Minoranza linguistica slovena🇸🇮


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da https://www.mismotu.it/
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Lo sloveno è una lingua indoeuropea del gruppo slavo meridionale. Oltre ad essere lingua ufficiale della vicina Repubblica di Slovenia, rappresenta una minoranza linguistica nella nostra Regione, presente lungo la fascia frontaliera che va dal Comune di Muggia al Comune di Tarvisio. Le comunità slovenofone sono inserite in un contesto plurilingue; la divisione dialettale della minoranza slovena in Italia, rende difficile la scelta di uno standard letterario sloveno come linguatetto per tutte le comunità. Infatti, mentre la minoranza presente nelle province di Trieste e Gorizia (in cui vigono condizioni di bilinguismo totale) si riconoscono nella lingua e nella cultura della Slovenia, i gruppi della provincia di Udine tendono a sottolineare la differenza dei loro dialetti nei confronti dello standard sloveno per rimarcare la loro specificità culturale. Lo sloveno ha ottenuto il riconoscimento di lingua minoritaria con la Legge 482/99 “Norme in materia delle minoranze linguistiche storiche” e la legge 38/2001 che riconosce i diritti della minoranza slovena presente in Friuli – Venezia Giulia. In Provincia di Udine, le comunità di lingua slovena sono presenti in Valcanale/Kanalska Dolina, nei Comuni di Malborghetto e Tarvisio, nella Val Resia/Rezija (dove la parlata conserva parole e strutture grammaticali oramai scomparse in ogni altra regione abitata da sloveni), nelle Valli del Torre/Terske Doline, nei Comuni di Pulfero, Savogna, Grimacco, Drenchia, San Pietro al Natisone, San Leonardo e Stregna. Particolarmente attivi sono, circoli culturali, associazioni, cori, organi di informazione. In Provincia di Udine esistono due giornali bilingui: il settimanale Novi Matajur e il quindicinale Dom-kulturno verski list. I più rappresentativi circoli culturali sono: Ivan Trinko di Cividale , Centro Studi Nediza di San Pietro, Planika della Valcanale, Rozajanski Dum, il Gruppo Folcloristico “Val Resia” e il Coro “Monte Canin”. A Cividale ha sede l’Unione emigranti sloveni del FriuliVenezia Giulia/Sloveni po svetu che segue il collegamenti con le diverse comunità degli sloveni all’estero e pubblica il periodico Emigrant. Fonte: Provincia di Udine
(a cura dello sportello linguistico per la minoranza slovena)

http://www.cmgemonesecanaldelferrovalcanale.it/fileadmin/user_cm/Documenti/Sportelli_Linguistici/Sportello_Sloveno/Storia_lingua_slovena.pdf

 Il sistema scolastico di lingua slovena, regolato sia dalla normativa nazionale sia da accordi internazionali, costituisce la spina dorsale della comunità slovena in Italia. Oggi tale struttura comprende, nelle province di Trieste e Gorizia, scuole di ogni ordine e grado dislocate nelle due città e nel circondario, mentre nella provincia di Udine esiste una sola istituzione scolastica statale slovena, e cioè la Direzione didattica con insegnamento bilingue sloveno-italiano, sita a S. Pietro al Natisone.

In altri comuni ci sono progetti per l’insegnamento della lingua minoritaria:Taipana,Valcanale,Resia .

Dialetti sloveni in provincia di Udine

 

 I gruppi  sloveni della provincia di Udine (Slavia friulana) tendono in genere a porre l’accento sulla differenza dei loro dialetti dallo standard sloveno, per sottolineare la loro peculiarità storica e culturale. Ciò deriva anche dal fatto che, a differenza degli sloveni della provincia di Trieste e Gorizia che hanno avuto scuole pubbliche con lo sloveno standard come lingua d’insegnamento dai tempi dell’Impero asburgico, gli sloveni della provincia di Udine non hanno mai avuto la possibilità di un contatto costante con la lingua letteraria slovena nonostante le promesse del Regno d’Italia. La loro variante dello sloveno è quindi rimasta sul livello di lingua orale, creando un diffuso fenomeno di diglossia, che aveva caratterizzato a lungo anche gli sloveni dell’Oltremura.

La peculiarità del resiano ha inoltre indotto alla creazione di una propria standardizzazione ortografica che si è andata diffondendo negli ultimi due decenni. All’inizio del 2007 il consiglio comunale di Resia ha però approvato una risoluzione che afferma la volontà del comune di essere inserito nel territorio dove sarà vigente la legge di tutela della minoranza slovena, benché resti aperta la polemica soprattutto interna sulla questione dell’uso del Resiano scritto nel sistema educativo e amministrativo in luogo dello Sloveno, e sull’opportunità di sostenere la richiesta di un diverso riconoscimento per questo idioma da parte dello Stato italiano.

È difficile fare chiarezza sulle posizioni contrastanti che vengono prese nel dibattito anche perché sul territorio della tutela culturale le polemiche vengono alimentate anche da posizioni politiche e ideologiche in buona parte provenienti dall’esterno: in particolare se da un lato gran parte dell’associazionismo sloveno e tutte le correnti filo-slovene spingono per una comune identificazione slovena di tutti i cittadini italiani di lingua slovena del Friuli-Venezia Giulia e per l’adozione dello sloveno standard da parte di tutte le comunità, d’altro canto gran parte della politica italiana e anche friulana, e tutto il nazionalismo italiano, ivi comprese le associazioni segrete che hanno svolto un rilevante ruolo nella storia locale del XX secolo, sono contrari all’identificazione slovena e spingono invece per un’esaltazione delle differenze locali, culturali e storiche, e pertanto per un maggiore riconoscimento delle differenze in particolare dei Resiani e degli abitanti della Benecia. Il dibattito attuale è in tutti i casi piuttosto acceso e vario, tanto da essere difficile riportare completamente tutte le posizioni presenti.

Lo sloveno in Italia è rappresentato da vari dialetti; tutti questi, si estendono anche dall’altra parte del confine con la Slovenia .

  Tutti i gruppi fanno parte del gruppo dei dialetti del Litorale (primorska narečna skupina).Il Resiano ha mantenuto infatti degli arcaismi non più esistenti negli altri dialetti sloveni, quale ad esempio il tempo verbale aoristo, e presenta un sistema fonetico del tutto peculiare, con ben quattro varianti locali della dizione.

Uso della lingua slovena nella liturgia cattolica

La Chiesa usa la lingua slovena nella liturgia ovunque vi sia un numero sufficiente di fedeli sloveni. Il clero è attivamente impegnato nell’affermazione della convivenza tra la popolazione italiana e quella slovena.

A San Pietro/Špeter e nell’Alta Val Torre le prediche si fanno anche in lingua slovena,così pure i canti della antica tradizione locale.

da LINGUASLOINITALIA

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foglia di tiglio/lipa simbolo dei popoli slavi

davanti a molte chiese della Slavia ci sono alberi di tiglio

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