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Trieste, donna siriana in fuga dalla guerra nascosta su un treno merci con i 4 figli piccoli

Erano nascosti su un carro. Sul posto la Polizia di frontiera, la Polfer, i Vigili del fuoco e la Croce Rossa

L’ARTICOLO

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Migrante muore di stenti sulla rotta balcanica, l’allarme di Ics: «Situazione drammatica»

TRIESTE. «La morte per stenti del giovane rifugiato siriano, avvenuta in Slovenia lungo la cosiddetta “rotta balcanica”, non è un singolo fatto tragico segnato dalla casualità, bensì la manifestazione di una situazione drammatica che riguarda le migliaia di persone, uomini, donne e bambini, in fuga lungo la via terrestre dei Balcani. Quella morte sarebbe potuta avvenire a Trieste o in altri punti della rotta, e si aggiunge ad altre morti già avvenute». Lo afferma in una nota l’Ics di Trieste a proposito del decesso, avvenuto nei giorni scorsi, di un migrante siriano in Slovenia nei pressi di Ilirska Bistrica.

Il giovane siriano stava cercando di raggiungere la Germania dove risiedevano regolarmente due fratelli, ma si è perso nei boschi della Slovenia ed è morto di freddo. I fratelli erano andati a prenderlo ma per il ragazzo era troppo tardi. La polizia slovena ha riferito che ieri un’automobile privata, con targa di registrazione tedesca, si è fermata nei pressi di Bisterza (Ilirska Bistrica) per chiedere soccorso.

All’interno dell’auto, guidata da un cittadino greco, c’erano due siriani con regolare permesso di soggiorno in Germania e una terza persona, un ventenne di nazionalità siriana, priva di sensi. I primi soccorritori hanno tentato di rianimare il giovane, ma il medico giunto sul posto ha potuto solo constatare il decesso per ipotermia. Secondo le prime ricostruzioni, i tre cittadini siriani erano fratelli e il ventenne, che si stava nascondendo nei boschi intorno a Bisterza da diverse settimane, aveva chiesto aiuto ai fratelli non sapendo come raggiungerli. La polizia ha aperto un’indagine sull’accaduto.La polizia ha anche reso noto che nelle ultime 24 ore sono stati fermati 35 migranti mentre cercavano di entrare in Slovenia lungo il confine occidentale con la Croazia. … https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2019/11/09/news/migrante-muore-di-stenti-sulla-rotta-balcanica-l-allarme-di-ics-situazione-drammatica-1.37880706?ref=twfpi&twitter_card=20191109135630&refresh_ce

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Video interviste interculturali

Un progetto promosso dall’Aggregazione Giovanile Friûl Mics che affronta il tema della migrazione da molti punti di vista: quello di chi arriva, di chi parte, di chi torna e di chi resta. A parlare sono giovani, donne e anziani: piccole storie che raccontano diversi modi di migrare. In questa intervista il bellissimo incontro tra Elisa Colonello (classe 1927!), ex emigrante in Venezuela negli anni Cinquanta, e Daniel Samba, uno dei protagonisti di “Felici ma furlans”.

Bravo Daniel per la tua ottima pronuncia friulana!

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L’Italia ancora terra di emigranti. Due milioni in 13 anni. Rapporto Migrantes — RIFLESSIONI

CRISTINA NADOTTI Non siamo soltanto un Paese meta di migrazioni, siamo di nuovo una nazione di emigranti, che partono in prevalenza dal Meridione. Negli ultimi 13 anni, dal 2006 al 2019 il numero di chi se ne va dall’Italia è aumentato del 70,2 per cento e gli iscritti all’Aire, cioè l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, […]

L’Italia ancora terra di emigranti. Due milioni in 13 anni. Rapporto Migrantes — RIFLESSIONI
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A Paularo non vogliono gli immigrati

Di Laky 1970 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41432719

Paularo, il paese che non vuole gli immigrati: «Abbiamo paura per i bambini»

I residenti li lasciavano da soli a giocare in giardino,adesso no.Hanno raccolto più di trecento firme contro i richiedenti.A borgo Cjavec i bambini giocavano da soli in strada,ora le mamme non li lasciano più,hanno paura dei richiedenti asilo.

Penso che sia così ovunque ,i tempi cambiano,immigrati o no i bambini devono esser sempre sotto l’occhio vigile di un adulto.

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NON CI SARA’ PERDONO — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava

E avete ancorala faccia tostadi presentarvial vostro Dioalle vostre chieseper le vostre preghiere,e avete ancorala faccia tostadi chiederGliche esaudiscale vostre egoistiche grazie,e avete ancoral’anima tostadi comunicarvinelle vostre religioniliberi dei vostri peccati.Ma il vostro, il nostroe il loro Dionon recherà Perdonoe ognuno si porteràsul colloe dentro il cuore,il peccato di un uomomorto affogatogiunto in riva al […]

NON CI SARA’ PERDONO — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava
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Rotta balcanica, in Fvg attesa un’impennata di migranti

Savino: “La regione non può reggere da sola i flussi. Governo e Ue intervengano subito”

Sarebbero quasi tremila i migranti rintracciati in Friuli Venezia Giulia nel solo 2019 dopo aver percorso la rotta balcanica e varcato il confine con la Slovenia. Un incremento del 90% rispetto all’anno precedente e di circa il 350% rispetto al 2017. Sono i dati forniti dal Viminale e resi noti dalla trasmissione di La7 Tagadà nella puntata andata in onda ieri. “Numeri sottostimati, per stessa ammissione di chi li ha forniti, perché non comprendono i dati delle questure né coloro che riescono a entrare ma non vengono rintracciati. Un’impennata di ingressi che precede le minacce di Erdogan ma che potrebbe aumentare ancora se la Turchia dovesse veramente aprire i propri confini con l’Europa. Trieste e l’intero Friuli Venezia Giulia non possono reggere l’urto di un flusso incontrollato di migranti”, afferma in una nota Sandra Savino, deputata e coordinatrice di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia.

“Ho presentato un’interrogazione per chiedere al governo di fornire ufficialmente i dati storici sugli ingressi attraverso il confine nord-orientale e impegnarsi a tenerli aggiornati e pubblici così come accade per gli sbarchi. Sino ad oggi la rotta balcanica non ha ricevuto le dovute attenzioni da parte del governo: se vogliamo evitare che la situazione diventi ingestibile e insostenibile per Trieste e l’intera regione è necessario che governo e Ue prendano coscienza delle possibili conseguenze”, conclude Savino.
https://www.ilfriuli.it/articolo/politica/rotta-balcanica-in-fvg-attesa-un-impennata-di-migranti/3/207907

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MIGRANTI MORTI IN MARE. OLTRE 15 MILA MORTI IN POCHI ANNI, COME SE FOSSERO AFFONDATE DELLE CITTÀ

fonte vignetta Makkox Official

Come se Azzano, Porcia, San Vito al Tagliamento, Tavagnacco fossero affondate o città come Grado e Lignano insieme non esistessero più. Sepolte dall’acqua. Dal mare. Quel mare che divide le terre, ma le unisce attraverso lo sguardo che si perde oltre l’orizzonte. Terra, terra, gridava  l’odiato Cristoforo Colombo  in America, prima di andare a conquistare le nuove terre ed esercitare il suo colonialismo e schiavismo ai danni della popolazione indigena. Terra, terra. Un grido a cui ci siamo affezionati nei film, che raccontano la storia di naufraghi. Ma questo grido non può essere per tutti. Perchè c’è chi gioisce, chi si rallegra, se queste persone che legittimamente vanno alla ricerca di nuove speranze, vengono risucchiate da Nettuno. Annegano nel Mediterraneo. Affondano le loro barche, le loro carrette delle mare, e quando venivano soccorse qualcuno le liquidava in modo meschino come taxi del mare. Chiunque nelle loro condizioni avrebbe tentanto la stessa sorte. Non decidi tu dove nascere. Oltre 15 mila morti dal 2014. Il Mediterraneo è diventato vorace come non mai. E noi, qui, a fare la conta, parlando di numeri astratti, ma non sono numeri del lotto questi, sono persone uccise dai muri del nostro tempo.
mb

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FVG GROVIERA.ALTRO CHE LAMPEDUSA,I MIGRANTI ARRIVANO VIA TRIESTE.IL FALLIMENTO DEI MURI

La politica dei muri è stato un chiaro ed evidente fallimento. Da quando si è detto che i confini in FVG sono blindati si è registrata una grande ondata di migranti, oltre 5 mila in meno di un anno. E non c’è un solo giorno che tramite la via di Trieste non si registrano arrivi. Ogni giorno. A Trieste la situazione rischia di implodere se non si potenzia il sistema di accoglienza, d’altronde basta farsi un giro in alcuni punti della città, come la zona della stazione per capire la situazione. Città che al momento regge l’urto ma gli effetti disastrosi dei precedenti interventi governativi hanno lasciato il segno. Altro che Lampedusa. I migranti arrivano via Trieste. Ma l’attenzione mediatica e politica è tutta focalizzata sul Mediterraneo, ovviamente perchè c’è il problema dei morti in mare. Nessun muro, nessun filo spinato, nessun drone, salvo che non si decida di ritornare ai tempi della Germania nazista, potrà arrestare questa ondata di migrazioni. Niente di epocale al momento, arrivi numerici contenuti rispetto al passato, ma pur sempre importanti e significativi. Non è l’Italia la meta principale di destinazione, ma dall’Italia si deve passare per andare lì dove si cerca di realizzare migliore vita e trovare rifugio. Se poi un giorno dovesse diventare l’Italia la destinazione finale di queste migrazioni,il Paese dovrà prepararsi a gestirle a dovere. La situazione in Bosnia è intollerabile, Croazia e Slovenia si fanno i dispetti, ed i migranti, intanto, arrivano in Italia via Trieste cosa che a livello politico nazionale e nelle relazioni internazionali sembra essere se non ignorata, certamente sottovalutata. E bisogna chiedersi il perchè. mb

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Migranti, prolungare gli accordi con la Slovenia

Il governatore Fedriga chiede al Governo di rinnovare l’intesa per i controlli congiunti ai confini
Migranti, prolungare gli accordi con la Slovenia

28 settembre 2019

“L’Amministrazione regionale chiede al Governo di rinnovare gli accordi per i controlli congiunti ai confini italo-sloveni, in scadenza il 30 settembre prossimo, e di potenziare al contempo le azioni di contrasto all’immigrazione illegale attraverso l’impiego di nuove tecnologie”. Lo ha dichiarato stamane il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine dell’inaugurazione della nave da ricerca “Laura Bassi” a Trieste.

“L’obiettivo – ha chiarito il governatore – è di intercettare i migranti ancor prima del loro ingresso in Italia, liberando così le nostre istituzioni dagli oneri legati alla gestione dei richiedenti asilo”.

Secondo Fedriga infatti, “non si può abbassare la guardia nei confronti di un fenomeno che, nelle ultime settimane, ha dato nuova prova della propria recrudescenza sul fronte mediterraneo e i cui effetti iniziano ad avvertirsi anche lungo la rotta balcanica”.

“Il nuovo governo non ha nemmeno iniziato a lavorare ma a Fedriga non pare vero di poter usare la sua solita e prediletta propaganda su muri e migranti. Riconosca piuttosto che Salvini non ha fatto i rimpatri promessi, non ha rinforzato le forze dell’ordine e, al di là della disumanità di facciata, è stato un bluff su tutta la linea”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli replicando al presidente della Regione Massimiliano Fedriga, secondo cui “gli ultimi dati ci confermano un riaffermarsi dei flussi”.

Per l’esponente dem “Fedriga non ascolta nemmeno quello che gli dicono i prefetti e torna a ciarlare sui media dell’allarme invasione. Adesso basta chiacchiere perché è arrivato il momento di occuparsi di cose vere, dell’economia regionale abbandonata a se stessa, dei lavoratori e delle famiglie. Ma non con spot o annunci ideologici. Chiediamo misure strutturali, concordate con le parti sociali e – precisa – coordinate con il Governo”. https://www.ilfriuli.it/articolo/politica/migranti,-prolungare-gli-accordi-con-la-slovenia/3/206938