UMBERTO SABA – Notte d’estate


Dalla stanza vicina ascolto care
voci nel letto dove il sonno accolgo.
Per l’aperta finestra un lume brilla,
lontano, in cima al colle, chi sa dove.

Qui ti stringo al mio cuore, amore mio,
morto a me da infiniti anni oramai.

https://libreriamo.it/libri/le-10-poesie-belle-dedicate-estate/

Umberto Sabapseudonimo di Umberto Poli (Trieste9 marzo1883 – Gorizia25 agosto 1957), è stato un poetascrittore e aforista italiano.

Firma di Umberto Saba

Firma di Umberto Saba

«Parlavo vivo a un popolo di morti.
Morto alloro rifiuto e chiedo oblio.»
(da Epigrafe)

Il porto sepolto

 GIUSEPPE UNGARETTI, Il porto sepolto, 1916.
Questa poesia dà il titolo alla raccolta omonima del 1916 e alla relativa sezione all’interno della raccolta del 1931 denominata L’Allegria.

IL PORTO SEPOLTO

Vi arriva il poeta
E poi torna alla luce con i suoi canti
E li disperde
Di questa poesia
Mi resta
Quel nulla
Di inesauribile segreto.
Mariano il 29 giugno 1916

Giuseppe Ungaretti (Alessandria d’Egitto8 febbraio1888 – Milano1º giugno1970) è stato un poetascrittoretraduttore e accademicoitaliano

https://www.wikiwand.com/it/Giuseppe_Ungaretti

Questa breve poesia porta il titolo della prima e omonima raccolta di Ungaretti, pubblicata a Udine nel 1916. La poesia, assieme alle altre del Porto sepolto, confluirà poi nella Allegria di naufragi del 1919 e poi nelle successive edizioni della raccolta, diventando una delle più note della poesia ungarettiana. Il titolo del componimento è fondamentale per comprendere il senso della poetica ungarettiana: il porto è infatti simbolo del viaggio introspettivo del poeta alla ricerca del mistero dell’essere umanohttps://library.weschool.com/lezione/ungaretti-il-porto-sepolto-testo-e-analisi-2798.html

Prima prova maturità 2019

Una poesia di Srečko Kosovel, poeta sloveno del Carso

immagine dal Novi Matajur

Una poesia di Srečko Kosovel, poeta sloveno del Carso (1904-1926)

Curiosi di natura – Cultura, turismo e tutela ambientale3 maggio 2011 · 

Stanotte ascoltavamo la bora
e non abbiamo dormito niente;
di cose strane e paurose
parlavamo sottovoce.

Come ci si sente in mare
al naufragare dei navigli,
e quanto freddi e tremendi
siano i flutti marini.

Stanotte ascoltavamo la bora
e non abbiamo dormito per niente
sognavamo di poter salpare con la borea
e raggiungere altre rive.

Il freddo marino cominciò a risplendere,
– chissà dove erano ormai le navi –
noi invece siamo andati nell’orto a cogliere
sotto i peschi i meli frutti vermigli.

[“Stanotte”, di Srečko Kosovel, poeta sloveno del Carso, 1904-1926]

Kosovel Srečko. – Poeta sloveno (Sezana 1904 – Tomaj 1926). Delle sue liriche (Pesmi, 1927) alcune hanno carattere impressionistico-sentimentale, mentre in altre prevalgono accenti sociali.

“Moje življenje je moje, slovensko, sodobno, evropsko in večno.”

Umrl je 27 maja 1926.

traduzione :La mia vita è mia, slovena, moderna, europea per sempre.

Morì il 27 maggio 1926.

“Da lontano” poesia di Pierluigi Cappello

Il nome amato

 

PIERLUIGI CAPPELLO

DA LONTANO

Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio,
e non c’è più posto per le parole
e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno
come una perla intorno al singolo grano di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo un nome amato
per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.

(da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010)

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Una splendida poesia di Pierluigi Cappello che ha per protagonista la distanza, la lontananza dalle persone che amiamo – che siano lontane solo fisicamente o che siano perdute per sempre. Ed è bellissimo quel nome che si viene lentamente formando e che ha l’amorosa fragranza del pane caldo appena spezzato.
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FOTOGRAFIA © WALLPAPERSCRAFT

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Resta la carta mentre mi dileguo / specchio di me ma che non è me stesso / rimedio oppure tedio quando intesso / trame di me scrivendomi e m’inseguo.
PIERLUIGI CAPPELLO, Azzurro elementare

https://cantosirene.blogspot.com/

Mattino sereno

Non sempre tesa

PIER PAOLO PASOLINI

MATTINO SERENO

Non sempre tesa è la vita, 
anche il sole ha cenere e la canna 
ai richiami del vento tace.

Ma rare grida, 
ora, pigre corrompono il cielo, 
son pietre nella piena corrente 
del giorno, sparse. 
Asse già di varie 
ansie la vita, ma ora vagamente 
posa nella mite ferita del sole.

(da I confini, Mondadori)

“Non sempre”. Già l’avvio di questa poesia di Pier Paolo Pasolini è un segno di speranza. La vita, quella che in una poesia di Gesualdo Bufalino abbiamo visto capace di “stracciarti le vele, rubarti il timone, ammazzarti i compagni uno ad uno”, talvolta ci sorprende con la sua quiete, con la sua meravigliosa tranquillità. Come se il cavaliere allentasse le briglie al cavallo e lo lasciasse per qualche momento libero di fermarsi, di prendere fiato. E in quello squarcio di sole si può finalmente gustare la serenità, si possono dimenticare per un po’ le angosce.

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FOTO GRAFIA © DANIELE RIVA

https://cantosirene.blogspot.com/search?q=mattino+sereno+pasolini

Poeti di frontiera, incontro con Marko Kravos a Udine — NoviMatajur

‘Poeti di frontiera. Incontro con Marko Kravos’ è il titolo dell’iniziativa voluta a Udine dal circolo di cultura sloveno Ivan Trinko, che è uno dei partner della rassegna Notte dei lettori organizzata dall’associazione Bottega errante. L’appuntamento, in programma sabato 8 giugno alle 18 nella Loggia del Lionello, servirà a far conoscere al pubblico udinese una delle più importanti voci poetiche contemporanee di lingua slovena, che racconterà i cambiamenti più significativi che hanno contraddistinto una frontiera che, anche dal punto di vista culturale, ha marcato scambi, conoscenze, propositi di apertura. Con Kravos dialogheranno Maurizio Mattiuzza e Michele Obit.
Kravos (al centro nella foto) è stato tra l’altro ospite lo scorso dicembre della Beneška galerija di S. Pietro, dove, assieme alla mostra personale dell’illustratrice Dunja Jogan, è stato presentato anche il suo libro per bambini bilingue ‘Pravljice, za vsak prst ena – Fiabe, una per dito’, edito da Vita Activa.

https://novimatajur.it/cultura/poeti-di-frontiera-incontro-con-marko-kravos-a-udine.html

Ero straniero

wikipedia

Sono come una piccola matita

nelle Sue mani,nient’altro.

È lui che pensa.

È lui che scrive.

La matita non ha nulla

a che fare con tutto questo.

La matita deve solo

poter essere usata.

Madre Teresa di Calcutta

Femine-Donna di Meni Zannier

Femine
(4 di mai dal 2007)
di Domenico Zannier



Qualche l’àjar di vierte
ti fevele soflant,
al è il respîr de femine
che ti cjarece el cûr
Quanche il sorêli al lûš
e al scjalde d’astât,
al è il vôli de femine
ch’al art di amôr.

E, co l’atom si disfe
in fumates ch’e plàtin il mônt,
al è il misteri de femine,
che tu viodis e no tu viodis
par cjatâle e pièrdile
e tornâle a cjatâ
in tun nît di vite,
in tun cjalis di rose.
E non sa mai di Unviêr.

Donna

Quando l’aria di primavera
ti parla soffiando,
è il respiro della donna
che ti accarezza il cuore.
Quando il sole splende
e scalda d’estate
è l’occhio della donna
che arde d’amore
E quando l’autunno si scioglie
in nebbie che nascondono il mondo
è il mistero della donna
che vedi e non vedi
per trovarla e perderla
e ritornare a trovare
in un nido di vita,
in un calice di rosa.
E non sa mai d’inverno.

http://www.pensieribyscilipoti.it/poesie%20amiche/pamindexzannier.htm

A che ora le api vanno a dormire

Pierluigi Cappello

FOTOGRAFIA © DWS4.ME

SERA

Le nove, la sera, e un poco il nero che ti sporca le mani

è tutta la terra passata di qui

a che ora le api vanno a dormire, pensi, ti chiedi,

premi il cavo del palmo sull’orlo del ginocchio

nel dirti senti come sono nuove le foglie

da quale maniera di essere solo sono volate

adesso guardi le cose come sono venute

come si sono fissate, quando nella tua persona

e appena pieghi la testa nel vuoto,

ella domanda a che ora le api vanno a dormire

quando sono passati il sapore di terra e le nuvole

davanti ai miei anni, insieme.
(da Assetto di volo. Poesie 1992-2005, Crocetti, 2006).

Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.

fonte https://cantosirene.blogspot.com/


Cappello
Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.

Buongiorno dal mio giardino


POESIA

Era sbocciata la rosa
alla luce del mattino,
così rossa di tenero sangue
che la rugiada si scostava;
così accesa sullo stelo
che la brezza si bruciava.
E che alta! E come splende!
Era tutta sbocciata!
(Federico García Lorca)

da
https://aforisticamente.com/2014/12/30/frasi-citazioni-e-aforismi-sulle-rose/