Se ogni paese della Slovenia ha avuto vittime del fascismo e/o caduti partigiani

Per capire cosa è stato il fascismo in Slovenia, basta semplicemente farsi un giro per i luoghi. Qualsiasi luogo. Troverai dalle città, ai paesi più piccoli, monumenti, cippi, che ricordano le vittime per mano del terrore fascista, o i tanti combattenti partigiani che hanno lottato per la libertà e sono caduti per la libertà. Non c’è paese della Slovenia che sia praticamente rimasto immune da tutto ciò. E si parla sostanzialmente di luoghi piccoli, diffusi. Quasi tutte le famiglie slovene hanno avuto a che fare con persecuzioni per mano fascista o hanno avuto rapporti con la Resistenza. Ciò ti fa capire cosa ha significato per questo Paese la Resistenza e il fascismo. Perchè il tutto va rapportato alla dimensione dei luoghi, agli spazi reali che vivevano nella loro quotidianità. In paesi di centinaia di abitanti venivano deportati o uccise decine e decine di sloveni, ad esempio. In paesi di migliaia di abitanti, centinaia. In ogni caso il rapporto tra popolazione residente e vittime del fascismo era enorme. Senza dimenticare quanto accaduto nelle zone italiane dove erano presenti le minoranze autoctone slovene. Il film era sempre lo stesso.  Così come tutto ciò ti fa capire quanto sarà stato difficile riuscire a recuperare fiducia verso l’italiano, perchè l’italiano era identificato in gran parte come fascista, perchè questo è stato il disastro compiuto dalla propaganda fascista e dalla mano fascista. L’italiano voleva imporre la propria superiorità della “razza italica e latina” spazzando via quella “slava” ritenuta inferiore e schiava.   Con conseguenze atroci anche ai danni degli stessi italiani innocenti che nulla avevano a che spartire con il fascismo o che sono state a loro volta vittime del fascismo. La Resistenza è stato un ponte formidabile di valori, di ricostituzione dei rapporti tra popoli che fino a qualche anno prima convivevano insieme e che atti a partire dalla marcia su Fiume, con il razzismo antislavo, avviando i processi di italianizzazione forzata, hanno compromesso in modo pesante, spianando la strada alle barbarie dei crimini del fascismo. 
mb https://xcolpevolex.blogspot.com/2019/08/se-ogni-paese-della-slovenia-ha-avuto.html?spref=fb&m=1&fbclid=IwAR2ZiDnNBUoT9hhfy8ZtNDR0t8-jYPBiWCauq7dmhAKEAyF1ZW5EaLzIIlU

31.Pellegrinaggio delle tre Slovenie Lussari

31. ROMANJE TREH SLOVENIJ ~ 4. avgust 2019 ~ SVETE VIŠARJE/31.Pellegrinaggio delle 3 Slovenie-4 agosto 2019 -Lussari

Program/Programma:

10.30 – »Tri Slovenije, ena identiteta« “3 Slovenie,una identità”
predava pravnik, vrhovni in nekdanji ustavni sodnik JAN ZOBEC/parla il Giudice supremo ed ex giudice della Corte costituzionale JAN ZOBEC.

12.00 – Slovesna sveta maša, ki jo bo skupaj z izseljenskimi in drugimi duhovniki daroval koprski škof dr. JURIJ BIZJAK/ La messa solenne santa messa, sarà officiata dal vescovo di Capodistria, dott. JURIJ BIZJAK

13.00 – KRATEK KULTURNI PROGRAM na ploščadi za cerkvijo (sodeluje pevski zbor Slovenski cvet iz Nemčije ter Kvartet klarinetov Godbe ljubljanskih veteranov.)/UN BREVE PROGRAMMA CULTURALE sulla piattaforma dietro alla chiesa (partecipa il coro Slovenski cvet dalla Germania e il Quartetto di clarinetti della banda dei veterani di Lubiana).

VABLJENI NA SREČANJE IZSELJENSKE, ZAMEJSKE IN MATIČNE SLOVENIJE/SIETE I BENVENUTI ALL’INCONTRO DEGLI EMIGRANTI SLOVENI DELL’ESTERO E DELLA MADRE PATRIA!!!


	

A settembre verrà istituita la Casa slovena a Bruxelles — NoviMatajur

Il Ministero degli esteri sloveno istituirà con il primo settembre la Casa slovena a Bruxelles. Sarà un’unità dislocata dell’ambasciata slovena e dovrebbe aprire ufficialmente entro la fine di giugno 2020. Avrà il compito di promuovere la Slovenia, rafforzandone la sua visibilità e riconoscibilità. Le attività più intense sono previste per il semestre di presidenza slo-vena […]

A settembre verrà istituita la Casa slovena a Bruxelles — NoviMatajur

Ospedale Franja (proposta di viaggio)

Consiglio la visita dell’ospedale Franja, a chi non lo avesse fatto, per capire, o almeno cercar di comprendere, qual è stata la tragedia di un popolo che si voleva cancellare, nella sua storia e nella sua identità.

L’ospedale partigiano Franja (in sloveno partizanska bolnica Franja) era un ospedale segreto attivo durante la seconda guerra mondiale a Novacchi di Sotto, vicino Circhina, nella Slovenia occidentale. Fu gestito dai partigiani sloveni dal dicembre 1943 alla fine della guerra, all’interno di un vasto movimento organizzato di resistenza alle forze di occupazione nazifasciste. I feriti che vi erano curati erano soldati appartenenti sia alle Forze Alleate, sia alle Potenze dell’Asse. La Wehrmacht tentò in più occasioni di scoprire la posizione dell’ospedale, senza successo. Oggi è un museo.

Il 18 settembre 2007 è stato pesantemente danneggiato da un’inondazione causata dalle forti piogge. È stato interamente ricostruito nel 2010 e da allora è nuovamente aperto al pubblico.

https://youtu.be/QGTHFR-AMGI

Storia

Pianta degli edifici dell'ospedale: 1. Stanza per i feriti, bunker 2. Stanza d'isolamento 3. Sala operatoria 4. Dormitorio per i dottori 5. Unità raggi X 6. Deposito barelle 7. Cucina 8. Stanza per i pazienti, mensa 9. Stanza per i pazienti, magazzini 10. Stanza per il personale 11. Bagno, lavanderia 12. Infermeria 13. Tanica d'acqua 14. Impianto elettrico 15. Deposito rifiuti medici 16. Bunker sulla gola di Pasica

Pianta degli edifici dell’ospedale:
1. Stanza per i feriti, bunker
2. Stanza d’isolamento
3. Sala operatoria
4. Dormitorio per i dottori
5. Unità raggi X
6. Deposito barelle
7. Cucina
8. Stanza per i pazienti, mensa
9. Stanza per i pazienti, magazzini
10. Stanza per il personale
11. Bagno, lavanderia
12. Infermeria
13. Tanica d’acqua
14. Impianto elettrico
15. Deposito rifiuti medici
16. Bunker sulla gola di Pasica

Costruito dai partigiani sloveni sul terreno impervio della remota gola di Pasica, l’ospedale fu aperto nel dicembre 1943 e continuamente esteso fino a maggio 1945. Si trovava nel mezzo dell’Europa occupata dai tedeschi, a poche ore dall’Austria e nel cuore del Terzo Reich. Le attività militari tedesche rimasero frequenti nella regione per tutto il periodo di attività dell’ospedale. L’entrata era nascosta nella foresta, e l’ospedale poteva essere raggiunto soltanto attraverso dei ponti che potevano essere retratti quando il nemico era nelle vicinanze. Al fine di preservare il livello di segretezza necessario per permettere all’ospedale di operare, i pazienti venivano bendati durante il trasporto verso l’edificio; inoltre, l’ospedale era protetto da campi minati e postazioni di mitragliatrici. Data la sua posizione all’interno di una gola, gli alberi e gli edifici camuffati impedivano agli aerei di passaggio di vedere l’ospedale.

Il fondatore e primo costruttore fu Viktor Volčjak, ma l’ospedale assunse il nome del coordinatore, il medico Franja Bojc Bidovec, che vi lavorò a partire da febbraio 1944. Tra i medici in attività nell’ospedale vi fu anche l’italiano Antonio Ciccarelli. Estremamente ben equipaggiato per una struttura clandestina, l’ospedale rimase intatto fino alla fine della guerra. Era stato progettato per fornire cure e assistenza necessarie per un massimo di 120 pazienti alla volta, ma arrivò ad ospitarne fino a dieci volte tanto. La maggior parte dei pazienti erano partigiani feriti che non potevano rivolgersi agli ospedali regolari per il rischio di essere arrestati. L’ospedale rimase in attività fino al 5 maggio 1945. Divenne parte del Museo di Circhina nel 1963. Nel 1997, un’associazione americana di veterani premiò l’ospedale partigiano Franja per aver curato il pilota abbattuto Harold Adams. https://www.wikiwand.com/it/Ospedale_partigiano_Franja

Proposta di vacanza -video

https://youtu.be/wboJtpOh_o0

Ecco il nostro video dalla bellissima Slovenia. Sicuramente una destinazione da non perdere, piena di luoghi fantastici per visitare la città, fare escursioni o semplicemente rilassarsi.

Grand Hotel Primus Terme Ptuj

https://youtu.be/QZlXvm_OAj4

Ptuj, la più antica città della Slovenia, a scoprire le meraviglie termali nascoste dentro il Grand Hotel Primus ****S. Piscine, idromassaggi, saune, massaggi, trattamenti di bellezza, il tutto in una prestigiosa ambientazione romana! Non perdetevi il nostro video!

Ptuj (IPA[ˈptuːi̯], in italianoPoetovio, in tedescoPettau) è una città della Slovenia. Si trova nella regione di Bassa Stiria, nella Slovenia nord-orientale, di 17 793 abitanti. https://www.wikiwand.com/it/Ptuj

Aleš Šteger

Aleš Šteger è un poeta, scrittore, redattore e critico letterario sloveno. Aleš appartiene a una generazione di scrittori che ha iniziato a pubblicare subito dopo la caduta della Jugoslavia.

pinterest

VRT, POLN ROŽ

Da smo ljudje ocean, je rekla
In zanesla še eno žličko kaviarja 
V svoja nepremična finska usta. 
Da je ljubosumje utvara posesti 
In da nič takega več ne čuti,
Ne ob svojem možu
Ne ob katerem od svojih ljubimcev, 
Nič, nič, čisto nič,
Razen mogoče hladne topline belih noči, 
Ko jo držijo v potnem objemu, 
Razen mogoče nespoštovanja,
Ko telo moževe ljubice ni lepše kot njeno. 
Da je ljubezen zavest, da ne poseduje, 
Je rekla in zanesla košček lososa 
V svoja mala finska usta,
Da nič, nič, nič ne ostane v lasti,
Je rekla poželjivo z vsem ubitim v sebi, 
Da ni, da ne bo nikdar razumela, 
Kako si nekdo odprtih oči
Želi le eno vrtnico v vrtu, polnem rož.


GIARDINO PIENO DI FIORI

Disse che – noi, gente – siamo un oceano
E si portò un altro cucchiaino di caviale 
Nella sua immobile bocca finlandese.
Che la gelosia è un’illusione di possesso
E che ormai non sente più niente di simile,
Neanche con suo marito
E nemmeno con qualche suo amante,
Niente, niente, proprio niente,
Tranne forse il freddo calore delle notti bianche,
Mentre la stringono tra le braccia sudate,
Eccetto forse la mancanza di stima, in quanto
Il corpo dell’amante del marito è meno bello del suo.
Che l’amore è la consapevolezza di non possedere,
Disse, e si portò un pezzetto di salmone
Nella sua piccola bocca finlandese,
Che niente, niente, niente resta in possesso,
Disse con voluttà ma con la morte nel cuore,
E che non ha mai capito né mai capirà
Come qualcuno ad occhi aperti desideri 
Una sola rosa in un giardino pieno di fiori.

traduzione di Jolka Milič

http://www.filidaquilone.it/num026milic.html

Planina Zajamniki

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Se siete in vacanza dalle parti del lago Bohinj, non perdetevi un villaggio di casette che sembra uscito dal cartone di Heidi!

Si chiama Zajamniki e si raggiunge con una passeggiata molto tranquilla (praticamente in piano) e si raggiunge dalla Koča na Uskovnici. Alla koča si può praticamente arrivare in auto, salendo dal paese di Studor, a un paio di chilometri dal lago.

La strada per la Koča non è asfaltata ma è larga e in buono stato.

Lasciata l’auto, si raggiunge una bella chiesetta in legno e da lì si diramano i sentieri. Seguendo le indicazioni si raggiunge prima il borgo Praprotnica e poi l’incantevole villaggio dove si trovano anche delle mucche ed è possibile mangiare e degustare il formaggio prodotto in loco.

La camminata è tutta su strada sterrata, adatta quindi anche ai passeggini con ruote larghe…

Nei Musei Vaticani si inaugura una mostra dedicata a Jože Plečnik — NoviMatajur

Verrà inaugurata oggi pomeriggio la prima mostra di un artista sloveno nei Musei Vaticani. L’onore è spettato all’architetto Jože Plečnik (1872-1957), di cui saranno presentati 33 oggetti liturgici (una selezione molto accurata di calici, ostensori, cibori, custodie sacramentali) ed un video che illustrerà l’architettura religiosa di Plečnik e le sue opere monumentali. L’esposizione “Plečnik e il sacro” è opera dei Musei e Gallerie della Città di Lubiana, in collaborazione con l’Ambasciata slovena presso il Vaticano e con il sostegno dei Musei Vaticani, del Ministero sloveno per la cultura e dell’Arcidiocesi di Lubiana. All’inaugurazione sarà presente anche il premier Šarec che sarà anche ricevuto da Papa Francesco.
La mostra sarà visitabile a Roma fino al 7 settembre.

https://wordpress.com/read/blogs/113812700/posts/11374

Jože Plečnik (Lubiana23 gennaio 1872 – Lubiana7 gennaio 1957) è stato un architetto sloveno.

Biografia

Allievo di Otto Wagner a Vienna e poi suo collaboratore, aderì insieme a lui alla secessione: fu attivo in patria, in Austria, a Praga (dove lavorò per il castello e realizzò la chiesa del Sacro Cuore) e a Belgrado, dove costruì la chiesa di Sant’Antonio di Padova. A partire dal 1921 fu professore di architettura a Lubiana e progettò numerosi edifici e monumenti per la sua città (tra cui il cimitero di Žale).

Il suo progetto per il palazzo del parlamento sloveno (la Cattedrale della libertà), mai realizzato, compare sulla moneta da 10 centesimi di euroslovena.

Dopo la seconda guerra mondiale Plečnik cadde in disgrazia nella Jugoslavia comunista, poiché il suo attaccamento all’architettura classica e il suo profondo cattolicesimo erano visti con sospetto. Il suo ruolo di insegnante all’università fu gradualmente ostacolato e ricevette minori commesse, sebbene riuscisse a completare piccoli monumenti, fontane e restauri di chiese anche negli anni 1950. Alla sua morte ebbe comunque i funerali di stato a Žale.

Progettò la residenza estiva di Tito, nelle Isole Brioni.

L’opera di Plečnik, caratterizzata da forme iconiche e classiche usate però in modo sorprendente e originale, fu per lo più dimenticata negli anni sessanta e settanta. Un nuovo interesse si ebbe a partire dagli anni ottanta e novanta, quando il postmodernismo portò ad una rivalutazione delle forme classiche in architettura.

moneta da 0,10 euro Slo dedicata a Plečnik

https://www.wikiwand.com/it/Jo%C5%BEe_Ple%C4%8Dnik

Solo così

So ben poco.
Ciò che mi hanno insegnato
e le mie esperienze personali
bastano appena per un pugno di verità.
Le ripeto tra la gente
che in apparenza la pensa come me,
e le colloco
tra me e gli altri come uno steccato,
dietro cui i miei pensieri particolari
si muovono al sicuro.
Non temo di parlare in pubblico,
ma definire le cose
in quanto tali, esattamente,
esige forza.
Devi essere aperto
come una ferita,
perché il vero nome delle cose
è nascosto
sotto il primo, il secondo e
il terzo strato delle parole
o ancora più in fondo.
Non è possibile scavare
di continuo nel proprio intimo
senza conseguenze durature
e inoltre è perfino inutile
guidare teste che corrono a vuoto
e forestieri, giunti da lontano,
attraverso una miniera,
ricca di metalli che
nemmeno apprezzano.
Soltanto
per non dimenticare chi sono,
e per coloro
che senza questo alimento
non riescono a vivere,
penetro spontaneamente
come il simbolico pellicano
nel mio cuore tenebroso.
Così intendo questo mondo.
E non so vivere
diversamente.
Tutto il resto è sonno
e nulla.

Kajetan Kovič

fonte https://wordpress.com/read/feeds/94282309/posts/2323243186

Kajetan Kovič è nato a Maribor in Slovenia nel 1931. Nel 1956 si è laureato all’Università di Lubiana (sezione per la letteratura mondiale e la teoria letteraria). Per molti anni è stato redattore capo della Casa editrice di stato della Slovenia) a Lubiana.
È membro dell’Associazione degli scrittori sloveni, del PEN sloveno e membro onorario dell’Associazione degli scrittori ungheresi. Dal 1991 è anche membro dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti di Lubiana, la città dove vive.
Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, tra cui “Ogenjvoda” (Acqua di fuoco), 1965, Premio fondazione Prešeren 1967; “Labrador”, 1976, Premio Prešeren 1978 (si tratta del premio nazionale più prestigioso); “Le ore del sambuco”, 1999, e romanzi tra cui “Tekma” (La partita), 1965, “Pot v Trento” (Un viaggio a Trento), 1994 e “Il professore di immaginazione” (Professor Domišìjije), 1996, un romanzo realistico, poetico e ironico al tempo stesso, ambientato a Lubiana nei mesi che precedono il terremoto del 1895. Ha pubblicato anche libri di poesia e di prosa per l’infanzia.
È un poeta famoso e pubblicato in tutto il mondo. I suoi libri sono stati tradotti in inglese, tedesco, italiano, ungherese, croato, greco, macedone, ceco e slovacco, serbo e ungherese; lui traduce poesia dal tedesco, francese, russo, ceco e ungherese. In Italia: Campanotto (Udine) ha pubblicato, nel 1999, la raccolta (con testi a fronte) “Le ore di sambuco” (Bezgove ure), tradotta e curata da Jolka Milic, e l’editrice Hefti di Milano, nel 2000, il romanzo breve “Il professore di immaginazione” (Profesor domišljije), tradotto da Tomo Jurca e Paolo Belotto.
Nel 2004 ha preso parte a “Il cammino delle comete” (Pistoia).
Il 7 novembre 2014, dopo una lunga malattia, Kajetan Kovič si è spento a Lubiana.

http://www.casadellapoesia.org/poeti/kovi-kajetan/biografia