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DENTRO AD UN BICCHIERE — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava

Sarà sicuramente sognoil futuro che ci aspetta,sarà sicuramente rosail bocciolo che io prendo,sarà comunque donnaquel sapore eterno.E saremo un roseto interodentro ad un bicchiere, pienod’acqua dolce, a darci il sostegnoper insieme poi sbocciare.Sarà sicuramente primaveraper trovarci ancoranell’inverno. Roberto Busembai (errebi) Immagine web: Josef Sudek – Bud of a white rose

DENTRO AD UN BICCHIERE — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava
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NON CI SARA’ PERDONO — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava

E avete ancorala faccia tostadi presentarvial vostro Dioalle vostre chieseper le vostre preghiere,e avete ancorala faccia tostadi chiederGliche esaudiscale vostre egoistiche grazie,e avete ancoral’anima tostadi comunicarvinelle vostre religioniliberi dei vostri peccati.Ma il vostro, il nostroe il loro Dionon recherà Perdonoe ognuno si porteràsul colloe dentro il cuore,il peccato di un uomomorto affogatogiunto in riva al […]

NON CI SARA’ PERDONO — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava
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Labile autunno

DIEGO VALERI

SENTIMENTI DELL’AUTUNNO


Labile autunno: la foglia sospesa
al ramo nudo, mortalmente pallida;
la nuvola distesa,
bianca sopra l’azzurro; i fiori gialli…
Appena mosso, il vento è come voce
d’acqua che lenta vada alla perduta
sua foce.
Labile autunno: la foglia è caduta.

(da Poesie, Mondadori, 1962)
Colori tenui e movimenti quasi impercettibili: in pochi versi il poeta veneto Diego Valeri riesce a costruire un bozzetto al rallentatore in cui chi legge è uno spettatore in attesa del colpo di scena finale, lo staccarsi e il volare via di una foglia. Un tema consueto in poesia, svolto con il consueto stile nitido e levigato.

Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.
. https://cantosirene.blogspot.com/2019/10/labile-autunno.html

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BELLISSIMA POESIA DI DONALD GRIFFIN : — girosblog

Alcuni uccelli si scambiano segni e suoni complicati, ma è impossibile studiarli perché nessuno può stabilire quali sono importanti e quali no, quale informazione viene effettivamente trasmessa. Ve ne sono alcuni che cantano duetti, uno dà una nota e l’altro risponde, ma non sappiamo cosa veramente si dicono. Forse: “Io sono il tuo consorte, faccio […]

BELLISSIMA POESIA DI DONALD GRIFFIN : — girosblog

Mi è piaciuta molto questa poesia!

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Autunno

Cantiere poesia

Foglie accartocciate

cadute a terra dopo tante battaglie

contro venti e tempeste.

Autunno che giunge

castagne di ippocastani rotolano

uscite dai propri ricci.

Vento solleva la polvere

le foglie si muovono in una danza

si toccano, roteano, ricadono.

L’autunno della vita, del tempo inesorabile.

L’odore di caldarroste riscalda i pensieri

accanto ad un camino acceso

si schiude il cuore

affaticato dai tanti affanni.

Crepitio di legna che arde

fuoco dalle fiamme ondeggianti.

Un maglioncino caldo

la mano che ne stringe un’altra

il segreto della felicità.

Maristella Angeli

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Vola il gufo

gufo-notturno

Odo
Un grido nella notte
Volo di rapace
Nel freddo
Autunno

Albero
Ormai del tutto spoglio
Offre un riparo
Al gufo
Bagnato

@ Orofiorentino

Prendendo spunto dalle parole: volo, albero, notte, grido, freddo

Foto da: Fregeneonline.com

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Meditazione

UMBERTO SABa

Sfuma il turchino in un azzurro tutto
stelle. Io siedo alla finestra e guardo.
Guardo e ascolto; però che in questo è tutta
la mia forza: guardare ed ascoltare.

La luna non è nata, nascerà
sul tardi. Sono aperte oggi le molte
finestre delle grandi case folte:
d’umile gente. E in me una verità
nasce, dolce a ridirsi, chi darà
gioia a chi ascolta, gioia da ogni cosa.
Poco invero tu stimi, uomo, le cose.
Il tuo lume, il tuo letto, la tua casa
sembrano poco a te, sembrano cose
da nulla, poi che tu nascevi e già
era il fuoco, la coltre era, la cuna
per dormire, per addormirti il canto.
Ma che strazio sofferto fu, e per quanto
tempo dagli avi tuoi, prima che una
sorgesse, tra le belve, una capanna,
che il suono divenisse ninna-nanna
per il bimbo, parola pel compagno.
Che millenni di strazi, uomo, per una
delle piccole cose che tu prendi,
usi e non guardi; e il cuore non ti trema,
non ti trema la mano;
ti sembrerebbe vano
ripensare ch’è poco
quanto all’immondezzaio oggi tu scagli;
ma che gemma non c’è che per te valga
quanto valso sarebbe un dì quel poco.
La luna è nata che le stelle in cielo
declinano. Là un giallo
lume si è spento, fumido. Suonò
il tocco. Un gallo
cantò; altri risposero qua e là.


(da Poesie dell’adolescenza e giovanili, 1911)

.

Guardare e ascoltare: è quello che fa il poeta, osservatore del reale che riesce in questo modo a leggere in filigrana il trascendente. È quello che fa Umberto Saba davanti alla finestra mentre fuori il crepuscolo traghetta dal giorno alla notte: guarda e ascolta le finestre dove la gente è indaffarata per la cena e medita che l’uomo non sa accontentarsi di ciò che ha, non è grato per quella sua semplicità quotidiana che deriva da millenni di progressi e di sacrifici dell’umanità intera.

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DIPINTO DI EVGENIJ LUSHPIN

fonte: https://cantosirene.blogspot.com/2019/10/guardare-e-ascoltare.html

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MIGRANTE FOLATA D’AUTUNNO

quandolamentesisveste

autunno mani

giorni che si avvolgono nei fogli d’acero
assottigliati da una migrante folata d’autunno

dolce accostare le mani agli occhi
in cerca di verbi dipinti in un setoso impatto

è quell’ondulato spasmo che invade la stanza serrata
vibrante le corde dell’aria
(concitate molecole a enfatizzare un trasporto veemente)
movimentando passi dimenticati
ove l’amore allungava giorni d’attesa rubando altrove chicchi d’uva al raspo

nell’ossidato frangente accostato ai bordi della memoria
(sottili gocce rugiadose solcano il volto)
sfumano penombre scolorite
intensificate da una supremazia avvincente in quel voler discendere
dalla soglia di te

@Silvia De Angelis

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Ottobre

Ravel Kodrič ci regala la traduzione italiana di questa poesia di Kosovel, in occasione dell’ingresso della stagione autunnale. / Ravel Kodrič nam ob vstopu v jesenski čas podarja italijanski prevod Kosovelove pesmi. 

Oktober

Mokri vrtovi bleščijo

v zlatu večernem. Temnijo

že skednji rjavi, s slamo kriti.

Deževne kapljice šumijo

v vetru večernem na tla.

Tiho, žalostno je sredi srca.

Sadovi pobrani, latniki prazni,

v njih še zadnje listje gori,

lastovke so raz stolpove odletele,

v temni daljavi še ptič se glasi.

Vse je tiho, vse umira

v zlato melanholijo večera.

Polje temní, v srcu tesnó

se odraža zeleno nebo.

Pilon - Sv. Križ v Vipavski dolini, 1939

Veno Pilon: Sv. Križ v Vipavski dolini, 1939 


Ottobre

Di roridi orti scintille

fra l’oro del vespro. S’offuscan

le brune cascine dai tetti in paglia.

Scrosci di gocce di pioggia

nel vento del vespro.

Muta tristezza nel cuore.

Colta la frutta, la pergola spoglia

avvampa dell’ultime foglie,

lambite le torri, lo stormo s’invola,

lontano nel buio gorgheggia un uccello.

Tutto tace, tutto muore

nell’aurea melancolia del vespro.

S’offusca la campagna, angusto nel cuore

si specchia il verde del cielo.

Traduzione italiana di Ravel Kodrič

da https://lacasadicartapapirnatahisa.wordpress.com/2015/10/05/srecko-kosovel-oktober-ottobre/

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2 ottobre —

A tutti i nonni….auguri Tra le mie braccia la più grande ricchezza per sentirmi giovane. © Simona Scola

2 ottobre —

Il mio amico Tiziano S. ha scritto questa bellissima poesia.

BUON GIORNO, OGGI DUE OTTOBRE FESTA DEI NONNI AUGURI A TUTTI I NONNI E LE NONNE! COSA NON SI FA PER QUESTI NIPOTINI CHE CI FAN RITORNARE BAMBINI

ESSERE NONNO

Aspettando la tanta adorata pensione,
sognavo di mettermi al … balcone,
di assaporare il dolce far niente,
ma era solo nella mia mente!

Non lo sapevo ancora, era solo un’illusione,
dovevo iniziare una nuova missione.
Di buona mattina,
aspetto che si svegli la nipotina;
ancora tutta assonnata
pretende la cioccolata!
Al pomeriggio sono in due da guardare,
c’è da studiare ed i compiti da controllare!

Non è finita qua, corri nonno,
non puoi avere sonno,
in piscina bisogna andare,
dobbiamo per un’oretta nuotare!

Con loro il tempo passa in fretta,
arriva cosi la sera benedetta,
i genitori han finito di lavorare,
nonno e nonna insieme possono stare!

Questa è la tipica giornata,
non proprio spensierata,
di un nonno pensionato,
che pensava d’esser … disoccupato!

Tiziano Scarpel