Pubblicato in: attualità olgited, friuli, lingue, ricorrenza, scelto da olgited

Festa del papà

Cuore_stilizzato

La festa del papà in Italia si festeggia il 19 marzo nella ricorrenza di San Giuseppe.Pare che l’usanza arrivi dagli Stati Uniti dove fu celebrata la prima volta nei primi anni del 1900.

In Italia i primi a celebrarla furono dei monaci benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399. Venne poi promossa dagli interventi dei papi Sisto IV e Pio V, ed estesa a tutta la Chiesa nel 1621 da Gregorio XV. Fino al 1976 il giorno in cui la Chiesa celebra san Giuseppe era considerato in Italia festivo anche agli effetti civili, ma ciò venne eliminato il 5 marzo 1977.

Io personalmente non ho mai festeggiato questa festa ,è solo una ricorrenza consumistica.Il papà deve essere onorato tutti i giorni dell’anno !!!

Annunci
Pubblicato in: attualità olgited, friuli, lingue, migranti, minoranza slovena, notizie, pensieri, politica

Cuius culpa?

bambini_scuola_corano-300x194
immagine da https://www.tecnicadellascuola.it/

A proposito dell’episodio di razzismo dell’articolo precedente friulimultietnicoblog.wordpress.com/2019/03/18/razzismo-in-classe/

L’attuale politica,la famiglia,la scuola e la società, a parer mio, hanno molte responsabilità verso i fatti di razzismo che sono all’ordine del giorno.Dovrebbero educare all’accoglienza,alla tolleranza e al rispetto verso l’altro.Un Paese che si dichiara cattolico dovrebbe seguire i principi del Vangelo.Invece quando dall’alto abbiamo esempi non certo cattolici succedono questi fatti.

Stefano Bertegazzi allievo di Eco ha affermato che: – Salvini ha reso il razzismo accettabile. Non dichiaratamente, perché nessuno si proclama razzista in Italia, ma banalizzando: cioè, lasciando passare per naturali associazioni mostruose… È così che il razzismo è diventato, di fatto, più possibile di prima.

Crepet invece dice che:- I fatti di razzismo non sono solo colpa di una certa politica,ma lungi  da me dall’ assolvere qualcuno, non vorrei che si pensasse che l’eruzione salviniana sia la causa di tutto. L’eruzione salviniana è stata possibile perché l’humus italico era predisposto. È chiaro che c’è una responsabilità morale di chi soffia sul fuoco, ma il problema nasce a monte. Salvini ha trovato negli italiani un terreno fertilissimo.

(cit.da HuffPost)

Il ragazzo di Trento ha abbandonato la mensa per andare  dal preside, ha sbagliato,perchè essendo sotto la sorveglianza degli insegnanti non avrebbe potuto uscire dalla mensa.Comunque capisco la sua reazione, gli hanno messo una nota e da vittima è diventato colpevole.Ora la scuola farà una lezione sul rispetto e tolleranza,ma poi tutto finirà qui.

Anche a me,quando frequentavo la quarta elementare,successe un fatto meno grave,ma simile.I compagni mi dicevano:-Vai via brutta slava!-Andai a casa a piangere e mio padre, il giorno dopo, parlò con la maestra che si limitò  a fare un dettato sul rispetto degli altri popoli.Questo ragazzo,per fortuna sua, ha saputo reagire andando dal preside.Io invece,avevo “la colpa” di avere una mamma slovena,un padre della Slavia che dirigeva il primo giornale della minoranza della provincia di Udine.

Ora potete capire i motivi che mi hanno spinto a scrivere questo blog:le minoranze linguistiche e le discriminazioni sono dei temi da me particolarmente sentiti.

https://www.wikiwand.com/it/Matajur_(giornale)

9ebec-matajur
1° numero del giornale diretto dai miei genitori (3 ottobre 1950)
Pubblicato in: friuli, libro, lingue, luoghi, minoranza slovena, minoranze linguistiche, Slavia friulana

Gli Slavi del Friuli di Sreznevskij

Val_Resia
Di AlbertoMadrassi – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45529724

Sreznevskij  Izmail  Ivanovič. – Slavista (Jaroslavl´ 1812 – Pietroburgo 1880) prof. (dal 1847) nell’univ. di Pietroburgo. 

Izmail Sreznevskij eminente filologo,slavista,bibliologo,paleografo ed archeologo russo,fece un viaggio nell’alto Friuli nella primavera del 1841.
Nel 1839 gli venne dato l’incarico di viaggiare per tre anni nei paesi slavi al fine di intraprendere al ritorno l’istituzione di una cattedra di filologia slava.
Secondo le istruzioni dategli alla partenza avrebbe dovuto rivolgere attenzione particolare all’apprendimento pratico dei dialetti slavi : il suo compito principale era di registrare il regime di vita,le condizioni familiari e sociali,il grado di istruzione,le tradizioni antiche e le credenze,i pregiudizi e le superstizioni,i giochi,le feste,il modo di vestire,di nutrirsi .Il viaggio doveva essere fatto a piedi per poter osservare tutto,anche i villaggi più sperduti.
A queste istruzioni  lo studioso si attenne scrupolosamente ed il materiale da lui raccolto è una preziosa fonte di notizie ed osservazioni di una civiltà che è andata scomparendo, assorbita  da influenze esterne.
La relazione del viaggio ci tramanda tutto il patrimonio culturale disperso ed in gran parte ignorato.
RELAZIONE DEL VIAGGIO DI SREZNEVSKIJ TRA GLI SLAVI DEL FRIULI
(FRJULJSKIE SLAVJANE)da “Raccolta della Sezione Lingua e Letteratura Russa della Imperiale Accademia delle Scienze-Tomo XXI(1881)””E dove andrete dopo?”-mi chiese il buon sacerdote di Resia,mentre stavamo seduti sulla panca di pietra davanti alla canonica ed ammiravamo le vette di quel massiccio imponente che s’erge sull’opposto versante,quello a sud,della valle di Resia.-Vorrei andare a visitare gli “Slovègni”,risposi,in Carinzia m’hanno detto che ci sono degli Slavi in Friuli”.-Come no ,ma sicuro che ci sono.Guardi-ed il vecchietto mi indicò il monte Musi-lassù a destra della montagna c’è quel sentiero ,vede,si snoda fra quel verde,vicino a quel boschetto:pio là più in alto,fra le rocce;e lassù avanti in mezzo alla neve.Ebbene,percorrendo quel sentiero,un Resiano in 3 ore arriva fra quegli “Slovègni”….
Il 30 aprile 1841 partii dalla valle di Resia,prendendo la stessa via donde ero arrivato.A Resiutta però svoltai a sinistra in direzione di Cividale,ma avendo l’intenzione di penetrare fra i monti tute le volte che l’opportunità si fosse presentata di fare esplorazione.Al calar della notte arrivai a Tarcento…….
Altre Alpi corrono da nord a sud fra i fiumi Torre ed Isonzo,fino a Gradisca ed oltre là dove svaniscono insieme all’orizzonte.Tra queste Alpi vivono gli “Slovègni”,overossia gli “Schiavi”,come i loro vicini d’occidente usano chiamarli…..Soltanto nei villaggi di Ter (Lusevera) e Nimis incontrai sacerdoti slavi (la nota in calce avverte che Ter e Pradielis,Bardo è Lusevera.Nimis non è mai stata slava,mentre Romandolo e Cergneu sì)….

Solamente la più dura necessità potrebbe aver costretto degli esseri umani a stanziarsi in quelle gole.Massi enormi si accumulano gli uni sugli altri o per ripidi pendici o su pareti rocciose ,il tutto fra stentatissima vegetazione di rovi e sterpi.In mezzo alle sterili rocce i ruscelli impetuosi si sono scavati e continuano a scavarsi gole profonde.A coronare le montagne  si sono formati dei valloncelli ogni tanto,sotto frontali rocciosi,impedenti e minaccianti.Le valli,come siamo abituati a disegnarcele,non esistono là.Non c’è assolutamente nessun angolo di quella zona ,in cui l’uomo possa liberamente o per sua volontà sviluppare una qualsiasi economia agreste:egli deve raccogliere la misera zolla sulla ripida pendice e coltivarla,deve ritirarsi contro le rocce e nascondersi nei crepacci fra le pietre…..

Si può calcolare che nelle montagne del Friuli vivono circa 19.000 “Slovegni”-circa 7200 nel circondario di S.Pietro di Tarcento:3700 in quello di Nimis;7400 in quello di S.Pietro degli Schiavoni;500 in quello di S.Leonardo e 299 circa in quello di Cividale.Ogni anno le nascite sono circa 30-32 su su 1000 e ne muoiono circa 22-25 su mille(secondo il censimento del 31 dic.1871 c’erano 27.000 Slavi,esclusi i Resiani,in tutta l’Italia settentr.:di questi 15.588 nel circondario di S Pietro degli Schiavi ed i rimanenti nei circondari di Cividale,Tarcento e Gemona…….
Alcuni villaggi sono completamente slavi,altri son misti e comprendono anche elementi friulani).

fonte:Gli Slavi del Friuli -edito dal Circolo di Cultura Resiano -Tipografia Lucchesi-Gorizia

Pubblicato in: friuli, lingue, minoranze linguistiche, scelto da olgited

La Treccani sulle minoranze linguistiche

slov
Il direttore generale, Massimo Bray, sull’importanza del pluralismo linguistico e culturale
L’Istituto, che pubblica la più nota enciclopedia italiana Treccani, sta realizzando un’iniziativa che ci riguarda direttamente.

Da metà dello scorso anno sul suo sito (www.treccani.it) pubblica contributi scientifici sulla situazione delle minoranze linguistiche e nazionali in Italia. La sezione dal titolo «Lingue sotto il tetto d’Italia.Le minoranze alloglotte da Bolzano a Carloforte» presenta ogni mese una delle dodici minoranze, menzionate dalla legge 482/1999.
Gli autori dei contributi prendono in esame gli effetti che ha avuto o meno la legge. Sono critici soprattutto rispetto al fatto che la legge statale 482/99 non valorizzi le differenze, «almeno in sostanza propone la stessa forma di tutela per tutte e 12 le minoranze, senza considerare le loro peculiarità storiche, territoriali e sociali»,ha scritto nella presentazione il redattore del progetto,Fiorenzo Toso. All’ “insuccesso” della legge 482/99 ha contribuito, secondo lui, anche l’imbroglio che alcuni Comuni hanno messo o hanno tentato di mettere in atto. Nell’intento di ricevere contributi finanziari, infatti, diverse decine di amministrazioni comunali hanno dichiarato di appartenere ad uno specifico territorio linguistico minoritario, nonostante non avessero nessun legame culturale e linguistico. Il sito dell’enciclopedia ha, finora, pubblicato nove contributi che riguardano: i catalani di Alghero, i friulani, i sardi, gli occitani, i sudtirolesi, i ladini, i francesi e i francoprovenzali. Sugli sloveni del Friuli Venezia Giulia il contributo è stato scritto
da Franco Finco di un’università carinziana, la facoltà di pedagogia di Klagenfurt.
Abbiamo chiesto al direttore generale dell’istituto Treccani, Massimo Bray, che anni fa nel governo di Enrico Letta dirigeva il ministero della Cultura, di fornirci maggiori informazioni sul progetto e sui suoi obiettivi.Ha detto che tra gli obiettivi dell’Istituto vi è la tutela della memoria e della cultura italiana. «In questo contesto la lingua riveste un ruolo centrale. Come si evince dal testo della Costituzione e dai valori che essa contempla, per le minoranze linguistiche e nazionali sono importanti la lingua, la storia, la cultura e le peculiarità di un determinato territorio. L’enciclopedia della lingua italiana ha dedicato molta attenzione alle minoranze linguistiche. Già in passato abbiamo presentato alla più ampia opinione pubblica culture specifiche di determinati territori», ha detto Bray e ha spiegato per quale ragione nell’introduzione il redattore ha scritto che con i contributi sulle minoranze desiderano rendere una panoramica sintetica e aggiornata sulla situazione e sulle condizioni delle minoranze linguistiche in Italia.
Ha detto che l’Italia, come altri Stati europei, è caratterizzata dal pluralismo linguistico e dal policentrismo.
«La costituzione italiana fa riferimento anche alla tutela delle minoranze linguistiche, che nel corso dei secoli hanno contribuito a plasmare la cultura in Italia. Dalla sua istituzione, nel 1925, l’Istituto Treccani si impegna a valorizzare diverse realtà, che compongono la società italiana». Abbiamo chiesto a Bray come lui stesso valuti
la conoscenza delle minoranze linguistiche e nazionali da parte dell’opinione pubblica in Italia. Ha risposto che c’è interesse per questo tema sociale. Ha sottolineato che il loro sito internet, che pubblica i contributi sulle lingue minoritarie, conta oltre 600mila visualizzazioni al giorno. «C’è quindi interesse ed è in aumento»,è convinto Bray..
M. C. H  (Primorski dnevnik, 3. 2. 2019)

dal Slovit del 28/02/19

Pubblicato in: friuli, lingue, minoranza friulana, minoranze linguistiche, personaggi

Silvana Fachin

download (1)
dal web

Silvana Fachin Schiavi, altrimenti conosciuta semplicemente come Silvana Fachin (Socchieve10 luglio1938), è una politica italiana.

Biografia

Nata a Socchieve, in Carnia, nel 1938, si laureò nel 1960 in lingue e letterature straniere a Milano, per poi specializzarsi negli Stati Uniti d’America e nel Regno Unito, titoli di studio che le permisero, dal 1971, d’insegnare didattica delle lingue moderne all’università di Udine. Tra il 1987 e il 1992 fu deputata indipendente nel Gruppo comunista – P.D.S., anni durante i quali presentò, assieme ad alcuni colleghi, la proposta di legge Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche.

Si occupò di educazione linguistica e del bilinguismo italiano – friulano e presiedette il comitato scientifico dell’Osservatorio regionale della lingua e della cultura friulane. Tradusse in friulano Aspettando Godot, col titolo Spietant Godò.

da https://www.wikiwand.com/it/Silvana_Fachin_Schiavi

Pubblicato in: cibi, friuli, lingue, minoranza friulana, proverbi, utilità

Proverbio 🍲 🍔

alimentazione
http://www.meteoweb.eu/

“Cul mangià si vif, cul dizunà si va in paradìs”

Con il mangiare si vive,col digiuno si va in paradiso.

L’uomo è ciò che mangia e in base a ciò che mangia pensa, e di conseguenza si comporta. Ciò che entra nel nostro organismo attraverso l’alimentazione, l’acqua, l’aria, il pensiero degli altri, i suoni ecc. costruisce il nostro organismo. Se ciò che forma il nostro corpo è povero di nutrienti, contaminato o impuro anche la mente, la coscienza e lo spirito ne subiranno gli effetti. C’è una profonda correlazione tra ciò che mangia l’individuo la sua salute, il suo pensiero, il suo carattere, la sua condotta, la sua sfera energetica, morale e spirituale, il suo relazionarsi con l’ambiente…https://www.paradisefruit.altervista.org/come-il-cibo-influenza-il-corpo-la-mente-la-coscienza-e-lo-spirito/

Pubblicato in: articolo, lingue

I bambini bilingue hanno una marcia in più, anche da adulti

I bambini che vivono in un contesto bilingue imparano più in fretta

Per bilinguismo si intende la capacità di potersi esprimere in due lingue diverse. Oggi nelle scuole è diventata pratica comune l’insegnamento di più lingue straniere sin dalla tenera età. Ma chi ha il “privilegio” di crescere in una famiglia bilingue, possedendo dunque la capacità di esprimersi in lingue diverse sin da quando è piccolo, gode di non pochi vantaggi negli anni a seguire.
Un nuovo studio ha infatti dimostrato che, già a soli sei mesi d’eta, i bambini che sono esposti a più di una lingua hanno un vantaggio rispetto ai loro coetanei monolingue: imparano più in fretta.
Questi i risultati dello studio, condotto dai ricercatori della National University di Singapore e dall’Istituto per le Scienze Cliniche di Singapore, in collaborazione con i diversi ospedali della città per verificare più da vicino i vari effetti del bilinguismo.
La scelta, oltretutto, non è stata casuale: Singapore è infatti una delle città con il maggior numero di famiglie bilingue rispetto ad altri paesi. Il che ha reso possibile a medici e scienziati un più facile accesso ai giovani di cui avevano bisogno per la loro ricerca.
bambini-bilingue

I risultati della ricerca per mezzo dell’assuefazione visiva

Lo studio è stato condotto su 114 bambini di sei mesi d’età, ai quali è stata ripetutamente mostrata l’immagine di un peluche a forma di orso e di lupo.
Una volta perso l’interesse per questa immagini, ai bambini venivano mostrate nuove immagini con altri animali. Lo scopo del test, che segue la tecnica della cosiddetta “assuefazione visiva“, era quello di misurare in quanto tempo i bambini si annoiano di fronte alla stessa immagine.
Ebbene, i bambini cresciuti in un ambiente bilingue si sono mostrati annoiati nei confronti della prima immagine in modo più rapido, sviluppando invece maggiore interesse per le immagini del peluche successive che ancora non avevano visto.

Quoziente intellettivo più elevato e capacità cognitive più sviluppate

Secondo i risultati di questa ricerca i bambini bilingue di sei mesi hanno già le basi per sviluppare delle capacità cognitive in modo più rapido rispetto ai coetanei monolingue. E questi effettivi non erano specifici per una lingua in particolare, ma sono stati riscontrati allo stesso modo in tutti gli abbinamenti linguistici studiati.
bambini-bilingue-2

Perchè i bambini bilingue imparano più in fretta?

Secondo i ricercatori ciò avviene perchè i bambini bilingue hanno una maggior capacità di elaborare le informazioni perchè sono abituati ad affrontare delle sfide. Non solo devono imparare due lingue contemporaneamente, con una ridotta esposizione ad ogni vocabolario, ma devono anche riuscire a distinguere tra le due senza mischiare le parole.
Questa efficenza, questo “esercizio mentale”, pone loro le basi per conseguire maggiori capacità cognitive quando diventano più grandi e per il resto delle loro vite.

Le dichiarazioni di Leher Singh, a capo della ricerca

Leher Singh, docente del Dipartimento di Psicologia presso la National University, nonchè autore della ricerca, a tal proposito ha dichiarato:
“Per gli adulti l’apprendimento di una seconda lingua può essere lungo e laborioso. A volte proiettiamo questa difficoltà anche sui nostri bambini, immaginando uno stato di grande confusione se due lingue diverse si accavallano nelle loro testoline. Tuttavia, un gran numero di studi ci hanno dimostrato che i bambini siano invece ben predisposti ad affrontare le sfide di acquisizione di due lingue diverse e, di fatto, possono beneficiare di questa capacità anche per il resto della vita…”
bambini-bilingue-3
Mentre studi precedenti si erano concentrati sui vantaggi che i bilingue potevano godere a livello di competenza linguistica, lo studio di Singh e dei suoi collaboratori si è concentrato maggiormente nella relazione che potesse esserci tra il conoscere più di una lingua madre e le capacità cognitive in generale.
Che ne pensate di questo risultato? Avete riscontrato qualcosa di analogo con i vostri bambini?
Daniela Bella
Pubblicato in: cultura, friuli, lingue, minoranza friulana

Ninna nanna in friulano

segantini-leduemadri
da https://intornoallanascita.com/tag/ninna-nanna/

Nanà cicin pipin

Questa è una ninna nanna del Friuli.

Nana cicìnà pipìne
la mari va al mulin,
nana cicìn pipìn
la mari va al mulin.Pupa al va a seà,
la sur a ramodà,
Pupa al va a seà,
la sur a raimdà.Il gat al ten la lum
e il frut al vai da sum,
Il gat al ten la lum
e il fruì al vai da sum.

Nana cicìn pipìn,
la mari va al mulin,
pupa al va a seà,
la sur a ramodà,
il giat al ten la lum
e il frut al vai da sum.

Traduzione

Fai la nanna cicìn pipìn,
la mamma va al mulino,
papà va a falciare l’erba,
la sorella va a lavorare i campi,
il gatto tiene la lampada
e il bambino piange dal sonno.

dahttps://www.filastrocche.it/contenuti/nana-cicin-pipin/

Pubblicato in: cultura, friuli, lingue, luoghi, minoranza slovena, minoranze linguistiche, wikipedia

Non c’è alcun dubbio,i resiani sono sloveni!

1601_costumi_Resia
costume resiano (archivio Dom)

Un gruppo di abitanti di Resia ritiene di non appartenere alla minoranza slovena anche se la  zona è tutelata dalla legge per la minoranza slo.

“Noi non vogliamo essere sloveni,ma solo resiani,perchè la Slovenia è nata dopo di noi” mi ha detto un giorno un resiano.Ma cosa c’entra,anche la lingua italiana ha origini che non coincidono con la nascita dello stato italiano !!!

Il resiano è una forma arcaica dello sloveno,che si è mantenuto tale per l’isolamento della Valle.

Resia ,anni fa, ha partecipato ad un progetto dell’università di Trieste progetto “Parco genetico del Friuli Venezia Giulia” finalizzato a identificare la componente genetica di sei diverse comunita’ isolate del Friuli Venezia Giulia tra le quali Resia. Il Parco genetico contribuira’ a creare una banca dati unica per il territorio. Dopo oltre tre anni di studio sono stati presentati i dati epidemiologici genetici delle singole comunita’.

Questo progetto non ha nulla a che vedere con la linguistica,ma ha esaminato la propensione della popolazione a certe malattie,ma alcuni resiani si fanno forza di questo studio per sostenere di non essere sloveni.

In passato ci sono state polemiche e addirittura aggressioni personali ,in occasione dell’emissione della prima carta d’identità bilingue.Ma vi rendete conto dove siamo arrivati!Ah ,non capisco cosa ci guadagnino a perdere delle agevolazioni!

da https://www.wikiwand.com/it/Lingua_slovena_in_Italia

La peculiarità del resiano ha inoltre indotto alla creazione di una propria standardizzazione ortografica che si è andata diffondendo negli ultimi due decenni. All’inizio del 2007 il consiglio comunale di Resia ha però approvato una risoluzione che afferma la volontà del comune di essere inserito nel territorio dove sarà vigente la legge di tutela della minoranza slovena, benché resti aperta la polemica soprattutto interna sulla questione dell’uso del Resiano scritto nel sistema educativo e amministrativo in luogo dello Sloveno, e sull’opportunità di sostenere la richiesta di un diverso riconoscimento per questo idioma da parte dello Stato italiano.È difficile fare chiarezza sulle posizioni contrastanti che vengono prese nel dibattito anche perché sul territorio della tutela culturale le polemiche vengono alimentate anche da posizioni politiche e ideologiche in buona parte provenienti dall’esterno: in particolare se da un lato gran parte dell’associazionismo sloveno e tutte le correnti filo-slovene spingono per una comune identificazione slovena di tutti i cittadini italiani di lingua slovena del Friuli-Venezia Giulia e per l’adozione dello sloveno standard da parte di tutte le comunità, d’altro canto gran parte della politica italiana e anche friulana, e tutto il nazionalismo italiano, ivi comprese le associazioni segrete che hanno svolto un rilevante ruolo nella storia locale del XX secolo, sono contrari all’identificazione slovena e spingono invece per un’esaltazione delle differenze locali, culturali e storiche, e pertanto per un maggiore riconoscimento delle differenze in particolare dei Resiani e degli abitanti della Benecia. Il dibattito attuale è in tutti i casi piuttosto acceso e vario, tanto da essere difficile riportare completamente tutte le posizioni presenti.

approfondisci qui https://bardo-lusevera-news.blogspot.com/2017/06/per-la-scienza-internazionale-il.html

SOLBICA
Solbica/Stolvizza archivio Dom
Pubblicato in: friuli, lingue, luoghi, minoranza slovena, minoranze linguistiche

Su 32 comuni, due hanno rifiutato l’Ufficio per la lingua slovena👎

Slovit-dicembre-2018-gennaio-2019-copertina-1-210x300Dal prossimo anno inizierà a funzionare la Rete per la lingua slovena
Su 32 comuni dove è ufficialmente riconosciuta la presenza della minoranza linguistica slovena, due hanno ritenuto di non aderire alla Rete per la lingua slovena messa in campo dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
A quanti hanno aderito, l’Ufficio centrale per la lingua slovena offrirà aiuto nel garantire il bilinguismo. L’accordo per l’adesione alla rete non è stato sottoscritto L’attuale amministrazione comunale di Torreano non sentirebbe il bisogno di operare anche in sloveno, mentre Resia, invece, rifiuterebbe l’adesione per la posizione di alcuni resiani secondo cui, nella valle
a ovest del Canin, si parlerebbe la lingua slava resiana e non il dialetto sloveno resiano. Il Comune di Resia,quindi, avrebbe subordinato l’adesione alla rete a una modifica del testo della convenzione, dove all’aderente sono assicurati il sostegno finanziario previsto dalla legge statale di tutela della minoranza slovena e l’aiuto gratuito dell’Ufficio centrale per la lingua slovena. In cambio, ad esempio, l’aderente s’impegna a adottare la terminologia determinata dall’amministrazione regionale.
La rete è attiva dal 2019; per il suo funzionamento
nel triennio 2019-2021 il governo regionale ha riservato 3.240.000 euro. Una buona parte dell’importo andrà all’impiego di personale con conoscenza della lingua slovena o all’affidamento di servizi a operatori esterni.
Alcuni comuni effettueranno i servizi in forma associata, come Savogna-Sovodnje e Sagrado-Zagraj, San Floriano del Collio-Števerjan e Cormons-Krmin e i comuni
delle Valli del Torre e del Natisone. In Valcanale, invece,opererà uno sportello linguistico plurilingue.
L’attività della rete è indirizzata dall’Ufficio centrale per la lingua slovena, che si occuperà di erogare i fondi statali agli aderenti e che saltuariamente pubblicherà bandi per progetti speciali di promozione dell’uso dello sloveno nella pubblica amministrazione.
Alla rete, finora, hanno aderito 30 comuni, le aziende sanitarie attive nella zona d’insediamento della comunità linguistica slovena, la Camera di commercio di
Trieste e Gorizia e l’Agenzia regionale per la protezione
ambientale.
(dal Primorski dnevnik del 22. 12. 2018)

pubblicato su Slovit di gennaio 2019