La bussola del direttore🧭

Fuori dal Parlamento continuano a succedere cose. Alcune inquietano. Per esempio questa: 35 persone scaricate da un furgone a Udine. Clandestini, dice la Polizia. La notizia la potete trovare qui, con alcune immagini che inducono a riflessioni agre. 

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Ma c’è anche questo fatto, che mi pare anche più preoccupante. Un uomo, straniero, arrestato per terrorismo che resta in galera per un tempo non trascurabile fino a quando un giudice, un altro giudice, decide che è innocente. Succede a Pordenone. 

Vi segnalo, infine, che ieri è stata presentata la nuova stagione di Pordenonelegge. È una versione incredibilmente piena. Ecco le anticipazioni.

Siete pronti per Friuli doc? Laura Pigani vi fornisce le ultime informazioni.

Tommaso Cerno in corsa per un posto da ministro nel Governo Conte bis — NoviMatajur

Dal rischio di non avere più un rappresentante in Parlamento alla possibilità di avere un ministro.
Negli scorsi mesi siamo tornati più volte (leggi QUI o QUI) sul tema della rappresentanza slovena nel Parlamento italiano. Di fronte al taglio dei parlamentari voluto – e votato fino alla terza lettura – dalla precedente maggioranza gialloverde, c’era il rischio concreto che l’attuale senatrice Tatjana Rojc (eletta alle politiche del 4 marzo 2018 con il Partito democratico) potesse essere l’ultima rappresentante della minoranza linguistica a Roma. Le prospettive, dopo la crisi di governo aperta da Salvini e – oggi – alla luce della formazione di una nuova maggioranza, sono sensibilmente cambiate. Il rischio legato alla rappresentanza non è scongiurato ma, stando a quanto trapela dalle indiscrezioni sul programma del Conte-bis, il taglio dei parlamentari dovrebbe essere accompagnato da una complessiva riforma del sistema elettorale.
Ma non è tutto: dalle convulse trattative per la composizione del Governo, fra i primi nomi usciti come “papabili” per un incarico da ministro c’è quello di Tommaso Cerno per il dicastero della cultura. La proposta, ha ammesso fra le righe il giornalista in un’intervista a il fattoquotidiano.it, verrebbe probabilmente accolta dal diretto interessato. Cerno, già direttore dell’Espresso (ma anche del Messaggero Veneto), ha le sue radici a Lusevera-Bardo in Benečija. È parente del compianto Viljem Cerno, uno degli uomini di cultura più rappresentativi della comunità linguistica slovena in Italia di tutto il secondo dopoguerra. Quel Viljem cui Tommaso Cerno ha anche reso pubblicamente omaggio nel suo paese d’origine, sottolineando anche il suo legame personale con l’identità “europea” delle valli del Torre alla chiusura della rassegna Planet Bardo 2017.
Non solo, in più di un’occasione ha affermato la sua identità slovena, anche nella campagna elettorale per le elezioni politiche. Un’identità che, ha spiegato per il settimanale sloveno Mladina, dice di aver riscoperto in età adulta avendo trascorso la sua infanzia altrove.
Insomma, per la comunità slovena si passerebbe dal rischio di non essere più rappresentati in Parlamento, alla possibilità di avere un ministro.

https://wordpress.com/read/blogs/113812700/posts/12137

La bussola del direttore

Non ha aspettato il rientro dalle vacanze la Cisl per aggiornarci sui dolori del mondo del lavoro. Decine di aziende sono giunte alla fine del loro ciclo vitale e molte possono essere salvate solo con un intervento pubblico, questa è la tesi (anche se non o se è la tesi giusta). Ecco i numeri

L’allarme del sindacato mi permette di ricordare che le aziende friulane chiudevano anche quando si stava meglio. Vi ricordate del tonno Maruzzella? Ecco che cosa è rimasto dopo dieci anni.

Torna il sole, avete voglia di fare la mede? Ecco dove.

Pronti alla scuola? No? Neanche lo Stato, ma ci prova. Ecco cosa sta accadendo con i professori. 

La bussola del direttore

Terrorizzato da un cane, gregge finisce nel dirupo: muoiono ottanta pecore

Resia: una sessantina non hanno avuto scampo, mentre una ventina sono quelle abbattute per la gravità delle ferite che avevano riportato.

Udine, 150 richiedenti asilo via dalla Cavarzerani: trasferiti ad Ancona

https://youtu.be/hh5sAn3vDts

Mentre tutto ciò accade, in consiglio regionale si litiga sul tiramisù. E io avrei voglia di espatriare.

Scuola e cultura

Gli studenti del Sud hanno competenze peggiori di quelli del Nord. Lo dicono le prove Invalsi. E come si fa? Si aumenta la media del punteggio all’esame di maturità così la situazione si ribalta. Vizio non nuovo ma qui la nostra Chiara Benotti ha messo in fila gli ultimi dati e racconta del Friuli Venezia Giulia.

Picchi di bollino rosso

Oggi in Friuli si potrebbe raggiungere i 36 gradi.Stamattina sulla mia terrazza c’erano 40°.Ma i metereologi dicono che questa ondata di caldo durerà poco,si prevede un notevole calo di temperature da sabato con temporali e spero non grandine e trombe d’aria.

C’è anche Trieste tra le città italiane nelle quali scatta la massima allerta per il caldo. Tra oggi e domani, diverse le località della Penisola sono state contrassegnate dal bollino rosso del Ministero della Salute. I centri urbani da “sos caldo” oggi sono Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia e Torino. Giovedì, invece, l’afa potrebbe mettere a rischio la salute anche nel capoluogo giuliano, a Bologna, Frosinone, Genova, Pescara, Rieti, Roma e Verona.

Le previsioni parlano di temperature che potrebbero arrivare fino a 40 gradi nelle isole, con picchi invece di 36-38 gradi nella pianura padana.

Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, certo farà molto caldo, ma il previsore di TelefriuliMarco Virgilio, tende a rassicurare. “L’anticiclone africana si farà sentire anche sul nostro territorio – spiega – ma difficilmente saranno superati i 36 gradi. Sarà una settimana calda, che si concluderà con temporali nel wekend in montagna”.

https://www.ilfriuli.it/articolo/cronaca/allarme-caldo,-torna-l-quote-anticiclone-africano/2/203496

Notizie👍👎della settimana passata

  • Rapina in gioielleria a Udine,gioielliere insegue i banditi,catturati tutti i banditi.Confermato che la pistola è vera
  • Trieste:Multato perché dorme su amaca:Polizia locale,applicata legge

La bussola del direttore🧭

Parte ed è già polemica: Fedriga ha deciso di non andare all’inaugurazione del Mittelfest dopo le parole del suo direttore artistico al Mv. Ecco cosa è successo

Donald Trump non legge il Mv. Ma è sul pezzo quando si tratta di bitcoin o di criptovaluta in generale. Ricordate il caso del friulano che scambia moneta virtuale? La sua storia la potete leggere qui, scritta dalla nostraAnna Rosso.  

Cosa c’entra Trump? C’entra perché ha detto la cosa giusta: se si crea una banca virtuale (come vuole fare Facebook con la libra) bisogna sottostare alla vigilanza bancaria.

Cosa succede in Friuli Venezia Giulia? Si vola. Lo spoil system ha mietuto vittime eccellenti mese dopo mese. Si sono salvati solo in pochi, fra questi i vertici dell’aeroporto che ieri hanno portato in trionfo Sicilia e Sardegna.Qui potete leggere che cosa è successo. 

Monta un nuovo fronte sul caso Regeni. Stavolta è San Daniele a togliere lo striscione. Qui il sindaco spiega la sua versione.

La bussola del direttore

Il tema profughi, in tutte le sue declinazioni, coinvolge sempre di più il Friuli. Andiamo con ordine. Intanto il controllo dei confini: lunedì è partito il pattugliamento congiunto delle forze di polizia italiane e slovene nell’area dell’ex valico di frontiera di Lipizza, Paese compreso nel comune di Sezana poco distante dal confine con l’Italia.

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2019/06/28/news/da-lunedi-via-al-pattugliamento-mistro-italia-slovenia-del-confine-1.36058540

Nuovo capitolo (ce n’è uno al giorno) della vicenda immigrazione, che coinvolge in modo particolare la nostra regione.  Il confine (ormai la sapete tutti) con la Slovenia è sigillato. Tutto a posto? Non entra nessuno? Insomma… Ieri sono arrivati 22 clandestini provenienti dall’Iraq. Si sono nascosti in un camion turco a Trieste, sono stati scoperti a Gemona. Qui l’articolo

29 giugno 2019 – Un grazie a Gianpaolo Carbonetto

Eppure … Carola Rakete

Vale sicuramente poco, ma a Carola Rackete, la capitana tedesca della Sea Watch che, dopo 17 giorni in mare, ha fatto attraccare al molo commerciale di Lampedusa ed è stata arrestata dai finanzieri, mentre una folla di lampedusani la applaudiva, va non soltanto tutta la mia solidarietà, ma anche l’ammirazione.
Le imputazioni, da quanto è dato di sapere, saranno di due tipi: la prima è di “resistenza o violenza contro nave da guerra”, un reato che prevede una pena da tre a dieci anni. La seconda è quella di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.
Da più parti la figura di Carola Rackete è stata accostata a quella di Antigone che purtroppo mi trovo a citare troppo spesso: la protagonista della tragedia di Sofocle che, davanti al diniego regale di lasciar seppellire un suo fratello, si ribella, si lascia arrestare e poi, davanti al sovrano sostiene con fierezza che le leggi del re sono importanti, ma che nessuna legge di re può essere superiore alle leggi degli dei e della coscienza; e che a quelle bisogna obbedire. E va serenamente incontro alla condanna sostenendo con forza che è giusto disobbedire a una legge sbagliata, anche a costo di perdere la vita.
Assolutamente lontana da me l’idea di paragonare Salvini a un re, anche se lui e i suoi complici di governo e di voto stanno gongolando, ma è certo che davanti a entrambe le motivazioni dell’arresto occorre fare qualche riflessione.
Per prima cosa il mancato rispetto dell’alt. Era da 36 ore che la comandante aveva dichiarato lo stato di necessità che le autorità italiane hanno bellamente ignorato. Uno stato di necessità legato alla condizione psicofisica in caduta libera dei 40 migranti ancora a bordo dopo che uno di loro, accompagnato da un suo parente undicenne, era stato fatto sbarcare per le gravi condizioni di salute. Stato di necessità è anche e soprattutto l’obbligo di salvaguardare la vita dei propri passeggeri ricordando anche che se uno di loro fosse morto, la responsabilità sarebbe inevitabilmente caduta proprio su Carola Rackete e non su Matteo Salvini.
Seconda cosa l’immigrazione clandestina. Non di immigrazione si tratta, ma di salvataggio in mare e di rispetto delle convenzioni internazionali che prevedono che i naufraghi siano portati nel più vicino “porto sicuro”. E ormai soltanto il ministro degli Inferni (non è un errore di battuta) continua a ritenere che la Libia possa essere un porto sicuro. Sul concetto di “clandestino”, poi, ci si chiede cosa possa esserci di clandestino in uno sbarco avvenuto sotto la stretta vigilanza di forze dell’ordine di televisioni, giornali, uomini politici e gente comune che di questo “sbarco clandestino” sentono parlare e vedono immagini da più di due settimane.
Carola Rackete, però, finirà per essere ancora più emblematica di Antigone, perché sicuramente la sua vicenda porterà davanti alla Corte Costituzionale i famigerati “Decreti sicurezza” del ministro degli Inferni che, evidentemente, della Costituzione italiana ignora molto: sicuramente l’articolo 10. E, quindi, finirà per far cominciare una discussione, finalmente seria e non basata soltanto su mutevoli rapporti di potere, sui decreti voluti da Salvini e anche sulla legge Bossi Fini che è la madre di tutte queste storture e che il centrosinistra, quando poteva farlo, non ha mai voluto davvero cambiare, in quell’ansia di raccattare voti anche in settori della popolazione che mai le erano stati vicini e che mai avrebbero continuato a votarla a meno che non fosse diventata un centrodestra vero e proprio in ogni settore sociale.
Per finire merita ricordare cos’ha detto l’ex senatrice della Lega Angela Maraventano che ha urlato all’equipaggio della Sea Watch: «Questa è la mia isola e voi la state invadendo. L’Italia questa sera è stata violentata». Certo che sentir parlare di un’Italia violentata da chi è in un partito che opera questa pratica quotidianamente contro i diritti, fa capire bene non soltanto le colpe di Salvini e del suo connivente Di Maio, ma anche di tutti coloro che continuano a bisticciare tra loro invece di unirsi temporaneamente per far finire al più presto questa maledetta notte che stiamo attraversando.

Tutti gli “Eppure…” li puoi trovare anche all’indirizzo http://g-carbonetto.blogspot.it/

NOTA:
Oggi ho pubblicato due articoli accompagnati da altro, ringraziando la filosofa Michela Marzano e il giornalista Gad Lerner per aver proposto due scritti razionali, competenti e umani. Poiché non riesco a vincere il vizio di capire continuo a farmi del male leggendo e ascoltando rumorosi imbecilli.
Poi ogni tanto ci sono scoperte che fanno piacere. Così l’invio di Gianpaolo Carbonetto che pubblico subito e poi girerò ad altri se lo vorranno leggere.

http://diariealtro.it/?p=6694 il blog di Augusta mia prof

Birra Castello lancia la filiera friulana

Di Phyrexian – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5397302

Siglato, alla presenza del governatore Fedriga e dell’assessore Zannier, un accordo per la produzione di 70mila quintali di orzo distico

Birra Castello e Asprom, la rete che ha l’obiettivo di valorizzare i cereali da malto e il luppolo in Friuli Venezia Giulia, hanno siglato oggi, alla presenza del governatore Massimiliano Fedriga, dell’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, e del consigliere regionale Mauro Bordin, un accordo per la produzione e la fornitura di una quantità fino a un massimo di 70mila quintali di orzo distico friulano destinato alla produzione della birra negli stabilimenti di San Giorgio di Nogaro e Pedavena (Belluno).

“È un’opera imprenditoriale che garantisce un importante valore aggiunto in termini di economia di scala ma anche di bontà e salubrità”, ha commentato Fedriga, evidenziando che il prodotto made in Italy è una garanzia di qualità molto apprezzata nel mondo. “Questo accordo – ha aggiunto il governatore – è fonte di impulso per il comparto agricolo regionale che, alla pari della società Castello, dimostra lungimiranza e visione d’insieme, caratteristiche fondamentali da possedere quando si vuole vincere le sfide del mercato”.

“In questo modo – ha affermato Zannier – diamo prospettive diverse al comparto agricolo del nostro territorio, tanto che potremmo considerarlo un vero e proprio modello di ispirazione per molti altri progetti così sistemici capaci di esaltare le filiere collegate ad ogni livello, dalla coltivazione alla produzione e alla distribuzione. Così – ha concluso l’assessore – si fa il bene di tutti”.

Il contratto sottoscritto dal presidente della Rete Asprom, Alido Gigante, e dal direttore generale di Birra Castello, Walter Lombardi, prevede che buona parte dei seminativi del Medio e Basso Friuli, ora utilizzati per produzioni zootecniche, vengano dedicati alla coltivazione dell’orzo distico da birra, coinvolgendo in questa operazione 135 aziende regionali e creando un connubio, come ha sottolineato Bordin, motivo di orgoglio in quanto fondato su filiera di produzione locale e birrificio italiano in un’ottica di identità di prodotto.

http://www.ilfriuli.it/articolo/gusto/birra-castello-lancia-la-filiera-friulana/10/200470