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A Paularo non vogliono gli immigrati

Di Laky 1970 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41432719

Paularo, il paese che non vuole gli immigrati: «Abbiamo paura per i bambini»

I residenti li lasciavano da soli a giocare in giardino,adesso no.Hanno raccolto più di trecento firme contro i richiedenti.A borgo Cjavec i bambini giocavano da soli in strada,ora le mamme non li lasciano più,hanno paura dei richiedenti asilo.

Penso che sia così ovunque ,i tempi cambiano,immigrati o no i bambini devono esser sempre sotto l’occhio vigile di un adulto.

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NON CI SARA’ PERDONO — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava

E avete ancorala faccia tostadi presentarvial vostro Dioalle vostre chieseper le vostre preghiere,e avete ancorala faccia tostadi chiederGliche esaudiscale vostre egoistiche grazie,e avete ancoral’anima tostadi comunicarvinelle vostre religioniliberi dei vostri peccati.Ma il vostro, il nostroe il loro Dionon recherà Perdonoe ognuno si porteràsul colloe dentro il cuore,il peccato di un uomomorto affogatogiunto in riva al […]

NON CI SARA’ PERDONO — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava
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Rotta balcanica, in Fvg attesa un’impennata di migranti

Savino: “La regione non può reggere da sola i flussi. Governo e Ue intervengano subito”

Sarebbero quasi tremila i migranti rintracciati in Friuli Venezia Giulia nel solo 2019 dopo aver percorso la rotta balcanica e varcato il confine con la Slovenia. Un incremento del 90% rispetto all’anno precedente e di circa il 350% rispetto al 2017. Sono i dati forniti dal Viminale e resi noti dalla trasmissione di La7 Tagadà nella puntata andata in onda ieri. “Numeri sottostimati, per stessa ammissione di chi li ha forniti, perché non comprendono i dati delle questure né coloro che riescono a entrare ma non vengono rintracciati. Un’impennata di ingressi che precede le minacce di Erdogan ma che potrebbe aumentare ancora se la Turchia dovesse veramente aprire i propri confini con l’Europa. Trieste e l’intero Friuli Venezia Giulia non possono reggere l’urto di un flusso incontrollato di migranti”, afferma in una nota Sandra Savino, deputata e coordinatrice di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia.

“Ho presentato un’interrogazione per chiedere al governo di fornire ufficialmente i dati storici sugli ingressi attraverso il confine nord-orientale e impegnarsi a tenerli aggiornati e pubblici così come accade per gli sbarchi. Sino ad oggi la rotta balcanica non ha ricevuto le dovute attenzioni da parte del governo: se vogliamo evitare che la situazione diventi ingestibile e insostenibile per Trieste e l’intera regione è necessario che governo e Ue prendano coscienza delle possibili conseguenze”, conclude Savino.
https://www.ilfriuli.it/articolo/politica/rotta-balcanica-in-fvg-attesa-un-impennata-di-migranti/3/207907

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MIGRANTI MORTI IN MARE. OLTRE 15 MILA MORTI IN POCHI ANNI, COME SE FOSSERO AFFONDATE DELLE CITTÀ

fonte vignetta Makkox Official

Come se Azzano, Porcia, San Vito al Tagliamento, Tavagnacco fossero affondate o città come Grado e Lignano insieme non esistessero più. Sepolte dall’acqua. Dal mare. Quel mare che divide le terre, ma le unisce attraverso lo sguardo che si perde oltre l’orizzonte. Terra, terra, gridava  l’odiato Cristoforo Colombo  in America, prima di andare a conquistare le nuove terre ed esercitare il suo colonialismo e schiavismo ai danni della popolazione indigena. Terra, terra. Un grido a cui ci siamo affezionati nei film, che raccontano la storia di naufraghi. Ma questo grido non può essere per tutti. Perchè c’è chi gioisce, chi si rallegra, se queste persone che legittimamente vanno alla ricerca di nuove speranze, vengono risucchiate da Nettuno. Annegano nel Mediterraneo. Affondano le loro barche, le loro carrette delle mare, e quando venivano soccorse qualcuno le liquidava in modo meschino come taxi del mare. Chiunque nelle loro condizioni avrebbe tentanto la stessa sorte. Non decidi tu dove nascere. Oltre 15 mila morti dal 2014. Il Mediterraneo è diventato vorace come non mai. E noi, qui, a fare la conta, parlando di numeri astratti, ma non sono numeri del lotto questi, sono persone uccise dai muri del nostro tempo.
mb

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FVG GROVIERA.ALTRO CHE LAMPEDUSA,I MIGRANTI ARRIVANO VIA TRIESTE.IL FALLIMENTO DEI MURI

La politica dei muri è stato un chiaro ed evidente fallimento. Da quando si è detto che i confini in FVG sono blindati si è registrata una grande ondata di migranti, oltre 5 mila in meno di un anno. E non c’è un solo giorno che tramite la via di Trieste non si registrano arrivi. Ogni giorno. A Trieste la situazione rischia di implodere se non si potenzia il sistema di accoglienza, d’altronde basta farsi un giro in alcuni punti della città, come la zona della stazione per capire la situazione. Città che al momento regge l’urto ma gli effetti disastrosi dei precedenti interventi governativi hanno lasciato il segno. Altro che Lampedusa. I migranti arrivano via Trieste. Ma l’attenzione mediatica e politica è tutta focalizzata sul Mediterraneo, ovviamente perchè c’è il problema dei morti in mare. Nessun muro, nessun filo spinato, nessun drone, salvo che non si decida di ritornare ai tempi della Germania nazista, potrà arrestare questa ondata di migrazioni. Niente di epocale al momento, arrivi numerici contenuti rispetto al passato, ma pur sempre importanti e significativi. Non è l’Italia la meta principale di destinazione, ma dall’Italia si deve passare per andare lì dove si cerca di realizzare migliore vita e trovare rifugio. Se poi un giorno dovesse diventare l’Italia la destinazione finale di queste migrazioni,il Paese dovrà prepararsi a gestirle a dovere. La situazione in Bosnia è intollerabile, Croazia e Slovenia si fanno i dispetti, ed i migranti, intanto, arrivano in Italia via Trieste cosa che a livello politico nazionale e nelle relazioni internazionali sembra essere se non ignorata, certamente sottovalutata. E bisogna chiedersi il perchè. mb

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Migranti, prolungare gli accordi con la Slovenia

Il governatore Fedriga chiede al Governo di rinnovare l’intesa per i controlli congiunti ai confini
Migranti, prolungare gli accordi con la Slovenia

28 settembre 2019

“L’Amministrazione regionale chiede al Governo di rinnovare gli accordi per i controlli congiunti ai confini italo-sloveni, in scadenza il 30 settembre prossimo, e di potenziare al contempo le azioni di contrasto all’immigrazione illegale attraverso l’impiego di nuove tecnologie”. Lo ha dichiarato stamane il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine dell’inaugurazione della nave da ricerca “Laura Bassi” a Trieste.

“L’obiettivo – ha chiarito il governatore – è di intercettare i migranti ancor prima del loro ingresso in Italia, liberando così le nostre istituzioni dagli oneri legati alla gestione dei richiedenti asilo”.

Secondo Fedriga infatti, “non si può abbassare la guardia nei confronti di un fenomeno che, nelle ultime settimane, ha dato nuova prova della propria recrudescenza sul fronte mediterraneo e i cui effetti iniziano ad avvertirsi anche lungo la rotta balcanica”.

“Il nuovo governo non ha nemmeno iniziato a lavorare ma a Fedriga non pare vero di poter usare la sua solita e prediletta propaganda su muri e migranti. Riconosca piuttosto che Salvini non ha fatto i rimpatri promessi, non ha rinforzato le forze dell’ordine e, al di là della disumanità di facciata, è stato un bluff su tutta la linea”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli replicando al presidente della Regione Massimiliano Fedriga, secondo cui “gli ultimi dati ci confermano un riaffermarsi dei flussi”.

Per l’esponente dem “Fedriga non ascolta nemmeno quello che gli dicono i prefetti e torna a ciarlare sui media dell’allarme invasione. Adesso basta chiacchiere perché è arrivato il momento di occuparsi di cose vere, dell’economia regionale abbandonata a se stessa, dei lavoratori e delle famiglie. Ma non con spot o annunci ideologici. Chiediamo misure strutturali, concordate con le parti sociali e – precisa – coordinate con il Governo”. https://www.ilfriuli.it/articolo/politica/migranti,-prolungare-gli-accordi-con-la-slovenia/3/206938

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Cosa cambia sull’immigrazione col nuovo governo?

Per ora poco, ma molto nello scenario europeo: La Stampa scrive che ci sarebbe già un piano per discutere la redistribuzione dei migranti con Malta, Francia e Germania
(foto: ANNE CHAON/AFP/Getty Images)

L’arrivo di Luciana Lamorgese al Viminale al posto di Matteo Salvini ha portato con sé una prima novità in tema di immigrazione: il nuovo ministro dell’Interno ha deciso di non emettere nessun provvedimento che vieti l’ingresso in acque italiane alla Ocean Viking, la nave gestita dalle ong Sos Méditerranée e Medici senza Frontiere che nei giorni scorsi ha soccorso 84 migranti e chiesto un porto per far sbarcare i suoi passeggeri.

Lamorgese non ha rilasciato dichiarazioni a questo proposito e non si sa se abbia preso questa decisione da sola o in accordo con Lorenzo Guerini e Paola De Micheli, i due ministri del Partito democratico a capo rispettivamente del ministero della Difesa e di quello delle Infrastrutture e dei trasporti. Nei giorni scorsi però tutti e tre avevano annunciato di volersi distanziare dalla precedente strategia di Salvini, che prevedeva negare il diritto di sbarco a qualsiasi nave fosse impegnata in un salvataggio.

Per ora, la rottura è solo parziale. Il governo, infatti, non ha firmato il divieto di ingresso ma non ha nemmeno dato l’autorizzazione a far sbarcare i migranti, motivo per cui la Ocean Viking resta ancora in mare aperto. Ieri, 10 settembre, Lamorgese aveva anche informato l’equipaggio della Alan Kurdi – un’altra nave impegnata nel soccorso in mare – di non poter accogliere i migranti a bordo perché il provvedimento firmato il 1° settembre da Matteo Salvini – e controfirmato dai ministri Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta – era ancora valido.

Matteo Villa, un ricercatore dell’Ispi esperto di immigrazione, è convinto che prima o poi i migranti della Ocean Viking sbarcheranno, anche perché gran parte del Pd lo chiede. Lo stesso segretario del partito Nicola Zingaretti in tv su Di Martedì, in onda su La7, ha detto che la nave deve attraccare in Italia “senza se e senza ma”. Questo non significa che l’Italia si farà carico dell’accoglienza dei naufraghi: secondo Villa, è probabile che cercherà comunque di ricollocare i migranti negli altri paesi una volta che saranno approdati…https://www.wired.it/attualita/politica/2019/09/11/nuovo-governo-immigrazione/?refresh_ce=

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I muri della “rotta balcanica”servono solo a dividere i Paesi. In FVG arrivano centinaia di migranti

Oramai il giochino è chiaro ai più. La Croazia si divide dalla Serbia e dalla Bosnia, la Slovenia dalla Croazia e l’Italia in moto morbido, per ora, dalla Slovenia, dalla Bosnia sono pronti ad arrivare passando anche da Trieste migliaia di migranti. Numeri irrisori rispetto al passato, ma comunque importanti. I muri realizzati per respingere i migranti si sono rivelati essere inutili, troppo grande il territorio, diverse le modalità con sui si può oltrepassare il confine e sono stati solo uno strumento politico per marcare i confini tra alcuni Paesi balcanici che in questo periodo sono ai ferri corti. Soprattutto sloveni con croati, croati con serbi, croati con bosniaci e viceversa. Muri, filo spinato, telecamere, blindati, droni, ronde, pattugliamenti misti. La caccia al migrante. Migranti in fuga dalla disperazione, in cerca di una vita migliore, imprigionati nei campi terra di nessuno che ultimamente sono finiti sotto i riflettori di alcuni media. Mentre l’attenzione è tutta focalizzata per ragioni politiche sui porti, si ignora totalmente quello che accade al confine orientale. Non c’è un solo giorno che non sia segnato da nuovi arrivi, ondate variegate,  a volte importanti, a volte minimali. Il tutto mentre in modo irresponsabile si è colpito il sistema dell’accoglienza. Se la situazione continua così, con la fine della stagione estiva, si rischia un disastro sociale enorme. La politica in parte fa finta di non voler vedere quello che sta accadendo. Preferendo nascondere per ragioni di opportunismo ciò che succede ogni giorno. L’emergenza con cui il confine triestino e forse anche goriziano dovranno fare i conti sarà determinata non tanto dalla della rotta balcanica, mini o non mini che questa sia,  con numeri assolutamente gestibili, ma dalle misure che hanno affossato il sistema dell’accoglienza rendendo il territorio fragile da questo punto di vista. Ma qui la priorità pare essere il CPR, la demagogia e non il voler affrontare in modo responsabile ciò che sarà inevitabile affrontare. Puoi chiuderti come vuoi ma i migranti qui  arriveranno, ti piaccia o non ti piaccia è così. 

arriveranno, ti piaccia o non ti piaccia è così. 
mb

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Il TAR riconosce la violazione delle norme di Diritto Internazionale del mare in materia di soccorso presenti all’interno del Decreto Sicurezza Bis,di Open Arms

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