Val Canale-Kanalska dolina-Kanaltal

La Val Canale, lunga poco più di venti chilometri, si estende sotto le cime delle Alpi Giulie e Carniche, sul triplice confine tra Italia, Austria e Slovenia. Si tratta di una zona linguisticamente mista, che è stata lo scenario di continui cambiamenti storici: la convivenza di gruppi linguistici sloveni, tedeschi, friulani e italiani, è una condizione necessaria in una realtà in costante cambiamento ma anche un elemento di identificazione di vitale importanza.Il paesaggio alpino che caratterizza la Valle rappresenta un’attrattiva soprattutto per gli amanti degli sport invernali, ma offre anche un’ambiente vario, adatto per passeggiate, trekking e mountain bike.Non distanti dal centro principale, Tarvisio, si trovano gli splendidi laghi alpini di Fusine, immersi nella foresta ai piedi del Mangart(2677 m).NelPalazzo veneziano di Malborghetto, elegante edificio seicentesco tra i più interessanti di tutta la valle, è allestito il locale Museo etnografico, con sezioni riguardanti la storia della Val Canale,la Miniera di Raibl e la Foresta di Tarvisio. E a Raibl, ovvero Cave del Predil, si può visitare il Museo della tradizione mineraria, con possibilità di effettuare escursioni guidate nel ventre della montagna.Non possiamo dimenticare, inoltre, il santuario mariano diMonte Lussari(1789 m), raggiungibile anche in cabinovia, importante meta di pellegrinaggi, nonché rinomata stazione sciistica.Appuntamento da non perdere il 5 dicembre, quando nei paesi della Val Canale si scatenano i Krampus, figure demoniache che, al bagliore delle torce, accompagnano San Nicolò spaventando grandi e piccini.

Centro culturale sloveno Stella alpina+39 0428 60266 – info@planika.ithttp://www.planika.itZdruženje Don Mario Cernet +39 0432 732500 – zdruzenje.cernet@gmail.co

fonte  https://www.mismotu.it/kanalska-dolina/kdo-smo/?fbclid=IwAR2xQ6GsSdLRNMxrXH6-jPkaIGKL_G3G2tb6iSoBO4M_ui7TC1qfQ0X2dB0 

La Val Canale (Val Cjanâl in friulanoKanalska dolina in slovenoKanaltal in tedesco) è un solco vallivo delle Alpi Orientali, che si estende tra Pontebba ed il valico di Coccau con direzione ovest-est. .. https://www.wikiwand.com/it/Val_Canale

— NoviMatajur

Trentanove anni, Pierpaolo Roberti è stato vicesindaco di Trieste prima di venire nominato, lo scorso anno, assessore regionale alle autonomie locali, sicurezza e immigrazione, lingue minoritarie e corregionali all’estero nella giunta guidata da Massimiliano Fedriga. 569 altre parole

— NoviMatajur

Indovina la località del Friuli

Resia è la località da indovinare.Brava Marzia!!!

https://mymarzia.blog/

Chi segue il mio blog ne avrà letto notizie varie volte.

10Buttolo-300x104

A Resia si parla il resiano, dialetto appartenente alla famiglia dei dialetti sloveni, in particolare, oggi, dei dialetti del Litorale (primorska narečna skupina). Lo sloveno è una delle lingue slave meridionali. Il resiano si è sviluppato dallo stesso slavo alpino, che sta alla base dello sloveno di oggi. Nel Medioevo il resiano faceva parte del raggruppamento dialettale sloveno detto carinziano (koroška narečna skupina). Dal XV secolo in poi, dopo l’annessione del Friuli alla Repubblica di Venezia, i legami di Resia con la Carinzia si indebolirono a favore, invece, di quelli verso il litorale adriatico. Del resiano, nel tempo, si sono sviluppate quattro principali varianti: di Stolvizza/Solbica, Oseacco/Osoanë, Gniva/Njïwa e San Giorgio/Bila. Il dialetto è stato trasmesso prevalentemente in forma orale. Dal XVIII secolo si hanno i primi scritti in dialetto: preghiere, dottrine, canti e prediche, che sono soprattutto opera dei sacerdoti resiani operanti a Resia dal XVII secolo. Dagli anni Settanta del XX secolo ad oggi sono in atto molte iniziative volte alla conservazione del resiano, grazie anche alle leggi di tutela delle minoranze linguistiche storiche presenti in Italia. Resia è infatti inserita, secondo le leggi statali, tra i comuni della fascia confinaria della Regione Friuli Venezia Giulia ove è storicamente insediata la minoranza linguistica slovena.

Nonostante gli studi dei linguisti c’è un gruppo di resiani che non vuole essere sloveno,ma slavo!
La differenza ancora non l’ho capita.Non vogliono più essere appartenenti alla minoranza linguistica slovena.Vedremo i risvolti di questa vicenda che si sta protraendo da vari anni!

99^ anniversario incendio Narodni Dom a Trieste

Oggi 13 luglio alle 9.30 si è tenuta presso il Narodni dom (SSLMIT) la rievocazione del 99^ anniversario dell’ incendio. E’ intervenuto il Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor, un discorso è stato pronunciato dallo storico Raoul Pupo.

Il Narodni dom (in slovenoCasa del popolo o Casa nazionale) di Trieste era la sede delle organizzazioni degli sloveni triestini, un edificio polifunzionale nel centro di Trieste, nel quale si trovavano anche un teatro, una cassa di risparmio, un caffè e un albergo (Hotel Balkan). Fu incendiato dai fascisti il 13 luglio1920, nel corso di quello che Renzo De Felice definì “il vero battesimo dello squadrismo organizzato”…

https://www.wikiwand.com/it/Narodni_dom

Previsto uno stanziamento regionale di 100 mila euro per il centenario dell’incendio del Narodni dom


Il 13 luglio del 1920 saranno cent’anni dall’assalto nazionalista al Narodni dom di Trieste, che vide anche il coinvolgimento di quel Giunta, capo del fascio triestino, legionario, che diventerà segretario del PNF. Bene immobile che attende di essere restituito alla “comunità slovena” con la piena attuazione dell’articolo 19 della Legge 38 del 2001. Il 21 luglio del 1920, alla Camera, prenderà la parola un certo Barberis il quale dichiarerà che “ (…) Pochi giorni fa mi trovavo a Trieste, che è una città tranquillissima. Parto di notte e apprendo poi che sono successi i fatti che tutti abbiamo letto sui giornali: la distruzione di parecchi edifìci bancari, l’assalto alla tipografìa del giornale socialista locale e il tentativo di invasione di parecchi alberghi. Queste sono le gesta dei nazionalisti teppisti. E questi fatti di Trieste si ripetono ora a Roma per opera dei nazionalisti della marcia del 1915, che volevano attentare anche alla vita di colui, che oggi hanno richiamato al Governo; essi che lo avevano condannato a morte e lo avevano minacciato. Noi vediamo in tutto questo una preparazione.(…)”. Queste furono alcune delle prime notizie a livello nazionale di quanto accadde a Trieste in quell’estate del 1920. La stessa cosa accadde a Pola, sei anni dopo toccherà invece a Gorizia.

Si apprende da comunicato sul sito della Regione FVG che verranno stanziati 100 mila euro per la “commemorazione e rievocazione del rogo del Narodni dom”.Certo, se si pensa che per la celebrazione dell’occupazione di Fiume, tra mostra e posa di statua per il nazionalista D’Annunzio, a livello comunale si spendono quasi 400 mila euro, visto che sarà proprio il nazionalismo a determinare l’assalto del Narodni dom, sarebbe opportuno uno stanziamento delle risorse più corposo. Vista l’importanza del tema trattato. Il finanziamento di questo progetto si inserisce all’interno di una programmazione che tocca anche altri aspetti: “Il finanziamento della Conferenza rientra nelle somme di accantonamento previste dalla legge regionale 26 del 2007 che, per il 2019, ammontano a 905mila euro. L’importo, in sede di assestamento regionale di bilancio, vedrà privilegiare i filoni dell’istruzione dei giovani e della promozione della lingua slovena. La suddivisione proposta nella riunione odierna prevederebbe, accanto a 250mila euro per l’apprendimento linguistico permanente e alle citate risorse per la Conferenza regionale, 245mila euro per la manutenzione straordinaria delle sedi delle organizzazioni slovene, 100mila per la, 50mila per la celebrazione del ventennale della legge 482 del 1999 e 40mila euro per attività di promozione della minoranza slovena, con l’idea di creare un brand per accrescerne la conoscenza in Italia e nel mondo. Va verificata a livello regolamentare, invece, la possibilità di riservare i restanti 80mila euro a favore di tirocini, secondo un riparto suggerito dai commissari. Altro tema dell’incontro odierno era il finanziamento degli interventi per lo sviluppo delle Valli del Natisone, del Torre, del Canale del Ferro e della Val Canale: la Commissione si è orientata a distribuire le risorse, pari a 1,8 milioni di euro, sulle tre aree del turismo, del sostegno ad agricoltura e artigianato e degli investimenti a favore degli Enti locali.”
mb

https://xcolpevolex.blogspot.com/2019/07/previsto-uno-stanziamento-regionale-di.html

La Val Canale/Kanalska dolina

Slovensko kulturno središče Planika_Centro culturale sloveno Stella Alpina
Piazza Latteria, 1 – 33010 Ugovizza/Ukve
33010 Malborghetto Valbruna/Naborjet (UD)

Il paesaggio alpino caratterizza la Val Canale che si estende sotto le cime delle Alpi Giulie e Carniche, sul triplice confine tra Italia, Austria e Slovenia. In questa zona linguisticamente mista, dove si parla italiano, sloveno, tedesco e friulano, si incontrano i tre grandi ceppi europei, e questo aspetto è presente anche nelle varie tradizioni e nella frequentazione del santuario di Monte Lussari chiamato anche dei «tre popoli».

Združenje »Don Mario Cernet« piazza della Chiesa, 10
33010 Ovčja vas/Valbruna (UD)

https://www.mismotu.it/kanalska-dolina/kdo-smo/?fbclid=IwAR3tIGersVYgWE0k4d0D5hdDFG-xGRwugHYMGJXPlKY-RrOZcl1At179tRU

COSA VEDERE
  • Palazzo Veneziano (XVII secolo), sede del Museo etnografico della Comunità Montana Canal del Ferro-Valcanale.
  • La Chiesa parrocchiale
  • L’Interno
  • L’altare maggiore
 La chiesa parrocchiale di Santa Maria (Malborghetto)
 L’interno della chiesa parrocchiale di Santa Maria (Malborghetto)
Di Rollroboter – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42112204
https://www.wikiwand.com/it/Malborghetto-Valbruna

Le lingue sono un bene comune


Una delle fortune della Regione Friuli Venezia Giulia è il plurilinguismo.A Udine nelle famiglie si parla italiano, friulano,nella Slavia (Valli del Natisone,Alta Val del Torre e Resia) si parla un dialetto sloveno ,in Valcanale il tedesco.

“Essere bilingui fa bene perché, si ha maggiore autocontrollo e capacità di inibizione e, più in generale, si posseggono alcune capacità cognitive migliori”(prof.Franco Fabbro Università Udine).

Le lingue sono dunque un importante bene comune, occorre dare valore e impulso al bilinguismo, anche tutelando il friulano e le altre lingue minoritarie della Regione.

Proverbio sloveno delle valli del Natisone/Nediške doline

Muš buj k’ je set, buj caba.
L’asino più è sazio più scalza.


http://www.lintver.it/cultura-tradizioni-proverbi.html

Il cerchio (obrč)

Sandro Quaglia racconta:

Gli arrotini che viaggiavano per il mondo, andavano a cercare lavoro di casa in casa. Chiedevano se qualcuno aveva qualcosa da affilare. Come sapevano a chi dovevano restituire un coltello? Per aiutarsi usavano portare con sé un cerchio (obrč) su cui infilavano le forbici.  Le prime forbici erano della prima casa, le seconde della seconda, le terze della terza e così via.  Dopo aver affilato tutti gli oggetti, iniziarono a restituirli iniziando a toglierli dalla parte opposta, ossia le ultime forbici erano della prima casa e così via. In questo modo sapevano a chi dovevano restituire le forbici, i coltellini e i rasoi. Quest’utensile era chiamato obrč e ogni arrotino ne aveva uno.  

Tipologia: Testo
Racconta/canta/parla: Sandro Quaglia
Registrato da/chiede/annotato da: Danila Zuljan Kumar
Luogo di registrazione: Solbica / Stolvizza
Data di registrazione: 14. 10. 2013
Link: http://as.parsis.si/zborzbirk/zbirka-it.a5w?zid=1041

http://zborzbirk.zrc-sazu.si/it-it/raccontieimmagini/racconti.aspx

Varianti linguistiche, si va verso un nuovo albo? — NoviMatajur

“Istituzione dell’Albo regionale delle organizzazioni che svolgono attività e iniziative in favore delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale”. Questa la modifica che la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia intende apportare alla legge regionale di tutela della minoranza linguistica slovena (26/2007).

L’articolo 18 del disegno di legge 54 (una sorta di ‘omnibus’ recante ‘Disposizione multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale’), presentato dal governo della Regione lo scorso 30 maggio, è dedicato proprio alla tutela della comunità slovena.
Oltre all’istituzione del nuovo albo delle associazioni che fanno attività a favore delle “varianti linguistiche” – con la stessa espressione usata nella formulazione della legge – si prevede anche che “il finanziamento dei programmi di intervento in favore delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale avviene sulla base di un bando annuale approvato con deliberazione della Giunta regionale”. Cosa non nuova visto che sinora, sulla base dello stesso articolo 22 della 26/2007, la Regione ha finanziato le attività di promozione delle “varianti linguistiche” con circa 90mila euro all’anno.

La novità principale del ddl, che inizierà il suo iter di approvazione in V commissione il prossimo 11 giugno, riguarda la creazione dell’albo parallelo a quello che già esiste per le organizzazioni della minoranza linguistica slovena. Questione non banale, vista la presunta ambiguità dell’espressione “varianti linguistiche” (in una legge dedicata esclusivamente alla minoranza slovena) e i sostenitori delle teorie pseudo-scientifiche che credono all’estraneità delle parlate rispetto al sistema dialettale sloveno.
Sul testo pertanto, fa sapere il consigliere regionale della Slovenska skupnost, Igor Gabrovec, l’assessore Pierpaolo Roberti, che ha la delega alle problematiche legate alla minoranza slovena, ha garantito che sarà chiamata ad esprimersi la Commissione regionale consultiva per la minoranza linguistica slovena, che dovrebbe essere convocata in breve.

https://wordpress.com/read/feeds/92330194/posts/2301223760