Proposte di ForESt

Esplorazioni in Natura a Ferragosto e dintorni conForEst – Studio Naturalistico & friends! 🤠🏞

📌Giovedì 15 Agosto (FerrAgosto): Escursione a Pàlcoda – Nella Valle dei Borghi abbandonatiinsieme ad Andrea Vendramin e Il Villaggio degli Orsi !
📌Sabato17 Agosto: Escursione sul Golak, la vetta del Trnovski Gozd, magica foresta slovena
📌Domenica 18 Agosto: Escursione a 360° sul monte Matajur in collaborazione con Vallimpiadi (e sosta al Rifugio Guglielmo e Giovanni Pelizzo!)

Programmi e prossime attività sono consultabili sulla nostra pagina: 
http://www.studioforest.it/eventi/

#buonagiornata 🌞

Proposta di ForEst

Buongiorno!

Ancora APERTE le iscrizioni al Trekking lungo la Traversata Carnica , dal 12 al 15 Settembre immersi in scenari incredibili nelle Alpi Carniche. 🤠
Possibile aderire fino al 30 Agosto!…Altro…

Alla scoperta del Canin

Mercoledì 7 agosto il Parco naturale delle Prealpi Giulie propone un importante appuntamento con la natura in una delle zone più spettacolari della nostra regione.

Di JakobZ – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1472275

Alle 9 di mattina partirà da Sella Nevea un’escursione guidata alla scoperta dei segreti dei residui glaciali del Monte Canin, dei suoi habitat e della sua straordinaria flora. L’iniziativa prende il nome di VITA NEI GHIACCI e consentirà a tutti i partecipanti di immergersi nello straordinario paesaggio carsico di questa parte delle Alpi Giulie, apprendendo come questa area possa anche fornirci molteplici indicazioni sull’evoluzione del clima nella nostra regione.

Tutto ciò sarà possibile grazie all’accompagnamento di esperti che illustreranno le caratteristiche dell’area e delle specie che in questa vivono.

L’appuntamento si inserisce nella più ampia cornice del progetto Interreg NAT2CARE. Un’iniziativa che vuole mettere in risalto e far aumentare la consapevolezza sugli aspetti naturalistici delle aree montane al confine fra l’Italia e la Slovenia. Territori di straordinario valore ed interesse internazionale.

L’escursione, GRATUITA ad eccezione del costo del trasporto in funivia, avrà una durata effettiva di circa 5 ore a partire dall’arrivo in quota al Rifugio Gilberti.

È necessaria però l’iscrizione entro le ore 16.00 di lunedì 5 agosto chiamando gli uffici del Parco allo 0433 53534 o mandando una mail a info@parcoprealpigiulie.it.

Calzature e abbigliamento da montagna adeguato sono obbligatori.

http://www.museoluseverabardo.it/event/festa-per-un-amico-pradielis-2019-2/?event_date=2019-08-07


Proposta di vacanza -video

https://youtu.be/wboJtpOh_o0

Ecco il nostro video dalla bellissima Slovenia. Sicuramente una destinazione da non perdere, piena di luoghi fantastici per visitare la città, fare escursioni o semplicemente rilassarsi.

Immagini riprese con un drone nella bella Alta Val Torre ( UD )

https://youtu.be/fk_Cmj20wvE

Planina Zajamniki

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Se siete in vacanza dalle parti del lago Bohinj, non perdetevi un villaggio di casette che sembra uscito dal cartone di Heidi!

Si chiama Zajamniki e si raggiunge con una passeggiata molto tranquilla (praticamente in piano) e si raggiunge dalla Koča na Uskovnici. Alla koča si può praticamente arrivare in auto, salendo dal paese di Studor, a un paio di chilometri dal lago.

La strada per la Koča non è asfaltata ma è larga e in buono stato.

Lasciata l’auto, si raggiunge una bella chiesetta in legno e da lì si diramano i sentieri. Seguendo le indicazioni si raggiunge prima il borgo Praprotnica e poi l’incantevole villaggio dove si trovano anche delle mucche ed è possibile mangiare e degustare il formaggio prodotto in loco.

La camminata è tutta su strada sterrata, adatta quindi anche ai passeggini con ruote larghe…

La valle di Topla e la leggenda del re Matjaž

Un angolo di mondo dove uomo e natura convivono in un’armonia millenaria

Gli antichi giacimenti

Al margine occidentale delle Caravanche slovene, lungo la linea di confine tra la Carinzia austriaca e l’Alta Carniola slovena, si estende la valle di Topla, che abbracciando anche il massiccio della Peca alle sue spalle, forma l’omonimo parco regionale. L’area non è molto estesa, ma racchiude in sé un angolo di mondo dove uomo e natura convivono in un’armonia millenaria, in condizioni apparentemente ostili soltanto all’occhio di chi conosce esclusivamente il caos frenetico dei centri urbani, dai quali spesso non si muove nemmeno per una passeggiata nel verde.

Rocce scolpite dall’erosione dei ghiacci

La catena montuosa alla quale appartiene anche il parco, ha avuto origine nella seconda fase dell’orogenesi alpina ed è ricca, in parecchie zone, di gasteropodi fossili negli strati calcarei dovuti a depositi di sedimenti nell’antico mare della Tetide, che iniziarono a formarsi a partire da 230 milioni di anni fa. Con tali sedimenti coesistono però anche dei filoni di origine metamorfica e magmatica, inglobati nel calcare in seguito a processi successivi, che hanno sconvolto l’andamento normale dei primi; essi contengono giacimenti di piombo, zinco e altri metalli rari che a partire dalla metà del XVII secolo hanno costituito, sino a qualche decina di anni fa, una fonte di guadagno notevole e ovviamente anche d’impiego per la popolazione. Il minerale estratto anche a 2000 metri d’altezza, veniva portato nelle fonderie di Črna na Koroškem e di Mežica in parte a spalla e in parte coi cavalli, seguendo la Knapovška pot/Via dei minatori, che partiva da sotto la cima della Peca e scendeva in basso lungo la valle di Topla.

Il ritorno della quiete

La primula minima

A causa dei rigidi inverni e della neve molto alta, l’estrazione si svolgeva da aprile a ottobre e il trasporto costituiva un’impresa a dir poco titanica. Soltanto dopo la Seconda guerra mondiale vennero impiegati i grossi camion da carico che gli abitanti locali chiamavano i Russi, probabilmente per il luogo d’origine della loro fabbricazione. Alla fine degli anni ‘90, divenuti ormai infruttiferi, miniere, impianti di separazione e fucine cessarono a mano a mano la loro attività, vennero chiusi e infine smantellati. Nella valle la quiete tornò a regnare sovrana e la topografia, estremamente interessante per i processi geomorfologici glaciali, fluviali e carsici che l’avevano modellata nel corso delle ere geologiche, riuscì a riassumere il suo antico splendore, una volta ricucite le ferite prodotte dall’uomo.

Le cinque comunità familiari

Ingresso di una delle antiche fattorie della valle di Topla

In alto, a una quota che supera anche i mille metri d’altezza, tra pascoli, arativi e splendide foreste di pecci, abeti e larici, continuarono imperturbate la loro esistenza e le loro incessanti attività, ben cinque comunità familiari, residenti da secoli nella parte superiore della valle: i Burjak, i Florin, i Kordež, i Fajmut e i Končnikov. Le loro fattorie, formate da complessi di edifici abitativi, stalle, fienili e aree produttive tuttora fiorenti, vengono definite celki dagli etnologi sloveni, in quanto risultano del tutto autosufficienti. La loro architettura rurale alpina conosce esclusivamente l’impiego del legno e della pietra e di nuovo ci sono soltanto i macchinari ultramoderni che hanno sostituito le antiche attrezzature per il taglio del legname, la fienagione, la mungitura, la coltivazione e ovviamente il trasporto dei prodotti e che hanno quindi permesso di evitare l’abbandono del territorio.

Gestione ecologica delle risorse

La gestione economica pluricentenaria e ovviamente ecologica delle risorse naturali, incluse le ricchezze boschive e i pascoli, prosegue indisturbata in quanto è assolutamente sostenibile, per la qual cosa la natura ottimamente preservata, offre incontri ravvicinati con animali altrove diventati una vera e propria rarità. La lepre variabile che muta il mantello dal marrone al bianco niveo e la pernice bianca, unico uccello alpino a cambiare il colore del piumaggio con le stagioni, popolano i boschi e le radure tra i larici, ricoperte di eriche carnee dall’intenso color viola. Francolini di monte, galli cedroni e galli forcelli, di solito nascosti tra il fitto dei rami, escono allo scoperto solo durante la stagione degli amori, per cantare ed esibirsi in danze spettacolari, sperando di attirare l’attenzione di una potenziale compagna. Completano il quadro le trote e i gamberi di torrente, indicatori di una natura incontaminata, che popolano le acque discendenti a valle.

Il… nonno di Heidi

L’officina dello skodlar (produttore di scandole)

Salendo verso la Peca, faccio sosta, lungo la strada, per visitare l’officina di una mastro particolare, che vedo all’opera per la prima volta. È un po’ schivo (sembra il nonno di Heidi) e non si lascia fotografare, ma poi si sa, una parola tira l’altra e, alla fine, acconsente a fare una dimostrazione di tutta la sua bravura. Fabbrica skodle/scandole in legno di larice con quell’arte che è assolutamente congeniale agli abitanti delle alpi, abituati a maneggiare l’ascia sin da giovani. Spiega che usa questo tipo di legno perché, rispetto al peccio e all’abete, offre una resistenza maggiore agli agenti atmosferici ed è quindi di durata più lunga. Sceglie i tronchi in base al loro luogo di crescita e alla posizione, badando che abbiano il fusto diritto, pochi rami e corteccia scabrosa. Fabbrica le scandole fendendo e non segando, per non provocare delle spaccature che andrebbero a discapito della qualità. Una volta ben sistemate sulle travi portanti, possono far durare un tetto anche una settantina d’anni. Lo lascio al suo lavoro, proseguendo la salita in mezzo al bosco, tra grandi chiazze di neve e ciuffi di ellebori neri dalle candide corolle, tra i primi a fiorire già verso la fine dell’inverno.

La grotta del re Matjaž

Sul pianoro che sovrasta il rifugio alpino sono costretta però a fermarmi: la neve è ancora talmente alta da farmi desistere e quindi la salita alla Kordeževa glava per vedere il territorio austriaco dall’altra parte, viene rimandata a un’altra occasione. C’è però ancora un luogo da visitare, nel folto del bosco sottostante: è la grotta del re Matjaž, che raggiungo dopo un po’, sprofondando fino al ginocchio nella morbida neve primaverile. Ne vale la pena, perché è da anni che sento raccontarne la leggenda da oma/nonna Urška ai nipoti e ai pronipoti del ramo stiriano della mia famiglia acquisita.

Il più giusto dei sovrani

La tradizione slovena, come del resto quella ungherese, ha sempre considerato l’antico sovrano Mátyás Hunyadi (Mattia I Corvino) il più giusto tra i sovrani e attento ai bisogni del suo popolo. Con esso egli amava discorrere, viaggiando spesso in incognito, per ascoltarne le lamentele e fronteggiare i soprusi con i quali i ceti più bassi venivano vessati dai vari signorotti locali. Era amatissimo anche dalla moglie Alenčica, ma aveva di fronte un numero troppo grande di nemici potenti. Si ritirò perciò con i suoi soldati in una grotta del monte Peca. Stanco e sfiduciato, si addormentò posando il capo su un tavolo di pietra. La leggenda narra che il risveglio del re avverrà allorché la sua barba, crescendo, avrà avvolto per nove volte il tavolo: a quel punto, egli uscirà dall’antro col suo esercito, per riportare lo splendore e la prosperità alle sue genti.

La speranza in un mondo migliore

In tutte le leggende che parlano dei sovrani giusti c’è sempre, ovviamente, la speranza in un mondo migliore. Quassù, tra larici ed eriche, campi arati di fresco, mucche e pecore al pascolo, acque incontaminate e case che sembrano uscite da un libro di fiabe, sembra proprio che il re Matjaž si sia già svegliato e continui a proteggere, dall’alto della Kordeževa glava, un angolo di mondo dove è possibile vivere agiatamente, lavorando sodo, in perfetta armonia con la natura.

https://lavoce.hr/reportage/la-valle-di-topla-e-la-leggenda-del-re-matjaz?fbclid=IwAR1sQSyvVWGv_5qYU9NX4XX-7USZrHeuaFsLsBeNMMAIRCnvyCKiyQa5Hx8

Una cartolina da Clauzetto

foto di Renato Cozzi

Clauzetto (Clausêt in friulano standard, Clausiet in friulano occidentale[3]) è un comune italiano di 377 abitanti[1] del Friuli-Venezia Giulia. È definito il balcone del Friuli per la sua posizione geografica.

Geografia fisica

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Storia

Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.

Onorificenze

Medaglia d’oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose
  • Chiesa di San Giacomo, accessibile da una scalinata di 88 gradini: vi è conservata una reliquia settecentesca, proveniente dalla Serenissima Repubblica di Venezia, e attribuita al “Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo“. Sino alla metà del XX secolo la chiesa e la reliquia erano meta costante di pellegrini da tutt’Italia e anche dal Nord Europa. La devozione è andata via via scemando. All’interno del luogo sacro è presente un battistero ligneo di Giovanni da Gemona.

Luoghi naturali

  • Fontana di Nujaruc, nell’abitato di Clauzetto
  • Grotte verdi di Pradis, nell’abitato di Gerchia, grotte scavate da un torrente
  • Orrido e cascata del Rio Molat
  • Forre di erosione del Cosa e del Paveon
  • Fenomeno carsico nell’altopiano di Gerchia

Altro

  • Il piccolo cimitero di guerra italo-tedesco, noto anche come cimitero militare di Val da Ros.

Lingue e dialetti

A Clauzetto, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano occidentale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 “Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana”.https://www.wikiwand.com/it/Clauzetto

Di Marchetto da Trieste – Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=71314940