LA LEGGENDA DEL MONTE LUSSARI

Secondo la leggenda, nel 1360 sul Lussari un pastore di Camporosso smarrì le pecore. Le cercò, trovandole in ginocchio attorno a un cespuglio di ginepro, nel mezzo del quale c’era una statua della Madonna col Bambino.

La prese e la portò alla parrocchia di Camporosso, dove il sacerdote la chiuse a chiave in un armadio. Il giorno dopo la statua era di nuovo sul Lussari nello stesso posto, ancora attorniata dalle pecore in ginocchio. Così si ripeté tre volte. Il parroco informò del fatto il Patriarca di Aquileia, che gli ordinò che nel luogo di ritrovamento della statua fosse costruita una cappella.

La cappella divenne in seguito la chiesa del Lussari.

Iz knjige/Dal libro: »Jezak – karanina naše kulture« »Jezik – korenina naše kulture« »La lingua – la radice della nostra cultura« Združenje/AssociazioneDon Mario Cernet, 2018

fonte Dom

Kries – la magia del falò di San Giovanni

22/06/2017Sara Terpin

da https://www.slovely.eu/2017/06/22/kries-la-magia-del-falo-di-san-giovanni/

La notte tra il 23 e il 24 giugno è nella tradizione di diverse popolazioni europee una notte magica: si celebra il solstizio d’estate, che la tradizione cristiana ha associato al culto di San Giovanni. “Šentjanževo” o “Noč svetega Ivana” (“notte di San Giovanni) è una festa ancora molto sentita in Slovenia, ma anche nei paesi oltre confine dove vive la minoranza slovena: così in Benečija (Slavia Veneta), dove durante questa magica notte in molti paesi vengono accesi grandi falò, chiamati “kries” (“kres” in sloveno).

Uno di questi paesi è Tribil Superiore – Gorenji Tarbij, la frazione più alta (650 m slm) del comune di Stregna – Sriednje, dove vivono circa 40 abitanti, e dove – così ci dice Erika Balus, che qui vive con la famiglia, sembra di stare in paradiso. Erika ci racconta del kries e di altre tradizioni legate alla notte di San Giovanni; tradizioni che si perdono nella notte dei tempi e che le sono state tramandate dalla nonna e dalla bisnonna, che a loro volta ripetevano antichi gesti, spesso senza saperne il significato più profondo, semplicemente perché “la notte di San Giovanni si fa così”.

Križci
I tipici “Križci”

I gesti antichi e i rituali iniziano già prima del grande evento del kries. A parte i preparativi veri e propri per il falò, come la raccolta di legna e ramaglie da ardere, il 23 giugno si raccolgono fiori ed erbe aromatiche, che secondo la tradizione in questo giorno raggiungono il culmine delle loro proprietà. I fiori vengono utilizzati per fare “križci” (croci) e “krancelni” (ghirlande), che, sapientemente intrecciati, verranno poi appesi alla porta d’ingresso delle case per proteggerle. Le erbe aromatiche vengono fatte marinare nel vino, che viene benedetto e utilizzato come medicinale per tutte le malattie, “sia quelle note, che quelle ignote”. Ma le erbe aromatiche sono anche l’ingrediente principale delle “marve”, piatto particolarissimo e unico nel suo genere, senza il quale la festa di San Giovanni non è una vera festa.

La gente attorno al kries di Tribil Superiore
La gente attorno al kries di Tribil Superiore

La notte del solstizio d’estate è anche un’occasione unica per conoscere il futuro, sbirciando un albume d’uovo “cucinato” sotto i raggi della luna, o cancellare le rughe dal viso rotolandosi nella rugiada al mattino presto. O scoprire quali mesi saranno piovosi utilizzando 12 gherigli di noce. “Magie” che ci raccontano di un mondo contadino la cui vita era strettamente intrecciata con gli eventi della natura e le sue stagioni, gesti e tradizioni dietro a cui si celano antichissimi riti di cui sono giunte a noi solo tracce, sbiadite dalla patina dei secoli.

La forza del fuoco del Kries
La forza del fuoco del Kries

Scoprite queste magiche tradizioni nel nostro filmato girato a giugno 2016 a Gorenji Tarbij, raccontate da Erika Balus nel musicale dialetto sloveno della Benečija.

Per conoscere le altre usanze della notte di san Giovanni e il loro significato simbolico, date un’occhiata al nostro articolo.

https://youtu.be/cqoQwVgxVNQ

LJUBLJANA

https://sonoinvacanzadaunavita.wordpress.com/2019/05/04/ljubljana/

La fontana dei tre fiumi carniolani che sorge al margine della Mestni trg, nota anche sotto il nome della Fontana del Robba, è uno dei monumenti più famosi della Lubiana barocca. Fu eseguita, tra il 1743 e il 1751, dallo scultore e architetto veneziano Francesco Robba (1698-1757), che passò la maggior parte della sua vita a Lubiana. È considerato il miglior maestro della pietra del periodo barocco di Lubiana.
zmaj-il drago simbolo della città

La leggenda sulle origini di Lubiana

La leggenda narra che Lubiana sia stata fondata dall’eroe mitologico greco Giasone, che rubò il vello d’oro del re Aites, e poi con l’equipaggio degli Argonauti scappò sulla nave Argo attraverso il Mar Nero fino al Danubio e risalì il fiume Sava fino al fiume Ljubljanica. Lì gli Argonauti smontarono la nave, la trasportarono fino al mare Adriatico, dove fu ricomposta e con essa fecero ritorno in Grecia. Sulla strada per il mare, alla sorgente del fiume Ljubljanica, si fermarono in un grande lago e in una palude dove viveva un drago. Giasone affrontò il drago, lo sconfisse e lo uccise…https://www.visitljubljana.com/it/visitatori/attivita/divertimento/articolo/lubiana-la-citta-dei-draghi/

Vicino alle grotte di Villanova, visita il museo etnografico di Lusevera

 APERTURA ESTATE 2019

A Lusevera, il museo etnografico

Riapre sabato 8 giugno 2019 con orario 11:00-17:00 il Museo etnografico di Lusevera, fiore all’occhiello della comunità che conserva testimonianze della cultura, delle tradizioni e dei modi di vivere della piccola comunità.

Situato a pochi chilometri dalle grotte di Villanova e da Tarcento, il museo offre la visita gratuita agli ambienti museali ricavati nella vecchia latteria di Lusevera. Oltre alle spiegazioni del personale, il museo si potrà visitare con l’ausilio di tablet e di postazioni multimediali.

A disposizione tantissimo materiale per scoprire le valli del Torre, i sentieri di Lusevera, il cammino celeste, le grotte di Villanova, dove mangiare e dormire.

Da luglio si potrà viaggiare ogni sabato col bus turistico “Su e Giù per la Benečìa” che partirà, ogni sabato, alle ore 8:00 dalla stazione di Cividale del Friuli alla scoperta dei paesi più nascosti e affascinanti della valli del Natisone e del Torre. Sarete accompagnati da una guida. Per prenotare il vostro posto sull’ autobus e chiedere informazioni chiamare il numero +39 339 5038037.

Il Museo di Lusevera sarà aperto al pubblico fino all’ultimo fine settimana di agosto 2019, dal giovedì alla domenica, con il seguente orario: 11:00-17:00

http://www.museoluseverabardo.it/vicino-grotte-di-villanova-museo-lusevera/?fbclid=IwAR0CcInk7jFun6XQQ2TyK1h6MR8eNl_AesM1O4fh8ydHW52vaTdyP61fmnc

LA SVIZZ…AH NO, È LA SLOVENIA VERDE! — In vacanza da una vita

https://sonoinvacanzadaunavita.wordpress.com/2019/05/03/la-svizzah-no-e-la-slovenia-verde/

Buona giornata

Catena dei Musi
Alta Val Torre

L’insegnante di Lusevera

Marisa Cher racconta:

Qui, dove oggi si trova il museo, una volta c’era una latteria. Per molti anni fece il lattaio Pietro Sinnico, che per lungo tempo era anche sindaco. Egli visse tra il 1895 e il 1965. Sopra la latteria c’era la scuola, in cui insegnava sua moglie Cristina (nata nel 1898). I bambini la temevano un po’,poiché usava una bacchetta e faceva stare i bambini inginocchiati sui sassi. Non poteva che essere severa,poiché aveva più di quaranta bambini per classe. Insegnava tutto il giorno, mattina e pomeriggio! Anche quando era già molto avanti con la gravidanza, veniva ancora a scuola. Aveva nove bambini. Inoltre, aiutava il marito, che faceva il sindaco, sebbene avesse compiuto solo tre anni di scuola elementare. Lei gli scriveva tutto esi prendeva cura della contabilità e delle carte in genere. Per questo motivo a casa poteva contare sull’aiuto diuna domestica, una donna che cucinava e si occupava tutto il giorno dei bambini.

È interessante la storia su come Cristina fosse diventata un’insegnante. Delle persone erano venute a piedi da Udine a Lusevera per chiedere se qualcuno fosse così bravo a scuola da poter andare a studiare a San Pietro al Natisone. L’insegnante aveva detto che aveva due brave scolari, Cristiana e un’altra bambina. Le due erano cugine. Le loro mamme erano, infatti, sorelle. La mamma di Cristina aveva detto: «Vai, se vuoi andare». La mamma dell’altra bambina aveva invece detto: «Perché dovresti andarci? Tu sei una donna, dovrai avere dei bambini…». Per questo motivo era partita solo Cristina. Era la fine di ottobre e faceva molto freddo. Lei aveva preso i guanti che non coprivano le dita e le calze di lana fatte da sua madre. Poi erano partiti ed erano andati a piedi fino a San Pietro al Natisone, prendendo delle scorciatoie. Cristina era ritornata a casa solo alla fine dell’anno per poi ritornare a studiare. Dopo sette anni aveva finito le scuole e aveva iniziato a insegnareall’età di 18, 19 anni, all’inizio a Villanova delle Grotte, poi a Lusevera. Insegnò per quarant’anni. Nel 1954 andò in pensione e morì nel 1984 all’età di 86 anni.

Tipologia: Testo
Racconta/canta/parla: Marisa Cher
Registrato da/chiede/annotato da: Barbara Ivančič Kutin
Luogo di registrazione: Bardo / Lusevera
Data di registrazione: 6. 6. 2013
Link: http://as.parsis.si/zborzbirk/zbirka-it.a5w?zid=1026

http://zborzbirk.zrc-sazu.si/it-it/raccontieimmagini/racconti.aspx

Srebrna kaplja vabi na izlet na Koroško — NoviMatajur

Gita in Carinzia

Srebrna kaplja organizira v nedeljo, 30. junija, avtobusni izlet (prevoz stane 30 evrov) na Koroško. Odhod iz Špetra ob 7. uri, iz Čedada ob 7.10, Remanzaga ob 7.20. Šlo se bo v Beljak (Villach) in na Osojsko jezero (Ossiacher See). Tu si bomo ogledali zanimiv samostan z baročno cerkvijo (Abbazia di Ossiach). V tem obdobju ob Osojskem jezeru prirejajo tudi festival “Fête baroque”. Na programu so glasbeni dogodki, predstave, svoje mesto na prireditvi pa ima tudi gastronomija, tako da bo mogoče na prizorišču festivala tudi pojesti kosilo. Povratek domov je predviden okrog 20. ure. Vpise zbirajo do 20. junija v uredništvu časopisa Dom v Čedadu (Susi – 0432/700896), lahko pa pokličete tudi Roso (0432/730412). http://novimatajur.it/category/cronaca

Gita in Carinzia

Srebrna kaplja organizza per domenica 30 giugno una gita con il bus (30 euro).

Partenza da San Pietro al Natisone alle ore 7.00,da Cividale alle 7.10,Remanzacco ore 7.20.

Si visiterà Villaco e Ossiacher See ,il convento barocco e l’Abbazia di Ossiach.In questo periodo c’è la festa barocca.In programma c’è musica,rappresentazioni,la gastronomia (sarà possibile pranzare)

Rientro previsto per le ore 20.00.

Si accettano le iscrizioni fino al 20 giugno presso la redazione del giornale Dom a Cividale (Susi – 0432/700896), potete chiamare anche Rosa (0432/730412).

Alta Val Torre

Alla domenica

Amo camminare nei boschi,ascoltare il rilassante canto degli uccelli , fotografare i fiori spontanei e la natura.

Dactylorhiza maculata fuchsii, Orchidea macchiata
Fam. Orchidaceae
La Concordia (nome scientifico Dactylorhiza maculata è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, spontanea nei luoghi freschi d’Italia.
Dianthus sternbergii, Garofano di Sternberg
Fam. Caryophyllaceae
La Valeriana officinalis è una pianta a fiore(angiosperma, appartenente alla famiglia delle Valerianacee. Viene utilizzata soprattutto in fitoterapia e in farmacia, come calmante naturale.
Dactylorhiza maculata fuchsii, Orchidea macchiata
Fam. Orchidaceae

Una cartolina da Peternel

foto di stefano Morandini

Drenchia (Dreka in slovenoDrèncje in friulano) è un comune italiano sparso di 118 abitanti del Friuli-Venezia Giulia. La frazione Cras ospita la sede comunale.

Attualmente è il più piccolo comune della regione per numero di abitanti residenti.

Geografia fisica

Territorio

Orografia

Il comune, adagiato sulle falde del Colovrat nella valle del torrente Rieca-Cosizza che qui ha le sue sorgenti, si trova all’estremo orientale della provincia di Udine, al confine con la valle dell’Isonzo, in Slovenia. Le frazioni del comune sono quasi tutte posizionate sulle pendici meridionali della catena del Colovrat ed affacciate sull’alta val Cosizza. Ne fanno eccezione le due borgate di Paciuch e di Peternel che si trovano a fondo valle, sulle rive del torrente Cosizza. La frazione più elevata è quella di Crai a 863 m s.l.m., mentre la più bassa è quella di Peternel che si trova a 306 m s.l.m..
La dorsale del monte Colovrat (1243 m s.l.m.), è formata da una serie di rilievi che si estendono per circa quattro chilometri dal torrente Za Velin Čelan al fiume Judrio, e segna il confine dell’Italia con la repubblica di Slovenia. Nella parte meridionale della catena è posizionato il passo Solarie che collega la Val Cosizza con il paese sloveno di Volzana (Volče in sloveno) e quindi con la vallata dell’Isonzo e la cittadina di Tolmino.
Nei pressi del passo si può vedere il monumento eretto a ricordo di Riccardo di Giusto, il primo caduto italiano della grande guerra; nella stessa zona vi sono il bivacco Zanuso, dedicato alla memoria dell’alpino Giuseppe Zanuso, morto in quel luogo nel 1929 a causa di una fortissima tormenta di neve ed il rifugio di Casoni Solarie, con annesso campetto sportivo polifunzionale.
Dalle più alte cime del comune si possono ammirare, nella loro bellezza, le Valli del Natisone e, nei giorni privi di foschia, si possono intravedere le città di UdineGrado e Monfalcone nonché le coste settentrionali dell’Istria. Le grotte e le cavità presenti non sono così numerose ed estese come quelle delle vicine vallate del Natisone e dell’Alberone…https://www.wikiwand.com/it/Drenchia