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Subit di Attimis

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Ieri a Subit Messa cantata dal coro “Tantum Ergo” di Camporosso è stata molto apprezzata dalla popolazione.

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Dopo 75 anni Subit ricorda ancora

Sono trascorsi 75 anni dai tragici eventi del luglio e settembre 1944 quando Subit/Subid subì due incendi che lo distrussero totalmente e di cui ben cinque vite umane trucidate ed arse vive ne fu il tragico epilogo. E questo è tuttora ben vivo nella memoria collettiva del paese che la locale Pro loco ha voluto ricordare in occasione della cerimonia commemorativa proposta dall’amministrazione comunale di Attimis/Ahten e dai gruppi Ana di Attimis e Racchiuso.La Santa Messa nella chiesa parrocchiale, celebrata dal parroco don Borlini, ha preceduto la doppia deposizione delle corone di alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre ed alla lapide posta sulla facciata della chiesa a ricordo dei tragici eventi del ‘44. Il successivo contributo con disegni e pensieri sulle tragiche conseguenze di tutte le guerre dato dagli alunni della scuola primaria di Attimis/Ahten ha reso ancora più sentita la commemorazione.Il sindaco, Sandro Rocco, nella sua orazione ufficiale ha voluto ricordare quale fosse il quadro storico di quel periodo: la Zona libera del Friuli orientale, territorio presidiato da formazioni partigiane con comando nelle scuole del paese, rappresaglia di truppe nazifasciste e conseguente distruzione del paese.Le parole pace e libertà sono riecheggiate più volte nella chiesa gremita anche perché evocate dal presidente della Pro loco, Enrico Moretuzzo, che a chiusura della cerimonia ha voluto, per propria esperienza diretta, constatare quanto, purtroppo, in buona parte delle nuove generazioni questo sentimento di autonomia morale, sociale e politica, non sia molto sentito.La grande partecipazione di chi in paese ancora abita e di chi vi ha le proprie radici, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, ha confermato, però, quanto sentita sia la volontà di ricordare unendosi al dolore di chi in quei giorni ha perso un caro congiunto.  https://www.dom.it/po-75-letih-je-v-subidu-spomin-se-ziv_dopo-75-anni-subit-ricorda-ancora/

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La missione segreta di Leonardo

La Regione Fvg finanzia progetti culturali ‘a tema’ nei 500 anni dalla morte del genio da Vinci, che nel 1500 fu a Gradisca d’Isonzo per progettare difese contro i turchi

Il suo nome è il simbolo stesso del Rinascimento, di cui ha incarnato lo spirito. Per qualcuno è, semplicemente, il più grande genio vissuto sulla Terra e forse l’unico uomo in grado di essere artista e ingegnere, architetto, scienziato, progettista, inventore, ma anche trattatista, anatomista… Leonardo da Vinci morì il 2 maggio 1519 a 67 anni, lasciando un’eredità unica e, come spesso accade ai geni, dubbi sulla vera identità: tra le ipotesi ‘complottiste’, si ventilano addirittura contatti con gli alieni!

A 500 anni dalla morte, la Regione Fvg ha deciso di finanziare progetti a tema dedicati a un uomo sempre in anticipo sui suoi tempi, cui sono state attribuite – spesso a torto – anche invenzioni mai realizzate. Quel che è certo è che nel 1500 Leonardo fu in regione, a Gradisca d’Isonzo – dove nel 1479 era stata eretta da Venezia una cittadella fortificata -, chiamato a realizzare difese sull’Isonzo per contrastare gli assalti dei turchi.

Nel 1499, le ostilità tra Venezia e i turchi erano riprese e le avanzate degli eserciti nemici – decine di migliaia di ottomani pronti a lanciarsi sui villaggi friulani fino al Tagliamento – mette in apprensione il Senato veneto. A peggiorare la situazione,  l’intenzione dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo di estendere i suoi domini verso la terraferma veneta, aumentando il pericolo di invasione sul confine orientale, e la morte nell’aprile 1500 dell’ultimo conte di Gorizia, i cui possedimenti passano agli Asburgo, portando il confine dell’Impero a ridosso della Repubblica e creando uno stato di tensione permanente.

La scarsità delle notizie pare indicare che Leonardo Da Vinci sia stato impegnato in una specie di ‘missione segreta’… A Venezia, esule da Milano, è interpellato per valutare le fortificazioni costruite sul fiume. Nel foglio 638° V del Codice Atlantico, conservato alla biblioteca Ambrosiana di Milano e noto come Memorandum Ligny, una pagina più volte ripiegata (e forse nascosta), con frammento mancante, presenta due abbozzi di lettere di suo pugno. Riguardano gli studi per difendere il Friuli dagli assalti dei turchi: difese da costruire sul fiume. “Illustrissimi signori, avendo io esaminato la qualità del fiume l’Isonzio…”: è la prova di un’ispezione condotta di persona.

Un testo successivo prova che Leonardo avrebbe proposto un sistema per il trasporto delle artiglierie studiato per Gradisca: “Bombarde da Lion a Vinegia col modo ch’io detti a Gradisca in Frigoli e in Ovinhie”. Prima di discutere di possibili sbarramenti, però, Da Vinci aveva capito che la linea era proprio il fiume. In un passo del Codice, il genio giunge però alla conclusione che è difficile creare ripari sull’lsonzo “che alfine non sieno ruinati e disfatti dalle inondazioni” e propone una diga mobile che consentisse di allagare la zona per impedire il passaggio degli eserciti.

Il progetto, troppo complesso e costoso, viene abbandonato. Nell’aprile 1500, Leonardo è a Firenze e la sua ‘missione segreta’ in Friuli è terminata, ma alcuni suoi accorgimenti bellici vengono poi adottati da Cesare Borgia. Di lì a breve, scoppia la guerra tra Venezia e Massimiliano. Attaccata nel 1511, Gradisca è persa e in laguna si comincia a pensare a una città-fortezza nella pianura friulana: Palmanova. A confermare la presenza di Leonardo in Friuli è anche Giovanni Comisso, nel suo ‘Viaggio in Carnia’ ristampato dalla Biblioteca dell’Immagine, in cui ipotizza addirittura che “dovendo studiare il corso (…) del Tagliamento, non è improbabile che sia risalito fino alla Carnia” e che il paesaggio desolato da lui osservato “sia quello stesso rappresentato nello sfondo della Gioconda e della Vergine delle Rocce”.

  • AUTORE: ANDREA IOIME

https://www.ilfriuli.it/articolo/Cultura/La_missione_segreta_di_Leonardo/6/184574

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Natale in musica nelle nostre valli

Canebola/Čenijebola in festa domenica, 24 novembre. Nel tardo pomeriggio la comunità ha ospitato il primo concerto nell’ambito della rassegna curata dall’Associazione/Združenje Don Eugenio Blanchini di Cividale, che accompagnerà diversi paesi dalla Valcanale alle Valli del Natisone al cuore del periodo natalizio e oltre.In collaborazione con l’Associazione culturale Lipa di Canebola e col patrocinio del Comune di Faedis, nella locale chiesa di San Giovanni Battista si sono esibiti davanti a un numeroso pubblico i giovani allievi della Glasbena matica di San Pietro al Natisone/Špietar e l’Ottetto Lussari.Come spiegato da Rino Petrigh a nome dell’associazione Lipa, l’occasione ha rappresentato in qualche modo un bel regalo di Natale, un piacevole momento di ritrovo per i canebolani.Per la Glasbena matica si sono esibiti Nikita Predan alla fisarmonica e Lisa Maria Negro al piano, che ha poi accompagnato anche il flauto traverso di Mojca Skočir. Oltre al loro impegno, il pubblico ha molto apprezzato anche le piacevoli melodie vocali dell’Ottetto Lussari, che proviene dalla Valcanale. Ne rappresenta in qualche modo un ambasciatore, visto che si esibisce sempre con un repertorio nelle quattro lingue lì parlate – in italiano, tedesco, sloveno e friulano. E tre di queste, ha notato il sindaco di Faedis, Claudio Zani, rappresentano una ricchezza del territorio di Faedis, che è un comune trilingue, visto che vi si parlano italiano, sloveno dialettale e friulano. Anche il parroco di Faedis, don Federico Saracino, che nella chiesa di Canebola ha ospitato l’evento, ha sottolineato l’importanza della valorizzazione e del mantenimento delle culture locali, oltre a quella della creazione di una cultura musicale tra i giovani.Come in diversi altri paesi delle Valli del Torre e del Natisone, infatti, un tempo anche nella zona montana di Faedis si cantava molto di più. Riunirsi per cantare è diventato, negli anni, sempre più raro.L’evento, presentato da Luciano Lister dell’associazione Don Eugenio Blanchini, ha voluto rappresentare un momento di aggregazione per la comunità paesana, ma anche un’esortazione alla trasmissione delle lingue e culture locali.Dopo questo primo successo, la rassegna musicale, organizzata dall’Associazione Blanchini in collaborazione con le comunità locali della zona montana al confine con la Slovenia, prosegue. Una prima Messa con concerto è in programma per domenica, 8 dicembre, alle 10.15 nella chiesa di Subit/Subid; una seconda per domenica, 15 dicembre, alle 14.30 a Porzus/Porčinj, nella ricorrenza patronale di Santa Lucia. I due eventi si svolgeranno in collaborazione, rispettivamente, con le Pro loco di Subit e Porzus. Domenica, 22 dicembre, saranno celebrate ben due Messe con concerto. La prima inizierà alle 11.00 nella chiesa di Masarolis/Mažeruola; la seconda alle 11.15 in quella di Platischis/Plestišča. Anche in queste località gli eventi si svolgeranno in collaborazione con le locali Pro loco e realtà associative. In concomitanza della Messa, a Platischis sarà ricordata anche la figura di don Antonio Cuffolo, nato il 15 settembre di 130 anni fa proprio in quel paese.
…continua in sloveno https://www.dom.it/z-melodijami-do-bozica-v-nasih-dolinah_in-musica-al-natale-delle-nostre-valli/

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Avvento e Natale con fede profonda

Il periodo dei preparativi spirituali e devozionali al Natale inizia con la prima domenica d’Avvento, quest’anno l’1 dicembre, e si conclude nella settimana successiva alla quarta domenica d’Avvento, nella Vigilia di Natale, il 24 dicembre. Diversamente rispetto alla Quaresima, che ci prepara alla Pasqua e dura quaranta giorni, l’Avvento non ha una durata precisa.Col periodo d’Avvento la Chiesa cattolica inizia un nuovo anno liturgico e a prepararsi al Natale. La Natività di Gesù e le feste seguenti (l’Epifania, il Battesimo di Gesù e la Presentazione di Gesù al Tempio o Candelora) rappresentano un’occasione per approfondire la fede. La gioia per la nascita del Bambino significa gioia per la nuova vita. Inoltre, può rimandare simbolicamente alla gioia per la propria vita.Tra i preparativi alle ricorrenze liturgiche rientrano anche la preparazione spirituale nella preghiera e l’approfondimento spirituale, ad esempio il sacramento della riconciliazione, diverse forme di astinenza, digiuno, opere buone e elemosina.Il termine latino adventus significa venuta. Il Signore è giunto due volte. La prima nel mondo come essere umano, nato dalla Vergine Maria; la seconda è attesa nel giorno del giudizio. I cristiani credono nella venuta invisibile del Signore nel cuore dell’uomo per opera dello Spirito Santo ovvero nella presenza segreta di Dio nel cuore di ogni uomo. Il periodo d’Avvento ha un duplice carattere: è tempo di preparazione alla Natività di Gesù, il 25 dicembre; al tempo stesso ci ricorda l’attesa della seconda venuta di Cristo, alla fine dei tempi.Un segno esteriore della preparazione al Natale è la corona dell’Avvento. Da noi è tradizione prepararne per le case e le chiese, con quattro candele. L’aumentare della luce simbolifica l’aumentare del bene nella vita.Fissate su una corona di elementi vegetali, le quattro candele richiamano le quattro domeniche d’Avvento. L’uso è mutuato dai popoli germanici. In Slovenia ha preso piede negli anni ’80 del XX secolo. Nelle chiese è sistemato nei presbiteri, in posizione visibile.La sua forma rotonda richiama la perfezione e l’eternità. I rami sempreverdi ci parlano della vita, di Gesù Cristo che giunge tra noi. Il colore viola rappresenta la speranza che l’oscurità sarà vinta.Le quattro candele, solo di colore viola o bianco, rappresentano quattro momenti salienti (la creazione, la venuta come uomo, la redenzione e la fine del mondo); i quattro punti cardinali  (nord, sud, est e ovest), che ci parlano dell’universalità di Cristo fatto uomo per il mondo e tutto il genere umano; rappresentano le quattro stagioni, rimandando all’importanza della nascita del Cristo per tutte le ere della storia; rappresentano la vita umana; la candela accesa (alla nascita) si fa sempre più piccola, ricordandoci l’avvicinarsi della fine della vita e la caducità terrena.Avvicinandoci alla nascita di Gesù c’è sempre più luce; allo stesso modo, anche avvicinandoci sempre più a Dio.https://www.dom.it/advent-in-bozic-za-poglobitev-vere_avvento-e-natale-con-fede-profonda/

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Melodie d’Avvento nelle nostre chiese

Si avvicina l’Avvento e, come ormai tradizione, anche quest’anno nelle chiese delle nostre vallate si svolgeranno diversi concerti in attesa del Natale. Ogni anno rappresentano un’occasione d’incontro, in cui vedersi, ritrovarsi e fare comunità.Nelle Valli del Natisone i concerti del periodo natalizio hanno preso vigore negli anni Novanta, grazie alla Comunità montana delle Valli del Natisone. A seguito della nascita della Comunità montana Torre, Natisone, Collio, i concerti si sono allargati a tutto l’ambito territoriale del nuovo ente. Negli ultimi anni, invece, sono proseguiti solo nell’Uti del Natisone, che anche quest’anno li organizza in collaborazione con l’Istituto per la cultura slovena-Isk.L’Associazione/Združenje Don Eugenio Blanchini organizza, invece, un ciclo di concerti nei paesi delle Valli del Torre. Il primo concerto si svolgerà domenica, 24 novembre, a Canebola/Čenijebola di Faedis. Alle 17.00, nella chiesa paesana dedicata a San Giovanni Battista, si esibirà con canti in quattro lingue l’Ottetto Lussari, tra gli ambasciatori canori della Valcanale. L’evento, che si svolge in collaborazione con la comunità paesana e col patrocinio del Comune di Faedis, sarà ulteriormente arricchito dagli intermezzi musicali della Glasbena matica di San Pietro al Natisone.Domenica, 8 dicembre, le melodie natalizie arriveranno a Subit/Subid. Nella chiesa del paese, la Messa delle 10.15 sarà arricchita dai canti del coro Tantum ergo di Camporosso/ Žabnice, anche stavolta in quattro lingue. L’evento si svolge con la preziosa collaborazione della Pro loco di Subit.Domenica, 15 dicembre, Porzus/ Porčinj sarà in festa per la patrona del paese, Santa Lucia. Alle 14.30 sarà celebrata una Messa con accompagnamento corale e processione. Al termine saranno offerti castagne dolci al suono delle cornamuse.L’appuntamento si svolge in collaborazione con la Pro loco Amici di Porzus.Domenica, 22 dicembre, le Messe con accompagnamento corale saranno due. Alle 10.00 ne sarà celebrata una a Platischis/Plestišča di Taipana; alle 11.00, invece, nella chiesa di Masarolis/Mažeruola. Come già a Subit e Porzus, anche qui si svolgeranno col prezioso apporto organizzativo delle comunità locali, nel caso di Masarolis della Pro loco del paese.Accanto all’Associazione/Združenje Don Mario Cernet, l’Associazione Blanchini collaborerà anche al Concerto di Natale/Božični koncert 2019, in programma per domenica, 29 dicembre, alle 20.00 nella chiesa di Ugovizza/Ukve.Il primo dei concerti organizzato dall’Uti del Natisone si svolgerà a San Giovanni al Natisone. Sabato, 7 dicembre, alle 20.30, nella chiesa locale intitolata a San Giovanni Battista si esibiranno il Piccolo coro di San Leonardo/Svet Lienart, il coro Faisi dongje di Racchiuso/Reclus e l’ottetto Barski oktet di Lusevera/ Bardo.Sabato, 14 dicembre, la rassegna si sposterà a San Giovanni d’Antro/ Landar. Alle 20.00 nella chiesa di San Silvestro si esibiranno i cori Matajur di Clenia/Klenje, Naše vasi di Taipana/Tipana e Rečan_Aldo_ Klodič di Liessa/Liesa.Domenica, 15 dicembre, il ciclo di concerti si concluderà a Prepotto/ Prapotno. Alle 17.00 nella chiesa del paese si esibiranno i cori Mali lujerji di San Pietro al Natisone/Špietar, Lis vôs dal Nadison di San Giovanni al Natisone/San Zuan, Nediški puobi e il Coro dell’Accademia Harmonia di Cividale del Friuli/Cividât/Čedad. https://www.dom.it/adventne-melodije-v-nasih-cerkvah_melodie-davvento-nelle-nostre-chiese/

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San Martino

Il padre, un ufficiale dell’esercito dell’Impero Romano, gli diede il nome di Martino in onore di Marte, il dio della guerra. Con la famiglia il giovane Martino si spostò a Pavia, dove trascorse la sua infanzia e dove, contro la volontà dei suoi genitori, cominciò a frequentare le comunità cristiane. A quindici anni, in quanto figlio di un ufficiale, dovette entrare nell’esercito e venne quindi inviato in Gallia.

La tradizione del taglio del mantello Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che divenne l’episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall’iconografia e dalla aneddotica. Si trovava alle porte della città di Amiens con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Udì Gesù dire ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Merovingi dei Franchi. Il termine latino per “mantello corto”, cappella, venne esteso alle persone incaricate di conservare il mantello di san Martino, i cappellani, e da questi venne applicato all’oratorio reale, che non era una chiesa, chiamato cappella. (wikipedia)

Nel periodo di S.Martino 11-12 novembre le giornata sono solitamente tiepide e soleggiate tanto da meritarsi la definizione di”estate di S.Martino”.I primi giorni di novembre si fanno i primi assaggi dalle botti e si stappa il vino novello.Il tutto accompagnato da castagne e dolci tipici. 

In questa giornata la Chiesa fa delle liturgie per il Ringraziamento.

SAN MARTINO IN SLOVENIA

Il periodo intorno alla Festa di San Martino è il periodo in cui i contadini svolgono gli ultimi lavori autunnali e iniziano a preparasi per l’inverno. Specialmente in campagna è anche il periodo in cui avvengono celebrazioni rituali tradizionalmente intrecciate con la vita rurale. 

Per la Festa di San Martino, cioè l’11 novembre, si rievoca l’onomastico di San Martino, il santo che secondo la leggenda trasforma l’acqua in vino. Ogni anno, in omaggio alla Festa di San Martino, si svolgono per l’intera settimana numerose celebrazioni tradizionali in onore di San Martino. Il santo è festeggiato in tutta la Slovenia, sia in paesi sia in città. 

Proprio in questo periodo il vino matura e le celebrazioni di solito comprendono la benedizione della trasformazione del mosto “torbido” e “peccaminoso” in vino puro. Le feste in onore di San Martino di regola abbondano di gioia, musica,specialità gastronomiche locali e ovviamente – vino. 

Sebbene le feste siano organizzate dappertutto, l’esperienza più genuina la si vive nelle cantine, nelle rivendite di vino sfuso e nei casotti tra i vigneti

fonte:web

da wikipedia Carpaccio
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Senza il Muro, senza Europa? Un dialogo con Jacques Rupnik a trent’anni dalla caduta del Muro — East Journal

Il politologo francese racconta nel suo primo libro edito in Italia gli ultimi trent’anni dell'”Altra Europa”: dalla caduta del Muro alla regressione democratica, dal “ritorno all’Europa” all’avvento di vecchie e nuove democrature. L’articolo Senza il Muro, senza Europa? Un dialogo con Jacques Rupnik a trent’anni dalla caduta del Muro sembra essere il primo su East…

Senza il Muro, senza Europa? Un dialogo con Jacques Rupnik a trent’anni dalla caduta del Muro — East Journal