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La giornata mondiale dell’alimentazione

La giornata mondiale dell’alimentazione è una ricorrenza che si celebra ogni anno in tutto il mondo il 16 ottobre per ricordare l’anniversario della data di fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, comunemente conosciuta come FAO, istituita a Québec (Canada) il 16 ottobre 1945.

Origini

La giornata mondiale dell’alimentazione fu istituita dai paesi membri della FAO durante la 20° Conferenza Generale dell’Organizzazione nel novembre 1979. La delegazione ungherese, guidata dall’ex ministro ungherese dell’Agricoltura e dell’Alimentazione Pál Romány, svolse un ruolo attivo durante tale Conferenza della FAO e suggerì l’idea di celebrare la giornata mondiale dell’alimentazione in tutto il mondo. Da allora la celebrazione viene osservata ogni anno in più di 150 nazioni[1], per sensibilizzare sulle problematiche della povertà, della fame e della malnutrizione nel mondo, sulla sicurezza alimentare e per diffondere diete nutrienti per tutti. L’obiettivo principale è incoraggiare le persone, a livello globale, ad agire contro questi problemi. Ogni anno viene messo in risalto un particolare tema sul quale vengono focalizzate le attività.Quest’anno è lo spreco alimentare…

https://www.wikiwand.com/it/Giornata_mondiale_dell%27alimentazione

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Diga del Vajont, 56 anni fa la tragedia

Erano le 22.39 del 9 ottobre 1963, quando una frana dal monte Toc si inghiottì 1.917 vite, travolgendo gli abitati di Erto e Casso e Longarone
Diga del Vajont, 56 anni fa la tragedia

09 ottobre 2019

56 anni fa la tragedia del Vajont, che si inghiottì 1.917 vite. Erano le 22.39 del 9 ottobre 1963, quando dalle pendici settentrionali del monte Toc si staccò una frana che crollò sul bacino artificiale sottostante, provocando un’onda che portò morte e silenzio nella valle, portando con sé oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e detriti.

Fango, rocce, detriti e acqua che travolsero Erto e Casso e poi Longarone, radendolo al suolo così come le frazioni di Pirago, Rivalta, Villanova e, parzialmente, Faé. Oltre 1.900 i morti, di cui 1.450 residenti nel comune di Longarone e 487 bambini. Ma si tratta di una stima, perché molti corpi non sono mai stati ritrovati.

Una drammatica ricorrenza, alla quale anche la Regione Fvg rende omaggio, grazie all’istituzione, lo scorso giugno, della “Giornata in ricordo della tragedia del Vajont” e del riconoscimento “Memoria Vajont“, proposta dal capogruppo del Pd Sergio Bolzonello e poi condivisa dagli esponenti di tutti i Gruppi in Aula che hanno sottoscritto il provvedimento, facendone così una legge espressione dell’intero Consiglio regionale.

GIUSTIZIA TRAVAGLIATA. Accanto al doloroso ricordo delle vittime, pesa anche quello relativo all’iter giudiziario. Il processo penale ebbe luogo, in fasi successive, a partire dall’ottobre 1968 davanti al Tribunale de L’Aquila e si concluse il 25 marzo 1971, quindici giorni prima che maturasse la prescrizione, in Cassazione. La Suprema Corte aveva accolto l’accusa, dichiarando la prevedibilità dell’evento, per cui frana e inondazione costituivano un disastro colposo. Ancora più travagliato l’iter del processo civile, giunto alla sentenza di primo grado del Tribunale di Belluno solo nel febbraio del 1997. La Corte d’Appello di Venezia (25 novembre 1998 al 22 febbraio 1999) confermava la sentenza di primo grado condannando la Montedison SpA a risarcire il Comune di Longarone per i danni materiali e morali patiti dalla comunità. https://www.ilfriuli.it/articolo/politica/diga-del-vajont-56-anni-fa-la-tragedia/3/207559

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2 ottobre —

A tutti i nonni….auguri Tra le mie braccia la più grande ricchezza per sentirmi giovane. © Simona Scola

2 ottobre —

Il mio amico Tiziano S. ha scritto questa bellissima poesia.

BUON GIORNO, OGGI DUE OTTOBRE FESTA DEI NONNI AUGURI A TUTTI I NONNI E LE NONNE! COSA NON SI FA PER QUESTI NIPOTINI CHE CI FAN RITORNARE BAMBINI

ESSERE NONNO

Aspettando la tanta adorata pensione,
sognavo di mettermi al … balcone,
di assaporare il dolce far niente,
ma era solo nella mia mente!

Non lo sapevo ancora, era solo un’illusione,
dovevo iniziare una nuova missione.
Di buona mattina,
aspetto che si svegli la nipotina;
ancora tutta assonnata
pretende la cioccolata!
Al pomeriggio sono in due da guardare,
c’è da studiare ed i compiti da controllare!

Non è finita qua, corri nonno,
non puoi avere sonno,
in piscina bisogna andare,
dobbiamo per un’oretta nuotare!

Con loro il tempo passa in fretta,
arriva cosi la sera benedetta,
i genitori han finito di lavorare,
nonno e nonna insieme possono stare!

Questa è la tipica giornata,
non proprio spensierata,
di un nonno pensionato,
che pensava d’esser … disoccupato!

Tiziano Scarpel

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I due incendi di Subit

Quest’anno ricorre un anniversario molto importante per la comunità di Subit. 75 anni fa, il 29 luglio e il 29 settembre del 1944, il paese subì ben due incendi, pagando un prezzo molto alto in termini di vite umane, tuttora ben vivo nella memoria collettiva del paese.

Gli eventi s’inseriscono nel quadro della Zona libera del Friuli orientale, un’esperienza di autogoverno nata nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, nell’estate del 1944. La Zona comprendeva i territori di Nimis, Attimis, Faedis, Lusevera, Taipana e Torlano, per circa 20.000 residenti su circa 300 km2.

La Zona aveva grande importanza strategica non solo per le comunicazioni, ma anche perché fungeva da cerniera fra la zona libera della Carnia a nord-ovest, e quella delle formazioni partigiane slovene a est.

Il territorio era presidiato dalle formazioni partigiane della I Brigata Osoppo, che contava circa un migliaio di uomini – contadini, studenti, ufficiali e soldati dell’esercito italiano all’epoca sciolto – e dalla Divisione Garibaldi Natisone – al comando di Mario Fantini Sasso e Giovanni Padoan Vanni quale commissario politico, con contadini e operai delle industrie di Gorizia e Monfalcone. La Divisione, organizzata nelle tre brigate, Buozzi, Picelli e Gramsci, era affiancata da altri reparti minori, per un totale di circa 2.000 uomini.

Le due formazioni partigiane operavano al confine con il territorio dei partigiani sloveni del IX Corpus, lungo l’alto e medio Isonzo e nei dintorni di Gorizia. La delicata situazione generava discordie fra osovani e garibaldini. Nella primavera del 1944 le due formazioni avevano creato un comando unificato e si erano fuse nella I Divisione Osoppo Garibaldi.

Alla fine di luglio del 1944 anche nella Zona, com e nella Carnia, erano sorti dei Comitati di liberazione nazionale locali, composti da rappresentanti del Partito d’Azione, del Pci, della Dc, del Psi e da alcuni indipendenti.

Non essendo stata però creata una Giunta centrale, che esercitasse un potere autonomo, la vita civile era dominata dai comandi partigiani, inizialmente per le necessità di sicurezza e di ordine pubblico. Su iniziativa dei partigiani, era stato istituito un Cln militare, formato da rappresentanti politici e militari di diversi partiti, con l’incarico di organizzare libere elezioni, in collaborazione con i Cln locali. Ad Attimis il sindaco era stato eletto da un’assemblea di 120 capifamiglia, solo uomini.

Nel luglio del 1944 Subit, quindi, pullulava di partigiani. La Osoppo aveva il comando nelle scuole del paese. Proprio per una rappresaglia in reazione al successo di un’iniziativa militare dei partigiani, tedeschi e fascisti il 29 luglio si diressero per un rastrellamento verso il paese, dove bruciarono trenta case.

La vita della breve esperienza di autogoverno della Zona – da luglio a settembre del 1944 – proseguì fino al 25 agosto, quando i tedeschi e i cosacchi occuparono Torlano, incendiando il paese e uccidendo 36 uomini, donne e bambini.

Alla fine di settembre sopraggiunse l’offensiva tedesca, sferrata dalla 305a divisione della Wehrmacht. Il rastrellamento, che ebbe luogo tra il 26 e il 30 settembre, fu la fine della Zona libera del Friuli orientale. In quei giorni il fronte partigiano andò in rotta e furono incendiati quasi tutti i paesi, tra cui anche Subit, il 29 settembre. Lo era già per metà; al secondo incendio furono bruciate le case rimanenti e fu fatta saltare in aria la chiesa.

Quel giorno furono trucidate e bruciate vive cinque persone.

https://www.dom.it/ko-so-dvakrat-pozigali-subid_i-due-incendi-di-subit/

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Giornata internazionale della pace

dal web

Il 21 settembre non è la giornata in cui comincia l’autunno, ma è sicuramente l’International Day of Peace, la Giornata internazionale della pace, occasione per riflettere sulla non violenza, come mezzo di sviluppo umano.

A istituirla, nel 1981, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite; nel 2001 invece si votò all’unanimità per renderla una giornata di promozione e sensibilizzazione sul tema, oltre che di chiamata al cessate il fuoco nelle zone di conflitto. Nel 2016 il tema della giornata è The Sustainable Development Goals: Building Blocks for Peace: costruire blocchi di pace per raggiungere gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile sul pianeta. I conflitti devono cessare ma bisogna anche impegnarsi per mettere fine alla povertà, agli squilibri ambientali, alle diseguaglianze economiche che generano violenza e minacciano la stabilità di popoli e paesi.

Il focus della giornata è quindi l’interdipendenza tra sviluppo e pace, in nome di un contratto sociale nuovo, che i leader della comunità globale hanno già sottoscritto, impegnandosi su 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, che guardano al 2030. Parole ma anche fatti, a cui la comunità globale è chiamata mentre i conflitti dilagano e troppi fronti caldi non trovano pace: tuttavia, abbandonare le armi può pagare sul breve tempo, ma bisogna investire sugli obiettivi a lungo termine, che altro non sono che bisogni basici.

https://www.wired.it/attualita/politica/2016/09/21/giornata-internazionale-pace/?refresh_ce=

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Buona domenica

8 settembre

Festa della Natività di Maria: 8 settembre

Si rinnova anche quest’anno il pellegrinaggio votivo annuale al Santuario della Beata Vergine di Castelmonte.
La solenne celebrazione eucaristica delle ore 17.00 sarà presieduta da S.E. Monsignor Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine, sul piazzale del santuario.

Questo il programma del pellegrinaggio:
ore 14.30 raduno dei pellegrini a Carraria di Cividale del Friuli; preghiera con l’arcivescovo e inizio della salita a piedi;
ore 17.00 arrivo al piazzale del Santuario e concelebrazione eucaristica.

https://www.santuariocastelmonte.it/_it/news/Domenica_8_SETTEMBRE_2019/9

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LA TRADIZIONALE ŠMARNA MIŠA IN VAL RESIA

  • Località: Resia; 
  • Tipologia: Sagra ; Enogastronomia; Escursione; Fiera, mercato, mercatino; Interesse locale; Mostra; Musica; Visita guidata, promozione culturale; 
  • Data: Da Martedì 13 Agosto 2019 a Venerdì 16 Agosto 2019
  • Orario: 18:00

LA TRADIZIONALE ŠMARNA MIŠA IN VAL RESIA
Santa Messa di Ferragosto, escursioni, musiche e danze resiane, degustazioni di prodotti tipici locali, attività per bambini e mercatini.

La Val Resia e i suoi abitanti sono ormai pronti alla festa religiosa più importante di tutto l’anno, la “Šmarna Miša”. Nella tradizione locale il termine “Šmarna Miša” indica “la Grande Messa in onore dell’Assunzione di Maria”, alla quale la Pieve di Prato di Resia è dedicata. In passato, come oggi, questo momento religioso è motivo di richiamo e di aggregazione per tutti i resiani, residenti in valle e non.
Insieme alla celebrazione della Santa Messa, verrà portata in processione la preziosa scultura lignea della “Madonna con bambino” del XVI secolo, conservata durante l’anno all’interno della Pieve del paese.
Sarà, inoltre, organizzato il tradizionale mercatino volto alla promozione dei prodotti della terra e dell’artigianato. Verrà, infine, dato largo spazio, attraverso svariate attività, alle danze e alle musiche resiane, alla conoscenza del territorio della Val Resia e delle tradizioni locali. fonte https://www.turismofvg.it/evento/209632

Di AlbertoMadrassi – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45529724
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Ferragosto

da MeteoWeb

 Ferragosto è una festività di origine antichissima – nella Roma imperiale denominata Feriae Augusti – modernamente celebrata il 15 agosto in Italia, nella Repubblica di San Marino e nel Canton Ticino.

Il giorno di Ferragosto è tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta con lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, a rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l’esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio.

Il Ferragosto dall’Antica Roma al Cristianesimo

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina Feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle già esistenti festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoiasini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il “Palio dell’Assunta” che si svolge a Siena il 16 agosto. La stessa denominazione “Palio” deriva dal “pallium“, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.

Le corse agostane con gli asini sono state riproposte negli ultimi decenni in località rurali meno note, con sempre maggior concorso di pubblico in parallelo alla riscoperta della specie in impieghi alternativi a quello agricolo (onagro terapia, produzione di latte per infanti ecc). Noto il Palio degli Asini che dal 1981 si disputa ogni prima domenica d’Agosto nella frazione Novagli di Montichiari, e vede contrapposte 4 contrade[2][3]

In occasione del Ferragosto i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio.

La festa originariamente cadeva il 1º agosto. Lo spostamento si deve alla Chiesa cattolica, che volle far coincidere la ricorrenza laica con la festa religiosa dell’Assunzione di Mariahttps://www.wikiwand.com/it/Ferragosto

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💗Caro papà💗

primo numero del Matajur

Caro papà,

sono passati cento anni da quando sei nato sulle rive del Garda.Hai vissuto a Cornappo/Karnahta, un paesino sperduto della Slavia friulana.Ti mandarono in guerra in Jugoslavija,sei diventato sergente in sanità.Ti sei unito ai partigiani sloveni e dopo l’8 settembre eri a Villa Moretti a Tarcento.A Ljubljana hai conosciuto la mamma che hai sposato a Taipana dopo la guerra. Finita la guerra ti impiegasti per l’allocazione delle tessere annonarie, prima a Taipana e poi a Pravisdomini (PN) dove nacqui io. E’ allora che cominciasti a scrivere per il quotidiano in lingua slovena di Trieste  Primorski Dnevnik. Con la mamma hai fondato il giornale Matajur, voce degli sloveni della Slavia Friulana  che hai diretto per 23 anni. Il primo numero uscì il 3 ottobre del 1950, fino al dicembre del 1973.Sono stati anni molto difficili e duri per tutta la famiglia: attacchi sui quotidiani locali,persecuzioni,denunce per articoli scritti sul Matajur,isolamento.Erano gli “Anni bui della Slavia “quindi immaginate il clima in cui vivevamo.

Vi ringrazio papà e mamma per avermi educato in uno spirito sloveno.Quando ero piccola ho imparato questa poesia.

SLOVENKA

Jaz nisem Talijanka,
pa tudi ne bom,
sem zvesta Slovenka
in ljubim svoj dom.
Podreka

SLOVENA

Non sono italiana
e mai lo sarò,
sono una slovena fedele
e amo la mia terra.
Podreka

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20 anni fa incominciava alla Camera dei deputati la discussione della legge di tutela della minoranza slovena

Venti anni fa alla Camera dei deputati iniziava la discussione del disegno di legge per la tutela della minoranza slovena. La Sala di Montecitorio era praticamente vuota, con sei membri partecipanti al dibattito, il governo del presidente Massimo D’Alema era rappresentato dal ministro dello Stato Katia Bellillo. L’atmosfera era ancora molto brutta, tuttavia,la discussione si è conclusa nel febbraio 2001 con l’adozione della legge di tutela al Senato.

Il dibattito alla Camera fu introdotto dalle parole incoraggianti del relatore della legge, ora defunto democratico di sinistra Domenico Maselli.Il dibattito alla Camera dei deputati è continuato fino il 20 settembre 1999.

tradotto in proprio da https://www.primorski.eu/se/o-slovencih-v-prazni-dvorani-LY302962?fbclid=IwAR2AuR4glDNVXJCofE2kMXMji0yP-SL4L6vWtjjCE2ABHau2ZUTYHysg1y0