Distretti di Gemona, Tarcento, S. Daniele, Cividale e S. Pietro

Guida delle Prealpi Giulie

Distretti di Gemona, Tarcento, S. Daniele, Cividale e S. Pietro

Dall’incipit del libro:

Corre ormai il quinto anno dacchè venne iniziata la compilazione di questa guida, e già il terzo dacchè ne fu iniziata la stampa. Io non sto a dire delle cause che giustificano sì grande lentezza, nè a cercare quanta parte ne sia da ascrivere alle intrinsiche difficoltà del lavoro, quanta a me, quanta in fine alle molte e diverse persone che erano state chiamate a dar mano a quest’opera. Si trattava di illustrare un nuovo lembo di questa regione, seguendo un piano già ottimamente tracciato, e messo in atto nella Guida di Udine, in quella del Canal del Ferro ed in quella della Carnia. Conveniva che il nuovo volume, nella buona riuscita del quale era impegnato non meno il nome della Società Alpina, che quello del nostro Friuli, non riuscisse inferiore ai precedenti mentre mancava, pur troppo, Colui che a quelli aveva dato vita. Chi ne ebbe ad ereditare il grave compito chiese aiuto a quanti per particolari studi e speciali conoscenze locali fossero in grado di contribuire in qualche modo all’opera. Se non tutti risposero, se alcuni risposero con sole promesse, vi fu pure chi diede intera e disinteressata l’opera propria. Il nome dei principali collaboratori figura nel frontespizio ed accanto alle parti da ciascuno scritte; ma alcuni ― e fra questi mi piace qui ricordare in modo speciale il sig. Giuseppe Bragato ― estesero il proprio lavoro al di fuori dei capitoli dei quali risultano autori, altri modestamente e disinteressatamente ci furono larghi di consigli e di informazioni mentre il nome loro non figura in modo alcuno. Agli uni come agli altri esprimiamo qui i nostri ringraziamenti.

Il testo è tratto da una copia in formato immagine presente sul sito Internet Archive (http://www.archive.org/). Realizzato in collaborazione con il Project Gutenberg (http://www.gutenberg.org/) tramite Distributed Proofreaders (http://www.pgdp.net/).

fonte https://www.liberliber.it/online/autori/autori-m/olinto-marinelli/guida-delle-prealpi-giulie/

Olinto Marinelli

Olinto Marinelli (Udine, 11 febbraio 1876 – Firenze, 14 giugno 1926) è stato un geografo e professore di geografia italiano.

Figlio di Giovanni Marinelli, è stato considerato un maestro di coetanei, dai suoi contemporanei, e animatore di uomini e istituti pronti a offrire il loro concorso da Biasutti (geografo); subentrò al padre, a soli 26 anni, alla cattedra di geografia di Firenze, che detenne dal 1902 al 1926.

Avviato dal padre agli studi naturalistici e alla geografia secondo un programma di metodica esplorazione locale, egli continuò il lavoro del padre e sviluppò il suo pensiero attorno alle cause attuali, cioè l’idea che le trasformazioni del mondo non sono diverse dalle trasformazioni del territorio in una relazione di causa-effetto. Trasformò quindi la geografia, da storico-letteraria quale era, in propriamente scientifica. Sostenne l’unità organica della geografia come scienza e metodo, affermando la necessità dell’esplorazione e del diretto contatto con le cose, elevando la cartografia a strumento essenziale e introducendo il ratzelismo in Italia.

È noto per essere stato l’autore dell’Atlante dei tipi geografici pubblicato dall’Istituto Geografico Militare nel 1922, dove si evidenzia l’importanza della cartografia, che avvicinerebbe al suolo le discipline economiche e storiche, e dove si analizza il concetto di tipo e tipo ideale, sulla base di esempi concreti vicini e lontani. È stato il direttore della Rivista Geografica Italiana, ma anche collaboratore di riviste scolastiche come La geografia per tutti, in pubblicazioni indirizzate ad un target poco specialistico.

Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Olinto_Marinelli.

fonte https://www.liberliber.it/online/autori/autori-m/olinto-marinelli/

Girasole poesia di E.Montale

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

Poesie scelte: EUGENIO MONTALE, Ossi di seppia (Torino, Piero Gobetti Editore 1925).

Eugenio Montale (Genova12 ottobre1896 – Milano12 settembre1981) è stato un giornalistapoeta e scrittoreitalianopremio Nobel per la letteratura nel 1975.

https://www.libriantichionline.com/divagazioni/eugenio_montale_portami_il_girasole

Mittelibro

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Sarà Aleš Šteger (nella foto), poeta e scrittore nato a Ptuj, l’ospite sloveno della quinta edizione di Mittelibro, rassegna letteraria organizzata da La Libreria di Pietro Boer e dal circolo di cultura sloveno Ivan Trinko come anteprima letteraria del festival Mittelfest. Mittelibro quest’anno si tiene da venerdì 5 a domenica 7 luglio a Cividale, proponendo cinque incontri con autori. Il primo, venerdì 5 alle 20.30 nella chiesa di S. Maria dei Battuti, sarà proprio Šteger che, dialogando con Elisa Copetti, proporrà la riedizione, da poco stampata da Bottega errante con il titolo ‘Le finestre di Berlino’, di una delle sue opere più fortunate, ‘Berlin’. La Berlino raccontata da Šteger in una serie di brevi e audaci prose è una città-fessura in cui ci si smarrisce, una metropoli piena di buchi neri che inghiottono il passante per poi risputarlo fuori come dall’altra parte di uno specchio magico. Attraversando generi diversi – racconto di viaggio, taccuino filosofico, saggio – l’autore scrive in una sorta di simbiosi poetica con le strade, i monumenti, i cimiteri e persino con le fenditure dell’asfalto della città.Sabato 6 e domenica 7 gli altri appuntamenti di Mittelibro. Sabato alle 10.30 la colazione letteraria nei giardini pubblici vedrà protagonista Tullio Avoledo con il romanzo ‘Furland’. Alle 18.30 nella chiesa di S. Maria dei Battuti lo storico Francesco Filippi presenterà il suo saggio ‘Mussolini ha fatto anche cose buone’. Domenica alle 10.30, ancora nei giardini pubblici, colazione con la scrittrice romana Mariafrancesca Venturo e il suo romanzo ‘Sperando che il mondo mi chiami’. Infine alle 18.30, nella chiesa di S. Maria dei Battuti, la chiusura con don Pierluigi Di Piazza e il suo libro ‘Non girarti dall’altra parte.’

http://novimatajur.it/cultura/ritorna-il-mittelibro-lanteprima-letteraria-del-mittelfest-promossa-dal-circolo-di-cultura-ivan-trinko-e-da-la-libreria.html

https://www.facebook.com/pg/Mittelfest/events/?ref=page_internal

55 libri da leggere nell’estate 2019

Per i mesi estivi ecco una selezione di libri dominata dalla varietà: dalla narrativa ai saggi, dalle graphic novel ai racconti per raccontare storie e fenomeni da ogni parte del mondo

Torna la bella stagione e con essa la voglia di stare all’aperto, viaggiare, andare in vacanza. E queste cose, nella gestione ormai forsennata del nostro tempo, significa anche qualcos’altro: trovare cioè il tempo di leggere. Ecco quindi che come da tradizione Wired ha messo insieme cinquanta consigli letterari utili per riempire il tempo libero durante l’estate. Come sempre la parola d’ordine è la varietà

https://www.wired.it/play/libri/2019/06/17/libri-leggere-estate-2019/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=default

Quandi i turchi parlavano friulano

“Da lontano” poesia di Pierluigi Cappello

Il nome amato

 

PIERLUIGI CAPPELLO

DA LONTANO

Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio,
e non c’è più posto per le parole
e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno
come una perla intorno al singolo grano di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo un nome amato
per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.

(da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010)

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Una splendida poesia di Pierluigi Cappello che ha per protagonista la distanza, la lontananza dalle persone che amiamo – che siano lontane solo fisicamente o che siano perdute per sempre. Ed è bellissimo quel nome che si viene lentamente formando e che ha l’amorosa fragranza del pane caldo appena spezzato.
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FOTOGRAFIA © WALLPAPERSCRAFT

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Resta la carta mentre mi dileguo / specchio di me ma che non è me stesso / rimedio oppure tedio quando intesso / trame di me scrivendomi e m’inseguo.
PIERLUIGI CAPPELLO, Azzurro elementare

https://cantosirene.blogspot.com/

Identità cancellata P.Parovel

Elenco cognomi tratto dal libro introvabile di Paolo Politi

Tra i colpi d’ingegno del fascismo nella cosiddetta Venezia Giulia c’è anche un colpo di spugna che non è per niente conosciuto nel resto dell’italico stivale, e che le scuole si guardano bene dall’insegnare o da rendere noto, così, non tanto perchè ormai serva a molto, ma un tanto per verità storica. Con il colpo di spugna infatti, la popolazione della suddetta nuova regione, da multietnica e multiculturale quale era, diventa in pochi anni italianissima grazie alla “restituzione” in forma italiana di tutti i cognomi. Dal momento che non mi piace parlare a vanvera, a differenza di altri, che basano le loro tesi sul sentito dire, in molte parrocchie dell’Istria e del Quarnero è possibile consultare registri che riportano atti di nascita o di matrimonio dove la quasi totalità dei cognomi è riportata con la ch finale o con la ć (che in croato corrisponde alla ch), dipendeva dalle origini del prete o del parroco, mentre a Trieste basta richiedere un registro del cimitero di S. Anna o dei vecchi atti del catasto precedenti al 1918 per constatare quello che sostengo, quindi? Cosa è stato restituito? Tutte le schede riguardanti l’italianizzazione dei cognomi è conservata totalmente all’Archivio di Stato di Trieste in via La Marmora. C’è da aggiungere che ci fu qualcuno che richiese l’italianizzazione del cognome, chi per convinzione patriottica, chi per meglio presentarsi nei confronti dei nuovi “padroni”, la tessera del PNF chiudeva il cerchio. Riporto una lista di cognomi tratta dal libro del Prof. Paolo Parovel “L’identità cancellata”. Per inciso anche il libro è stato “cancellato” perchè è quasi impossibile da trovare. foto e testo dal post di Sergio Cisco su fb

LA LUCE TOCCATA

Di vinco in vinco

PIERLUIGI CAPPELLO
LA LUCE TOCCATA

A Chiusaforte Silvio intrecciava canestri
con mezzo cuore e il cuore dei bambini intorno
io dico ti ho visto nella mia veglia
nel respiro acceso dell’alba
tra il fischio e il silenzio
e le dita andavano di vinco in vinco
come un’acqua nervosa, una spiegazione raccolta
nel tempo dietro questo tempo a mezza veglia
siamo venuti, io con le pupille di bimbo
e allora trattieniti adesso che torno
dentro il tuo odore di povero
nei boschi dove andiamo si dice con lo sguardo
le labbra un profilo chiuso, il passo un passo radicato
qui, dove sono ora, nel battito del giorno alla finestra
nel sonno lasciato, nel millesimo di me
dove ogni debolezza è stata offerta
la pietra aperta, la luce toccata.

(da Azzurro elementare, Rizzoli, 2013)

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“Silvio era un anziano che sbarcava il lunario intrecciando gerle e canestri. È mancato nel 1978, credo; due anni dopo il terremoto che ha colpito il Friuli. Le sue dita erano ritmo, un andare e tornare sul bianco del vinco che incantava i bambini”: lo stesso Pierluigi Cappello spiega i contorni di questo ritratto, quello di un artigiano che svolgeva con perizia il suo lavoro e che incarnava una società che è andata lentamente scomparendo. L’idea di Cappello attraverso questi versi era “di restituire una veglia, una possibilità d’incontro in quella terra solida e incerta che è il sogno” perché “ricordare significa fare ritorno in cuore”.

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https://cantosirene.blogspot.com/2019/04/di-vinco-in-vinco.html

FOTOGRAFIA © CAROPAT/PIXABAY