascio baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutto intorno.
Ira nelle periferie della specie.
E al centro,
ira.
Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perchè è facile farlo.
Noi siamo solo confusi,credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Sentiamo ancora. Siamo ancora capaci
di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.
Tocca a te, ora,
a te tocca la lavatura di queste croste
delle cortecce vive.
C’è splendore
in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di piu’.
C’è splendore. Non avere paura.
Ciao faccia bella,
gioia piu’ grande.
L’amore è il tuo destino.
Sempre. Nient’altro.
Nient’altro. Nient’altro.

Mariangela Gualtieri (Cesena1951) è una poetessa e scrittrice italiana.

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Gian Mario Villalta

La casa di carta - Papirnata hiša

Četrti pesnik, gost na vileniškem festivalu 2019, čigar pesmi so v prevodu Marka Kravosa objavljene v antologiji Un filo di seta / Il quarto poeta ospite del festival di Vilenica 2019 e pubblicato in traduzione di Marko Kravos nell’antologia Un filo di seta



Duh po pepelu na ustih, po pesku

Duh po pepelu na ustih, po pesku

v votlini sna, občutiš, kako se

vse razklene in tone v noč,

ponikne skupaj s hišo

v tišino.

Kaj le je v kamnu?

Plavajoči oblaki tam daleč–

roke čez izpraznjeno nebo. Kaj le je

v kamnu, v njegovi sredici?

V ustih občutek po mokrem, po brezbrežju

in mrzlem mleku, po čakanju, čez strnišče
nedoumljiv zapis,

vedo, kako nagovoriti kamen,

kako pripraviti kamen,

da sliši.

Ni ga, ki bi našemu bogu pomagal

še naprej ustvarjati,

kdo ga še odkriva v globinah zla,

lovi na trnek duše: že en sam grižljaj

bi mu izzval bljuvanje:…

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Poeti sloveni:Lucija Stupica

La conchiglia

Una conchiglia sottile, diafana sul davanzale
rievoca il mare. Il distogliere lo sguardo genera
il panico nella città spoglia, che alla stazione attende
le rutilanti parate dei sensi ridestati.

Lungo il guscio scanalato cola ancora
l’assonnato giorno. Come una barca ben ormeggiata
lentamente solleva la sua ancora. Sulla superficie
della conchiglia si riflette la facciata del condominio
di fronte, un recinto grigio, recinto di pensieri, nuvola di cenere.

Il tuo polpastrello scorre lungo la spina dorsale
per spogliarmi dalla fortezza della pelle, come la sirena
di una nave nella nebbia, il fischio di un treno, tutto sempre più vicino,
mi riscuote e fino all’orlo mi riempie di mare.

traduzione in italiano di Amalia Stulin

Školjka

Nežna, presojna školjka na okenski polici
obuja morje. Odmik pogleda poraja
strah v golo mesto, ki na postaji čaka
na pisane sprevode predramljenih izrazov.

Skoz narebreno lupino se preceja
še zaspan dan. Kot dobro pričvrščen čoln
počasi dviguje svoje sidro. Na površini
školjke se zrcali fasada nasproti stoječega
bloka, siva ograja, ograja misli, oblak iz pepela.

Tvoja prstna blazinica steče vzdolž hrbtenice,
da sleče trdnjavo kože kot zvočni signal
ladje v megli, glas vlaka, vse bliže bliže,
me prebudi in do roba napolni z morjem.

fonte https://poetarumsilva.com/2019/04/26/ostri-ritmi-22-lucija-stupica/

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Italo Svevo “Giacomo”racconto

Italo Svevopseudonimo di Aron Hector Schmitz (Trieste19 dicembre1861 – Motta di Livenza13 settembre1928), è stato uno scrittore e drammaturgo italiano, autore di tre romanzi, numerosi racconti brevi e opere teatrali. Di cultura mitteleuropea, ebbe in Italia riconoscimenti tardivi e fama postuma. .. https://www.wikiwand.com/it/Italo_Svevo

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Nella nebbia

Di Florian K, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4007292

E guardai nella valle: era sparitotutto! sommerso! Era un gran mare piano,grigio, senz’onde, senza lidi, unito.
E c’era appena, qua e là, lo stranovocìo di gridi piccoli e selvaggi:uccelli spersi per quel mondo vano.
E alto, in cielo, scheletri di faggi,come sospesi, e sogni di rovinee di silenzïosi eremitaggi.
Ed un cane uggiolava senza fine,né seppi donde, forse a certe pésteche sentii, né lontane né vicine;
eco di péste né tarde né preste,alterne, eterne. E io laggiù guardai:nulla ancora e nessuno, occhi, vedeste.
Chiesero i sogni di rovine: – Mainon giungerà? – Gli scheletri di piantechiesero: – E tu chi sei, che sempre vai? –
Io, forse, un’ombra vidi, un’ombra errantecon sopra il capo un largo fascio. Vidi,e più non vidi, nello stesso istante.
Sentii soltanto gl’inquïeti gridid’uccelli spersi, l’uggiolar del cane,e, per il mar senz’onde e senza lidi,
le péste né vicine né lontane.

Giovanni Pascoli

fonte https://websulblog.blogspot.com/2019/10/nella-nebbia-di-giovanni-pascoli.html#comment-form

Pubblicato in: fotografie, letteratura

Ottobre

Il mese era ottobre, un mese di giorni che si accorciavano, ma di luce dorata dall’alba al tramonto. Non rimaneva molto tempo prima dell’arrivo dell’inverno.

Elisabeth de Waal

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Cultura in lutto: è morto Alojz Rebula

Si è spento in un ospedale sloveno, all’età di 95 anni, lo scrittore, drammaturgo, saggista e traduttore Alojz Rebula, uno dei massimi rappresentanti della letteratura slovena in Italia del dopoguerra.

Per il suo lavoro letterario è stato anche insignito di importanti premi: nel 1995 il Premio Preseren per la sua opera letteraria, seguito nel 1997 dal Premio Internazionale Acerbi per la traduzione italiana del suo romanzo ‘Il vento’ e premio Kresnik Sibilinem nel 2005 per il suo romanzo ‘Notturno sull’Isonzo’. Per la traduzione italiana della stessa opera, nel 2012 ha ricevuto anche il prestigioso premio letterario Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi.

Nel 2012, ha ricevuto un premio statale dal Gran Ufficiale del Cavaliere dell’Ordine al merito per la Repubblica Italiana.

Rebula era nato il 21 luglio 1924 a San Pelagio di Duino-Aurisina, in Provincia di Trieste, da genitori sloveni. E’ stato professore di latino e greco antico nelle scuole superiori con lingua di insegnamento slovena di Trieste.

“Oggi lo scrittore sloveno Alojz Rebula non è morto, perché la sua parola continua a vivere e dialogare con noi attraverso le opere che collocano tra i grandi della letteratura europea, a strettissimo contatto fisico e culturale con l’Italia”. La senatrice del Pd Tatjana Rojc rievoca così l’intellettuale sloveno Alojz Rebula.
“Ho avuto la fortuna di avere Rebula come professore al liceo – ricorda Rojc – e di incontrare la sua fiducia nello scrivere della sua opera, per cui ricordarlo è un dovere difficile da assolvere. I luoghi comuni della critica, che ne ha enfatizzato la matrice cattolica o il respiro del romanziere storico, non sono utili a descrivere la figura di quello che, più semplicemente, è stato un Maestro, e che si è meritato le massime onorificenze della Repubblica Italiana e di quella Slovena”.
“Rebula fu testimone altissimo e scomodo per tutti – spiega la senatrice – degli eventi tragici di un confine che ha grondato sangue e sul quale ancora oggi qualcuno non vuole che la pacificazione sia una conquista definitiva. Invece il dialogo che ha intessuto con le lettere e con gli intellettuali italiani è un esempio di come dalle posizioni più distanti si possa ritrovarsi uniti da un comune fattore umano ed esistenziale, purché – conclude Rojc – la volontà sia buona e l’intenzione sincera”. https://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/cultura-in-lutto-points–%C3%A8-morto-alojz-rebula/6/187992