Pubblicato in: articolo, reblog, utilità

L’esercizio fisico aumenta la memoria come la caffeina — ORME SVELATE

Brevi periodi di esercizio aerobico possono migliorare la memoria di lavoro tanto quanto la caffeina. Inoltre, l’esercizio fisico può aiutare a contenere gli effetti negativi dell’astinenza da caffeina, come affaticamento, mal di testa e cattivo umore.

L’esercizio fisico aumenta la memoria come la caffeina — ORME SVELATE
Pubblicato in: dom, reblog, slovenija

Tik, 60 anni dagli aghi ai cateteri

A fine novembre l’impresa Tic, che negli anni ha contribuito allo sviluppo e alla crescita di Kobarid (Caporetto), ha festeggiato 60 anni di attività. Nella zona di Kobarid sono pochissime le famiglie in cui almeno un membro non abbia trascorso un periodo della propria vita nello stabilimento dell’azienda, che ora si afferma con successo sul mercato europeo.

Alla celebrazione dell’importante anniversario hanno partecipato anche il ministro dell’Economia della Repubblica di Slovenia, Zdravko Počivalšek, uno tra gli esperti di economia sloveni più seguiti e proprietario di Tic, Marjan Batagelj, e il sindaco di Kobarid, Marko Matajurc.

Nell’occasione è stata inaugurata ufficialmente la nuova linea di cateteri urinari con cui, quest’anno, è stato compiuto un grosso balzo in avanti a livello europeo.

Tik si è rialzata dal margine di sussistenza e e si sta affermando come importante forza economica nella zona settentrionale della regione della Primorska. La dirigente, Petra Borovinšek, ha ripercorso le tappe nella storia dell’azienda, iniziata con la produzione di aghi da sartoria nel 1951 e di aghi a uso medico nel 1959. Attraversando fasi positive e negative si è giunti alla situazione attuale, con 162 unità impiegate e una produzione frutto del proprio sapere, che concorrono nel settore dei dispositivi medici. Tik si basa su tradizione, innovatività e qualità. La nuova proprietà, costituita dalla società Postojnska jama e Marjan Batagelj, ha impresso all’azienda una linea di sviluppo che non è più di sola produzione.

Oltre l’85% dei prodotti è venduto sui mercati esteri. Il prodotto più importante sono i cateteri urinari; l’impresa ha, tra l’altro, sviluppato un proprio marchio di cateteri, Greencath. Per questo motivo, insieme a un partner sloveno, ha ricevuto un riconoscimento all’innovazione da parte della Camera di commercio della Slovenia.

Quando nella società Certa Holding, proprietaria di maggioranza di Tik, è entrato Marjan Batagelj, il nome è stato modificato in Larix. Il nuovo proprietario ha ricordato come molti gli avessero espresso l’opinione che Tik non fosse un’azienda desiderabile; per lui, tuttavia, un’azienda con oltre 160 lavoratori non poteva essere indesiderabile. Un giorno in una vecchia casa di Jezersko ha trovato una vecchia scatola contenente aghi della Tik, vecchi ma ancora utilizzabili… E il logo di Tik, raffigurante un larice, era eloquente… Il larice, infatti, tiene testa al vento, alla neve, alla pioggia, come Tik ha tenuto testa a 60 anni. Veglia anche sulle piante, come forse Tik veglia sulla stabilità di Kobarid, ha detto Batagelj.

Pubblicato in: dom, reblog, Slavia friulana

Le tradizioni rinascono col sorriso

In seno alla Collaborazione pastorale di Tarvisio/Trbiž quest’anno si è cercato di osservare il più possibile l’usanza della questua dei Re Magi.

Su iniziativa della comunità paesana, la tradizione ha ripreso vita anche a Valbruna/Ovčja vas. I tre Re non visitavano le case del paese da oltre settant’anni – dal periodo successivo alle opzioni del 1939.

L’usanza, che si svolge nella festività dell’Epifania del Signore (6 gennaio), è stata mantenuta negli anni solo in alcuni paesi della Valcanale, con la canzoncina in sloveno e tedesco a seconda di quale fosse un tempo la lingua d’uso preponderante nei singoli paesi, o anche in italiano. La canzoncina in sloveno è stata tramandata soprattutto a Ugovizza/Ukve e Camporosso/Žabnice.

A Valbruna i bimbi del paese, alcuni genitori e nonni si sono incontrati diverse volte nella sede dell’Associazione/Združenje don Mario Cernet, che per l’occasione ha messo a disposizione i propri spazi nell’ex casa canonica di Valbruna. Nell’ambito di un laboratorio hanno, così, imparato la vecchia canzone tradizionale in dialetto valbrunese «Mi smo štiəri, vsi pastiərji», che un tempo i tre Re Magi, durante le loro visite di casa in casa, cantavano solo a Valbruna.

Fondamentale è stato l’aiuto dell’anziana valbrunese Greti Wedam, che ancora ricordava la melodia. Alla preparazione dei vestiti dei tre Re hanno contribuito l’Associazione/Združenje don Eugenio Blanchini di Cividale e alcuni valbrunesi.

Vestiti da Gaspare, Melchiorre, Baldassarre, stella e pastore (nella foto), nella giornata del 6 gennaio i bimbi, accompagnati da alcuni genitori e nonni e dai giovani valbrunesi che li hanno preparati, hanno fatto visita ai compaesani. Dopo l’iniziale saluto di buon augurio in due lingue, in ogni casa hanno cantato la vecchia canzone tradizionale paesana, benedetto le stanze con acqua e incenso e scritto col gesso benedetto sulla porta d’ingresso l’anno 2020 e G+M+B. Le offerte raccolte dai bimbi andranno alla parrocchia. Ai bambini restano i dolciumi e viene offerto qualcosa.

Mi smo štiəri, vsi pastiərji

Mi smo štiəri, vsi pastiərji, mi bi radə Ježša videli.

V eni štalci, v eni skalci, lepa svetua uč gəri.

Ko sə jogre to zagled’le, hitro za njo sə jezdale.

Sə parnesli za ofr, zuata, miəra in kadiua,

zuata, miəra in kadiua.

Naš ta stari Sveti Jožef, žie siua brada ma.

Le pacingli, le pauingli, Ježša ta usmiljenga.

Le pacingli, le pauingli, Ježša ta usmiljenga.

Pubblicato in: friuli, reblog, storia

A Udine le prime dieci pietre d'inciampo

A Udine le prime dieci pietre d'inciampo

Anche Udine, da questa mattina, ha le sue prime dieci pietre d’inciampo, gli speciali sampietrini che, nel 1995, l’artista tedesco Gunter Demnig ha ideato per ricordare le vittime del nazismo in tutta Europa. Un gesto simbolico che vuole restituire a chi non c’è più un posto nel mondo e nella memoria delle future generazioni. Da qui il nome, dove l’inciampo è quello del ricordo collettivo, che non può e non deve dimenticare la tragedia dell’Olocausto e le deportazioni nazifasciste.

In città sono state posizionate dieci ‘mattonelle’ per rendere omaggio ad altrettanti cittadini udinesi che hanno vissuto il dramma della deportazione nei campi nazisti. Si tratta di Onelio Battisacco (via Veneto 253, Cussignacco), Jona Leone (via San Martino 28), Luigi Basaldella (via Pozzuolo 16, Sant’Osvaldo), Giuseppe Quaiattini (via Bologna, Beivars), Silvio Rizzi (via Bergamo 11, Rizzi), Cecilia Deganutti (via Girardini 5), Silvano Castiglione (via Brenari 14), Luigi Cosattini (via Cairoli 4), Giovanni Battista Berghinz (via Carducci 2) ed Elio Morpurgo (via Savorgnana 10), che fu sindaco di Udine.

L’iniziativa, promossa dall’Anpi, è stata sostenuta dal Comune di Udine. Tantissime le persone che hanno seguito il tour dell’artista tedesco in città e hanno partecipato alle toccanti cerimonie che hanno accompagnato la posa di ogni sampietrino.

https://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/a-udine-le-prime-dieci-pietre-d-inciampo/6/213287

Pubblicato in: novi matajur, reblog

Valentina a Trieste protagonista della vittoria sul Tavagnacco — NoviMatajur

Domenica 12, alle 12.30, oltre alla gara dell’Udinese, si è giocata a Trieste la partita di campionato femminile tra la squadra di Tavagnacco e la Juventus. 129 altre parole

Valentina a Trieste protagonista della vittoria sul Tavagnacco — NoviMatajur
Pubblicato in: friuli, libri, reblog, xcolpevolex

Uma Thurman con la verità per Giulio Regeni

Quando Claudia e Paolo parlano, il mondo si ferma. Ed ascolta queste due persone straordinarie, che riescono, con una pacatezza incredibile, a schiaffeggiare quella società ostile che gli ha scippato un figlio, Giulio, e chi sta facendo di tutto per negare verità e giustizia o chi non sta facendo niente, pur avendo il potere ed il dovere di fare. Nella nota trasmissione che tempo che fa si è consumato un qualcosa di potente a livello comunicativo. Come la presentazione del libro che parla di Giulio,scritto insieme all’instancabile Alessandra Ballerini che assiste senza sosta alcuna in questo complicato cammino la famiglia di Giulio. Un libro che mette tanti puntini sulle i, come è stato detto. Come le riflessioni su quanto successo in Egitto, al fatto che i curriculum di Giulio vennero totalmente ignorati in Italia, Paese dove voleva ritornare a lavorare, a studiare, come la lettera diretta al dittatore egiziano Al Sisi, invitandolo a rispettare la parola data, la promessa fatta per fare giustizia su quanto accaduto a Giulio in quello che è stato un chiaro omicidio di stato.  

Ad oggi, neanche gli indumenti di Giulio sono stati restituiti. 4 anni di fuffa, come ha detto Paola citando anche uno dei post ( e la ringrazio!!!scritti su Giulio dove si elencavano tutte quelle volte che Al Sisi aveva manifestato la volontà di attivarsi per fare verità e giustizia. Tra le cose straordinarie successe in questa sera, passando dal messaggio del maestro Camilleri, vi è stata la semplicità e la genuinità di una delle attrici più note al mondo, Uma Thurman. Di cui la famiglia di Giulio, insieme a Giulio, hanno visto tutti i film.“Vorrei fare le condoglianze alla famiglia Regeni. Ho sentito la lettera e spero ci sia giustizia. Hanno tutto il mio sostegno.”Ha raccontato che si stava preparando all’intervista, con Fazio, che stavano scherzando nei camerini, fino a quando non ha ascoltato Claudio, leggere quella lettera diretta ad Al Sisi. Si è commossa, e con quelle lacrime e con quelle poche parole ha dato un contributo importante a  quel percorso che con estrema e profonda dignità è stato intrapreso per arrivare a conquistare la verità e la giustizia per Giulio. Insomma, sì. Giulio continua a fare cose.
mb  

Pubblicato in: articolo, friuli, reblog

Grandi incompiute in Fvg, vent’anni di progetti sognati e buttati via

Grandi incompiute in Fvg, vent’anni di progetti sognati e buttati via

Anno nuovo, vita nuova e tanti progetti nel cassetto da realizzare, ma torniamo per un attimo con la memoria al 2000. A distanza di vent’anni non tutti i buoni propositi sono andati in porto. Vediamo i principali successi e i fallimenti.

RIFORMA SANITARIA
In Friuli Venezia Giulia il tema della riforma sanitaria è ricorrente, ma il 6 dicembre scorso, regalo di San Nicolò, si è arrivati a una soluzione. L’Aula ha approvato la nuova legge, superando quelle precedenti del 2006 e del 2015. Questo nuovo impianto normativo vuole dare un ordine al sistema della Sanità regionale attraverso la diminuzione del numero delle Aziende, spostando l’attenzione al tema della salute, non solo a quello prettamente sanitario.
Con il testo approvato s’interviene, inoltre, sulla programmazione. Nel documento si fa riferimento all’integrazione sociosanitaria territoriale, al nuovo ruolo dei distretti, alla centralità delle farmacie nell’ambito dell’erogazione dei servizi e a una forte cooperazione tra le Aziende e i Comuni in un’ottica di prossimità alle esigenze dei cittadini. Ma, soprattutto, al ruolo attivo dei pazienti e delle famiglie per favorire i progetti personalizzati e la domiciliarità dell’assistenza.
Tramite il modello ‘hub e spoke’ si pongono le basi per una progressiva differenziazione delle attività delle sedi ospedaliere, per evitare doppioni e sviluppare i settori per i quali si registrano fuga di pazienti o lunghe liste d’attesa.
La grande novità sta nell’aumento dello spazio lasciato ai privati, il quale sarebbe finalizzato al contenimento dei tempi di attesa, all’integrazione dell’attività di ricovero e al supporto del sistema pubblico di assistenza in aree territoriali di difficile sostenibilità.

NUOVI OSPEDALI, NATI VECCHI 
Prima della fine dell’anno hanno raggiunto una soluzione anche i progetti per i nuovi ospedali di Pordenone e Udine.
Non è andata in porto soltanto la riforma sanitaria, infatti. Il cantiere dell’ospedale di Pordenone, avviato nel 2012 e rimasto in letargo per quasi una decina d’anni, proprio prima di Natale ha visto l’approvazione dello stanziamento regionale di quasi 50 milioni di euro, da dividere appunto tra il nosocomio e la Cittadella della salute. I due progetti non rimarranno una scatola vuota, come ha affermato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. La parte più consistente delle risorse sarà utilizzata per dotare il Santa Maria degli Angeli di nuove attrezzature tecnologiche (circa 37 milioni), mentre la parte rimanente servirà per l’acquisto di arredi e infrastrutture telematiche e per la comunicazione.
A Udine, lo scorso 16 dicembre è stata posata la prima pietra del nuovo padiglione. E’ previsto che il nuovo cantiere, che comprende il terzo e quarto lotto, sarà chiuso entro il 26 novembre 2022. L’edificio in costruzione, che si svilupperà su sette piani, di cui due interrati, per oltre 56mila metri quadri, completerà l’offerta sanitaria del Padiglione 15, in particolare con la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso, della Medicina d’urgenza, della Cardiologia, della Cardiochirurgia, della Chirurgia specialistica e delle Neuroscienze.
Purtroppo, però, lo scorso mese si sono verificate infiltrazioni nel livello interrato e al terzo piano nell’area delle chirurgie. I danni agli impianti sono più gravi del previsto. Sono stati stanziati 120 mila euro per il ripristino dei lavori, ovviamente nel 2020.
Già nel 2018 si erano verificate perdite nel primo e secondo lotto. Il motivo è semplice. La costruzione, cominciata nel 2006, è durata undici anni. L’effettivo utilizzo è partito nel dicembre 2013. Il deterioramento da disuso è fisiologico, ci aveva spiegato l’allora direttore generale.

LAVORI SEMPRE IN CORSO
Nella notra regione le strade non corrono tutte lunghe e dritte, come cantava Francesco Guccini.
La Cimpello-Sequals, inaugurata nel 1998, doveva portare fino a Gemona. In due decenni l’arteria ha stroncato parecchie vite e si è trasformata in un vero incubo per gli automobilisti. D’altra parte, questa strada è l’unica per raggiungere la parte a Nord del Friuli Occidentale. Senza di essa, infatti, auto e camion dovrebbero percorrere un tracciato ben più lungo, per arrivare a Zoppola, San Giorgio della Richinvelda, Spilimbergo, fino a Sequals appunto. La scorsa estate, però, è stato bocciato ogni progetto di prolungamento.
Si parla ormai da trent’anni del completamento dell’ultimo pezzo della tangenziale Ovest che riguarda in particolare i comuni di Pasian di Prato e Campoformido, al momento sotto l’assedio del traffico. Già nel 2011 comitati spontaneo di cittadini protestavano per l’inquinamento. Ma non c’è ancora una soluzione.

Pubblicato in: cultura, dom, minoranza slovena, notizie, reblog

Taipana, una scuola, tante attività

Una festa di Natale da tutto esaurito venerdì, 20 dicembre dell’anno scorso, per il plesso scolastico di Taipana/Tipana.

Gli alunni delle scuole d’infanzia e primaria del comune, attive nell’ambito dell’Istituto comprensivo di Tarcento/Čenta, si sono esibiti nella sala comunale davanti a un folto pubblico di genitori, parenti e amici.

Nell’ambito di un programma a tema natalizio in cui a farla da padroni sono stati musica, danza, canto e poesia, i bambini si sono esibiti in italiano, sloveno e inglese, presentando al pubblico anche alcuni pezzi eseguiti al violino. Il ricco programma ha presentato alle famiglie le particolarità formative del plesso, generate dalla sua interazione con molti enti attivi sul territorio comunale e non solo.

Per la musica, infatti, il plesso di Taipana può contare sulla collaborazione della scuola di musica MusicaMia – Renato Della Torre, e della docente Elena Allegretto per l’insegnamento del violino.

Dal punto di vista sportivo l’offerta è arricchita dal progetto Movimento in 3S, realizzato con l’esperta Katia Grassato e promosso dalla Regione Friuli-Venezia Giulia in collaborazione col ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e col Comitato olimpico nazionale italiano.

Anche quest’anno in collaborazione con l’associazione don Eugenio Blanchini di Cividale, alle scuole d’infanzia e primaria di Taipana è offerto regolarmente, per un’ora a settimana e per tutto l’anno, l’insegnamento dello sloveno. Coi soli fondi ministeriali, infatti, l’insegnamento si ridurrebbe a una manciata di ore concentrate in alcuni mesi. Quest’anno a curarlo è la maestra Vanesa.

Le scuole di Taipana possono contare anche sul sostegno e gli investimenti dell’amministrazione comunale, sempre presente, sulla Casa Famiglia, sulla Polisportiva e sulla Pro loco della zona, sull’Azienda Zore, sulla Forestale di Attimis e sui Carabinieri.

Alla festa di Natale i bambini hanno consegnato ai rappresentanti di enti e sodalizi un piccolo dono.

A salutare gli alunni, il personale scolastico e le famiglie sono intervenuti anche il sindaco di Taipana, Alan Cecutti, e la dirigente dell’Istituto comprensivo di Tarcento, Marta Bocci.

https://www.dom.it/bogato-delovanje-za-solo-v-tipani_taipana-una-scuola-tante-attivita/?fbclid=IwAR1glhMiEW1aDpkeIod4ok7QlYxz5WhEj02Wv5O9N-7a4xg5llSgQshzx0Y

Pubblicato in: attualità, dom, reblog, slovenija

Il Natisone a Hollywood

Rosamund Pike

Il Natisone sugli schermi di tutto il mondo entro la fine del 2020 con l’attesissima serie tv hollywoodiana La ruota del tempo (Wheel of time) tratta dall’omonima saga letteraria, uno dei cicli fantasy più famosi del genere. Parte delle scene del grande progetto di Amazon Prime Video, una delle più grandi società mondiali di streaming di film e serie tv, è stata girata all’inizio dello scorso mese di ottobre lungo le rive del fiume, a Podbela, nel tratto in cui il Natisone scorre in Slovenia.

Il cast, composto da ben trecento persone, si è fermato diversi giorni nel Posočje (alta valle dell’Isonzo) ed ha effettuato riprese anche a Kobarid, lungo l’Isonzo, nei pressi di Bovec e a Strmec vicino al passo del Predil, portando un bel profitto alle strutture ricettive locali. Ma questo è comunque ben poco rispetto al ritorno di immagine che la valle ne avrà e potrà sfruttare a fini turistici.

Non è la prima volta che le grandi case di produzione americane valorizzano a livello planetario le bellezze naturali della zona. Già nel 2007 i paraggi di Bovec furono il set del kolossal Le cronache di Narnia. Il principe Caspian della Walt Disney pictures, costato 250 milioni di dollari. E non si contano film e serie minori, per non parlare di spot pubblicitari per grandi marche automobilistiche girati in valle.

Tutta questa promozione incide parecchio sul flusso turistico dell’alta valle dell’Isonzo che fa segnare cifre da capogiro. Nel 2019 nei comuni di Bovec, Kobarid e Tolmin (neanche ventimila residenti in tutto), hanno sfiorato i 900 mila pernottamenti di villeggianti.

Attraverso una stretta collaborazione, anche le valli del Natisone e del Torre, altrettanto ricche dal punto di vista naturalistico, potrebbero beneficiare del boom del Posočje, a patto che si verifichi un deciso cambio di passo dall’attuale frammentarietà di piccole seppur lodevoli e interessanti iniziative e proposte verso una seria programmazione guidata da professionisti del settore.

Tornando alla serie La ruota del tempo, tratta da uno dei romanzi fantasy più venduti al mondo dello scrittore Robert Jordan, essa è ambientata in un mondo di straordinaria fantasia dove la magia esiste, ma solo alcune donne sono autorizzate a farne uso. Protagonista è l’attrice britannica, premio Oscar, Rosamund Pike.https://www.dom.it/nediza-v-hollywoodu_il-natisone-a-hollywood_/

Pubblicato in: libri, novi matajur, reblog

Storia e crimini – impuniti – della X Mas nel nuovo libro di Luciano Patat

“Insomma l’incidente è riuscito a dimostrare – malgrado non ce ne fosse alcun bisogno – che la X Ms non è una cosa seria, che essa è un’accozzaglia di uomini reclutati con ogni mezzo e da ogni luogo, privi del minimo senso di disciplina, mal guidati e peggio istruiti, destinati a servire i capricci di un uomo smoderatamente ambizioso, sommariamente infido, politicamente ingenuo, che essendo incapace di porsi un qualsiasi programma concreto, se non di pensiero almeno di azione, conduce un gioco tanto ambiguo quanto inconsistente”.

È l’estratto di una lettera di Fernando Mezzasoma, ministro della Cultura Popolare della Repubblica Sociale Italiana, indirizzata a Benito Mussolini e datata 19 febbraio 1945. La citazione apre l’ultimo libro di Luciano Patat ‘La X Mas al confine orientale’, presentato il 16 gennaio nell’ex caserma Osoppo ad Udine. Data non casuale visto che sabato 20 gennaio, una delegazione dell’associazione che raduna reduci e parenti dei combattenti della ‘flottiglia Decima Mas’ verrà ricevuta ufficialmente, per quella che sta diventando una commemorazione ‘tradizionale’, nel municipio di Gorizia dai rappresentanti del comune, sindaco Rodolfo Ziberna compreso. Il libro di Patat, presentato nella serata organizzata dall’Anpi dall’autore assieme Dario Mattiussi con le letture di Lucia Toros e l’accompagnamento musicale del duo No-bel, ripercorre tutte le tappe più significative della storia della formazione militare. Con un ricco corredo fotografico ed attingendo a fonti d’archivio, Patat ricostruisce quindi l’efferatezza della formazione guidata da Junio Valerio Borghese impiegata soprattutto in rastrellamenti e torture in funzione antipartigiana. Ma anche l’impreparazione militare, tale da rendere la X Mas invisa sia alle autorità tedesche sia a quelle della Repubblica sociale di Salò, come emerge dalla citazione in apertura. Oltre al carattere del reclutamento che avvenne esclusivamente su base volontaria. Nonostante le amnistie del dopoguerra (tanto che Borghese tentò il famoso colpo di Stato fra il 7 e l’8 dicembre del 1970), questo rende i combattenti, secondo Patat, “tutti ugualmente corresponsabili dei crimini perpetrati”.

http://novimatajur.it/cultura/storia-e-crimini-impuniti-della-x-mas-nel-nuovo-libro-di-luciano-patat.html