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DIEÇ-IL MIRACOLO DI ILLEGIO

Dieç-Il miracolo di Illegio – Trailer Ufficiale, il nuovo film di Thomas Turolo, prossimamente al cinema

Un uomo chiude il cassone di un camion e parte. Dettagli di un quadro si alternano ai paesaggi, fino a quando il camion si ferma dopo un tornante in montagna. Un piccolo paese immerso nel verde è davanti ai suoi occhi. L’uomo scende, con il dubbio di essersi perso.
Qualche mese prima. La vita di Illegio scorre tranquilla, ad animare la comunità contribuiscono Don Alessio e Don Angelo, che coinvolgono i compaesani in un progetto artistico degno di una capitale: la mostra tematica annuale, con quadri provenienti dai maggiori musei europei. I due sacerdoti coinvolgono l’intera comunità. L’arte diventa il mezzo per unire ancora di più, per qualificare il territorio. Ogni persona finisce per dare il suo contributo, secondo le sue competenze e le sue capacità. E così, la placida quotidianità del paese lascia il posto a una nuova energia organizzativa. Il paesaggio umano e la memoria di Illegio animano i racconti dei protagonisti sempre più impegnati con l’approssimarsi della mostra. Ritroviamo il nostro uomo. Ormai mancano pochi giorni all’apertura e l’uomo trasporta uno dei quadri della mostra. I paesani assistono allo scarico e alla collocazione del quadro in una delle sale. Tutto è pronto per l’apertura.

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Sentieri persi,parole perse il 23 e 24 marzo a Topolò/Topolove

53305587_2146031722143467_4246416556189286400_nL’associazione giovanile Robida propone due giornate di esplorazioni lungo i sentieri che circondano il paese di Topolò. In questa occasione verrà presentata da Janja Šušnjar, architetta slovena, e Laura Savina, illustratrice romana, la guida “Sentieri persi, perse parole” che hanno pensato per accompagnare in modo creativo e suggestivo il camminatore che arriva a Topolò. La guida e il progetto stesso nascono dalla volontà di prendersi cura del paesaggio che circonda il paese, al di fuori delle strade principali e delle giornate estive. Riscoprire i sentieri che un tempo venivano percorsi quotidianamente, che avevano una propria funzione e richiedevano cura e manutenzione, oggi acquista un nuovo valore, una nuova funzione. Con questa iniziativa si vuole proporre una nuova prospettiva del camminare, esplorativa e creativa, dando in mano al camminatore una preziosa guida dove, tra le mappe e le indicazioni si trovano piccoli disegni e piccole storie che ognuno può leggere a suo modo e mettere in pratica una volta intrapreso il cammino, per crearsi così la propria guida personale. Ecco il programma. Sabato 23 marzo: dalle ore 10, casa Juljova “Sentieri persi”, introduzione a cura dell’Associazione Robida; “Sentieri persi, perse parole”, presentazione del progetto con Janja Šušnjar e Laura Savina; prima passeggiata; dalle ore 13, casa Juljova, pranzo offerto dalla Trattoria alla Posta; seconda passeggiata. Domenica 24 marzo in ascolto di “ToBeContinued” presso la posta di Topolò; dalle ore 11, casa Juljova, Perse parole, lezione di sloveno con Janja Šušnjar; terza passeggiata; dalle ore 14, al chiosco; rinfresco; quarta passeggiata. La partecipazione è libera e gratuita. In caso di mal tempo l’iniziativa si svolgerà presso la casa Juljova.

https://www.dom.it/izgubljene-poti-in-besede-v-topolovem_sentieri-persi-parole-perse-a-topolo/

Topolò (Topolovo in slovenoTopoluove in dialetto sloveno locale e Topolove nella forma di compromesso adottata per la segnaletica stradale) è la frazione più popolosa del comune di Grimaccohttps://www.wikiwand.com/it/Topol%C3%B2

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Fiocco rosa al Parco Zoo di Lignano Sabbiadoro

E’ nata la cammellina Slow che dal 30 marzo in poi sarà pronta ad accogliere i visitatori

Fiocco rosa al Parco Zoo di Lignano Sabbiadoro

Il Parco Zoo Punta Verde di Lignano Sabbiadoro è pronto a riaprire il prossimo 30 marzo e intanto festeggia una nuova nascita: lo scorso 27 febbraio è nata la cammellina Slow, che deve il nome alla “giornata mondiale della lentezza”.

“Mamma Milly sempre attenta e vigile segue la sua creatura passo dopo passo con la costante presenza anche di papà Miki – racconta Maria Rodeano, direttore del Parco. La piccola sarà allattata per circa un anno, periodo necessario alla formazione delle sue caratteristiche gobbe, importanti riserve di grasso, al momento appena accennate”.

Nel frattempo al Parco fervono anche i preparativi in vista dell’imminente apertura di fine mese e i visitatori avranno presto la possibilità di ammirare e conoscere altri due nuovi ospiti: l’armadillo a tre fasce e il bradipo didattilo, in arrivo con ogni probabilità verso la fine di aprile.

In questi giorni la struttura è inoltre impegnata in un importante workshop sugli arricchimenti ambientali e il benessere delle specie selvatiche in ambiente controllato, che vede la partecipazione di venticinque tra guardiani, curatori, direttori e medici veterinari provenienti da tutta Italia.

Tutte le informazioni relative a progetti e orari sul sito http://www.parcozoopuntaverde.it.

da http://www.ilfriuli.it/articolo/tendenze/fiocco-rosa-al-parco-zoo-di-lignano-sabbiadoro/13/195448

pag fb https://www.facebook.com/ParcoZooPuntaVerde/#_=_

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GLI SLAVI DEL FRIULI di Izmail Ivanovic Sreznevskij

ezimba15673799462303( dagli appunti di viaggio del professore di slavistica Izmail I.Sreznevskij  del 1841)         

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casa ristrutturata dai beni ambientali -Villanova delle grotte/Zavarh
Le case -hiše

Gli “Slovegni” (val Torre e Natisone) fanno le case (hiše) di pietra,che sono ancora più povere di quelle dei Resiani,benchè siano dello stesso stile. E’ “ricco” quel contadino che,oltre alla cucina,possiede un’altra stanza (izba),la camera da letto (tjamara za spat) ed una cantina (klijet),(zahljev).
Qualche casa è adorna di un balcone (pojòu).Le stalle sono nel cortile (hljev za žvino).Il cortile spesso non è recinto e separato da quello del vicino se non da un mucchio di letame:i recinti sono molto rari.Nel labirinto dei sentieri che si intrecciano nei cortili dei paesetti ci si può facilmente  smarrire-più d’una volta mi è toccato di chiedere che mi mostrassero la via per uscirne ed andare in questo o quel villaggio.Non ci sono affatto strade. 

I lavori  

 “Ohimè ,questi Schiavi! Vivono come ladri e senza una strada che entri od esca dai loro paesi!” mi disse in Friulano,descrivendomi quei poveri ” Slovegni “.Si scordava naturalmente che anch’essi nel piano vivevano così,or non è molto.

Le grandi famiglie si mantengono unite,senza che i figli e le figlie sposati si separino dai genitori.Tutti lavorano,senza distinzione,come in Resia,fin che hanno la forza.A me è capitato di vedere,sopra un onte,delle ragazze con le scuri,intente ad estrarre con gran fatica radici d’alberi dalla terra in mezzo alle rocce;dovevano portare da loro stesse quelle “legna” fino da basso ed alle loro case;ma lavoravano allegramente scherzavano e cantavano le loro canzoni,tutte coperte di sudore in quella inumana fatica.Ristettero per un minuto o due,piene di sudore,e ci indicarono la strada,poi,dopo averci augurato buon viaggio,ripresero a lavorare.

A S.Pietro ho veduto donne porre l’arco sopra un ripostiglio da loro edificato come bravi muratori .Non è raro vedere i  maschi affaccendarsi in cucina oppure alla filatura del lino.Ma nonostante la miseria,non ho veduto che pochissimi mendicanti,forse perchè,secondo la loro antichissima tradizione,i parenti anche più remoti provvedono ai poveri dando loro un tetto se non l’hanno.Inoltre lo “Slovegn” si vergogna di mendicare:non così ho notato fra i Friulani,i quali,sia grandi che piccini,sono subito pronti a domandare “per amore di Dio”.

dsc01687L’agricoltura ed i campi si trovano in condizioni pietose. Il mais è il prodotto principale, ma dov’esso non può crescere,seminano l’avena ,il miglio e più spesso la segala.I pochi campi più fortunati possono essere dissodati dall’aratro (plug) e rotti dall’erpice (grèba ) : vi attaccano cavalli e muli oppure buoi e vacche.I campi di lino (lyn ) sono coltivati con gran diligenza.Hanno orti ( zagraje ) per le ortaglie e frutteti
(vaàrti),nelle vicinanze dei villaggi,con castagni , meli ,fichi,peri,e ciliegi.
La selvaggina è abbastanza abbondante sui monti :il lupo,la volpe,il cervo ed il capriolo non si sono ancora trasferiti in quelle zone. Con una speciale rete (strjetka )le donne stesse danno la caccia alla volpe;però non è loro concesso il diritto di cacciare il cervo e il capriolo,benchè se  l’occasione si presentasse esse sarebbero capaci di attaccarli senza la benchè minima paura.

dsc01207Gli animali che gli “Slovegni” più allevano sono le pecore e le capre,non tutte le famiglie hanno però i mezzi per poterle allevare.Qualcuno possiede anche la mucca che dà il  latte ,pascola e porta la legna al mercato.

La tessitura della stoffa (part) ,del panno (sukno )e del mezzo panno (medželana ) viene fatta soprattutto d’inverno.D’estate fanno le stoviglie (posoda ) di legno e di creta,cuciono i vestiti ecc.In autunno s’affaccendano a costruire carri (vozi) e slitte a mano (posanje ). Benchè fare gli slittini sia relativamente facile ,il costume vieta alle donne di occuparsene ,mente non è loro affatto proibito di slittare giù dai monti.Molte donne vanno a guadagnarsi il pane in città,come domestiche,e a molte questo piace.

Degno d’ammirazione è l’amore al lavoro degli “Slovegni”.Mi capitò di vedere una donna che guidava una mucca attaccata all’erpice,e contemporaneamente,allattava il suo bambino ch’era legato al suo seno,con una fascia; non solo,ma essa pure filava,tenendo la lana dietro la cintola;si vedono talvolta donne badare alle pecore e capre come bravi pastori, e nello stesso tempo filare e cucire ,senza naturalmente scordarsi di cantare.

dal libro della mia biblioteca “Gli Slavi del Friuli” edito a cura del Circolo di Cultura resiano e del giornale Matajur -tip.Lukežič Gorizia

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Da Campiolo a Stavoli -uno dei più caratteristici borghi delle nostre montagne- camminando lungo il bellissimo torrente Glagnò. Sospesi tra passato e presente, immersi nella natura con i suoi colori, rumori e profumi. Avvicinamento: Dal paese di Moggio Udinese si seguono le indicazioni per Campiolo e successivamente per Campiolo Alto. Si lascia la macchina in […]

via Da Campiolo a Stavoli (Stai di Muec) — Camminabimbi

Da Campiolo a Stavoli (Stai di Muec) — Camminabimbi

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Razzismo in classe…

TRENTO. E’ successo a un ragazzino di prima media alle Bronzetti di Trento. Dopo gli insulti razzisti ricevuti dai coetanei ha abbandonato la mensa per parlare con la dirigente e la nota sul registro l’ha presa lui. Poi amici e compagni ne hanno parlato con i genitori, a casa, e ieri qualcosa è cambiato…da Il Ventunesimo Secolo – XXI secolo – Blog d’Informazione

Di Luca Pianesi – 15 marzo 2019 – 05:01

TRENTO. ”Hai la pelle del colore della m…a”, ”sei arrivato con i barconi, con un passaporto falso’‘. Questa la serie di insulti che alcuni ragazzini hanno rivolto a un altro loro coetaneo durante la pausa pranzo, nella mensa della scuola, e alla fine a ritrovarsi con una nota sul registro è stata proprio la giovane vittima di tanta maleducazione e ignoranza. Ma, per fortuna, c’è un ma, che fa ben sperare: dopo due giorni e alcune verifiche condotte tra genitori, studenti e dirigente scolastica il ragazzo insultato e discriminato si è visto riconoscere le sue ragioni e la nota dovrebbe essere cancellata…

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2019/hai-la-pelle-del-colore-della-ma-sei-venuto-col-barcone-insultato-a-mensa-dai-compagni-si-arrabbia-e-si-becca-una-nota-ma-poi-la-scuola-rimedia?fbclid=IwAR3W6s0yA3z7pzcA0NXWjeNQwn-3H6C_N6LPdf3JdbNmS6Wt9cJDTMcHHlY

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La miniera di Cave del Predil (Tarvisio)

 

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https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Raibl_Bergbauort_Seebach_Fuenfspitz_30052008_01.jpg#/media/File:Raibl_Bergbauort_Seebach_Fuenfspitz_30052008_01.jpg

A pochi km dal triconfine tra Italia,Slovenia e Austria si trova il paesino di Raibl/Cave del Predil piccola frazione di Tarvisio

Siamo andati a visitare per voi, insieme a uno storico minatore, la sala degli impiccati nel complesso della miniera di Cave del Predil, nel Tarvisiano. La miniera di Raibl è stata per secoli una delle più importanti miniere europee di piombo e zinco.

https://www.facebook.com/Telefriuli/videos/334765553825823/

Cave del Predil (Rabil in friulanoRaibl in tedescoRabelj in sloveno) è una frazione del comune di Tarvisio (UD). Gli abitanti si chiamano cavesi.

Geografia fisica

Sorge a 900 m nella Val del Rio del Lago, circondata dai monti Cinque Punte (1.909 m) a nord-est, Monte Re (1.912 m) a nord-ovest, Jôf del Lago a sud-ovest e Cima del Lago (2.195 m) a sud-est. In prossimità del paese si trova il Passo del Predil (1.165 m) che porta in Slovenia. Non lontano dal paese inoltre giace il Lago del Predil(Raiblersee – Rabeljsko jezero, 959 m), nota meta turistica. Il territorio si trova oltre lo spartiacque alpino (che attraversa il Passo) ed appartiene al bacino del Mar Nero.

Storia

Il paese deve la sua esistenza (e il suo nome italiano) alle miniere di piombo e zinco del monte Re, in attività fino al 1991, che condizionano in modo pesante il paesaggio circostante.

La storia della miniera di Raibl affonda le sue radici in epoca preromana (800 a.C.) in cui pare ci fosse già un’attività estrattiva. Il primo documento storico che fa riferimento all’attività estrattiva risale al 1320 quando il duca Federico il Bello rilasciò la concessione estrattiva ad un gruppo di minatori del tarvisiano.

Nel 1456 il vescovo di Bamberga concesse ad Osvaldo Raibl il diritto di scavo del giacimento.Per molti secoli la miniera venne gestita dalla famiglia Rechbach.Nel 1759 Raibl entrò a far parte dei possedimenti degli Asburgo.

Nel 1835, a causa di ripetuti ribassi salariali, i minatori entrarono in sciopero; per sedare la rivolta fu necessario un intervento militare. Al termine dell’agitazione furono licenziati 120 lavoratori.

Nel 1890 venne realizzata la prima centrale idroelettrica che dava energia all’argano di estrazione del pozzo. Il villaggio di Raibl fu tra i primi ad avere l’energia

elettrica all’interno delle abitazioni.

Nel 1898 iniziò la costruzione della galleria di Bretto, allo scopo di facilitare il drenaggio delle acque ristagnanti nei livelli più profondi. La galleria inizia a 240 metri di profondità sotto al paese e sbocca presso Bretto, oggi Log pod Mangartom in Slovenia. I 4844 metri della galleria vennero inaugurati nel 1905…continua https://www.wikiwand.com/it/Cave_del_Predil

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Tante novità per le Grotte di Villanova

9Zavarska-jama-183x300Le Grotte di Villanova/Zavarh hanno riaperto al pubblico con un calendario ricco di iniziative e tante novità. Visite guidate, eventi a tema, musica dal vivo e gli immancabili centri estivi sono soltanto alcuni degli appuntamenti in programma per i prossimi mesi.

La stagione 2019 della Grotta Nuova di Villanova/Zavarška jama e dell’Alta Val Torre/Terska dolina, che la circonda, un luogo immerso nella natura incontaminata, è stato inaugurata domenica, 3 marzo. Ad attendere i visitatori c’è un’interessante novità.

«Quest’anno – spiega il presidente del Gelgv, Mauro Pinosa – lenostre guide hanno iniziato a riqualificare la vecchia reception, accanto all’ingresso della Grotta Nuova, per creare un nuovo spazio dedicato ai visitatori e alle attività didattiche».

«La struttura – prosegue – è stata svuotata e arredata per accogliere una mostra introduttiva alla visita turistica, dedicata al carsismo del massiccio del Bernadia e alla storia delle esplorazioni delle cavità di Villanova/Zavarh. Ci sarà anche un’area per i laboratori rivolti alle scuole, per poter sperimentare e conoscere i principi della geologia e del fenomeno carsico. Inoltre, è stata allestita una piccola biblioteca per la consultazione e l’approfondimento, a disposizione degli interessati».

Sono già in calendario gli appuntamenti per gli appassionati di meditazioni.

«Ormai da una decina d’anni – spiega la guida Tiziana Angotzi –, la Grotta Nuova fa da scenario a molte discipline olistiche, per regalare ai partecipanti, neofiti e non, momenti di benessere all’interno di un ambiente incontaminato».

I referenti del Gelgv fanno sapere che sono già tante le visite didattiche prenotate dalle scuole di ogni ordine e grado. Gli studenti possono prenotare la visita anche al di fuori dei normali orari di apertura. (Paola Treppo)

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70° Festa Regionale del Vino Friulano a Bertiolo

Festa-Regionale-del-Vino-Friulano-a-Bertiolo-2019Festa Regionale del Vino Friulano a Bertiolo, in provincia di Udine, si svolgerà nel 2019 dal 16 al 31 marzo, nei giorni della ricorrenza religiosa di San Giuseppe.
La manifestazione ,nata nel 1950, è organizzata dalla Pro Loco Risorgive Medio Friuli con il sostegno del comune di Bertiolo.Ogni anno attira migliaia di persone da tutto il Friuli e dalle regioni e paesi europei confinanti.
Bertiolo è un paese agricolo dove è molto sviluppata la viticoltura.Qui i terreni sono ghiaiosi e i vini molto apprezzati.
approfondisci qui http://www.bertiolo.com/eventi-manifestazioni/evento/id/1

Festa_del_Vino_Bertiolo_Udine

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Gli ” Slovègni “

DSC01673Da “Gli Slavi del Friuli” di Izmail.I.Sreznevskij (1812-1880) 

dalla relazione del viaggio fatto nella regione degli Slavi occidentali dall’eminente studioso russo nel 1841

Descrizione fisica e del carattere degli Slovègni

Gli “Slovègni” sono di statura superiore alla normale ed alcuni sono addirittura altissimi.Il viso hanno piccolo a paragone del corpo.La loro fisionomia esprime ardimento e fiducia in sè stessi,contemporaneamente a bontà.Abituati a sopportare estreme fatiche essi sono indifferenti alle malattie e ai mali.Affetti da gozzo e cretini non ce ne sono.Anzi,siccome i Tedeschi pare siano predisposti al gozzo,lo stesso gozzo essi denominano “niemčk”.

Non è affatto il caso di dire che gli “Slovegni “sono semplici: essi sono gentili ed ospitalissimi, ma anche duri e diffidenti. Essendo stati abituati a guardare la realtà dal lato più nero,forse per questo,tendono a serbare rancore. Essi  sono orgogliosi, sarcastici e spesso violenti. Non capita spesso che uno “Slovegno ” uccida un altro” Slovegn “,ma non è tanto una rarità che un Friulano venga ammazzato in mezzo ai loro monti (la nota in calce dice: adesso questi fattacci non si verificano.Gli omicidi sono rarissimi e non hanno una relazione alcuna con la nazionalità-evidentemente le informazioni del sacerdote di Nimis a questo proposito erano state terribilmente esagerate.Lo ” Slovegn” vede il Friulano e l’Italiano,considerandoli come degli esseri non del tutto umani ,anche se talvolta li aiuta……
Lo “Slovegn” è resistente,pieno di sopportazione ma poco industrioso e diligente. Egli sopporta l’avversa fortuna con stoicismo e senza lamentarsi.Nessuna avversità lo abbatte : i governi e gli ordinamenti veneziani l’hanno abituato a ogni cosa e tutti i mali egli considera nell’ordine naturale delle cose e non soltanto i suoi propri mali ma tutti;intanto custodisce gelosamente la sua primitiva moralità.
Gli ” Slovegni” pagano le tasse e vivono in villaggi, paesi e borgate,compresi i comuni. Ecco i nomi di alcune località: Flaipano (Flajpan),Ciseris (Cižirja), Sedilis (Sedila), Samardenchia (Samardenkija), Stella (Ternj), Zavarch (Zavarh), Pers (Brjeh),Cesariis (Podbardo), Pradielis (Ter ), Musi (Muzec),Lusevera (Bardo), Micottis (Mjakota),Monteaperta (Viškurša), Cornappo (Karnahta), Debellis (Debeliša),Tajpana (Tajpana), Montemaggiore (Brezja), Platischis (Platišča), Prosenicco (Prosnik),Subid (Subit), Forame (Maljina), Cergneu (Cernjev), Monte di Prato (Karniče) , Chialminis (Vizont), Loch (Loh), Bergogna (Bargin), Sello (Sedlo), Podbjella (Podbjela), Boreana (Burjana),Creda (Kreda), Caporetto (Kobarid), Luicco (Lučka) ,Drenchia (Dreka).(La nota in calce dice : Luicco,Caporetto,Sello,Podbiella e Boreana appartengono alla Contea di Gorizia e perciò all’Austria .

dal libro della mia biblioteca “”Gli Slavi del Friuli” (Friulskie Slavjane) –edito a cura del Circolo di Cultura Resiano e del giornale Matajur – Tipografia Lucchesi-Gorizia