Pubblicato in: fotografie, friuli, libro, luoghi, minoranza slovena, minoranze linguistiche, personaggi, Slavia friulana

GLI SLAVI DEL FRIULI di Izmail Ivanovic Sreznevskij

ezimba15673799462303( dagli appunti di viaggio del professore di slavistica Izmail I.Sreznevskij  del 1841)         

dolina (10)
casa ristrutturata dai beni ambientali -Villanova delle grotte/Zavarh
Le case -hiše

Gli “Slovegni” (val Torre e Natisone) fanno le case (hiše) di pietra,che sono ancora più povere di quelle dei Resiani,benchè siano dello stesso stile. E’ “ricco” quel contadino che,oltre alla cucina,possiede un’altra stanza (izba),la camera da letto (tjamara za spat) ed una cantina (klijet),(zahljev).
Qualche casa è adorna di un balcone (pojòu).Le stalle sono nel cortile (hljev za žvino).Il cortile spesso non è recinto e separato da quello del vicino se non da un mucchio di letame:i recinti sono molto rari.Nel labirinto dei sentieri che si intrecciano nei cortili dei paesetti ci si può facilmente  smarrire-più d’una volta mi è toccato di chiedere che mi mostrassero la via per uscirne ed andare in questo o quel villaggio.Non ci sono affatto strade. 

I lavori  

 “Ohimè ,questi Schiavi! Vivono come ladri e senza una strada che entri od esca dai loro paesi!” mi disse in Friulano,descrivendomi quei poveri ” Slovegni “.Si scordava naturalmente che anch’essi nel piano vivevano così,or non è molto.

Le grandi famiglie si mantengono unite,senza che i figli e le figlie sposati si separino dai genitori.Tutti lavorano,senza distinzione,come in Resia,fin che hanno la forza.A me è capitato di vedere,sopra un onte,delle ragazze con le scuri,intente ad estrarre con gran fatica radici d’alberi dalla terra in mezzo alle rocce;dovevano portare da loro stesse quelle “legna” fino da basso ed alle loro case;ma lavoravano allegramente scherzavano e cantavano le loro canzoni,tutte coperte di sudore in quella inumana fatica.Ristettero per un minuto o due,piene di sudore,e ci indicarono la strada,poi,dopo averci augurato buon viaggio,ripresero a lavorare.

A S.Pietro ho veduto donne porre l’arco sopra un ripostiglio da loro edificato come bravi muratori .Non è raro vedere i  maschi affaccendarsi in cucina oppure alla filatura del lino.Ma nonostante la miseria,non ho veduto che pochissimi mendicanti,forse perchè,secondo la loro antichissima tradizione,i parenti anche più remoti provvedono ai poveri dando loro un tetto se non l’hanno.Inoltre lo “Slovegn” si vergogna di mendicare:non così ho notato fra i Friulani,i quali,sia grandi che piccini,sono subito pronti a domandare “per amore di Dio”.

dsc01687L’agricoltura ed i campi si trovano in condizioni pietose. Il mais è il prodotto principale, ma dov’esso non può crescere,seminano l’avena ,il miglio e più spesso la segala.I pochi campi più fortunati possono essere dissodati dall’aratro (plug) e rotti dall’erpice (grèba ) : vi attaccano cavalli e muli oppure buoi e vacche.I campi di lino (lyn ) sono coltivati con gran diligenza.Hanno orti ( zagraje ) per le ortaglie e frutteti
(vaàrti),nelle vicinanze dei villaggi,con castagni , meli ,fichi,peri,e ciliegi.
La selvaggina è abbastanza abbondante sui monti :il lupo,la volpe,il cervo ed il capriolo non si sono ancora trasferiti in quelle zone. Con una speciale rete (strjetka )le donne stesse danno la caccia alla volpe;però non è loro concesso il diritto di cacciare il cervo e il capriolo,benchè se  l’occasione si presentasse esse sarebbero capaci di attaccarli senza la benchè minima paura.

dsc01207Gli animali che gli “Slovegni” più allevano sono le pecore e le capre,non tutte le famiglie hanno però i mezzi per poterle allevare.Qualcuno possiede anche la mucca che dà il  latte ,pascola e porta la legna al mercato.

La tessitura della stoffa (part) ,del panno (sukno )e del mezzo panno (medželana ) viene fatta soprattutto d’inverno.D’estate fanno le stoviglie (posoda ) di legno e di creta,cuciono i vestiti ecc.In autunno s’affaccendano a costruire carri (vozi) e slitte a mano (posanje ). Benchè fare gli slittini sia relativamente facile ,il costume vieta alle donne di occuparsene ,mente non è loro affatto proibito di slittare giù dai monti.Molte donne vanno a guadagnarsi il pane in città,come domestiche,e a molte questo piace.

Degno d’ammirazione è l’amore al lavoro degli “Slovegni”.Mi capitò di vedere una donna che guidava una mucca attaccata all’erpice,e contemporaneamente,allattava il suo bambino ch’era legato al suo seno,con una fascia; non solo,ma essa pure filava,tenendo la lana dietro la cintola;si vedono talvolta donne badare alle pecore e capre come bravi pastori, e nello stesso tempo filare e cucire ,senza naturalmente scordarsi di cantare.

dal libro della mia biblioteca “Gli Slavi del Friuli” edito a cura del Circolo di Cultura resiano e del giornale Matajur -tip.Lukežič Gorizia

dsc01048

 

Annunci
Pubblicato in: attualità olgited, fb, friuli, notizie, personaggi

Riccardo Infanti⛷🗻

54463233_1911306165664788_5629415108040982528_n

 È carnico, di #Ravascletto, Riccardo De Infanti, il direttore tecnico della spedizione italiana ai Campionati #mondiali di #sci #Inas che si sono conclusi da poco in Francia. Si tratta delle gare della Federazione internazionale per atleti con #disabilità #intellettive.

Riccardo da tanti anni allena atleti con ogni tipo di disabilità facendoli sciare sulle piste dello Zoncolan. “I mondiali in Francia sono andati meglio del previsto”, ci ha raccontato sottolineando che sono state tre le medaglie conquistate, 2 bronzi e un argento, dai 4 atleti della spedizione azzurra: due maschi e due donne. Tra i convocati c’era anche Luisa Polonia, di Villa Santina, che purtroppo si è infortunata 10 giorni prima delle gare cadendo e facendosi male a un ginocchio, quindi per lei è stato necessario uno stop forzato.

https://www.facebook.com/pg/RadioSpazio103/posts/?ref=notif

Complimenti Riccardo Infanti!

Pubblicato in: personaggi, ricorrenza, wikipedia

14 marzo 1883 – 14 marzo 2019. Anniversario della morte di Karl Marx

E’ stato l’ “eroe” di due secoli e sta continuando ad influenzare, con le sue teorie ed i suoi scritti, anche il III millennio.

Karl_Marx
credit John Jabez Edvin Majall

ritratto del 1875 pubblico dominio

Karl Marx (Treviri5 maggio 1818 – Londra14 marzo 1883) è stato un filosofoeconomistastoricosociologopolitologogiornalista e politico tedesco.

Firma di Marx
Firma di Marx

Il suo pensiero, incentrato sulla critica in chiave materialistadell’economia, della società, della politica e della cultura capitalistiche, esercitò un peso decisivo sulla nascita delle ideologie socialiste e comuniste dalla seconda metà del XIX secolo in poi, dando vita alla corrente socioeconomico politica del marxismo. Teorico della concezione materialistica della storia e assieme al sodale Friedrich Engels del socialismo scientifico, Marx è considerato tra i pensatori maggiormente influenti sul piano politico, filosofico ed economico nella storia dell’Ottocento…https://www.wikiwand.com/it/Karl_Marx

“Non è libero un popolo che ne opprime un altro.” Karl Marx

Pubblicato in: attualità olgited, personaggi, ricorrenza

140 anni fa nasceva Albert Einstein

140 anni fa nasceva Albert Einstein: un ricordo insolito, la sua visita all’Avana, 21 dicembre 1930

xviaje-de-albert-einstein-a-cuba-3.jpg.pagespeed.ic.SA1DBZaTt4Albert Einstein nasceva il 14 marzo 1879. Non è neanche pensabile ricordare l’enorme lascito non solo scientifico, ma intellettuale ed umano che ci ha lasciato: la letteratura su di lui è sterminata. Piuttosto mi sembra simpatico cogliere l’occasione del sessantesimo anniversario della Rivoluzione Cubana (Baracca, Pressenza:… »https://www.pressenza.com/it/2019/03/140-anni-fa-nasceva-albert-einstein-un-ricordo-insolito-la-sua-visita-allavana-21-dicembre-1930/
Pubblicato in: friuli, lingue, minoranza friulana, minoranze linguistiche, personaggi

Silvana Fachin

download (1)
dal web

Silvana Fachin Schiavi, altrimenti conosciuta semplicemente come Silvana Fachin (Socchieve10 luglio1938), è una politica italiana.

Biografia

Nata a Socchieve, in Carnia, nel 1938, si laureò nel 1960 in lingue e letterature straniere a Milano, per poi specializzarsi negli Stati Uniti d’America e nel Regno Unito, titoli di studio che le permisero, dal 1971, d’insegnare didattica delle lingue moderne all’università di Udine. Tra il 1987 e il 1992 fu deputata indipendente nel Gruppo comunista – P.D.S., anni durante i quali presentò, assieme ad alcuni colleghi, la proposta di legge Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche.

Si occupò di educazione linguistica e del bilinguismo italiano – friulano e presiedette il comitato scientifico dell’Osservatorio regionale della lingua e della cultura friulane. Tradusse in friulano Aspettando Godot, col titolo Spietant Godò.

da https://www.wikiwand.com/it/Silvana_Fachin_Schiavi

Pubblicato in: friuli, letteratura, personaggi

Donne che hanno dato lustro al Friuli

Adelaide_RistoriAdelaide Ristori (Cividale del Friuli29 gennaio 1822 – Roma9 ottobre 1906) è stata un’attrice teatrale italiana.

Acclamatissima dal pubblico e lodata dai suoi contemporanei per il suo patriottismo risorgimentale, è stata l’attrice italiana più famosa e influente dell’Ottocento.

Biografia Attrice tragica molto nota, fu sempre applaudita dal pubblico . Figlia d’arte, parente di Francesco Augusto BonLuigi Bellotti Bon e Laura Bon, e capace di recitare perfettamente in inglese e in francese, riscosse notevoli successi anche all’estero, ricevendo anche elogi da Cavour, che le scrisse:«Se ne serva di questa sua autorità a pro della nostra Patria, ed io applaudirò in Lei non solo la prima artista d’Europa, ma il più efficace nostro cooperante nei negozi diplomatici.»…https://www.wikiwand.com/it/Adelaide_Ristori
A lei è dedicato il teatro di Cividale e un monumento

 

Tina Modotti

215px-Edward_Weston_tinamodottimi1921
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

«Ogni volta che si usano le parole “arte” o “artista” in relazione ai miei lavori fotografici, avverto una sensazione sgradevole dovuta senza dubbio al cattivo impiego che si fa di tali termini. Mi considero una fotografa, e niente altro.»

Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, abbreviata in Tina Modotti (Udine, 17 agosto 1896 – Città del Messico, 5 gennaio 1942), è stata una fotografa, attivista e attrice italiana.

È considerata una delle più grandi fotografe dell’inizio del XX secolo,nonché una figura importante e controversa del comunismo e della fotografia mondiale.Opere della produzione fotografica della Modotti sono conservate nei più importanti istituti e musei del mondo, fra i quali l’International Museum of Photography and Film at George Eastman House di Rochester (New York), il più antico museo del mondo dedicato alla fotografia e la Biblioteca del Congresso (Library of Congress), la biblioteca nazionale degli Stati Uniti a Washington…https://www.wikiwand.com/it/Tina_Modotti

downloadCaterina Percoto (Manzano, 12 febbraio 1812 – Udine, 15 agosto 1887) è stata una scrittrice e poetessa italiana. Nata a San Lorenzo di Soleschiano (Comune di Manzano, in provincia di Udine) in Friuli, da una nobile famiglia di avvocati, artisti e uomini di lettere, fu l’unica bambina di sette figli.

La carriera letteraria di Caterina Percoto ha inizio nel 1839, grazie a Don Comelli che inviò segretamente alla Favilla di Trieste il primo scritto di Caterina: un commento alla traduzione di Andrea Maffei di alcuni brani della Messiade di Klopstock.

Iniziò così il rapporto di Caterina con l’editore Francesco Dall’Ongaro, che ben presto diventò suo mentore.

Immersa nei paesaggi friulani, sovrintendendo al lavoro nei campi e alla coltura dei bachi da seta, ritrasse nelle sue opere lo stagnante mondo di povertà del Friuli, sotto il dominio austriaco.

Nel 1841 apparirono sulla Favilla i primi racconti della Percoto. Dall’Ongaro la fa conoscere nel mondo letterario italiano. Nel 1847, dopo un viaggio a Vienna, iniziò il lungo contatto epistolare con Carlo Tenca.

Ma con la Prima guerra di indipendenza, nel 1848, i suoi scritti divennero politicamente più impegnati, essendo rimasta sconvolta e testimone oculare dei cosiddetti “Fatti di Jalmicco”.

Racconti come La donna di Osoppo e La coltrice nuziale, riscossero un grande successo negli ambienti patriottici.

Negli anni cinquanta, inoltre, iniziò a scrivere in lingua friulana, e dopo due anni di trattative con l’editore Le Monnier, il quale temeva che i titoli in friulano avrebbero infastidito gli Austriaci, nel 1863 uscirono due volumi di racconti.

da https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/caterina-percoto/  Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Caterina_Percoto

L’istituto Magistrale oggi Liceo di Udine è intitolato a lei.

download (1)
dal dizionario biografico dei friulani

Novella Aurora Cantarutti (Spilimbergo26 agosto 1920 – Udine20 settembre 2009) è stata una poetessascrittrice e insegnante italiana, nota per le sue poesie in lingua friulana.

Nata nel 1920 a Spilimbergo, comune della provincia di Pordenone, dopo gli studi classici, si è laureata in lettere all’Università di Roma e ha insegnato italiano nelle scuole di Udine.Compone i suoi primi lavori letterari in lingua friulana nel 1941, ma solo dopo la fine della guerra, dal 1946, ha pubblicato alcune composizioni, sempre in lingua friulana, su riviste locali, quali Il strolic furlanCe fastu? e Quaderno romanzo di Pasolini.Una raccolta di racconti della tradizione orale del Friuli, curata dalla Cantarutti, è apparsa nel volume Oh, ce gran biela vintura! (1986). Gran parte della sua produzione poetica è stata pubblicata nei volumi In polvara e rosa (1989) e Clusa (2004). Ha collaborato intensamente con il periodico autonomista La patrie dal Friûl.  da https://www.wikiwand.com/it/Novella_Cantarutti

Pubblicato in: cultura, friuli, letteratura, personaggi, poesie

La plovisine poesia di Pietro Zorutti

Gozorutti
https://www.wikiwand.com/it/Pietro_Zorutti

Plovisine minudine,

lizerine,

tu vens jù cussì cidine senze

tons e senze lamps

e tu dâs di bevi ai cjamps!

Plovisine fine fine,

lizerine,

bagne bagne un freghenin

l’ort dal puâr contadin:

senze te nol mene nuje;

bagne bagne chê latuje,

bagne bagne chel radric

fin cumò tignûz a stic;

bagne l’ort del pùar omp,

bagne il cjamp del galantomp.

La pioggerella – Pioggerella minutina,leggerina,vieni giù così silenziosa senza tuoni  e senza lampi e dà da bere ai campi!Pioggerella sottile sottile,leggerina,bagna bagna un pochettino l’orto del povero contadino:senza te non cresce nulla;bagna bagna quella lattuga ,bagna bagna quel radicchio finora tenuto a stecchetto,bagna  l’orto del pover’uomo,bagna il campo del galantuomo.

da “La flor” di Dino Virgili

Pietro Zorutti (Pieri Çorut) (Lonzano del Collio27 dicembre 1792 – Udine23 febbraio 1867) è stato un poeta friulano

.

Pubblicato in: friuli, libro, personaggi

L’Africa di Attilio Pecile

copertina_medium

L’Africa di Attilio Pecile
sottotitolo: Attraverso i resoconti della missione scientifica Brazzà-Pecile al seguito di Pietro Savorgnan di Brazzà (1883-1886)
autori: Gian Paolo Gri, Roberta Altin, Stefano Morandini e Alessandra Cardelli Antinori editore: Forum luogo di pubblicazione: Udine
anno di pubblicazione: 2012
Naturalista appassionato e spirito ribelle, Attilio Pecile (1856-1931), nel corso della sua missione esplorativa in Congo raccoglie, assieme a Giacomo di Brazzà, una ricca e interessante serie di annotazioni: descrive i paesaggi, le popolazioni, le collezioni raccolte e le sue impressioni. Il volume ripropone la riedizione anastatica di parte del libro Al Congo con Brazzà. Viaggi di due esploratori italiani nel carteggio e nel ‘Giornale’ inediti di Attilio Pecile (1883-1886) di Elio Zorzi, edito da Garzanti nel 1940. L’edizione aggiornata presenta un’introduzione di carattere antropologico di Roberta Altin, che rilegge la scrittura diaristica di Pecile attraverso i più aggiornati studi di africanistica. Un secondo contributo di Alessandra Cardelli dà conto della quantità di oggetti riportati in patria al ritorno della missione di esplorazione in Congo e ora nucleo d’importanti collezioni al Museo ‘Pigorini’ di Roma. Stefano Morandini propone, nella terza parte, la trascrizione di un manoscritto inedito rinvenuto nella biblioteca di casa Pecile, prima intenzione di scrittura dell’esploratore friulano. Il volume è corredato da disegni e illustrazioni dal manoscritto originale e da fotografie della spedizione.