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Vincono Savognese e Polisportiva Valnatisone

Nel secondo turno del campionato amatori di Terza categoria della Lcfc la Savognese, impegnata a Cassacco, ha regolato con un gol per tempo, entrambi opera dello sloveno Tine Medved, la Brigata Leonacco.
L’allenatore Cristian Birtig ha mandato in campo Simone Vogrig, Maurizio Medves, Francesco Chiabai, Miha Stres, Nicola Zabrieszach, Mulloni, Gabriele Zabrieszach, Francesco Cendou, Massimo Drecogna, Patrik Birtig e Tine Medved. Il successo permette ai gialloblu di insediarsi in vetta alla classifica.
Pronto riscatto della Polisportiva Valnatisone di Cividale che, nella gara casalinga sul campo di Savogna, ha superato il Venzone con le reti realizzate da Silvio Del Bello e Giuseppe Susca, mentre per i carnici è andato a segno Igor Cigliani.
A Buja, ospitata dalla Ars calcio, l’Alta Val Torre è tornata lunedì 14 sera a mani vuote dalla trasferta a Buja subendo una sconfitta di misura con i padroni di casa della Ars, andata a segno con Devis Felice.

La classifica: Savognese 4; Valcosa, Blues 3; Sammardenchia, Polisportiva Valnatisone, Ars 2; Alta Val Torre, Axo Buja, Venzone, Brigata Leonacco 1. https://novimatajur.it/sport/vincono-savognese-e-polisportiva-valnatisone.html

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Omaggio a don Antonio Cuffolo

A 130 anni dalla nascita e a 60 dalla morte, sabato 11 ottobre prima a S. Pietro al Natisone e poi a Lasiz di Pulfero si sono tenuti due momenti significativi per ricordare la figura di don Antonio Cuffolo, parroco originario di Platischis che dal 1920 alla scomparsa è stato prima cappellano e poi parroco a Lasiz. Una figura a cui si è ispirato lo scrittore sloveno France Bevk per il suo romanzo ‘Kaplan Martin Čedermac’. Il suo impegno per i diritti della gente della Benecia, compreso quello di poter usare senza restrizioni la propria lingua slovena, è stato evidenziato da Giorgio Banchig a margine dell’inaugurazione di una mostra fotografica dedicata al sacerdote. Banchig ha anche mostrato l’ultimo quaderno dove don Cuffolo ha tenuto il suo diario, in sostanza fino a pochi giorni prima di morire. Con un ricordo dello zio è intervenuta anche la nipote, suor Antonia, che ha poi parlato a conclusione della messa che è stata officiata a Lasiz e alla quale ha partecipato anche il coro Naše vasi di Taipana diretto da Davide Tomasetig. L’iniziativa è stata dell’associazione Blanchini e del quindicinale Dom.
http://novimatajur.it/cronaca/fotogalerija-poklon-gaspuodu-cuffolu-ob-130-lietnci-njega-rojstva-an-60-lietinci-smarti.html

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Pubblici amministratori, quanto è utile la formazione — NoviMatajur

La formazione può dare ai pubblici amministratori gli strumenti per poter meglio operare sul proprio territorio. Luca Postregna, sindaco di Stregna, ne è più che convinto, tanto da aver intrapreso, a partire dal 2017, una serie di percorsi con esperienze che lo hanno pienamente soddisfatto. “Due anni fa ho partecipato alla prima edizione della Summer […]

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La Valnatisone costringe al pareggio la capolista — NoviMatajur

VALNATISONE 1 SEVEGLIANO FAUGLIS 1 La Sevegliano/Fauglis, salita nelle valli ad affrontare la squadra locale da capolista, alla fine ha ottenuto un punticino. Dopo una prima fase di studio tra le due formazioni, l’arbitro tra le proteste valligiane convalidava il gol siglato da Gashi macchiato da una precedente posizione di fuorigioco. La Valnatisone prendeva in […]

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“Siamo molto lontani dal poterlo definire un caseificio”

Al netto della stagionalità e detto della soddisfazione dei produttori, è in aumento anche la domanda per questo tipo di produzioni?
“Sì, sono sempre di più i clienti che vengono in negozio e chiedono espressamente quei prodotti. A convincere è il protocollo richiesto per il marchio (pascolo all’aperto, foraggi prodotti per lo più direttamente in azienda senza OGM e farine animali ndr.), e il controllo su tutta la filiera. Ma anche il fatto che l’allevamento avvenga a pochissima distanza. Su questi elementi c’è una grande sensibilità da parte di un numero crescente di consumatori.”

Sono lontanissimi ormai i tempi in cui le latterie sociali erano diffuse capillarmente in tutti i comuni delle valli del Natisone. Iniziano ad essere lontani, quasi 15 anni, anche i tempi in cui si iniziò a progettare il caseificio nella zona industriale di San Pietro al Natisone. La struttura, dopo una lunga e travagliata gestazione venne infine realizzata ma, nonostante i ripetuti interventi – l’ultimo nel 2016 – è ad oggi inutilizzata. Eppure qualche indicazione, se in effetti è prematuro parlare di ripresa, per gli allevatori delle vallate a ridosso del confine c’è. A confermarlo, in questa intervista, è anche Dario Roiatti, direttore della Latteria sociale di Cividale e Valli del Natisone.

Abbiamo notato, nel vostro punto vendita di Cividale, la vetrina, con la doppia descrizione in italiano e sloveno, dedicata alla carne del marchio FARmEAT. Un progetto, nato nell’ambito del programma Interreg Italia Slovenia, che quindi si è dimostrato sostenibile economicamente anche una volta esauriti gli incentivi…
“Decisamente sì, i nostri soci sono molto soddisfatti del servizio di macellazione che con Farmeat avviene a Tolmino. In molti evidenziano come sotto l’aspetto del trattamento delle carni non ci sia in zona nulla del genere. Anche se al momento, devo sottolineare, è un tipo di prodotto che vendiamo maggiormente nei mesi autunnali e invernali, d’estate c’è meno mercato.”

Diverso invece il discorso, nelle Valli del Natisone, sulla produzione di latte e derivati. Nella zona industriale di San Pietro c’è da anni una struttura pensata come caseificio che non è mai stata utilizzata. Più volte si è citata la vostra azienda come soluzione ‘naturale’ per questa situazione. Può dirci, ad oggi qual è la vostra posizione a riguardo?
“Posso dire che abbiamo manifestato l’interesse per la struttura da tempo, anche in occasione degli ultimi interventi che sono stati realizzati nel 2016. E anche recentemente, in occasione dell’inaugurazione del nostro punto vendita in centro a San Pietro (questa estate, ndr.), quando abbiamo avuto modo di chiacchierare informalmente non solo con il sindaco di San Pietro, ma con molti sindaci delle valli del Natisone, ribadendo che è nel nostro interesse, oltre che in quello del territorio, avere una struttura in cui poter svolgere al meglio la nostra attività.”

Pare di capire che però nella condizione attuale la struttura non sia adatta alle vostre necessità…
“Non ho riscontri oggettivi, i giudizi di idoneità spettano solo alle autorità competenti. Ma posso affermare che, per quanto mi è dato conoscere, al momento siamo molto, molto lontani dal poter definire quella struttura un caseificio. Non solo per i macchinari che non ci sono, ma proprio per come è realizzato l’edificio. Per capirci, parliamo di elementi come pavimenti e pareti.”

Quindi servirebbero lavori di adeguamento?
“Direi di sì, servirebbe un progetto serio e la volontà politica di realizzarlo. Da parte nostra abbiamo più volte ribadito la nostra disponibilità a sederci attorno ad un tavolo per discutere tutte le condizioni che andrebbero coniugate con le nostre necessità.” http://novimatajur.it/attualita/siamo-molto-lontani-dal-poterlo-definire-un-caseificio.html

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Le buone intenzioni e lo smarrimento

Da qualche anno a questa parte ci sembra di cogliere una certa voglia di rimboccarsi le maniche. A volte con eccessiva lentezza, altre con eccessi di foga. Eppure, nei tanti incontri che si stanno organizzando sul territorio, si respira un cauto ottimismo sul possibile sviluppo di zone che, fino a poco fa erano, date per spacciate.

Sebbene – va detto – persista una certa diffidenza sui temi identitari, inizia a consolidarsi, quantomeno, la percezione che le potenzialità di investimento (su prodotti tipici, sul paesaggio, sul turismo esperienziale) ci siano. E si inizia anche a comprendere come sia sempre più necessaria l’elaborazione di una strategia comune.
Qui, però, iniziano i problemi. Consorzi, Gect, Gal, fusioni, clusters, contratti, convenzioni, Unioni, tavoli tematici, e – immancabili – cabine di regia. Oltre alla Comunità montana (che sta per tornare) e al riordino degli enti locali che, da quindici anni, fa sbiancare la tela di Penelope per manifesta inferiorità nell’arte di fare-disfare-rifare.

Ad ogni nuova riunione si propone la costruzione di (almeno) una nuova scatola e un nuovo livello di decisione istituzionale.
Sia chiaro, con le migliori intenzioni, ma con il risultato di ritrovarsi con competenze sovrapposte, organizzazioni che funzionano a singhiozzo a seconda del finanziamento per i bandi, progetti slegati l’uno dall’altro, strategie che non collimano e programmi frastagliati.
Con inevitabile smarrimento dei possibili imprenditori e con il rischio concreto di disperdere le energie positive di cui sopra. Immancabile, in ognuno di questi incontri, il riferimento entusiasta, la ‘buona prassi’ da seguire, allo sviluppo che ha vissuto l’alta valle dell’Isonzo.

Ma non si potrebbe prendere a modello anche quel sistema di organizzazione istituzionale? http://novimatajur.it/opinioni/le-buone-intenzioni-e-lo-smarrimento.html

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Dalla Slovenia oltre 7,6 milioni di euro per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo

L’Ufficio governativo per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo ha pubblicato il bando di finanziamento delle attività delle organizzazioni, enti o soggetti di vario tipo sloveni che operano al di fuori dei confini dello stato. Per gli sloveni che abitano nei paesi contermini ci sono a disposizione 6,7 milioni di euro, per quelli nelle altre parti del mondo 920.000 euro.
Nella proposta della manovra finanziaria per il 2020 ed il 2021 all’Ufficio governativo che si occupa degli sloveni d’oltreconfine e nel mondo dovrebbero essere destinati rispettivamente 9,5 milioni di euro (rispetto agli 8,63 di quest’anno). http://novimatajur.it/attualita/dalla-slovenia-oltre-76-milioni-di-euro-per-gli-sloveni-doltreconfine-e-nel-mondo.html

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Servizio civile presso la Pro loco Nediške doline, bando prorogato al 17 ottobre

C’è tempo fino alle ore 14 di giovedì 17 ottobre per presentare la propria domanda di partecipazione al Bando per i volontari del Servizio Civile Universale per l’anno 2020/2021, pubblicato dal Comitato regionale Fvg dell’Unpli.
Due posti sono stati assegnati alla Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone di S. Pietro, che intende portare avanti con il contributo dei volontari due progetti: “Conoscenza, esperienza, crescita: intrecci di artigianato ed arte del Fvg” e “Cultura esperienziale: viaggio tra ambiti storici, artistici del Friuli Venezia Giulia”.
Il bando è destinato ai giovani dai 18 ai 28 anni, diplomati e/o laureati, con conoscenze minime di una o più lingue straniere e uso PC, che decidono di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e quindi come valore della ricerca di pace. L’impegno dura 12 mesi per un totale di 1.145 ore, distribuite su 6 giorni lavorativi con una frequenza di circa 25 ore settimanali, festività incluse. Ai volontari spetta un compenso totale di 439.50 euro netti mensili.
La domanda da quest’anno si può presentare esclusivamente attraverso il sito dedicato: domandaonline.serviziocivile.it. Viene richiesto lo SPID (identità digitale) per iscriversi.
La Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone è a disposizione dei candidati per aiutarli nella presentazione della domanda fornendo, se necessario, anche la postazione computer, la connessione per inoltrare la domanda nonché supporto nella creazione dell’identità digitale SPID.
Per maggiori informazioni sul bando per i volontari del Servizio Civile Universale consultare i siti web: http://www.prolocoregionefvg.org o http://www.serviziocivile.gov.it. http://novimatajur.it/attualita/servizio-civile-presso-la-pro-loco-nediske-doline-bando-prorogato-al-17-ottobre.html

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Finanziamenti alle varianti linguistiche, nella norma regionale una nuova formulazione

Non ci sarà ‘l’albo parallelo’ per enti e associazioni che promuovono le ‘varianti linguistiche’ delle valli del Natisone, del Torre e della Val Canale.
Né la mutua esclusività fra i finanziamenti ottenuti per le attività di promozione delle varianti e quelli eventualmente ottenuti sulla base di altri capitoli della legge regionale di tutela della minoranza linguistica slovena.
La nuova formulazione, proposta dalla giunta regionale, dell’articolo 22 (Contributi per interventi in favore del resiano e delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale) della legge regionale 26/2007 ha ottenuto la luce verde della commissione consultiva per la minoranza linguistica slovena, riunitasi ad Udine lo scorso 3 ottobre.
Una modifica, su cui ha a lungo insistito l’attuale giunta regionale e in particolare l’assessore competente Pierpaolo Roberti, legata alle rivendicazioni di alcune associazioni che si rifiutano di riconoscere (contrariamente a ciò che afferma la scienza linguistica) i dialetti dei territori a ridosso del confine nella ex provincia di Udine come parte del complesso sistema dialettale sloveno.
La prima proposta di modifica dell’articolo 22, che aveva sollevato le proteste di organizzazioni e rappresentanti istituzionali della comunità linguistica slovena e che prevedeva l’albo parallelo per le associazioni ‘antislovene’, era stata ritirata frettolosamente, lo scorso 21 giugno, quando ormai sembrava in dirittura d’arrivo, poco prima dell’approvazione in Consiglio regionale del decreto di legge omnibus che conteneva la nuova disposizione.
La nuova formulazione dell’articolo, mediata quindi dalla Giunta regionale con le organizzazioni slovene (anche se i gruppi di cui sopra, pur espressamente invitati, hanno rifiutato ogni confronto), prevede che “per la promozione delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale possono essere finanziati programmi di attività e iniziative presentati dai Comuni (come avvenuto finora, ndr) nonché da enti e associazioni, anche non iscritte all’Albo di cui all’articolo 5 (Albo regionale delle organizzazioni della minoranza linguistica slovena, ndr), aventi sede legale ed operanti nei medesimi territori”.
I progetti finanziabili quindi potranno essere presentati anche dalle associazioni che sono iscritte all’albo. Si apre poi alla possibilità che vengano finanziate in percentuale (da stabilire con regolamento a parte) le spese generali di funzionamento delle associazioni stesse.
Si esclude, d’altro canto, la possibilità che il finanziamento possa essere cumulato con quello eventualmente ottenuto dagli enti (elencati all’articolo 18 della stessa legge) che la Regione riconosce di ‘preminente rilevanza’.
Non viene modificata invece, rispetto alla legge in vigore, la disciplina sulla tutela del resiano, che resta in capo al Comune di Resia. http://novimatajur.it/attualita/finanziamenti-alle-varianti-linguistiche-nella-norma-regionale-una-nuova-formulazione.html

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Alla Savognese il derby con la Polisportiva Valnatisone — NoviMatajur

Nel primo turno del campionato amatori di Terza categoria della Lega Calcio Friuli Collinare teneva banco il derby di Savogna tra la ricostituita Savognese e la Polisportiva Valnatisone di Cividale. La formazione valligiana nei primi dieci minuti della sfida si è portata sul 2:0 grazie alle reti messe a segno da Gabriele Zabrieszach e dallo […]

Alla Savognese il derby con la Polisportiva Valnatisone — NoviMatajur